Pubblichiamo l’appello che don Massimo Biancalani, a nome delle Comunità parrocchiali di Vicofaro e Ramini/Bonelle e del Centro di accoglienza “don Lorenzo Milani” di Pistoia, al termine della “Conferenza mondiale su xenofobia, razzismo e nazionalismi populisti nel contesto delle migrazioni globali”  ha consegnato a papa Francesco contro la chiusura del Centro di accoglienza di Vicofaro.

Appello a papa Francesco e alla Chiesa per restituire la speranza ai rifugiati di Vicofaro
Santo Padre, ci rivolgiamo a lei in un momento di grande amarezza per la nostra comunità impegnata nell’accoglienza di poveri e in particolare di rifugiati. Questa esperienza rischia seriamente di terminare con il plauso di certi esponenti della politica locale e nazionale e purtroppo, ci rattrista sottolinearlo, nell’indifferenza di una larga parte del nostro mondo cattolico. Adducendo motivi di sicurezza e di inadeguatezza dei locali parrocchiali, le autorità preposte hanno deciso lo sgombero della struttura di Vicofaro a Pistoia, in cui sono accolti da alcuni anni i fratelli nel bisogno. Nonostante gli ingenti sforzi economici effettuati per adeguare i nostri ambienti all’accoglienza, tutto questo non è stato considerato sufficiente. Si dimenticano volutamente l’azione generosa e il servizio infaticabile e solidale reso al territorio accogliendo tante persone, che altrimenti sarebbero costrette a vivere in condizioni precarie e pericolose.
Imperversa ormai da tempo una campagna incessante di aggressione razzista nei confronti di don Massimo Biancalani e del centro di accoglienza: lettere minatorie, attacchi violentissimi e denigrazioni sui social, striscioni davanti alle scuole e alla chiesa, manifestazioni intrise di odio, fino ai recenti spari contro un rifugiato. Don Massimo con la scelta, in piena coerenza con la Sua esortazione evangelica, di ospitare numerosi profughi – insieme a un gruppo di senzatetto italiani – nei locali annessi alle chiese di Ramini e di Vicofaro, ha consentito di costruire, con le sue comunità e con numerosi volontari, percorsi solidali di interazione/integrazione attraverso progetti riguardanti sia l’apprendimento della lingua italiana e la frequenza di Istituti superiori sia la formazione professionale (orto biologico, pizzeria, panetteria, pasticceria, laboratori di sartoria e di lavorazione della pelle). I quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare, da Lei più volte sottolineati nei suoi discorsi, non possono che essere per noi una guida indefettibile e ogni giorno concretizzarsi nel servizio disinteressato. Queste persone – troppo spesso considerate degli invisibili se non degli scarti anche a causa di una legislazione inadeguata e di politiche dai tratti sempre più disumanizzanti, hanno così trovato un luogo non solo dove disporre di cibo e alloggio, ma anche di affetto e relazioni umane che oggi si vogliono cancellare. Considerando anche l’assistenza medica e quella legale costantemente fornite, il minacciato allontanamento sta gettando di conseguenza i ragazzi nell’angoscia e nello sconforto più profondi.
Si sono inoltre realizzate tra i collaboratori – sia laici che cristiani – una straordinaria sintonia e unità d’intenti nell’impegno quotidiano per un servizio autentico verso i fratelli nel bisogno, peraltro giunti da noi dopo indicibili sofferenze. Sono il popolo nuovo composto dai dannati della terra, che hanno perso tutto e che ora bussano alla nostra società – che spesso li ha depredati – e in particolare alla nostra comunità cristiana, che deve opporsi al prevalere dell’indifferenza, dell’intolleranza e dell’insensibilità. Disinteressarsi dell’umanità sofferente sarebbe, come Lei ha sottolineato con parole altissime, dimenticare la lezione che viene dal Vangelo sull’amore del prossimo sofferente e bisognoso. Siamo convinti, nel senso più autentico del messaggio cristiano, che l’umanità buona e vera che Gesù ha introdotto nel mondo e che il cristianesimo ha portato  come segno distintivo, consiste nell’accoglienza, nel prendersi cura, nella condivisione del dolore di altri, nell’immedesimazione.
In questo difficile momento ci soccorre l’insegnamento ineludibile del grande sacerdote e educatore toscano, don Lorenzo Milani: Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri.
Saremo sempre dalla parte dei poveri, degli ultimi e dei migranti, fiduciosi che il nostro grido troverà ascolto nella Sua grande misericordia e nel Suo intervento, che restituisca la speranza a questi nostri fratelli e serenità alle nostre comunità.

Comunità parrocchiali di Vicofaro e Ramini/Bonelle
Centro di accoglienza “don Lorenzo Milani” di Pistoia

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