Editoriale del numero 111 di In Dialogo

La crescita -e non solo economica- è la legge che ci governa e con essa, la competizione, l’occhio alla concorrenza, la fretta per non perdere le occasioni. Concentrati quindi sulla necessità di non lasciar scappare neanche una briciola di quella preziosa risorsa, scarsa per definizione, che è il tempo; talmente scarsa, ahimè, che nessuno sa alla fine quanto ne avrà in totale da spendere.

L’ansia, sia pure inconsciamente, la fa da regina. Oggi, l’avere, l’apparire, tolgono alla vita il pensare, il fermarsi, il riflettere, fino a riempire anche i nostri tempi morti dentro uno stato di tensione costante. E così nella nostra cultura la morte rimane un tabù; perfino quando è spettacolarizzata. Quando prevale il calcolo e l’interesse a tutti i livelli, non c’è più spazio per la gratuità, l’interiorità e la contemplazione. Leggi tutto “Editoriale del numero 111 di In Dialogo”

Racconti afrobrasiliani – Bintou, Adila e la tartaruga gigante

Sono passati due anni da quando Adila è nato. E ogni giorno che passa il piccolo si dedica sempre di più al suo tamburo.

Adesso sono iniziate ad arrivare persone perfino dagli altri villaggi per ascoltare il suo tocco, il suo ritmo.
Così, un giorno è successo che Adila ha ricevuto una visita molto importante. Era suo zio Oró, che arrivò per portargli un regalo.

Sapendo che lo zio stava arrivando, Adila non stava nella pelle dalla curiosità. Si diceva che Oró fosse accompagnato da suo figlio, il quale portava sulle spalle una grande cassa.

Anche Bintou, la nostra piccola amica e sorella di Adila, non sopportava più l’attesa e voleva vedere cosa fosse questo regalo. Controllava il sentiero di accesso al villaggio, ansiosa, anche perché sapeva che con Oró viaggiava anche Dará, la sua cuginetta e grande amica.

Alla fine, dopo una attesa che sembrò interminabile ai due nostri amici, Oró arrivò con i suoi due figli, e tutti furono ricevuti con una bella festa. Leggi tutto “Racconti afrobrasiliani – Bintou, Adila e la tartaruga gigante”

In Dialogo, numero 111

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Storia di un amore comune – Waldemar Boff

Ve la racconto così come me l’ha raccontata un abitante della favela di Surui, durante una mia visita, senza aggiungere o togliere niente.

Doralice desiderava Zé Pedro da molto tempo, forse da sempre. Lo immaginava bello e sano. Fino a che un giorno lo incontrò per le molte strade della vita. Si innamorarono. A lui, lei piacque perchè era riservata, si esprimeva con gentilezza e aveva negli occhi la luce di un amore disinteressato.

Zé Pedro veniva dalla periferia, da una famiglia sfasciata, da una storia triste. I suoi antenati erano schiavi. Da loro aveva ereditato non solo il vigore fisico e l’allegria della danza, ma anche l’amarezza, il risentimento e l’astuzia. E anche una certa arroganza, che la stessa dignità umana richiede. Leggi tutto “Storia di un amore comune – Waldemar Boff”

Quel Pinocchio di Matteo Renzi – Rocco Artifoni

Era il 3 novembre 2015 quando Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri, in una conferenza stampa a proposito della proposta di innalzamento (da 1.000 a 3.000 euro) della soglia per l’uso dei contanti affermava: «Al primo che mi dimostra la correlazione tra il tetto al contante e l’evasione cambio provvedimento». Lo stesso giorno Luigi Federico Signorini, vicedirettore generale della Banca d’Italia, durante un’audizione al Senato evidenziava come «i limiti all’uso del contante non costituiscono, ovviamente, un impedimento assoluto alla realizzazione di condotte illecite, specie per il grande riciclaggio, ma introducono un elemento di difficoltà e controllo sociale che può ostacolare forme minori di criminalità ed evasione». La discussione sarebbe finita lì, se a quel punto -per coerenza- il Governo avesse ritirato la proposta, che invece successivamente è stata approvata dal Parlamento all’interno della Legge di stabilità. Leggi tutto “Quel Pinocchio di Matteo Renzi – Rocco Artifoni”

Musiche di liberazione – Anti-establishment blues

Ci sono gli inni nazionali, gli inni di partito; ci sono canti di guerra, canti di lotta, canti rivoluzionari, canti che riecheggiano le voci delle minoranze del mondo.

Talvolta però ad assumere valore politico e sociale sono canzoni nate secondo tutt’altro genere di intenti, commerciali in primis. In casi estremi, questa attribuzione di significati diversi può avvenire all’insaputa dell’autore stesso.

Oggi raccontiamo uno di questi casi estremi, avvenuto quarant’anni fa, quando ancora un disco finito nel dimenticatoio da un capo del mondo poteva risultare fondamentale e rivoluzionario dall’altro.

Detroit nel 1968 non doveva essere un gran posto. Certamente non era San Francisco, né Woodstock. Ma è nei bassifondi di Detroit che due produttori musicali, Dennis Coffey e Mike Theodore, scoprono Sixto Rodriguez. Leggi tutto “Musiche di liberazione – Anti-establishment blues”

Giovani oggi – Chi salverà l’Europa

Scrivo questo articolo in una situazione un po’ particolare, seduta su un divano non mio, in una casa non mia, in una città e in un Paese che non sono i miei.

In questi giorni mi sono messa a pensare a quanti miei coetanei ho visto partire, lasciare l’Italia.

Per studio, per lavoro, per pochi mesi, per non tornare.

Perdo facilmente il conto.

E ci sarebbe tanto da dire, sull’Italia che non offre opportunità, che non riconosce il merito, su chi vuole restare e non può, su chi odia e scappa dal Bel Paese.

Però io stavo pensando anche al risvolto della medaglia, mi sono messa a guardare le cose da un altro punto di vista. Leggi tutto “Giovani oggi – Chi salverà l’Europa”