In Dialogo 116

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Editoriale – In Dialogo 116

Per un attimo, chiudi gli occhi… Adesso. Qui. Nella via del tuo paese, vicino alla tua casa, o al tuo lavoro, auto che passano, gente che va e viene. Quando li riapri, la strada è piena di macerie, le case sono sventrate, rovine ovunque, il rombo degli aerei e il boato delle esplosioni sono assordanti, ma ancora di più le urla e i pianti.

Il primo pensiero è la tua famiglia, i tuoi figli, le persone che ami.

Correre da loro è l’unico pensiero. Cercare salvezza, tentare di portarli al sicuro. E poi ti rendi conto che non ci sono posti sicuri per chilometri e chilometri, per migliaia di chilometri. Leggi tutto “Editoriale – In Dialogo 116”

“Informarsi su chi ci informa” – Rocco Artifoni

“La democrazia è il potere di un popolo informato”, scriveva quasi duecento anni fa Alexis de Tocqueville. Parole che si sono rivelate profetiche, visto che la stampa (e successivamente tutti i media) sono stati definiti come “quarto potere”, per l’evidente capacità di influenzare e orientare l’opinione pubblica.

Oggi in Italia le fonti di informazione sono molto varie: da internet alle tv, dalle radio alla carta stampata. Sicuramente l’importanza dei giornali quotidiani è diminuita, ma non va sottovalutata, dato che ogni giorno vengono ancora letti da milioni di persone.

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Rubrica Racconti di Luna – L’Arca di Francesco

A don Angelo Casati, poeta

A margine della Laudato sii di papa Francesco si può immaginare una storia.

Come al tempio del diluvio, la terra è in pericolo. E’ stata umiliata, ferita, sfruttata. Piangono gli alberi delle foreste insieme ai mari e alle montagne. Francesco come Noè costruisce un’arca, grande grande. Vuole salvare il mondo da una tragedia annunziata. Una guerra mondiale a pezzetti ha sconvolto le città del mondo e le ha rese macerie. Popoli interi sono morti di guerra. Francesco comincia a chiamare per nome, uno ad uno, una da una, le persone da salvare. Gli hanno preparato la lista.

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Per la pace e la dignità – Marwan Barghouthi

“Lettera del leader e parlamentare palestinese Marwan Barghouthi ai suoi colleghi nel mondo in occasione dello sciopero della fame dei prigionieri palestinesi

Cari colleghi parlamentari, se ricevete questa lettera è perché Israele, anziché andare incontro alle legittime richieste dei detenuti palestinesi, ha scelto di continuare nella sua politica provocatoria di persecuzione collettiva.

Insieme ai compagni che portano avanti con me lo sciopero della fame sono stato di nuovo messo in isolamento.

Ma non staremo per questo in silenzio, né ci arrenderemo.

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Attuali minacce alla convivenza umana – Leonardo Boff

L’onda d’odio che avanza nel mondo, e chiaramente in Brasile, discriminazioni contro afrodiscendenti, nordestini, indigeni, donne, e i membri del PT (Partito dei Lavoratori), per non dire dei rifugiati e dei migranti respinti dall’ Europa, le misure autoritarie del presidente Donald Trump contro immigranti mussulmani stanno facendo a pezzi il tessuto sociale della convivenza umana a livello internazionale e locale.

La convivenza è un dato essenziale della nostra natura, in quanto esseri umani, perché noi non esistiamo, co-esistiamo, non viviamo, conviviamo. Quando si dilacerano le relazioni di convivenza, qualcosa di inumano e violento avviene nella società e in generale nella nostra civiltà in franca decadenza.

La cultura del capitale oggi globalizzata non offre incentivi per coltivare il “noi” della convivenza, ma enfatizza l’“io” dell’individualismo in tutti i campi. L’espressione maggiore di questo individualismo collettivo è la parola di Trump: “Al primo posto (first) gli USA”, e, interpretata correttamente, è “soltanto (only) gli USA”.

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Fare la guerra per rispettare i diritti umani – Giancarla Codrignani

Questa non s’era mai sentita, che si dovessero fare le guerre per difendere i “diritti umani”! Ma non è nemmeno tanto sensato essere così stupidi da produrre sempre più armi da vendere a destra e a manca, senza domandarsi se davvero ci si guadagna e non succederà mai che ci ricadano in testa.

Intanto, a margine delle gravi minacce agli equilibri internazionali, il recente ”libro bianco” del governo italiano, “per la sicurezza internazionale e la difesa”, ha previsto quattro missions nuove: il contributo del paese agli impegni Nato e alla stabilità dell’area mediterranea, la gestione delle crisi fuori area per “garantire la pace e la legalità internazionali”, la “salvaguardia delle libere istituzioni” e, infine, l’inserimento nel settore di “dirigenti provenienti dal settore privato”.

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