In Dialogo n. 108 – Editoriale

Oggi i drammi corrono più veloce delle nostre capacità di registrarli, conoscerli, dare loro una dimensione. Parlo di rifugiati dalle guerre e di migranti dalla fame. Vorrei rammentare a tutti coloro i quali vomitano di tutto e di più nei confronti di chi scappa dalla violenza, dalla paura, dagli stenti, dalla schiavitù e dalla morte, che stiamo parlando di persone. In loro non vedo la spasmodica ambizione di vacanze low cost, ma più semplicemente colgo grida d’aiuto e di solidarietà. Aver attribuito al sostantivo “immigrato”, sin dalla prima ora un significato dispregiativo è l’errore più marchiano che si potesse commettere. Basta con i pregiudizi, cerchiamo di non ragionare in termini di convenienza, cerchiamo di capire. Tra noi e loro c’è una sola, incontrovertibile, differenza, un qualcosa che non ci siamo di certo meritato o conquistato: l’aver vinto alla lotteria biologia, la fortuna di nascere nel posto giusto. Penso a don Tonino Bello, l’umile-grande vescovo che ci ha lasciati 22 anni fa, era il 20 aprile. Lui ha dato tutta la tua vita per lasciarci un mondo migliore, che ha consumato tutto se stesso per renderci migliori. Tu che avevi aperto le porte del tuo vescovado ai migranti ai poveri, 22 anni fa ci lasciasti una terra migliore. Noi eravamo migliori. Infatti, allora quando sbarcarono più di 30.000 albanesi a Bari, ma non ci fecero mica paura. No. Tu ci spronasti a spalancare i nostri cuori prima ancora che l’uscio delle nostre case. Tu ci insegnasti che “davanti a una persona non si discute, la si accoglie”.
Oggi non è più così, don Tonino. In questi giorni, centinaia di vite umane sono morte. Dicono affogate. Disperse. Non riescono nemmeno a contarli. Sono tanti. Forse rimarranno senza volto e senza nome. Senza esequie. Migranti in eterno, clandestini anche in paradiso. Fuggivano dalla loro terra, in cerca di una nuova patria che garantisse loro un po’ di libertà, un briciolo di dignità o forse semplicemente un pezzo di pane. In mare hanno trovato solo la morte. E uno scoglio di cinismo. Uccisi due volte. Chi provoca questa situazioni? È troppo comodo parlare di società e nazioni, di organizzazioni e di guerre, e rimanere nell’astratto, bisogna avere il coraggio di indicare i volti di chi, cinico, determina tutto lo sfruttamento. I guadagni quali canali percorrono? I perchè rischiano di liberarsi nell’aria ed evaporare: basta lasciar parlare e poi tutto rimane esattamente così come era.
Gli schiavisti odierni ripropongono la tratta dei neri tanto deplorata. Non basta scuotere i grandi, i potenti, le comunità internazionali e locali. Non basta neppure dare una mano, è necessario dare il cuore, sprecarsi senza misura. Leggi tutto “In Dialogo n. 108 – Editoriale”

Raùl Zecca Castel – Intervista a Aleida Guevara

Possiamo cominciare con la domanda forse più attuale e allo stesso tempo più antica, ovvero quella relativa al tema delle relazioni tra Cuba e USA. Qual è la sua opinione rispetto alle recenti dichiarazioni del presidente Obama circa la volontà di mettere fine all’embargo? Lei ritiene che riuscirà a convincere il Congresso?
È una situazione difficile. Ci fa piacere che il presidente Obama abbia detto quelle cose, è interessante, ma di qui a realizzarle è molto difficile, perché il Congresso degli Stati Uniti, soprattutto il Senato, è composto nella sua stragrande maggioranza da repubblicani e i repubblicani sono molto reazionari…

Non sembra molto fiduciosa…
No…io sono una persona che ha sempre bisogno di vedere per credere! Leggi tutto “Raùl Zecca Castel – Intervista a Aleida Guevara”

Racconti di Luna – Un pegno d’amore: tre inediti di Alda Merini

Bisogna essere santi 
per essere anche poeti: 
dal grembo caldo d’ogni nostro gesto, 
d’ogni nostra parola che sia sobria, 
procederà la lirica perfetta 
in modo necessario ed istintivo.
Noi ci perdiamo, a volte, ed affanniamo 
per i vicoli ciechi del cervello, 
sbriciolati in miriadi di esseri 
senza vita durevole e completa; 
noi ci perdiamo, a volte, nel peccato 
della disconoscenza di noi stessi.
Ma con un gesto calmo della mano, 
con un guardar “volutamente” buono, 
noi ci possiamo sempre ricondurre 
sulla strada maestra che lasciammo, 
e nulla è più fecondo e più stupendo 
di questo tempo di conciliazione.
Alda Merini Leggi tutto “Racconti di Luna – Un pegno d’amore: tre inediti di Alda Merini”

Paolo Latorre – Provocare un nuovo umanesimo

Analizzare e capire il mondo in cui viviamo diventa sempre più difficile. La complessitá e la poliedricitá del nostro vivere come singoli, comunitá, societá e popoli, impedisce di avere uno sguardo di insieme, di poter mettere in sintonia e armonia tutto ció che viviamo.
La complessitá e la poliedricitá nella quale il mondo-della-vita si trova é il frutto di una comunicazione incredibilmente rapida e della libertá che l’uomo si é andato conquistando nelle varie epoche della storia. In questo vi trovo un riflesso di quella grandezza dell’uomo che Dio stesso ha voluto. Nel mentre rifletto su questa grandezza dell’uomo, voluta da Dio stesso, non riesco ad essere indifferente di fronte a drammi umanitari che dilaniano il volto e la dignitá dell’umanitá; in questi giorni non riesco ad essere indifferente al pensiero di migliaia di persone, miei compagni di viaggio in questa vita, che vogliono fuggire dai loro paesi d’origine. Vogliono dirigersi verso una libertá impressa nel loro immaginario da racconti e squarci di realtá patinata, visti da uno schermo che nel mostrare non rivela che il mondo patinato, fatto di una bella copertina: é un mondo altro, un’ “isola che non c’é”. Si tratta di un mondo tragicamente reso reale dalle menti perverse degli scafisti e dei trafficanti di uomini e donne che, sfruttando il loro desiderio di libertá, li condanna a schiantarsi verso il nulla di quell’ “isola immaginaria” ed una libertá che li rende prigionieri. Leggi tutto “Paolo Latorre – Provocare un nuovo umanesimo”

Leonardo Boff – Le religioni e il terrorismo

I principali conflitti della fine del XX secolo e dell’inizio del nuovo millennio hanno uno sfondo religioso. Così in Irlanda, in Kosovo, nel Kashmir, in Afghanistan, in Iraq e nel nuovo stato islamico, estremamente violento. È stato chiaro a Parigi, con l’uccisione dei vignettisti e di altre persone  da parte dei fondamentalisti islamici. Che c’entra  tutto questo con la religione?
Non senza ragione, Samuel P. Huntington, nel suo famoso libro Lo scontro delle civiltà, ha scritto: ”Nel mondo moderno, la religione è una forza centrale, forse la più centrale, che motiva e mobilita le persone….Quel che in ultima analisi conta per le persone non è l’ideologia politica né l’interesse economico; ma ciò con cui le persone si identificano sono le convinzioni religiose, la famiglia e le fedi. É per queste cose che combattono e sono disposte a dare perfino la loro vita” (1997, p.79). Egli critica la politica estera nord-americana per non aver mai dato il dovuto peso al fattore religioso, considerato qualcosa di passato e oltrepassato.   Ingenuo errore. É il substrato dei più gravi conflitti che stiamo vivendo.
Che lo vogliamo o no, e nonostante il processo di secolarizzazione e l’eclissi del sacro, gran parte dell’umanità si orienta attraverso le cosmovisioni religiose, giudaica, cristiana, islamica, scintoista, buddista ecc. Leggi tutto “Leonardo Boff – Le religioni e il terrorismo”

Diario del Meticcio

Gli altri Mondi
Papa Francesco, finita la luna di miele. Ci si avvicina al secondo anno del pontificato di papa Francesco con una Chiesa divisa e raggelata. La linea di papa Francesco incontra sempre più ostilità, muri contro, colte prese di distanza. Che mi vanno bene, le rispetto: sono chiare, trasparenti. Il vero male è un altro: è il sì untuoso e gelatinoso a papa Francesco. L’elogio opportunistico. La condivisione moralistica.
Tutti i cristiani – senza eccezioni – devono sentirsi interpellati dal papa venuto da lontano.
Chi parla in nome del vangelo riguarda tutti.
Nessuno può dire: a me quelle parole non riguardano. Leggi tutto “Diario del Meticcio”