Lettera Rete di Quarrata – Marzo-Aprile 2017

Carissima, carissimo,

oggi urge creare sempre di più relazioni profonde e durature basate sul dialogo e l’incontro con l’altro, unico antidoto che ci spinge ad emanciparsi da qualsiasi dogmatismo, da qualsiasi forma di dipendenza e di contrapposizione; ciò sprona ad abbattere ogni tipo di barriere e ad aprirsi. Ciò porta ad aprirsi al mondo, alla laicità, alla scienza, al corpo, ad altri credi religiosi, a filosofie difformi dalle nostre e a ideologie diverse.

Acquisire questa libertà è faticoso, è fatica saper discernere, essere sempre attivi, non lasciarsi guidare dalle mode e acquisire la disponibilità ad imparare dai nostri errori. Chi è che non ne commette? La perfezione a mio parere è un puro concetto astratto, dobbiamo prenderci la libertà di agire per quello che crediamo, a costo di sbagliare, è così che potremmo migliorare e guardare alla società e a noi stessi con la serenità dell’essersi messi in gioco. Dobbiamo abituarci a non considerare come punto di riferimento noi stessi, ma allargare il nostro orizzonte verso gli emarginati, gli esclusi, i poveri, i senza voce, gli scartati. Leggi tutto “Lettera Rete di Quarrata – Marzo-Aprile 2017”

Il prete oggi, il prete che vorrei – di Tiziana Bonora

Scrive S. Paolo: “Non sono mandato a fare il padrone sulla vostra fede, ma a collaborare alla vostra gioia”.

Il prete oggi è frutto di una cultura passata e risucchio di un futuro che lo chiama a nuova vita: è nel bel mezzo di un conflitto che a mio parere genererà necessariamente uno sconvolgimento, una conversione. Confido nel travaglio e nella rinascita, nell’evoluzione. O ritorna Uomo, uomo semplice ed essenziale, “senza sandali o bisaccia”, senza cose, perché risalti il primato dell’amore, o sarà sempre più staccato dalla storia, e quindi insignificante. Leggi tutto “Il prete oggi, il prete che vorrei – di Tiziana Bonora”

Al diavolo le banche, salviamo i cittadini – di Francesco Gesualdi

La buona notizia è che in Italia si sta costituendo il Comitato per l’abolizione dei debiti illegittimi, aderente al coordinamento internazionale denominato CADTM.

La cattiva notizia è che l’anno 2016 si è chiuso con un’ulteriore aggiunta di debito illegittimo che ha fatto veleggiare il debito pubblico italiano verso quota 2300 miliardi. Ormai quale sia il vero ammontare del debito pubblico italiano lo sa solo il Ministro del Tesoro, dal momento che l’Unione Europea sta autorizzando aumenti di deficit esonerati dall’obbligo di essere conteggiati nell’ammontare complessivo del debito. Una sorta di autorizzazione al falso in bilancio per permettere agli stati di spendere in sovrappiù senza dare l’impressione di avere trasgredito le regole europee che tutti considerano inattuabili. L’ultimo atto di questa farsa è il provvedimento del Parlamento italiano che autorizza altri 20 miliardi di debito per salvare le banche. Leggi tutto “Al diavolo le banche, salviamo i cittadini – di Francesco Gesualdi”

Un colpo di fortuna insperato? La presidenza Trump potrebbe essere un bene per la Palestina

4 gennaio 2017, Maannews

di Ramzy Baroud

Israele ha le vertigini. Il 20 gennaio ci sarà una specie di secondo natale e Donald Trump è un gioviale vecchio Babbo Natale che porterà doni.

Tutto è già scritto, dal momento che il presidente eletto Trump ha nominato, come prossimo ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, un estremista, David Friedman, che ha intenzione di trasferire l’ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme e appoggia l’espansione delle colonie illegali che hanno già frantumato l’ipotetico stato di Palestina in bantustan di tipo sudafricano.

Quindi deve suonare strano, se non assolutamente provocatorio, insinuare che una presidenza Trump potrebbe essere il colpo di grazia di cui i palestinesi, e di fatto l’intero Medio Oriente, hanno bisogno per liberarsi del peso di una politica estera americana autoritaria, arrogante e futile che è durata per decenni. Leggi tutto “Un colpo di fortuna insperato? La presidenza Trump potrebbe essere un bene per la Palestina”

I crimini senza fine di Israele: non si tratta solo di insediamenti

di STANLEY COHEN

aljazeera.com

Israele non ha solo commesso atti indicibili di genocidio, ma lo ha fatto con assoluta trasparenza.

La scorsa settimana, l’attenzione del mondo è stata catalizzata da un gesto soprattutto simbolico da parte delle Nazioni Unite, con il quale è stata riscontrata l’illegalità della continua occupazione israeliana della Cisgiordania. Non è forse vero?

Anche se il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con insolita uniformità, ha castigato Israele per aversi fatto beffe della legge di occupazione, la risoluzione, partorita con ambigua precisione legale, è oggetto di discussione da parte di pensatori di sinistra con esperienza in materia, in merito al suo significato. Leggi tutto “I crimini senza fine di Israele: non si tratta solo di insediamenti”

Francia: Se la solidarietà è un “delitto”. Il processo a Herrou diventa un caso politico.

È iniziato mercoledì scorso, a Nizza il processo a Cédric Herrou il 37enne francese accusato di aver facilitato l’ingresso illegale in Francia di circa 200 migranti sprovvisti del permesso di soggiorno.

L’uomo, che rischia fino a 5 anni di reclusione e 30 mila euro di multa, è inoltre incriminato per avere messo in piedi un campo di accoglienza abusivo in un edificio abbandonato di proprietà della Sncf (la società ferroviaria francese). Leggi tutto “Francia: Se la solidarietà è un “delitto”. Il processo a Herrou diventa un caso politico.”

La pulizia etnica in Palestina non si è mai fermata e con essa la scia di sangue

di Fernando Cancedda

Nessuna pace si è rivelata fino ad oggi irraggiungibile come quella fra Israele e i Palestinesi. E tra i fallimenti di Barack Obama negli otto anni della sua politica estera, questo è probabilmente il più rilevante. Per i  riflessi che può avere avuto sulla difficile crisi medio orientale, più grave della mancata chiusura del carcere di Guantanamo. Tutti sanno che solo una giusta pressione americana, non soltanto morale, sul governo israeliano per indurlo a condividere non solo a parole  la soluzione dei due Stati  – o perlomeno a non ostacolarla con una escalation dell’occupazione coloniale in Cisgiordania – avrebbe fatto la differenza. D’altronde nessuna presidenza è mai riuscita a superare il veto della potentissima lobby filo-israeliana degli Stati Uniti. E con Trump alla Casa Bianca sarà probabilmente peggio.  (nandocan) Leggi tutto “La pulizia etnica in Palestina non si è mai fermata e con essa la scia di sangue”