Napoli, capitale dell’acqua pubblica – di Alex Zanotelli

È con grande gioia che salutiamo la decisione del Comune di Napoli di trasformare ARIN (Azienda Risorse Idriche Napoli), una Spa a totale capitale pubblico, in ABC (Acqua Bene comune) Napoli, un’Azienda Speciale. Ciò è finalmente avvenuto il 21 novembre scorso con l’ultimo adempimento redatto dal prof. Giancarlo Laurini, presidente del Consiglio Nazionale del Notariato.

Il Consiglio comunale di Napoli aveva già deciso questo quasi all’unanimità il 26 ottobre 2011 inseduta plenaria, alla presenza dei comitati dell’acqua. Ma le pressioni da parte dei potentati economico-finanziari sono state talmente forti che è stato necessario oltre un anno per tradurre in pratica quel voto.

Se si è riusciti ad arrivare alla gestione pubblica dell’acqua dobbiamo ringraziare l’impegno dei comitati cittadini napoletani e campani; un impegno portato avanti con tenacia per otto lunghi anni. Tutto infatti inizia nel 2004 quando 136 comuni delle provincie di Napoli e Caserta (ATO2) decidono di privatizzare il servizio idrico. I comitati con una energica campagna obbligano i sindaci a votare il 31 gennaio 2006 la ripubblicizzazione dell’acqua di ATO2, una decisione storica che non divenne però operativa. Fu la vittoria referendaria a dare il colpo d’ala necessario ad arrivare all’ABC- Napoli. Questo è avvenuto grazie all’impegno dell’assessore Alberto Lucarelli con l’appoggio del sindaco Luigi De Magistris.
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La sovrabbondanza della grazia, letture paoline con il teologo Carmine Di Sante

La sovrabbondanza della grazia

Letture paoline con il teologo Carmine Di Sante

Le associazioni Casa della Solidarietà e Granello di Senape organizzano, presso la sede della Casa della Solidarietà, via delle Poggiole 225, Quarrata, incontri di approfondimento teologico sulle Scritture

L’oggetto dei prossimi incontri è lo studio di S. Paolo, secondo lo schema riportato di seguito.
Il tema della premessa è stato esaminato il 18 novembre scorso, gli altri saranno visti nei prossimi appuntamenti, in particolare:

20 gennaio 2013
24 febbraio 2013
14 aprile 2013

Gli incontri si svolgono dalle 9,30 alle 17,00 con pausa pranzo dalle 13,00 alle 15,00. Il pranzo viene preparato presso la sede
L’iniziativa prevede un contributo per l’organizzazione della giornata di € 25,00, comprensivo del pranzo, a carico di ogni partecipante.
E’ necessario prenotarsi telefonando al n. 0573 750539 (ore pasti) oppure inviando una mail a casasolidarieta@rrrquarrata.it

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Cambiare si può – per una presenza alternativa alle elezioni politiche 2013

Fai clic per accedere al sito di questa importante iniziativa.
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È etico pagare il debito? – di Alex Zanotelli

Contro la dittatura della finanza. È etico pagare il debito?

Ho riflettuto a lungo come cristiano e come missionario,nonchè come cittadino, sulla crisi economico-finanziaria che stiamo attraversando, e sono riandato alla riflessione che noi missionari avevamo fatto sul debito dei paesi impoveriti del Sud. Per noi i debiti del Sud del mondo erano ‘odiosi’ e ‘illegittimi’ perché contratti da regimi dittatoriali per l’acquisto di armi o per progetti faraonici , non certo a favore della gente. E quindi non si dovevano pagare! “E’ immorale per noi paesi impoveriti pagare il debito,” -così affermava Nyerere, il ‘padre della patria ‘ della Tanzania, in una conferenza che ho ascoltato nel 1989 a Nairobi (Kenya). “ Quel debito- spiegava Nyerere- non lo pagava il governo della Tanzania, ma il popolo tanzaniano con mancanza di scuole e ospedali.” La nota economista inglese N.Hertz, nel suo studio Pianeta in debito, affermava che buona parte del debito del Sud del mondo era illegittimo e odioso.
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Se questi morti sono soltanto nostri – di Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa

Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa. Eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile. Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore. Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci della provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme, perché il Comune non aveva più loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola?

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E l’Economicidio sta arrivando in Germania – di Paolo Barnard

Il valore di un’analisi sta nel suo avverarsi. Se è corretta, se ha veramente capito come funziona un sistema, essa indovinerà l’inevitabile. La Mosler Economics MMT (ME-MMT) che io divulgo in Italia ha denunciato una cosa sopra ogni altra: il costrutto dell’Eurozona è insostenibile, distruggerà tutta l’Unione Monetaria, non solo Italia o la Grecia. Infatti. Ora il veleno sta lambendo proprio lei, la signora teutonica degli sprezzanti strali contro noi ‘Maiali’. Il mostro si rivolta contro chi l’ha creato, il virus sta uccidendo lo scienziato che l’ha fatto vivere. La Germania è attonita, non si capacita, ma come? Come è possibile? E’… E’… UFFICIALMENTE IN RECESSIONE.
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La “scelta religiosa” di Comunione e Liberazione

“Non è povera voce di un uomo che non c’ è, la nostra voce canta con un perché”. La voce dei diecimila presenti risuonò commossa nel Duomo di Milano il 24 febbraio 2005, a conclusione dei funerali di don Luigi Giussani (di seguito: il Gius) , fondatore di Comunione e Liberazione, celebrati dall’ allora Cardinal Joseph Ratzinger. Ora, a sette anni di distanza, mentre sta per iniziare il processo di beatificazione del prete carismatico, la voce che risuona pubblicamente è quella delle due guide spirituali attualmente più importanti per il movimento: il Cardinale Angelo Scola, neo-arcivescovo di Milano – va da sé che il Cardinale, cresciuto col Gius e per questo motivo ordinato prete lontano dalla diocesi di Milano, ritornatovi da sommo pastore, oggi rappresenta ben più di Cl – , e don Juliàn Carròn, il prete spagnolo di 62 anni successore del Gius. Entrambi, nell’ arco di un mese, sono stati intervistati dal Corriere della Sera (Scola il 23 dicembre, Carròn il 16 gennaio) e nelle due interviste, raccolte dallo stesso giornalista, Aldo Cazzullo, hanno ripetuto le medesime affermazioni. Segno di una strategia concordata? Credo di sì, la loro voce canta con un perché.
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Romney, bada alla tua crisi – di Alessandro Bonacchi

Romney, bada alla tua crisi; alla nostra ci pensiamo noi, se tu smetti di prenderci i soldi. Il dollaro, carta straccia che crea crisi mondiale. L’Italia ha meno debiti degli Usa.
Romney ha detto che l’Italia è un pessimo esempio di economia. Senza fare campanilismo e nemmeno patriottismo, Romney non dice che gli USA sono il paese più indebitato del mondo; nessuno lo dice non si sa per quale paura. Il dollaro americano è una moneta che si fonda sui petrodollari, e si sa bene come funziona questo mercato: tutti devono cambiare la loro moneta in dollari per pagare i petrolieri; ovviamente gli americani consumano il petrolio gratis a spese degli altri. La guerra contro l’euro è stata apparentemente vinta dagli americani: il ricatto è: se crolla il dollaro, affonda anche l’euro. Ma perché dovremmo noi pagare i debiti degli americani?
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Un prete contro i roghi della camorra

Il prefetto di Napoli richiama pubblicamente un prete impegnato contro la camorra perché chiama il prefetto di Caserta semplicemente “signora”. Ora il prefetto si è scusato, ma resta il messaggio e la testimonianza di quanti lottano e hanno bisogno di sentire la nostra solidarietà, allargando la cordata di un impegno contro tutte le violenze e diffondendo informazione tesa a creare coscienza civica. Che diventa anche un modo di vivere la parrocchia e la testimonianza della fede. A cinquant’anni dal Concilio, senza fughe spiritualistiche, facendo proprie “angosce e speranze” degli uomini tutti” e dei poveri in particolare”. Che – come dice il decreto conciliare sui “Presbyterorum ordinis” – sono affidati con cura particolare ai preti, e quindi a tutti perché in loro la Chiesa ritrova “l’immagine del suo Fondatore” – come è detto nella “Lumen gentium”.

La lettera di don Maurizio Patriciello al SIGNOR Prefetto di Napoli

Signor Prefetto,
sono appena ritornato a casa dopo l’incontro in prefettura di mercoledì 17 ottobre.
Come può facilmente immaginare mi sento tanto mortificato dalle sue parole gridate nei miei confronti e senza motivo davanti a un consesso così qualificato.
Che dirle?
Se a me, prete di periferia, è concesso di ignorare che chiamare semplicemente “signora”, la signora Prefetto di Caserta fosse un’offesa tanto grave,  non penso assolutamente  che fosse concesso a lei, arrogarsi il diritto di umiliare un cittadino italiano colpevole di niente, presente in prefettura come volontario per dare il suo contributo alla lotta contro lo scempio dei rifiuti industriali interrati e bruciati nelle nostre campagne.
Alla fine dell’incontro ho ricevuto la solidarietà di tante persone presenti all’increscioso episodio e la rassicurazione da parte della signora Prefetto di Caserta che non si era sentita per niente offesa da me nell’essere chiamata ” signora”.
Forse le sarà sfuggito che lei non era e non è un mio superiore.
Mi dispiace.
Tanto.
Avrebbe certamente potuto consigliarmi di rivolgermi al Prefetto di Caserta, chiamandola
“signora Prefetto”. Avrei accolto immediatamente il suo consiglio. Invece, con il tono di voce del maestro che redarguisce lo scolaro, e con parole tanto dure quanto  inopportune,  ha quasi insinuato che il sottoscritto non avesse rispetto per lo Stato.
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Banning Poverty 2018 – Dichiariamo illegale la povertà

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