Lettera Rete Quarrata ottobre 2014

Per capire la vittoria di Dilma Rousseff, presidente del Brasile – di LEONARDO BOFF

In questa tornata elettorale presidenziale, brasiliani e brasiliane si sono confrontati come se rappresentassero la scena biblica descritta dal Salmo n°1: si doveva scegliere tra due vie, una che rappresentava il successo e la felicità possibile, l’altra l’insuccesso e l’infelicità evitabile.

Erano state create tutte le condizioni per una tempesta perfetta con distorsioni e diffamazioni, diffuse nella grande stampa e nei media popolari, soprattutto una rivista che ha offeso gravemente l’etica giornalistica, sociale e personale pubblicando falsità per danneggiare la candidata Dilma Rousseff. Dietro a questa rivista albergano le élites più retrograde che si impegnano a difendere i loro privilegi piuttosto che far partecipare tutti ai diritti personali e sociali.

Davanti a queste avversità la presidente Dilma già passata attraverso le torture nei sotterranei degli organi di repressione della dittatura militare, ha rafforzato la sua identità. È cresciuta nella sua determinazione e ha accumulato energie per affrontare qualsiasi scontro. Si è mostrata come è: una donna coraggiosa e valorosa che trasmette fiducia, virtù fondamentale per un politico. Mostra di essere tutta di un pezzo e non tollera malefatte. Lei genera nell’elettore o elettrice il sentimento di “sentire fermezza”.

La sua vittoria è dovuta in gran parte ai militanti che sono usciti per le strade organizzando grandi manifestazioni. Il popolo ha mostrato di essere maturo nella sua coscienza politica e ha saputo, biblicamente, scegliere la via che gli pareva più indovinata votando Dilma. Lei ha vinto con più del 51%.
Leggi tutto “Lettera Rete Quarrata ottobre 2014”

Votazione all’ONU: il mondo contro l’embargo a Cuba. A parte 2 paesi.

188 a favore dell’abolizione dell’embargo, 2 contrari (USA e Israele), 3 astenuti

IL MONDO DICE NO Al BLOCCO: 188 paesi hanno votato a favore della risoluzione 68/8 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unita “Necessità di mettere fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba, presentato questa mattina nella sede dell’ONU a New York. Soli due paesi – Stati Uniti e Israele – hanno appoggiato questa politica, e altri 3 si sono astenuti – Isole Marshall, Micronesia e Palau.

La potenza di Roma sui mari – Manlio Dinucci

La portaerei Garibaldi, rimessa a nuovo nell’Arsenale di Taranto, resterà in servizio per almeno altri 7/8 anni. I lavori di ammodernamento, che hanno riguardato la quasi totalità degli impianti e delle strutture della nave, sono costati oltre 10 milioni di euro.

Sembra dunque rinviata la vendita della nave all’Angola, il cui governo, in un paese dove circa la metà della popolazione è sotto la soglia di povertà, aspira a divenire il primo in Africa a possedere una portaerei. Il vero business, nella vendita della Garibaldi, consisterebbe nei contratti che l’acquirente stipulerebbe con aziende italiane per gestire i suoi sofisticati sistemi.

La Garibaldi, lunga 180 metri e con un equipaggio di 600 militari, realizzata negli anni Ottanta come portaelicotteri, è divenuta portaerei dieci anni dopo con l’imbarco di caccia Harrier, destinati ad essere sostituiti dai futuri F-35B della nuova portaerei Cavour. La Garibaldi – sottolinea la Marina militare – ha svolto un ruolo fondamentale, quale ammiraglia della flotta, in tutte le principali «missioni internazionali», dalla Somalia alla Jugoslavia, dall’Afghanistan al Libano, fino all’«Operazione Unified Protector» in Libia nel 2011. Ha contribuito in tal modo a «elevare l’Italia a un rango e ad un prestigio internazionale che prima erano stati appannaggio esclusivo di pochi altri Paesi».
Leggi tutto “La potenza di Roma sui mari – Manlio Dinucci”

Religiosi, militari e antiabortisti: il Congresso del Brasile svolta a destra

da Limes.it  – Carlo Cauti

In attesa di vedere chi sarà presidente tra Dilma Rousseff e Aécio Neves, un dato è certo: il gigante latinoamericano ha eletto il parlamento più conservatore degli ultimi 50 anni.

Nel giugno del 2013 le strade e le piazze del Brasile sono state invase da manifestazioni di protesta. Cariche del simbolismo tipico di un movimento di massa latinoamericano, chiedevano a gran voce un profondo cambiamento politico e l’estensione dei diritti sociali. Molti osservatori, analisti e politici hanno vaticinato che si trattasse dell’anticamera di una rinascita della nuova sinistra.

Come dicono in Brasile, “sabe de nada, inocente” (“non hai capito niente, sprovveduto”). L’elezione per il rinnovamento di parte del Congresso federale brasiliano, tenutasi domenica 5 ottobre in concomitanza con il primo turno delle elezioni presidenziali, ha mostrato che il cambiamento è avvenuto, sì – ma nella direzione opposta. La maggior parte dei nuovi deputati e senatori è di stampo spiccatamente conservatore. Probabilmente si tratta del Congresso più conservatore dal 1964, anno del Golpe. Leggi tutto “Religiosi, militari e antiabortisti: il Congresso del Brasile svolta a destra”

Consolidare la rivoluzione democratica votando Dilma Rousseff

La presente campagna presidenziale del secondo turno mette in gioco qualcosa di fondamentale nella storia del Brasile: la nostra prima rivoluzione popolare, democratica e pacifica, conquistata votando e scegliendo Lula come presidente. Non c’è stata soltanto un’alternanza di potere, ma un’alternanza di classe sociale. Un rappresentante dei disgraziati sempre emarginati è arrivato alla più alta carica della nazione come frutto del PT e alleati e di una grande articolazione di movimenti sociali e sindacali. Lavoro continuato da Dilma Rousseff.

Come affermava il noto storico José Honorio Rodrigues in “Conciliaçao” e in “Reforma do Brasil” (1965): “Gli’nteressi del popolo erano stati trascurati dai capi; da ciò lotte, ribellioni e storia cruenta, compromesso e conciliazione; rivoluzione nel senso di trasformazione della struttura economica del regime delle terre, dei cambiamenti nelle relazioni sociali, cose mai viste prima da noi; il grande successo della storia del Brasile è il suo popolo e la grande delusione, i suoi capi”. Continua José Honorio: “Le vittorie, sono oggettive e incontestabili; il Brasile deve al popolo unità politica e integrazione territoriale, meticciamento e tolleranza razziale, omogeneità religiosa, integrazione psicosociale e sensibilità nazionale molto viva, che esige una brasilianizzazione da parte dei contributi stranieri (121-122). Leggi tutto “Consolidare la rivoluzione democratica votando Dilma Rousseff”

In Dialogo, numero 105

copertina_105

 

Cliccando qui o sulla copertina vedrai l’indice e i link a una selezione di articoli.

 

Lettera Rete Quarrata settembre 2014

Carissima, carissimo,
Oggi, nel mondo, siamo di fronte allo scandalo mondiale di circa un miliardo di persone che ancora soffrono la fame.
Non possiamo girarci dall’altra parte e far finta che ciò non esista. La fame non va in ferie.
La fame è una tragedia mondiale, una catastrofe quotidiana, uno scandalo dimenticato.
Oggi, ogni 3,5 secondi una persona muore perché non ha abbastanza cibo da mangiare. Ogni anno in Italia si getta cibo per 40 milioni di persone!
Oggi, la popolazione dell’Africa é colpita in modo particolare da questa tragedia, insieme alle periferie di tutte le grande megalopoli del Sud del mondo, causa la concentrazione delle terre in mano a pochi latifondisti. In Brasile il 2,5% della popolazione possiede il 60% delle terre coltivabili. Urge, necessita una riforma agraria!
Oggi, una persona su quattro soffre di malnutrizione. La conseguenze sono drammatiche: negli adulti la capacità di lavorare diminuisce drasticamente, sono deboli e soggetti a continue malattie, fino a morire. Leggi tutto “Lettera Rete Quarrata settembre 2014”

Istruzione e sanità: Cuba batte Italia

di Fabio Marcelli | Il Fatto Quotidiano 17 settembre 2014

Il sistema educativo cubano è il migliore dell’area latinoamericana e dei Caraibi. Non lo afferma qualche polveroso bollettino veterocomunista ma l’istituzione guida del neoliberismo internazionale, la Banca mondiale. Secondo un recente rapporto dell’istituzione in questione, Cuba possiede un corpo docente di alta qualità e presenta parametri elevati, un forte talento accademico, retribuzioni adeguate ed elevata autonomia professionale, al pari di Paesi rinomati in questo senso a livello mondiale, come Finlandia, Singapore, Cina (in particolare la regione di Shanghai), Corea, Svizzera, Paesi Bassi e Canada.

Già in precedenza, peraltro, sempre il Banco mondiale aveva sottolineato, in un altri suoi rapporti, il riconoscimento internazionale attribuito a Cuba per i suoi successi nei campi dell’educazione e della salute, ottenuti grazie a un sistema di servizi pubblici che supera il livello presente nella maggiore parte dei Paesi in via di sviluppo e in alcuni settori è comparabile a quello dei Paesi sviluppati. E che fin dalla rivoluzione del 1959 è stato creato un sistema che permette l’accesso universale alla salute e all’educazione. Un modello che ha permesso a Cuba di raggiungere l’alfabetizzazione generale, sradicare determinate malattie, garantire l’accesso all’acqua potabile e la salute pubblica di base, con bassi livelli di mortalità infantile e alta speranza di vita, con un costante miglioramento degli indicatori sociali dal 1960 al 1980 e un ulteriore miglioramento dei tassi di mortalità infantile e speranza di vita negli anni Novanta. La Banca mondiale osservava come le prestazioni dei servizi sociali a Cuba siano fra le migliori del mondo in via di sviluppo, come documentato del resto da fonti di varie organizzazioni internazionali come l’Organizzazione mondiale della salute, il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo e altre agenzie delle Nazioni Unite. Leggi tutto “Istruzione e sanità: Cuba batte Italia”

21a Marcia per la Giustizia – sabato 13 settembre 2014 – “Urge una nuova politica: come passione di vita e pratica condivisa”

21a Marcia per la Giustizia Agliana-Quarrata (PT)
sabato 13 settembre 2014

“Urge una nuova politica: come passione di vita e pratica condivisa”

Saranno presenti:

Antonietta POTENTE, teologa;
Cecile KYENGE, deputata europea PD;
Curzio MALTESE, deputato europeo Tsipras;
Luigi CIOTTI, Gruppo Abele, Libera;
Martina ROMANELLO, stedentessa universitaria,
Renato ACCORINTI, sindaco di Messina.

L’anima umana ha bisogno per un verso di solitudine, per l’altro di vita sociale… L’anima umana ha bisogno di partecipazione disciplinata a un compito condiviso di pubblica utilità, e ha bisogno di iniziativa personale in questa partecipazione … L’anima ha bisogno sopra ogni altra cosa di essere radicata in molteplici ambienti naturali e di comunicare tramite loro con l’universo.” (Simone Weil, Dichiarazione degli obblighi verso l’essere umano, 2003, 30-31)

“La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è quella di essere potenti oltre ogni limite. E’ la nostra luce, non la nostra ombra a spaventarci di più. Ci domandiamo: chi sono io per essere così brillante, pieno di talento, favoloso? In realtà: chi sei tu per non esserlo? Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo. Non c’è nulla di illuminante nello sminuire se stessi, cosicché  gli altri non si sentano insicuri intorno a noi. Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. Non solo per alcuni di noi, ma in ognuno di noi. Quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso. E quando  ci liberiamo delle nostre paure, la nostra presenza, automaticamente, libera gli altri.” (Nelson Mandela)

La questione politica, a questo punto, è una questione dell’anima.
Ciò che abbiamo perso, o stiamo perdendo non è solo un certo tenore di vita a cui tutti eravamo abituati; servizi sociali, garanzie economiche, sicurezze riguardo al nostro futuro. Ciò che stiamo perdendo o abbiamo perso è una delle dimensioni più reali della vita umana, che ci avrebbe garantito di non cadere nella superficialità, nella distrazione e nella prepotenza delle relazioni umane e con tutto l’ecosistema.

La politica non è merce di scambio, fonte di ricchezza privata e nemmeno pubblica; la politica non è costituire uno stato fantasma supportato da singoli cittadini senza partecipazione. Non è nemmeno la costituzione di uno stato separato dalla fatica quotidiana di uomini e donne che hanno inventato le proprie storie e per questo hanno resistito, oramai da anni, nonostante le offerte dello stato – perché di offerte si tratta- siano totalmente insufficienti.

La questione politica parte dall’anima, dalla consapevolezza e dal riscatto di questa sensibilità interiore che ispira la vita dal di dentro, in cui le cose, gli esseri umani, l’ecosistema, non si riconoscono solo come merce di scambio; come fonte di accumulo di quello che prima si chiamava potere e oggi è totalmente identificato con il denaro.

Ogni crisi dell’umanità, in questo momento storico, è crisi interiore, crisi e tradimento dell’anima che invece è matrice dei sogni, di quelle sensibilità ispiratrici dell’umano più bello e dell’umano più capace di vivere nell’ecosistema; matrice di quei diritti che vengono ancora prima di ogni legge, anzi, ispirano la creazione di un ordinamento condivisibile, per tutti.

Chi sostiene di ripartire dall’anima, non è un illuso o illusa, che ha un visione idilliaca dell’essere umano e del cosmo, ma piuttosto chi si è stancato o stancata di pensarsi incapace di rifare la storia in un altro modo, di partecipare alla costruzione di un ambiente in cui la vita si sviluppa e non viene mortificata da progressivi processi di esclusione.

La politica deve tornare ad essere passione filo-sofica, cioè passione-amore alla sapienza della vita; ricerca di stili di vita che garantiscano la vita stessa e non una mortificante sopravvivenza. Al contrario: La politica non può essere passione di denaro; passione di chissà quale frustante riscatto personale. Sono questi gli aspetti che portano la politica all’illegalità, alle mafie di ogni genere: politico, sociale e persino religioso, sia locali che mondiali.

L’antico detto cristiano è chiaro, anche per chi non si ricorda più: “non si possono servire due padroni …” perché lasciare che la nostra esistenza serva contemporaneamente due ispirazioni: il denaro-potere e l’anima della vita e delle cose, ci romperà dal di dentro; frantumerà la storia in mille pezzi, polverizzando tutto: passato, presente e un ipotetico futuro.

Siamo stufi di essere trattati come i conquistatori spagnoli nel XV secolo, trattarono le popolazioni indigene del continente Amerindio, quando con solennità proclamavano: “questi [gli indigeni] non hanno anima. Noi, così come rivendicavano gli indigeni, abbiamo un’anima, qualunque essa sia, in ogni cultura, in ogni storia personale e collettiva, è l’anima della nostra creatività umana che è partecipazione.

Cfr. La canzone di Gaber: Libertà è partecipazione …

 

Note organizzative

Ritrovo ore 18,00 ad Agliana, Piazza Gramsci – Arrivo a Quarrata – Piazza Risorgimento ore 21
Per informazioni: Tel. 0573-750539; 339-5910178
E-Mail: rete@rrrquarrata.it – casasolidarieta@rrrquarrata.it – www.rrrquarrata.it

Alle ore 17 è prevista la partenza da Quarrata di un autobus per Agliana al fine di portare i partecipanti che desiderano lasciare la macchina a Quarrata.
Al termine della Marcia i bus navetta provvederanno a riportare ad Agliana i partecipanti.

Chi è provvisto di sacco a pelo sarà ospitato presso il Palazzetto dello Sport di Quarrata g.c.

Gaza, le scuse di Garnier e le campagne di boicottaggio

di 

Garnier si è scusata. A nome della sua filiale israeliana, la multinazionale dei prodotti per il benessere si è detta profondamente rammaricata per il pacco omaggio con shampoo, balsamo e make-up, inviato la scorsa settimana alle soldatesse dell’Idf. L’iniziativa annunciata dalla Garnier israeliana con uno status su Fb, diventato presto virale, aveva fatto infuriare mezzo mondo: ”La spedizione di un pacco con prodotti per la cura della persona è stato inviato alle nostre ragazze che stanno difendendo Israele. Abbiamo incluso anche anche saponi per il viso e minerali, così potranno rimanere belle anche quando sono sul fronte a difenderci” recitava il post originale, poi cancellato, su Facebook. All’indignazione delle prime ore è seguita una chiamata al boicottaggio dei prodotti Garnier; argomento tanto forte da aver costretto la società francese ad un rapido retromarcia per evitare di rimanere incagliati nella potente (ed efficiente) rete del B.d.s.(Boycott, Divestment and Sanction) l’organizzazione che dal 2005 promuove campagne di boicottaggio nel mondo di prodotti israeliani per costringere lo stato ebraico ad adeguarsi alle risoluzioni delle organizzazioni internazionali sulla questione palestinese. Leggi tutto “Gaza, le scuse di Garnier e le campagne di boicottaggio”