Prescrizione per Mons. Lanfranconi

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato stampa di “Noi siamo Chiesa” www.noisiamochiesa.org

Il vescovo di Cremona è uscito per prescrizione dal processo per non essere intervenuto nei confronti di un prete pedofilo. Dagli atti emerge la sua linea di protezione dell’istituzione a scapito della tutela delle vittime, simile a quella di tanti altri vescovi in situazioni analoghe

Il portavoce nazionale di “Noi Siamo Chiesa” Vittorio Bellavite ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“L’Ordinanza dell’otto maggio del GIP di Savona dott. Fiorenza Giorgi  ha archiviato, per intervenuta prescrizione, la procedura avviata dal PM nei confronti  di Mons. Dante Lanfranconi, (vescovo di Savona dal 1992 al 2001 e ora vescovo di Cremona) per avere “coperto” il prete savonese don Nello Giraudo, pedofilo fin  della sua ordinazione nel 1980.
Che Mons. Lanfranconi fosse più che al corrente della situazione e nulla abbia fatto per lunghi anni emerge non tanto dalle parole del suo accusatore Francesco Zanardi quanto e soprattutto da quelle dei suoi collaboratori, in particolare da quelle del suo vicario generale Mons. Andrea Giusto. Tutto ciò è contenuto negli atti processuali. Vale la pena leggere integralmente la parte finale dell’Ordinanza:

“la disposta archiviazione nulla toglie alla pesantezza della situazione palesata dalle espletate indagini dalle quali è emerso come la estrema gravità delle condotta criminose del Giraudo non fosse stata per nulla considerata; dai documenti, perfettamente in linea con l’atteggiamento omissivo del Lanfranconi, risulta- è triste dirlo- come la sola preoccupazione dei vertici della Curia fosse quella di salvaguardare l’immagine della diocesi piuttosto che la salute fisica e psichica dei minori che erano affidati ai sacerdoti della medesima e come principalmente (per non dire unicamente)per tale ragione l’allora vescovo di Savona non aveva esercitato il suo potere-dovere  di controllo sui sacerdoti e di protezione dei fedeli. Altrettanto triste è osservare come, a fronte della preoccupazione per la “fragilità” e la “solitudine” del Giraudo e il sollievo per il fatto che “nulla è trapelato sui giornali”, nessuna espressione di rammarico risulta dai documenti agli atti a favore degli innocenti fanciulli affidati alle cure del sacerdote e rimasti vittime delle sue “attenzioni”.

Davanti a un’archiviazione di questo tipo, pesante quanto una dura condanna, la reazione di Lanfranconi è stata sconcertante. Invece di rinunciare alla prescrizione e di chiedere il dibattimento per dimostrare la sua innocenza oppure  di riconoscere le sue colpe con un atto penitenziale e di chiedere scusa alle vittime (e magari di dimettersi da vescovo), egli ha diffuso un testo vittimistico (leggibile sul sito della diocesi di Cremona), lamentandosi di non aver potuto svolgere alcuna attività a propria difesa.
Lanfranconi è il primo vescovo ad essere perseguito direttamente nel nostro paese per un  comportamento omissivo  simile a quello  che è stato praticato dalla gran parte dei vescovi in situazioni analoghe, come emerge nei non rari processi a carico dei preti pedofili. L’assoluta gravità di questa vicenda, come delle tante altre che hanno “cancellato” le vittime per proteggere l’istituzione, non sembra essere capita dai vertici della Conferenza Episcopale, che hanno costantemente sottovalutato la questione fino al punto di invitare le vittime a rivolgersi con fiducia al proprio vescovo! . “Noi Siamo Chiesa” in questi giorni ha diffuso una Lettera aperta ai vescovi invitandoli, nello loro prossima assemblea, a una svolta radicale nella linea dell’episcopato su queste questioni, anche facendo riferimento a istituti e prassi già adottate in tempi recenti dalle Conferenze episcopali di altri paesi.”

Roma, 15 maggio 2012

Associarsi per un movimento di “economia democratica”

I Comitati Dossetti per la Costituzione, l’Associazione per la Democrazia Costituzionale, Altrapagina, l’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra, il Cenacolo Bonhoeffer di Modica, il Centro per la Pace di Bolzano, Missione Oggi, il Centro Balducci di Zugliano del Friuli, l’Associazione San Salvi Pellicanò di Firenze, Pace e Diritti, Koinonia, il Cipax, la Casa dei Diritti Sociali, Vasti

invitano i cittadini ad associarsi per un movimento di“ECONOMIA DEMOCRATICA”

Dopo un confuso periodo di turbolenza dominato dalla figura di Berlusconi, si è reso manifesto in Italia il vero problema che mette a repentaglio il futuro del Paese e la sicurezza dei cittadini: il sopravvento dell’economia sulla politica che rende tutti indifesi e prosciuga gli spazi della democrazia.
Questo processo che in forza della globalizzazione investe tutto il mondo, in Italia è già molto avanzato. Lo si vede dalla condizione cui è stato ridotto il lavoro, espropriato alle persone, negato ai giovani e non più messo a fondamento della Repubblica; lo si vede dal trasferimento della sovranità dal popolo ai Mercati; nella sottrazione allo Stato di ogni facoltà e strumento di intervento nella vita economica; nello svuotamento del principio di rappresentanza e delle vie per la partecipazione dei cittadini alla determinazione della politica nazionale; nell’abbandono della concertazione con le parti sociali e nella rinunzia a promuovere la coesione sociale; nella crisi dello Stato di diritto per il venir meno di uno spazio pubblico capace di dettare le regole al sistema delle imprese e all’economia privata; nella pretesa oggettività e neutralità delle decisioni tecnocratiche; nello smarrimento e anzi nel rovesciamento degli ideali di solidarietà e giustizia che diedero luogo alla costruzione dell’Europa.
La causa di tutto ciò sta nella rottura del rapporto vitale tra economia e democrazia, sul quale si è costruita gran parte della storia moderna dell’Occidente. Questa storia è risultata infatti dall’incontro di due movimenti: un impetuoso sviluppo dell’economia, nelle sue diverse forme di economia capitalistica, socialista o keynesiana, e un impetuoso sviluppo della democrazia, sia nella sua dimensione procedurale che nei suoi contenuti sostanziali. Il momento di massima convergenza e unità tra lo sviluppo dell’economia e quello della democrazia si è avuto, dopo la vittoria sul nazifascismo e la tragedia della guerra, nel costituzionalismo interno e internazionale e, in Italia, nella Costituzione del 1948, che prescriveva di fare della comunità politica il regno dell’eguaglianza, della persona il tempio della libertà e dignità umana, e della Repubblica il potere legittimo avente il compito di rendere effettivi i diritti e di rimuovere gli ostacoli anche di ordine economico e sociale che ne impediscono di fatto l’esercizio.
Oggi questa integrazione tra economia e democrazia si è rotta, e nello stesso tempo e non per caso si è arrestato lo sviluppo sia dell’una sia dell’altra. L’economia non solo si è isolata e affrancata dalla regola democratica ma, a cominciare dall’ordinamento europeo, si è sovraimposta. alla società e alla politica.
È giunto in tal modo a un punto culminante un processo per cui a un capitalismo che pretendeva di farsi legge a se stesso e all’intera società, il legislatore, e perciò la politica, ha risposto attribuendogli ogni potere e permettendogli di stare “nell’ordinamento giuridico solo per servirsene, ma non per assoggettarvisi” come già denunciava nel 1951 Giuseppe Dossetti in un ben noto dibattito col prof. Carnelutti. È sulla scia di questo indirizzo che negli anni 70-80 del Novecento irruppero sulla scena le politiche reaganiane e tatcheriane, che presero poi piede anche all’Est dopo la rimozione del muro di Berlino e contagiarono le stesse sinistre dell’Ovest, dal Labour Party di Tony Blair ai partiti ex comunisti europei. Ne è derivata la rinunzia ad ogni controllo sui movimenti dei capitali, l’immunità fiscale per le grandi ricchezze, la riduzione dei diritti del lavoro e del lavoro stesso visti solo come costi e limiti alla competitività e ai profitti d’impresa, il primato attribuito ai mercati sopra e contro i compiti che la Costituzione attribuisce alla “Repubblica”.
Questa supremazia di un’economia fine a se stessa e ignara della democrazia rischia di essere la nuova condizione del mondo e anzi viene presentata come l’unica civiltà possibile, l’unico ordine conforme a natura a cui non sarebbe lecito resistere e la cui ideologia anzi bisognerebbe essere educati ad abbracciare e a professare come l’unica vera.
Per avere un luogo da cui fare la propria parte per rispondere a questa sfida, i Comitati Dossetti per la Costituzione, l’Associazione per la Democrazia Costituzionale, Altrapagina, l’Associazione Pace e Diritti e altri gruppi e associazioni che si stanno consultando, promuovono un’aggregazione di cittadini intesa a rivendicare il criterio della democrazia costituzionale come vaglio della legittimità delle diverse espressioni della vita economica e ad animare un movimento organizzato di “Economia democratica”.
Economia Democratica intende operare per far prevalere un’altra concezione e pratica dell’economia, in un indissolubile nesso con la democrazia; e ciò senza ignorare il conflitto, alieno tuttavia dalla violenza e ordinato alla giustizia e alla pace; senza nascondere, nella indistinzione di un generico economicismo, lo scarto tra ricchi e poveri, forti e deboli, liberi e oppressi; senza liquidare, come “novecentesca”, la lotta operaia, sapendo vedere le angosce e i volti degli esuberi e degli esclusi e restituendo alla politica il compito di difendere la parte debole nei rapporti economici assegnatole dall’art.3 cpv. della nostra Costituzione.
In questa direzione il movimento di “Economia democratica” cercherà di agire sia promuovendo una comunicazione di saperi, sia attraverso attività di ricerca, di formazione, di studio e di proposta anche legislativa, sia attraverso confronti e dialoghi con i partiti e le formazioni sociali, sia attraverso pubblicazioni, assemblee, web e lotte politiche e sociali, tanto nel raggio nazionale che in quello europeo. Si tratta di riprendere e sviluppare il processo costituzionale italiano, dando nuovo impulso a una produzione di ricchezza che una Costituzione stabile nei suoi fondamenti e dinamica nei suoi svolgimenti può regolare in forme sempre più avanzate, sulla base del primato dei diritti fondamentali dei cittadini rispetto ai poteri economici e finanziari dei mercati; occorre portare il complesso delle istituzioni, dei trattati e della legislazione europea alla coerenza con i principi e i diritti  sanciti dalle Costituzioni nazionali dei Paesi membri e dalle Carte, dalle Convenzioni e dai grandi Patti internazionali sui diritti che si tratta oggi non soltanto di attuare ma anche di arricchire e di sviluppare.
La lotta per un’economia democratica non riguarda solo gli economisti né è ristretta alla sfera economica, ma coinvolge tutte le competenze e riguarda la figura stessa della società: allo stesso modo in cui, nella fase creativa della vita della Repubblica, la chiusura dei manicomi voluta da “Psichiatria democratica”, l’integrazione dei bambini disabili nelle scuole ottenuta da “Genitori democratici” e “Insegnanti democratici”, l’attuazione dei principi costituzionali nella giurisdizione perseguita da “Magistratura democratica” e simili, non riguardavano specialisti e interessi di settore, ma perseguivano beni e valori comuni e hanno cambiato la società tutta intera.
Le novità intervenute in Francia dimostrano che la politica può riprendere il suo altissimo ruolo, e che non sono un destino la povertà, la disoccupazione, la precarietà, la diseguaglianza, la perdita dei diritti e dei valori della vita pubblica.
Si può aderire a “Economia democratica” iscrivendosi alla “Associazione per un Movimento per un’economia democratica e costituzionale”, con sede in Roma, c/o Centro per la Riforma dello Stato, via Palermo 12, 00184; il recapito telefonico (c/o Focus-Diritti sociali) è 064464742, in funzione dalle 9 alle 19 dal lunedì al venerdì. Ci si può iscrivere versando una quota annua associativa di euro 50 o una quota di sostegno. Gli studenti, i disoccupati e i diversamente indigenti potranno versare una quota minore, o inviare una promessa di pagamento, non esigibile dall’Associazione. L’iscrizione al Movimento è compatibile con qualsiasi attività e l’appartenenza ad associazioni o partiti.
Quando il Movimento avrà raggiunto una prima soglia di 500 iscritti, sarà convocata la prima Assemblea di Economia Democratica, nella quale saranno discusse analisi e prospettive del movimento, sarà discusso e approvato lo Statuto, saranno eletti i destinati alle cariche sociali. Saranno anche costituiti un Comitato di studiosi comprendente economisti, giuristi e altri esperti, e un Comitato di collegamento per i rapporti e le iniziative comuni da promuovere con gruppi, associazioni, sindacati, partiti e simili. Potrà così partire, speriamo in breve tempo, la vera e propria attività culturale e politica del movimento.
Per iscriversi basta fornire nome e recapiti o alla sede del Movimento, o agli indirizzi e mail Comitatidossetti@tiscali.it; economiademocratica@tiscali.it; i versamenti possono essere fatti usando il c.c. BNL n 10470 intestato all’Associazione Pace e Diritti, IBAN IT36V0100503373000000010470, oppure recapitati alla sede del Movimento, e ne sarà responsabile, fino alla costituzione formale dell’Associazione, il Comitato promotore dell’iniziativa, rappresentato dai primi iscritti. Il sito web del Movimento è: www.economiademocratica.it

Roma, 11 maggio 2012

Elenco iscritti: Raniero La Valle, prof. Luigi Ferrajoli, prof. Umberto Romagnoli, prof. Gaetano Azzariti, Rossana Rossanda, prof. Gianni Ferrara, Franco Russo, Domenico Gallo, Sandro Baldini, Riccardo Terzi, Mario Pianta, Alberto Schiattarella, don Achille Rossi, Piero Di Siena, don Carmelo Lorefice, Agata Cancelliere, Concetta Pellicanò, Luisa Marchini, Rodrigo Rivas, Walter Tocci, Francesco Comina, Afra Mannocchi, prof. Raul Mordenti, Enrico Peyretti, prof. Francesco Capizzi, Maria Teresa Cacciari, padre Alberto Simoni, don Luigi Di Piazza, Paolo Lucchesi, Giulio Russo.

Altri iscritti al 12 maggio: Francesco Di Matteo, Ettore Masina, prof. Giuseppe Campione, prof. Nicola Colaianni, Pax Christi, Sergio Paronetto, Giorgio Lombardo, Father Mauro, Sergio Caserta, Siriana Farri, Silvestro Profico, Anna Sforza, Giulio Cesare Carloni, Silvia Lolli, Daniela Martelli, Daniele Montorsi, Rina Zardetto, Paola Cotti, Anastasia Calzecchi, Elly Schlein, Bianca De Mattheis, Giacoma Cannizzo, Sonila Lamaj, Umberto Andalini, Enrico Moruzzi, Angela Solimando, Paola Patuelli, Luca Bizzarri, prof. Francesco Fiordaliso, Alberto Albertini, Patrizia Farronato, prof. Gaetano Bucci, Alma comune Castelbolognese, Grazia Tuzi, Franca Maria Bagnoli, Claudio Dainese, Giuseppe Salmè, Aldo Santori, Romano C. Forleo, Carlo Maria Ferraris.

Chiesa di tutti, Chiesa dei poveri

Convocazione di un’assemblea nazionale a Roma a cinquant’anni dall’inizio del Concilio

La Chiesa cattolica celebrerà nel prossimo ottobre i cinquant’anni dall’inizio del Concilio e ha indetto, a partire da questa ricorrenza, un anno della fede. Viene così stabilito un nesso molto stretto tra il ricordo del Vaticano II e la fede trasmessa dal Vangelo e annunziata dal Concilio. A ciò sono interessati non solo i fedeli cattolici, ma anche gli uomini e le donne di buona volontà associati, come dice il Concilio, “nel modo che Dio conosce” al mistero pasquale, che intendono, nel nostro Paese come in tante parti del mondo, ricordare e interrogare quell’evento e quell’annuncio.
Per questa ragione i gruppi ecclesiali, le riviste, le associazioni e le singole persone appartenenti al “popolo di Dio”, firmatari di questo appello, convocano un’assemblea nazionale per

sabato 15 settembre 2012 (10-18)
a Roma (EUR) nell’Auditorium dell’Istituto “Massimo”

Nella consapevolezza dei promotori è ben presente il fatto che ricordare gli eventi non consiste nel portare indietro gli orologi, ma nel rielaborarne la memoria per capirne più a fondo il significato e farne scaturire eredità nuove ed antiche e impegni per il futuro. Ciò è particolarmente vero per quanto riguarda gli eventi di salvezza (come certamente il Concilio è stato) molti dei quali non furono capiti dagli uomini della vecchia legge e dagli stessi discepoli di Gesù, se non più tardi, quando alla luce di nuovi eventi la memoria trasformatrice ne permise una nuova comprensione. Fu così ad esempio che, dopo la lavanda dei piedi, Gesù disse a Pietro: “quello che io faccio ora non lo capisci, lo capirai dopo”, e fu da questa nuova comprensione che scaturì il primato della carità nella vita della Chiesa.
Così noi pensiamo che in questo modo, non meramente celebrativo, debba essere fatta memoria del Concilio nell’anno cinquantesimo dal suo inizio, e che al di là delle diverse ermeneutiche che si sono confrontate nella lettura di quell’evento, quella oggi più ricca di verità e di frutti sia un’ermeneutica della memoria rigeneratrice. Essa è volta a cogliere l’”aggiornamento” che il Concilio ha portato ed ancora oggi porta nella Chiesa, in maggiore o minore corrispondenza con il progetto per il quale era stato convocato.
L’assemblea di settembre vorrebbe essere una tappa di questa ricerca. Se si terrà a settembre, invece che in ottobre, è perché intende rievocare, sia come inizio che come principio ispiratore del Vaticano II, anche il messaggio radiofonico di Giovanni XXIII dell’11 settembre 1962 che conteneva quella folgorante evocazione della Chiesa come “la Chiesa di tutti e particolarmente la Chiesa dei poveri”. Da questo deriva infatti il tema del convegno.
Dopo un pensiero sulla “Mater Ecclesia” che gioì in quel giorno inaugurale dell’11 ottobre 1962 (intervento di Rosanna Virgili) l’incontro si articolerà in tre momenti:
– il primo dedicato a ricordare ciò che erano la Chiesa e il mondo fino al Concilio (intervento di Giovanni Turbanti),
– il secondo per discernere tra le diverse ermeneutiche del Vaticano II (intervento di Carlo Molari),
– il terzo sulle prospettive future, nella previsione e nella speranza di un “aggiornamento” che continui, sia nelle forme dell’annuncio, sia nelle forme della preghiera, sia nella riforma delle strutture ecclesiali (intervento di Cettina Militello), con parole conclusive di Raniero La Valle (“Il Concilio nelle vostre mani&rdquoWinking.
Sono previsti diversi interventi e contributi di testimoni del Concilio così come di comunità, di gruppi e di persone presenti al convegno, che potranno testimoniare la loro volontà di essere protagonisti della vita della Chiesa.
L’ipotesi è che mentre lo Spirito “spinge la Chiesa ad aprire vie nuove per arrivare al mondo” (Presbyterorum Ordinis n. 22), l’eredità del Concilio, nella continuità della Chiesa e nell’unità di pastori e fedeli, ancora susciti ricchezze che è troppo presto per chiudere nelle forme di nuove “leggi fondamentali” (come fu tentato a suo tempo) o di nuovi catechismi, che non godono degli stessi carismi dei testi conciliari; mentre restano aperti gli orizzonti dell’ecumenismo e del dialogo con le altre religioni e tutte le culture per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato.
In questo spirito i promotori invitano alla preparazione e alla celebrazione del convegno romano di settembre, che parteciperà in tal modo a un programma di iniziative analoghe che si stanno già realizzando, in diverse forme, in Europa e nel mondo e che si concluderanno nel dicembre 2015 con un’assemblea mondiale a Roma a cinquant’anni dalla conclusione del Concilio.

Vittorio Bellavite, Emma Cavallaro, Giovanni Cereti, Franco Ferrari, Raniero La Valle, Alessandro Maggi, Enrico Peyretti, Fabrizio Truini.

Roma, 10 maggio 2012

L’invito è fatto da :

Agire politicamente
Associazione “Cercasi un fine” – Bari
Associazione Cresia – Cagliari
Associazione Esodo – Venezia
Associazione Mounier – Cremona (Rete dei Viandanti)
Associazione nazionale Maurizio Polverari – Roma
Assemblea permanente S. Francesco Saverio – Palermo
Associazione Sulla Strada – Attigliano
Associazione Viandanti – Parma
Beati i costruttori di pace – Padova
Casa della Solidarietà – Quarrata/PT (Rete dei Viandanti)
Centro internazionale Helder Camara – Milano
Chicco di Senape – Torino (Rete dei Viandanti)
Chiesa-Città- Palermo
Chiesa Oggi – Parma (Rete dei Viandanti)
CIPAX- Roma
Città di Dio – Invorio/NO (Rete dei Viandanti)
Comunità cristiana di base di S.Paolo – Roma
Comunità Cristiane di Base italiane
Comunità del Villaggio artigiano – Modena
Comunità di base delle Piagge – Firenze
Comunità di Mambre – Busca/CN
Comunità di S.Benedetto – Genova
Comunità di S. Rocco – Cagliari
Comunità ecclesiale di S. Angelo – Milano
Comunità La Collina – Cagliari
CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza)
Fine Settimana – Verbania/VB (Rete dei Viandanti)
Fraternità degli Anavim – Roma
Galilei – Padova (Rete dei Viandanti)
Gruppo ecumenico donne – Verbania (Rete dei Viandanti)
Gruppo Promozione Donna – Milano
Il Concilio Vaticano II davanti a noi – Parma (Rete dei Viandanti)
Il Dialogo – Monteforte Irpino/AV
Il filo – Napoli (Rete dei Viandanti)
Il Guado – Gruppo di riflessione su fede e omosessualità – Milano
Koinonia – Pistoia (Rete dei Viandanti)
La Rosa Bianca
Le radici e frutti – Cagliari
Lettera alla chiesa fiorentina – Firenze (Rete dei Viandanti)
MIR- Movimento Internazionale per la Riconciliazione
Noi Siamo Chiesa
Nuove Generazioni – Rimini
Oggi la parola – Camaldoli/AR (Rete dei Viandanti)
Ore Undici – Roma
Parrocchia S. Maria Immacolata e San Torpete – Genova
Piccola Comunità Nuovi Orizzonti – Messina
Preti del Friuli-Venezia Giulia della lettera di Natale
Preti operai della Lombardia
Progetto Continenti – Roma
Progetto Gionata su Fede e omosessualità – Firenze
Scuola popolare Oscar Romero – Cagliari
Vasti – scuola di ricerca e critica delle antropologie.- Roma
Vocatio – Movimento dei preti sposati

Riviste e agenzie:

ADISTA (Roma)
CEM mondialità (Brescia)
Combonifem (Verona)
Confronti (Roma)
Dialoghi (Locarno/Svizzera)
Esodo (Venezia)
Il Foglio (Torino)
Il Gallo (Genova – Milano)
Il Tetto (Napoli)
In Dialogo (Quarrata/Pistoia) (Rete Radié Resch)
L’Altrapagina (Città di Castello/PG) (Rete dei Viandanti)
Missioni consolata(Torino)
Missione oggi (Brescia)
Mosaico di pace (Bisceglie/BT)
Nigrizia (Verona)
Orientamenti sociali sardi (Cagliari)
Popoli (Milano)
Preti operai (Mantova)
QOL (Novellara/Reggio Emilia)
Segno(Palermo)
Sulla Strada (Varese)
Tempi di fraternità (Torino),
Viottoli (Pinerolo/TO)

Il programma dettagliato e le informazioni logistiche seguiranno a breve insieme alle indicazioni per aderire online.

Presentazione del libro “La pazienza del nulla”, di Arturo Paoli

Locandina(1)

Un uomo, il nulla e Dio. Tredici mesi nel deserto del Sahara. I silenzi, il vuoto, la contemplazione, la grazia in un diario intimo che riverbera le profondità dell’anima.