Nel film “Totò l’imperatore di Capri”, diretto da Luigi Comencini, c’è la leggendaria scena dello sputo in un occhio. Non la riassumo. Chi non l’ha vista ha la buona sorte di poterla scoprire.
Questa nota  introduce un argomento meno lieve.
“Sputo nell’infinito” è la prima raccolta di versi di un poeta anarchico della Russia rivoluzionaria. Alexander Borisovic Jaroslavskij venne fucilato nel 1930 nelle celle delle Isole Solovki.
Il 1900 ha imprigionato e ucciso poeti e scrittori. Ho nominato uno quasi sconosciuto a riassunto di molti altri celebri. I poteri di quel secolo hanno dato importanza strategica all’espressione letteraria. Se non potevano asservirla, addomesticarla, la temevano al punto di eliminarla fisicamente.
Perciò il 1900 è stato un secolo letterario. L’assassinio di poeti e scrittori dimostra la minaccia della loro parola per i poteri costituiti.
Nelle cronache del secolo in corso l’eliminazione fisica del dissenso si rivolge contro i giornalisti. I poteri attuali temono le rivelazioni dei loro traffici. La minaccia per loro viene dal giornalismo indipendente. Quello dipendente, invece, svolge la sua attività da impiegato di azienda a servizio dell’editore. Deve la sua fedeltà al consiglio di amministrazione e non al lettore.
Fuori controllo, il giornalismo dei singoli resta isolato e vulnerabile.
Se un operaio resta ucciso sul posto di lavoro, gli altri si fermano immediatamente per lutto e per protesta.
Se viene ucciso un giornalista, nessuno sciopero è indetto da parte degli organi di informazione. La categoria incassa la perdita e prosegue.
Abbondano le notizie false pubblicate non per sbaglio ma per sostegno a versioni fornite da governi in ballo o traballanti. Nessun addetto all’informazione viene licenziato o censurato per tradimento della verità. Anzi progredisce in carriera per gradimento dell’autorità, presso la quale si è dimostrato utile e dilettevole.
Il secolo in corso non ha solo paura della verità, la odia. La vuole eliminare fisicamente. La parola letteraria minaccia di meno. Tutt’al più si invita a boicottare i libri dello scrittore sgradito. A me è capitato con un senatore imbizzarrito, ora fuori servizio.
I poteri attuali temono il diritto di cronaca.
Da un secolo che uccideva poeti a uno che uccide giornalisti: la parola continua a essere il più forte antidoto all’uniforme pretesa dalle autorità. La parola libera è il suo sputo nell’occhio.

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