“Un corpo senza mutandine né vestiti” così inizia l’articolo di Giovanna Pavesi su Il Giornale. C’è qualcuno che ha il fegato di iniziare un discorso pensando alle “mutandine” quando si parla di una ragazzina violentata?

Un lettore col nome virtuale “19gig50” commenta: “Speriamo che trovino questi spacciatori e li facciano fuori… ma, soprattutto speriamo che questi spacciatori non abbiano sorelle!”. E questo è il commento che si sposa perfettamente con l’articolo e col pensiero corrente dei nazisti in giacca e cravatta, o in tailleur, che ci stanno circondando.

Matteo Salvini va a raccattare voti nel dissenso scomposto di San Lorenzo, ma viene anche contestato da qualcuno che non è stato ancora bruciato dalla depressione, dallo sconforto o dalla fatica di esprimere un ragionamento non supinamente consenziente. Ma lui dice che i contestatori “preferiscono gli spacciatori”. E poi dice: “Torno con la ruspa”.

La narrazione generale alla quale siamo sottoposti è superficiale. Nel senso vero del termine. Stiamo a galla come l’immondizia, il letame. Superficiale.

Ruspa: macchina per l’escavazione superficiale; mossa da un trattore, compie scavo, carico, trasporto, scarico e spandimento della terra rimossa. È impiegata per lavori stradali e di bonifica su distanze di trasporto non molto elevate (…). [definizione tratta da Treccani.it]

 

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