{"id":1217,"date":"2014-03-20T02:28:58","date_gmt":"2014-03-20T01:28:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?page_id=1217"},"modified":"2014-03-20T02:28:58","modified_gmt":"2014-03-20T01:28:58","slug":"giovanni-paolo-ii-puo-essere-dichiarato-santo-antonio-vermigli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/notiziario\/in-dialogo-numero-103\/giovanni-paolo-ii-puo-essere-dichiarato-santo-antonio-vermigli\/","title":{"rendered":"Giovanni Paolo II pu\u00f2 essere dichiarato santo? &#8211; Antonio Vermigli"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5;\">L\u2019allora cardinale Andrzey Deskur, profondo conoscitore della Curia romana, era convinto che in qualche modo misterioso ogni papa scegliesse il suo successore. Egli sosteneva che Pio XII favor\u00ec Giovanni XXIII con la sua nomina a patriarca di Venezia, una delle cariche pi\u00f9 prestigiose della Chiesa nell\u2019Occidente latino. Gi\u00e0 malato, Giovanni XXIII considerava apertamente il cardinale di Milano, Giovanni Battista Montini, l\u2019uomo giusto per completare l\u2019impresa da lui avviata con il Vaticano II.<\/span><\/p>\n<p>A sua volta, Paolo VI espresse la sua preferenza per due candidati, Albino Lucani, patriarca di Venezia, e Karol Wojtyla, arcivescovo di Cracovia. Al primo, durante una visita a Venezia, fece dono della stola papale davanti ad una folla plaudente. Al secondo concesse una speciale attenzione che, per chi era addentro alle segrete cose vaticane, divenne abbastanza evidente dopo il Concilio.<\/p>\n<p>Nel 1967 Paolo VI aveva creato Wojtyla cardinale. Wojtyla aveva 47 anni, il secondo pi\u00f9 giovane cardinale vivente, quando, nella basilica di San Pietro, ricevette la berretta rossa dalle mani del papa. \u201cSo che dovr\u00f2 mettermi alla prova percorrendo la strada del mio nuovo incarico e che dovr\u00f2 di nuovo dimostrare di esserne degno\u201d, disse con la caratteristica combinazione di umilt\u00e0 e di orgoglio nascosto.<\/p>\n<p>In Vaticano era noto come filosofo e come poliglotta. Si muoveva a suo agio fra varie lingue europee: tedesco, russo, francese, inglese, italiano e spagnolo, una facilit\u00e0 che si accompagnava ad una propensione a viaggiare.<\/p>\n<p>Tra Paolo VI e Wojtyla si svilupp\u00f2 una speciale collaborazione in occasione della stesura della famosa enciclica Humanae vitae.<\/p>\n<p>La commissione istituita da Paolo VI, dopo sette anni di studio, aveva presentato una relazione di maggioranza in cui si affermava che l\u2019opposizione della Chiesa alla contraccezione \u201cnon poteva essere sostenuta con ragionevoli argomenti\u201d e che la pratica del controllo artificiale delle nascite non era \u201cintrinsecamente un male\u201d. Nove vescovi votarono a favore della relazione, tre contro e tre si astennero. Wojtyla era membro della commissione e, bench\u00e9 non fosse presente il giorno del voto, si batt\u00e9 con forza contro qualsiasi cambiamento nella dottrina della Chiesa in materia di controllo delle nascite.<\/p>\n<p>Paolo VI aveva profonda comprensione per i cattolici che volevano pianificare la propria famiglia. Tuttavia, era veramente a disagio di fronte alle raccomandazioni votate dalla sua commissione. Non voleva essere il papa che inaugurava nella Chiesa un nuovo approccio alla sessualit\u00e0.<\/p>\n<p>Nacquero due cordate, una contraria, guidata dai cardinali Ottaviani e Wojtyla, che presentarono al papa una vasta documentazione per sostenerne la contrariet\u00e0. Una seconda, da parte della maggioranza della commissione papale di cui era copresidente il cardinale Julius Dopfner di Monaco, che present\u00f2 una vasta documentazione a favore della liberalizzazione.<\/p>\n<p>Alla fine furono le tesi e i materiali di Wojtyla a dimostrarsi decisivi nell\u2019aiutare il papa a optare per il mantenimento del divieto della contraccezione artificiale.<\/p>\n<p>La Humanae vitae provoc\u00f2 nella Chiesa cattolica un uragano di proteste. Ma Wojtyla, enormemente soddisfatto, la difese strenuamente in pubblico.<\/p>\n<p>Questa decisione leg\u00f2 Paolo VI sempre pi\u00f9 strettamente al cardinale Wojtyla, che da quel momento inizi\u00f2 a ricevere regolarmente in udienza. Fra il 1973 e il 1975, arcivescovo di Cracovia entr\u00f2 undici volte nello studio del papa per sole udienze private. Poi, nel 1976, Paolo VI riserv\u00f2 a Wojtyla l\u2019onore di un invito straordinario: gli chiese di predicare in Vaticano gli esercizi spirituali di Quaresima per i membri della Curia e la casa pontificia.<\/p>\n<p>La sera di luned\u00ec 16 ottobre, Karol Wojtyla fu eletto papa. Era il primo papa non italiano degli ultimi 450 anni, un papa giovane, di cinquantotto anni. Il collegio cardinalizio aveva compiuto l\u2019inimmaginabile, avevano scelto un papa di un paese satellite dell\u2019Unione Sovietica, la Polonia, con un governo marxista e ateo.<\/p>\n<p>Le strade di Warsavia, all\u2019annuncio, si riempirono all\u2019inverosimile, le chiese erano stracolme. La gioia delle persone sfiorava l\u2019estasi, come se Natale, Pasqua e il giorno dell\u2019indipendenza fossero arrivati tutti insieme. Le campane delle chiese spargevano il loro rombo all\u2019unisono, come in un temporale di autunno. Da Cracovia a Danzica, da Wroclaw a Lublino, l\u2019intera nazione era in preda alla felicit\u00e0. Per i cittadini, la sua elezione, era un dono di Dio e della Santa Vergine alla fede della Polonia.<\/p>\n<p>Ma gli uomini del Politburo (comitato centrale del partito comunista) polacco avevano una visione diversa; molti di loro erano convinti che la scelta di Wojtyla fosse stata pilotata dagli Stati Uniti. Il burattinaio, l\u2019uomo che aveva tirato le fila dell\u2019intera faccenda, era Zbigniew Brzezinski, feroce anticomunista, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente americano Jimmy Carter. Si dava per caso che Brzeziski fosse anche nato in Polonia.<\/p>\n<p>Il giorno successivo, il 17 ottobre, l\u2019ambasciatore sovietico si rec\u00f2 nella sede del comitato centrale. L\u2019uomo di Mosca era agitato mentre studiava i rapporti su Wojtyla. Ascolt\u00f2 le fiduciose spiegazioni del compagno Kania, responsabile dei rapporti con il Vaticano, di continuare sulla politica di riavvicinamento gi\u00e0 concordata con il Vaticano. Al termine della riunione il russo parl\u00f2. \u201cSe finora non avete avuto buoni rapporti con Wojtyla\u201d, osserv\u00f2 con asprezza, \u201cpotete solo aspettarvi che le relazioni con il Vaticano peggiorino\u201d. \u201c\u2026 e di molto\u201d osserv\u00f2 di nuovo il russo.<\/p>\n<p>La mente di Kania in quel momento torn\u00f2 al momento in cui aveva telefonato a Gierek per dargli la notizia.<\/p>\n<p>\u201cSanta Madre di Dio!\u201d aveva esclamato il primo segretario del partito comunista polacco.<\/p>\n<p>Alle 10.07 del mattino del 2 giugno 1979 l\u2019aereo dell\u2019Alitalia si pos\u00f2 sul suolo della capitale polacca, In quell\u2019istante tutte le campane della Polonia si misero a suonare, e dal mar Baltico ai monti Tatra, dalla Slesia al confine con l\u2019Unione Sovietica, il paese fu invaso dai loro rintocchi. \u201cE\u2019 il mio ritorno in patria, torno a quella chiesa da cui sono venuto\u201d disse il pontefice ad un giornalista polacco. Nel 1966, i dirigenti del partito comunista polacco, su pressione dei falchi del Cremino, di Berlino est e di Praga, avevano rifiutato a papa Paolo VI il permesso di visitare la Polonia.<\/p>\n<p>Durante l\u2019atterraggio il pilota, dalla cabina, poteva gi\u00e0 scorgere la fiumana di persone in marcia verso il centro della citt\u00e0 e una folla impressionante che si assiepava ai lati della strada che il papa avrebbe percorso una volta sceso dall\u2019aereo.Il viaggio fu un successo, si rivel\u00f2 una spettacolare\u00a0 dimostrazione di forza e di lucidit\u00e0.<\/p>\n<p>Altrettanto spettacolare -almeno nelle sue implicazioni- fu un incontro fra due uomini che sarebbe avvenuto a Roma non molto dopo l\u2019elezione di Ronald Reagan alla presidenza degli Stati Uniti. In Vaticano, all\u2019ora stabilita, un omone dall\u2019aria arruffata, vestito di grigio, con una fisionomia cos\u00ec poco appariscente che pochi al mondo lo avrebbero degnato di una seconda occhiata, venne introdotto nel modesto studio del papa.\u00a0 Un fervente cattolico che andava a messa quasi tutti i giorni, un uomo che aveva la sua casa piena di statue della Madonna, un credente che entro pochi minuti si sarebbe raccolto in preghiera con il papa in persona: William\u00a0 Casey, direttore della Central Intelligence Agency statunitense, la CIA, giungeva a Roma, insieme a Vernon Walters, con una missione decisamente terrena. Stava per consegnare a Giovanni Paolo II una sola, eccezionale fotografia, scattata da uno dei satelliti spia americani a centinaia di chilometri dalla terra.<\/p>\n<p>Nel suo studio privato il papa esamin\u00f2 con cura infinita questa foto, mettendone a fuoco a uno a uno tutti i particolari: prima un\u2019immensa moltitudine di persone, minuscoli, indistinti pentolini su una superficie piatta; poi, al centro, un puntolino bianco solitario che, si accorse era lui stesso, nella sua veste bianca. Mentre parlava ai suoi compatrioti in piazza della Vittoria, nel 1979.<\/p>\n<p>Era solo la prima di dozzine di altre foto scattate dai satelliti della Cia che avrebbe esaminato negli anni a venire.<\/p>\n<p>In quell\u2019incontro svoltosi nella massima riservatezza, un incontro che sarebbe stato rivelato al mondo solo un decennio dopo, Casey us\u00f2 la fotografia per suggellare l\u2019alleanza ufficiosa e segreta fra la Santa Sede e il governo del presidente Reagan: un\u2019alleanza stretta\u00a0 allo scopo di accelerare\u00a0 il mutamento politico pi\u00f9 profondo del nostro tempo. Questi due uomini, uno acclamato da milioni di persone come il principe della luce, l\u2019altro deriso da molti come il principe delle tenebre, si sarebbero incontrati ancora mezza dozzina di volte prima che il comunismo crollasse, nell\u2019amata Polonia e poi nell\u2019Europa orientale, infine nella stessa Unione Sovietica. Ma di tutti questi incontri il pi\u00f9 carico di significati fu il primo.<\/p>\n<p>Sebbene negli anni seguenti il Vaticano abbia cercato di cancellare l\u2019impressione che questi rappresentanti cos\u00ec diversi del potere nel mondo avessero stretto una nuova santa alleanza, da quel momento in poi il papa avrebbe ricevuto qualsiasi informazione di rilievo venuta in possesso della Cia non solo relativamente alla Polonia, ma anche ad altri argomenti di notevole importanza per Wojtyla e la Santa Sede.<\/p>\n<p>Altrettanto sbalorditiva fu la natura religiosa di alcune delle conversazioni di Casey e il papa. Oltre a parlare degli avvenimenti che stavano sconvolgendo il mondo in Polonia e in America Centrale (dove gli Stati Uniti e la Chiesa stavano combattendo i preti, i vescovi e i movimenti politici che consideravano vicini alla Teologia della Liberazione e al socialismo), il capo della Cia e il sommo pontefice si addentrarono in conversazioni di carattere intimo e spirituale, Come avrebbe rivelato molti anni dopo la vedova di Casey, Sophia, \u201cognuno chiedeva all\u2019altro di pregare\u201d. \u00c8 fuori questione che il papa offri a Casey la sua benedizione. E Casey lo ricambi\u00f2 con l\u2019equivalente temporale della benedizione della Cia: una massa di informazioni a cui pochissime persone al mondo avevano accesso.<\/p>\n<p>Casey e Reagan erano fermamente convinti che nel mondo ci fosse una terza virtuale superpotenza mondiale -il minuscolo stato del Vaticano- e che il suo sovrano, papa Giovanni Paolo II, fosse in possesso di un considerevole arsenale di armi non convenzionali che potevano spostare l\u2019equilibrio della guerra fredda: specialmente con l\u2019aiuto -palese o nascosto- degli Stati Uniti. Che il papa non stesse sognando il crollo del comunismo, che i suoi interessi non corrispondessero necessariamente a quelli dell\u2019amministrazione Reagan in molte e svariate sfere, a Casey e Reagan importava poco: avevano semplicemente intuito quanto il pontefice era in grado di compiere e in che modo la sua azione poteva dare un impulso decisivo alle loro politiche globali.<\/p>\n<p>\u201cQuante divisioni ha il papa?\u201d chiedeva sprezzante Stalin durante la seconda guerra mondiale. La risposta a questa domanda non sarebbe tardata ad arrivare: una risposta che avrebbe immensamente sorpreso e contrariato il Politburo dell\u2019Unione Sovietica. Wojtyla era diventato l\u2019ispiratore e il protettore supremo di Solidarnosc, un\u2019organizzazione sindacale non comunista all\u2019interno dell\u2019impero sovietico. Solidarnosc riceveva aiuti finanziari dall\u2019Occidente, e Casey aveva gi\u00e0 fatto i passi necessari affinch\u00e9 questi contributi continuassero ad affluire. Adesso per la politica estera americana la priorit\u00e0 massima -Casey ebbe a informare il papa- era la Polonia. A Washington, Reagan, Casey e Walters, nominato da Reagan, ambasciatore itinerante, avevano esaminato la possibilit\u00e0 di \u201cfar uscire la Polonia dall\u2019orbita sovietica\u201d con l\u2019aiuto del Santo Padre: a loro avviso Solidarnosc e il papa potevano costituire la leva per sradicare la Polonia.<\/p>\n<p>Al Cremino Micalhail Gorbaciov, da poco entrato nel Politburo e nella segreteria del comitato centrale, aveva gi\u00e0 notato il pericolo, che da quei due luoghi, minacciava il socialismo. Dieci anni dopo, quando si parl\u00f2 per la prima volta della santa alleanza tra gli Stati Uniti e il Vaticano, Gorbaciov avrebbe scritto: \u201cSi pu\u00f2 dire che tutto ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto negli ultimi anni nell\u2019Europa orientale sarebbe stato impossibile senza l\u2019impulso del papa e senza il ruolo eccezionale, anche politico, da lui svolto sulla scena mondiale\u201d.<\/p>\n<p>I dirigenti di Solidarnosc erano agli arresti o costretti alla clandestinit\u00e0, un nuovo leader stava per assumere il comando: il pontefice.<\/p>\n<p>Vernon Walters incontrando il papa gli spieg\u00f2 che l\u2019amministrazione Reagan stava prendendo una serie di misure per garantire che Solidarnosc continuasse a ricevere l\u2019aiuto finanziario e logistico degli Stati Uniti, se necessario, perch\u00e8 potesse operare clandestinamente.<\/p>\n<p>Il segreto pi\u00f9 importante nella fase finale della guerra fredda fu forse che -nel periodo compreso fra la visita del presidente Reagan al papa nel 1982 e l\u2019abbattimento del muro di Berlino nel 1989- il governo degli Stati Uniti spese pi\u00f9 di 50 milioni di dollari per tener in piedi il movimento di Solidarnosc. Giovanni Paolo II, naturalmente, era informato degli obiettivi ambiziosi di questa operazione condotta dalla CIA (sebbene facesse attenzione a non lasciarsi coinvolgere troppo in simili dettagli).<\/p>\n<p>Walters accenn\u00f2 al papa di aver recentemente compiuto alcuni viaggi in America Latina e in Africa. Wojtyla gli chiese una valutazione della situazione politica in Argentina e Cile, due nazioni sotto una dittadura militare e prossime tappe dei viaggi di Woytyla.<\/p>\n<p>Walters rispose che gli Stati Uniti desideravano assistere, in entrambi i paesi, ad una transizione pacifica alla democrazia, ma cercavano di evitare che forze di sinistra allineate con Cuba o con l\u2019Urss traessero vantaggio dalla situazione. Lo stesso valeva per El Salvador e il Nicaragua.<\/p>\n<p>Walters parl\u00f2 degli \u201csforzi degli Stati Uniti per migliorare la situazione relativa ai diritti umani nelle Americhe senza causare un imbarazzo controproducente ai governi locali gridando ai quattro venti le loro mancanze\u201d. Questo valeva soprattutto nel caso di El Salvador, egli disse. Negli anni in cui gli Stati Uniti avevano pubblicamente condannato certi governi nello sforzo di modificarne il comportamento -tiferimento alla politica dei diritti umani dell\u2019amministrazione Carter- la violenza, secondo Walters, era in realt\u00e0 andata intensificandosi. \u201cIn El Salvador\u201d, prosegu\u00ec il generale, \u201cdisponiamo solo di cinquanta militari addetti alla sicurezza; i sovietici ne hanno pi\u00f9 di trecento nel solo Per\u00f9, pi\u00f9 di quanti gli Stati Uniti ne abbiamo in tutta l\u2019America latina, se si esclude la base di Panama\u201d.<\/p>\n<p>La vera crisi stava per scoppiare in Nicaragua, dove l\u2019amministrazione Reagan intendeva mettere a punto la sua politica per l\u2019America centrale. \u201cI nicaraguensi hanno pezzi da 152 millimetri e carri armati di fabbricazione sovietica; i loro piloti vengono addestrati in Bulgaria. Noi stiamo cercando una soluzione pacifica che non metta a rischio la vita e la libert\u00e0 del popolo latinoamericano\u201d.<\/p>\n<p>Walters non disse al papa che proprio mentre stavano parlando, l\u2019amministrazione Reagan stava preparando in Argentina una forza di \u201cSomozisti\u201d -i Contras- n\u00e9 che stava inviando molti altri consiglieri americani in El salvador e in Honduras. Lo avrebbe fatto, in seguito, il capo della Cia, Casey.<\/p>\n<p>Secondo Walters, la teologia della liberazione stava dilagando nella regione, e il papa ne convenne. Sia gli Stati Uniti sia la Santa sede avrebbero usato i loro rispettivi poteri per circoscrivere l\u2019importanza del fenomeno.<\/p>\n<p>Walters e il papa erano insieme da poco meno di un\u2019ora e Walters aveva resistito alla tentazione di porre al pontefice le domande pi\u00f9 importanti. Ci\u00f2 nonostante, si rese conto che Giovanni Paolo II stava diventando sempre pi\u00f9 comprensivo nei confronti degli obiettivi pi\u00f9 ampi della politica americana e pi\u00f9 consapevole degli interessi comuni della Chiesa e degli Stati Uniti. Quando un monsignore fece capolino alla porta per ricordare al papa che era ora di passare all\u2019appuntamento successivo, Wojtyla lo aveva congedato con un gesto della mano.<\/p>\n<p>Al termine Walters fece al papa una confidenza privata: gli raccont\u00f2 di essersi trovato in piazza San Pietro quando si era levata la fumata bianca ed era stato pronunciato il nome del cardinale di Crocovia, Wojtyla, come nuovo successore al trono di Pietro. Allora Walters aveva commentato con un suo conoscente: \u201cHo appena sentito il battito d\u2019ali dello Spirito Santo\u201d.<\/p>\n<p>Il papa guard\u00f2 Walters dritto negli occhi e disse lentamente; \u201cAbbiamo bisogno ora dello Spirito Santo, in questo momento difficile\u201d. \u201cLa nostra Chiesa ha una guida ferma e sicura, Santo Padre\u201d.<\/p>\n<p>La visita al papa rafforz\u00f2 la convinzione di Walters, \u201cegli capisce il comunismo come nessuno dei suoi predecessori. Inoltre, in Polonia, la sua Chiesa non \u00e8 stata mai investita dalle convulsioni sociali e religiose che hanno scosso il mondo occidentale dopo la guerra\u201d.<\/p>\n<p>Walters prevedeva che il papa avrebbe potuto essere d\u2019aiuto agli Stati Uniti praticamente in tutte le aree di interesse vitale per l\u2019amministrazione Reagan: l\u2019Europa orientale, l\u2019America centrale, il Medio Oriente, il terrorismo, il controllo degli armamenti, e le fondamentali questioni morali della sfera pubblica. Il papa, concludeva Walters, era come \u201cun potentissimo propellente\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>America centrale e latina<\/p>\n<p>Il nome in codice dato dalla CIA alla Chiesa Cattolica dell\u2019America centrale era \u201c l\u2019Entit\u00e0\u201d. L\u2019Entit\u00e0 era molto importante nei progetti dell\u2019amministrazione Reagan per combattere il comunismo, i movimenti filomarxisti e la teologia della liberazione in America latina.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Reagan aveva deciso fin dai primi giorni del suo insediamento che il governo sandinista del Nicaragua, di tendenza marxista, doveva essere rovesciato. Per realizzare questi piani la Cia di William Casey stava finanziando l\u2019esercito dei Contras, quattromila uomini in gran parte seguaci della vecchia oligarchia di Somoza, abbattuta dai sandinisti nel 1979 dopo quasi quarant\u2019anni di dittatura sostenuta costantemente dagli Stati uniti. Nel 1982, pressato dalla stragrande maggioranza del Congresso, il presidente Reagan fu costretto a passare una legge che proibiva alla Cia e al dipartimento della difesa di fornire armi, addestramento o aiuti \u201callo scopo di rovesciare il governo del Nicaragua\u201d. Tuttavia, n\u00e9 Casey, n\u00e9 il presidente intendevano lasciarsi ostacolare da questa legge e cos\u00ec cercarono altri mezzi per finanziare ed aiutare i Contras, cosa che alla fine provoc\u00f2 lo scandalo Iran-Contras.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Reagan non potendo operare liberamente in Nicaragua, divenne ancora pi\u00f9 importante il ruolo del suo principale alleato morale e politico in quell\u2019area: l\u2019istituzione cattolica, l\u2019Entit\u00e0. Ma in Nicaragua c\u2019era anche un\u2019altra Chiesa cattolica, la cosiddetta \u201cchiesa popolare\u201d allineata con i sandinisti. Al pari del governo, aveva molti consensi, soprattutto nei poveri. Nel 1981 la Cia inizi\u00f2 a finanziare segretamente le alte gerarchie della Chiesa istituzionale. Il denaro fu particolarmente utile per aiutare l\u2019Entit\u00e0 nicaraguense ad ampliare l\u2019attivit\u00e0 della stazione radio e del suo giornale, entrambi usati come piattaforma per l\u2019opposizione al governo sandinista.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019ammiraglio Jonh Poindexter, a quel tempo vicedirettore del Consiglio nazionale per la sicurezza: \u201ctenevamo aggiornati i vescovi su quelle che per noi erano le intenzioni del governo nicaraguense e della sinistra nel Salvador (un\u2019altro paese dove i vescovi della Chiesa istituzionale ricevevano i fondi) nonostante fosse stato assassinato mons. Oscar Arnulfo Romero. In Nicaragua questo avveniva direttamente tramite il vescovo\u201d. L\u2019arcivescovo Obando fu raffigurato in una vignetta di Barricada, il giornale sandinista, mentre torceva una croce trasformandola in una svastica nazista.<\/p>\n<p>Quando i membri pi\u00f9 importanti del Congresso per i servizi d\u2019informazione, scoprirono all\u2019inizio del 1981, che almeno 25.000$ dei fondi della Cia erano arrivati alla diocesi di Obando, inorridirono e -temendo che la cosa divenisse di dominio pubblico e gettasse discredito sia sul Vaticano sia sugli Stati Uniti- rimproverarono Casey. Rispettosamente, il capo della Cia si impegn\u00f2 a mettere fine al finanziamento di preti e vescovi con i fondi del servizio segreto. Ma non fu cos\u00ec. Casey convoc\u00f2 un vice, Alan D. Fiers, e gli ordin\u00f2 di \u201ctrovare un altro modo per farlo\u201d. Fiers si rec\u00f2 alla Casa Bianca dal tenente colonnello Oliver North, membro dello staff del Consiglio nazionale per la sicurezza, che inizi\u00f2 a finanziare Fiers. Il quale si mise d\u2019accordo con un imprenditore privato che lavorava per la Cia affinch\u00e9 si facesse pagare dall\u2019agenzia un prezzo pi\u00f9 alto per il suo lavoro, peraltro legale. Il ricarico veniva passato dall\u2019imprenditore ad un agente della Cia in Nicaragua, che a sua volta faceva in modo di consegnarlo all\u2019Entit\u00e0. Non \u00e8 noto quante centinaia di migliaia -o forse milioni- di dollari arrivarono segretamente all\u2019Entit\u00e0 durante l\u2019era Reagan, ma la Chiesa di Wojtyla divenne in quel periodo il principale alleato ideologico del governo americano nella lotta contro i sandinisti.<\/p>\n<p>Temendo che\u00a0 la Chiesa dei poveri potesse dimostrarsi un\u2019antagonista troppo forte degli interessi statunitensi in America centrale, soprattutto in Nicaragua e in El Salvador, Casey e William Clark insistevano perch\u00e8 il papa visitasse il Nicaragua. Suggerirono a Pio Laghi, nunzio apostolico a Washington, che il papa dimostrasse in modo inequivocabile il suo appoggio ai propri vescovi contro la Chiesa dei poveri; Casey e Clark fecero anche capire quanto fosse importante per gli Stati Uniti che Giovanni Paolo II non condannasse i Contras -venerati da Reagan come \u201ccombattenti per la libert\u00e0\u201d- o la guerra segreta di Washington contro i sandinisti e l\u2019aiuto militare degli Stati Uniti al governo salvadoregno sarebbe potuto saltare. Casey aveva discusso questi problemi anche con il cardinale americano Krol.<\/p>\n<p>\u201cAvevamo un interesse comune nello scoraggiare una testa di ponte comunista in questo emisfero\u201d, osserva Jeanne Kirkpatrich, ambasciatrice presso le Nazioni Unite sotto Reagan. \u201cIl papa \u00e8 profondamente anticomunista; e durante l\u2019amministrazione Reagan aveva una visione globale del comunismo non dissimile dalla nostra\u201d.<\/p>\n<p>Quando il papa prepar\u00f2 il suo viaggio in America centrale nel marzo del 1983, sia il vicepresidente George Bush sia il segretario di stato George Shultz si pronunciarono contro quello che definivano il sostegno cattolico ai movimenti rivoluzionari in America centrale. Le loro dichiarazioni provocarono una lettera di protesta da parte dei vescovi statunitensi, in cui si sottolineava che i problemi della regione non erano meramente politici -e ancor meno militari- ma essenzialmente \u201cumani e morali\u201d e che il coinvolgimento della Chiesa \u201crifletteva la sua consapevole opzione per i poveri\u201d.<\/p>\n<p>In questa atmosfera molto tesa il papa atterr\u00f2 a Managua il 4 di marzo 1983. Per quanto riguardava l\u2019amministrazione Reagan, secondo Jeanne Kyrpatrick \u201cil papa si trovava a Managua per fornire un punto di riferimento alternativo ai cattolici. E noi lo incoraggiammo\u201d.<\/p>\n<p>Quando il papa part\u00ec da Roma, il presidente Reagan lo avvert\u00ec dicendo che se El Salvador fosse caduto nelle mani dei ribelli di sinistra, le altre nazioni dell\u2019emisfero lo avrebbero seguito. Annunci\u00f2 il progetto di aumentare il numero dei consiglieri militari statunitensi e di fornire altri 60 milioni di dollari in armi all\u2019esercito salvadoregno.<\/p>\n<p>\u201cSe El Salvador cadr\u00e0 in seguito alla violenza armata dei guerriglieri, che si guadagneranno una posizione sicura, con il Nicaragua gi\u00e0 l\u00ec, penso che Costa Rica, Honduras, Panama, li seguirebbero tutti\u201d, predisse Reagan. Tutti e cinque i paesi che egli aveva nominato -insieme al Guatemala e ad Haiti- erano nell\u2019itinerario del papa.<\/p>\n<p>Arrivato all\u2019aeroporto di Managua, Giovanni Paolo II salut\u00f2 i membri del governo sandinista, c\u2019era un vecchio in blue jeans e berretto paramilitare era un frate trappista. Aveva barba folta, capelli fluenti e sguardo da bambino. Amava la poesia e sognava che la rivoluzione portasse al popolo \u201cpane e rose\u201d. Stava aspettando di essere benedetto dal papa. Il suo nome era Ernesto Cardenal ed era il ministro della cultura nicaraguense. Padre Ernesto si tolse in fretta il berretto nero, si inginocchi\u00f2 mentre il papa si avvicinava e gli afferr\u00f2 la mano per baciarla. Ma Giovanni Paolo II la ritrasse e sollev\u00f2 l\u2019indice sinistro e, rosso in volto, lo rimprover\u00f2: \u201cDovete mettervi in regola con la Chiesa, dovete mettervi in regola\u201d. Poi per evitare ogni contatto con il frate-ministro, il papa un\u00ec le mani, volt\u00f2 leggermente la testa e pass\u00f2 oltre.<\/p>\n<p>La giunta sandinista, legittimata dall\u2019elezioni, aveva inaugurato un vasto programma di riforme sociali: servizio sanitario gratuito, campagna contro l\u2019analfabetismo, riforma agraria, e opportunit\u00e0 di acquisto della casa.<\/p>\n<p>Cinque membri della giunta, tra cui Cardenal, erano preti cattolici o membri di ordini religiosi. Il Vaticano aveva insistito perch\u00e9 si dimettessero dal governo, ponendo le dimissioni come condizione per la visita del papa. Quando il governo si rifiut\u00f2 di cedere, la richiesta venne ritirata. Tutta la visita, dal momento dell\u2019arrivo del papa, ebbe luogo in un\u2019atmosfera politica surriscaldata. \u201cFra cristianesimo e rivoluzione non c\u2019\u00e8 contraddizione\u201d, si mise a gridare un gruppo di sandinisti a Giovanni Paolo II che rimproverava Cardenal. Le loro grida fecero da sfondo al saluto iniziale rivolto da Daniel Ortega al papa all\u2019aeroporto: \u201cLa nostra esperienza dimostra che si pu\u00f2 essere al tempo stesso credenti e rivoluzionari e che non esiste una contraddizione tra le due cose\u201d. Giovanni Paolo II si limit\u00f2 a dire che desiderava dare il suo contributo \u201cperch\u00e9 cessino le sofferenze di popoli innocenti in quest\u2019area del mondo, affinch\u00e9 finiscano i conflitti sanguinosi, l\u2019odio e le sterili accuse, per lasciare lo spazio a un dialogo genuino\u201d. Ma i sandinisti non si aspettavano un dialogo. Volevano il cessate il fuoco.<\/p>\n<p>L\u2019 omelia di Giovanni Paolo II fi insolitamente dura. Egli si concentr\u00f2 esclusivamente sul dovere del cattolico di sottomettersi agli insegnamenti del papa e dei vescovi, anche a costo di rinunciare alle proprie idee. Attacc\u00f2 la Chiesa dei poveri e ordin\u00f2 ai fedeli di ubbidire unicamente ai loro vescovi. Wojtyla non fece nessun accenno alla situazione politica del paese n\u00e9 menzion\u00f2 il coinvolgimento degli Stati Uniti o la guerra dei Contras. Quando il papa per\u00f2 lanci\u00f2 un altro attacco al marxismo, sottolineando che l\u2019insegnamento della Chiesa doveva essere \u201clibero dalle distorsioni derivanti da ideologie o programmi politici\u201d, i giovani sandinisti incaricati del servizio d\u2019ordine cominciarono a gridare \u201cPotere al popolo!\u201d, slogan che continuarono a echeggiare, ripresi da altri, per un intero minuto. In quei sessanta secondi, la zona pi\u00f9 vicina all\u2019altare si trasform\u00f2 in una bolgia. \u201cUn\u2019unica Chiesa!\u201d gridavano le voci da destra. \u201cLa Chiesa dei poveri!\u201d ruggivano da sinistra.<\/p>\n<p>All\u2019aeroporto, prima che il papa tornasse in Costa Rica, Ortega ricord\u00f2 che il suo popolo era martirizzato e crocifisso ogni giorno, e che noi abbiamo tutte le ragioni di esigere solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Il segretario dei vescovi dell\u2019America centrale diffuse un comunicato chiedendo ai fedeli di pregare in \u201criparazione per la profanazione della messa\u201d. Giovanni Paolo II defin\u00ec l\u2019episodio una profanazione dell\u2019Eucarestia e chiese di pregare per \u201ci veri cristiani del Nicaragua\u201d.<\/p>\n<p>Il presidente Reagan e i suoi collaboratori potevano star tranquilli: l\u2019impegno del papa per una linea in sintonia con gli interessi della Casa Bianca, come concordato, era assicurato. Nel Salvador, Costa Rica, Guatemala e Haiti, per tutta la settimana successiva, Giovanni Paolo II si sarebbe attenuto a una linea antimarxista, evitando sortite che avrebbero potuto disturbare l\u2019amministrazione Reagan. Nel Salvador, l\u2019arcivescovo Oscar Arnulfo Romero era stato assassinato nel 1980 per istigazione dei servizi segreti militari salvadoregni, sotto tutela dell\u2019ambasciata americana, perch\u00e9 si opponeva alla brutalit\u00e0 del regime. Il papa lo elogi\u00f2 blandamente definendolo uno \u201czelante pastore\u201d non un martire. Giovanni Paolo II parl\u00f2 dei diritti umani -soprattutto in Guatemala- ma mai contro i regimi militari che si opprimevano il popolo con la \u201cscusa di combattere il comunismo\u201d (vedi documento vescovi degli Stati Uniti).<\/p>\n<p>La formula americana che Vernon Walters aveva delineato e spiegato a Wojtyla per trattare con quei regimi, ora era anche la politica del Vaticano.<\/p>\n<p>In varie occasioni, qualcuno, tuttavia notava in lui una certa tendenza a collocare i propri interlocutori su un punto preciso dello scacchiere teologico e ideologico e in tal caso a non rivolgersi alla loro personalit\u00e0 o convinzioni, ma alle etichette che aveva attribuito loro. Qualche volta sembrava che scegliesse in anticipo le persone che pensava avrebbero ceduto al suo fascino e allontanasse quelle che avrebbero potuto resistergli.<\/p>\n<p>Ad aprile, Giovanni Paolo II, insieme a papa Giovanni 23\u00b0, sar\u00e0 dichiarato \u201csanto\u201d.<\/p>\n<p>Ad ognuno la propria interpretazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*Immancabile nota finale:<\/p>\n<p>La personalit\u00e0 pi\u00f9 controversa beatificata da Giovanni Paolo II \u00e8 stato Josemaria de Balanguer, fondatore dell\u2019Opus dei, la misteriosa organizzazione laica cattolica. La beatificazione di Escriv\u00e0 nel 1992 fu insolitamente rapida -solo diciassette anni dopo la morte, un record moderno. In genere ci vuole sempre mezzo secolo per essere dichiarato \u201cbeato\u201d. Molti critici denunciarono che la caso di Escriv\u00e0 era stato riservato un trattamento speciale. Importanti \u201ctestimonianze contrarie\u201d vennero escluse dalle udienze (solo a undici su novantadue venne concesso di testimoniare) e, quando uno degli otto giudici ecclesiastici vot\u00f2 contro Escriv\u00e0, il processo non si arrest\u00f2, come esigono le leggi vaticane&#8230;<\/p>\n<p>Giovanni Paolo II si sente particolarmente vicino all\u2019Opus Dei e ai suoi 75.000 membri sparsi in tutto il mondo. Essi sono quasi tutti profondamente ortodossi in ambito teologico, ciecamente leali verso il papa e molto influenti nei suoi paesi di origine.\u00a0 A causa del grande segreto -e la presunta potenza- l\u2019Opus Dei \u00e9 stata frequentemente accusata di essere un\u2019impresa di tipo cospiratorio proiettata su tutto il mondo.\u00a0 Dal momento che i suoi elenchi sono accuratamente segreti e tenuti sotto chiave, i critici hanno l\u2019abitudine di chiamarla \u201csanta mafia\u201d. L\u2019Opus Dei ha appoggiato Karol Wojtyla fin da quando era arcivescovo di Cracovia. Il papa \u00e9 stato spesso invitato a tenere discorsi ai suoi membri. Nei giorni precedenti il conclave che lo elesse papa. Wojtyla and\u00f2 a pregare sulla tomba di Escriv\u00e0 a Roma. Come portavoce durante il suo pontificato ha avuto il dottor Navarro Vals, Opus Dei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte:\u00a0 Carl Bernstein, Marco Politi,<\/p>\n<p>Sua Santit\u00e0, Rizzoli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019allora cardinale Andrzey Deskur, profondo conoscitore della Curia romana, era convinto che in qualche modo misterioso ogni papa scegliesse il suo successore. Egli sosteneva che Pio XII favor\u00ec Giovanni XXIII con la sua nomina a patriarca di Venezia, una delle cariche pi\u00f9 prestigiose della Chiesa nell\u2019Occidente latino. Gi\u00e0 malato, Giovanni XXIII considerava apertamente il cardinale&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/notiziario\/in-dialogo-numero-103\/giovanni-paolo-ii-puo-essere-dichiarato-santo-antonio-vermigli\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Giovanni Paolo II pu\u00f2 essere dichiarato santo? &#8211; Antonio Vermigli<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":1211,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"footnotes":""},"class_list":["post-1217","page","type-page","status-publish","hentry","entry"],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/P2vEQL-jD","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1217","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1217"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1217\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1218,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1217\/revisions\/1218"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1211"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1217"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}