{"id":1387,"date":"2014-10-16T00:40:30","date_gmt":"2014-10-15T22:40:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?page_id=1387"},"modified":"2014-10-16T00:46:07","modified_gmt":"2014-10-15T22:46:07","slug":"il-bisogno-di-felicita-consapevolezza-e-gratitudine-benito-fusco","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/notiziario\/in-dialogo-numero-105\/il-bisogno-di-felicita-consapevolezza-e-gratitudine-benito-fusco\/","title":{"rendered":"Il bisogno di felicit\u00e0, consapevolezza e gratitudine &#8211; Benito Fusco"},"content":{"rendered":"<p><i>\u201c<\/i><i>Lettera aperta ai gio\u00ad\u00advani che diventano <\/i><i>adulti, e poi vecchi\u201d.<\/i><b> <\/b>\u00c8 una specie di <i>lettera aperta<\/i><b><i> <\/i><\/b>questa: faccio finta che coloro che la leggono siano tutti giovani che iniziano ad essere adulti e sono capitati o saliti improvvisamente su un gradino molto pi\u00f9 alto della loro et\u00e0 o dentro una storia, anche quotidiana, difficile da comprendere. Non sono un filosofo, seppur mi sforzi di capire e di porre domande alla vita. Sono un frate e, come tale, mi spingo spesso a pensare al futuro oltre quella quota che almeno legittimamente dovrebbe competermi. D\u2019altra parte ritengo che il futuro sia il punto d\u2019arrivo della speranza, perch\u00e9 un cristiano, se tale, dovrebbe avere lo sguardo immerso anche negli orizzonti pi\u00f9 lontani o almeno un bel po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0 del tempo in cui vive. Ho visto il mondo cambiare in fretta nel corso del mio abbondante mezzo secolo di vita. Anzi, troppo in fretta, e i tempi lenti di quando ero bambino o adolescente appartengono alla nostalgia, perch\u00e9 quasi improvvisamente, poi, il tempo si \u00e8 messo a correre producendo innovazioni e tecnologie imposte dai soliti poteri forti, che hanno bruciato libert\u00e0 e relazioni, e inventato nuovi esodi e ciniche perdite di vincoli di molti popoli con le loro terre d\u2019origine. Non solo, si sono aggiunte le prepotenze nuove dei mezzi d\u2019informazione e di formazione, che hanno s\u00ec aperto nuove e universali percezioni e impensabili possibilit\u00e0, ma hanno anche dilatato la distanza e<i> le differenze <\/i>tra una generazione e l\u2019altra, impoverendone il dialogo ma anche la trasmissione di quei saperi attraverso i quali, tra conflitti e totalitarismi, nel tempo sono stati issati i valori fondanti delle nostre ultime istituzioni. Di pi\u00f9: si sono introdotte modalit\u00e0 e pratiche differenziate per linguaggio, rapporto col tempo, senso di appartenenza, dimensione e consistenza dei nostri percorsi storici. Tutto questo, converrete, ha comportato, e comporter\u00e0 ancora, rischi notevolmente imprevedibili, di cui \u00e8 bene essere tutti consapevoli. Per\u00f2, per voi giovani, tutto questo, anche se da un gradino pi\u00f9 in l\u00e0 della vostra et\u00e0, \u00e8 vissuto, o lo state sperimentando, proprio nel momento unico della vostra vita in cui tutto dovrebbe far sorridere e stare ben saldi nel vostro presente, nel subito, o nel \u201cquasi a portata di mano\u201d o immediatamente consumabile, ma escluso da ogni prospettiva futura, anche perch\u00e9 la prospettiva di un futuro qualunque vi \u00e8 stata sottratta sia come opportunit\u00e0 che come visione, lasciandovene solo le ipotesi pi\u00f9 buie o impossibili. D\u2019altronde la spensieratezza proprio alla vostra et\u00e0, \u00e8 stata ed \u00e8 considerata una condizione stessa della felicit\u00e0 della vita. Ed \u00e8 giusto secondo me che sia cos\u00ec, a meno che non sconfini in una frenesia sterile o in un\u2019euforia fine a se stessa e priva di orientamento: che \u00e8 come fare il girotondo troppo in fretta, e invece del mondo caschiamo noi. C\u2019\u00e8, infatti, un problema di ingorgo degli spazi del vivere che prima o poi rischier\u00e0 di farvi e di farci prigionieri inconsapevoli, e ci chiuder\u00e0 tutti dentro recinti piccoli e asfissianti, con tempi brevi ma veloci. Occorre pertanto tenere presente, e questo vale per tutti, anche il concetto di limite, che ha ampliato solo virtualmente i propri confini, e al suo interno \u00e8 necessario ricostruire una matura consapevolezza, mantenendo l\u2019idea di essere unici, irrepetibili e preziosi, insomma di esserci, direbbe qualche filosofo, pur nella finitudine. Sta accadendo, e ce ne rendiamo tutti conto, che anche le tecnologie pi\u00f9 sofisticate, checch\u00e9 se ne dica, non percorrono le orme dell\u2019etica, e che non ci faranno diventare pi\u00f9 autonomi con un click. Come fosse un semplice cambio di frequenza musicale, e che qualsiasi accidente tecnologico della virtualit\u00e0, non dar\u00e0 mai automaticamente il sapere, tutt\u2019al pi\u00f9 qualche informazione rapida, anche perch\u00e9 il sapere, per eccellenza, ha bisogno di tempo e di esitazioni umane e di esperienze interiori per sedimentarsi. Un esempio banale: a forza di tenere l\u2019automobile sotto il sedere ci siamo accorti o ci accorgeremo che dopo averci portato dove volevamo, in realt\u00e0 abbiamo girato a vuoto per portarla da qualche parte e poter finalmente scendere, rivelandoci, se ne saremo consapevoli, che la libert\u00e0 e mobilit\u00e0 che l\u2019automobile ci concedeva, e tuttora ci concede, si \u00e8 relativizzata, e che cominciamo a pagarla con la stessa <b><i>materia<\/i><\/b> che invece sembrava farci risparmiare: cio\u00e8 il tempo. In altre parole, ci accorgeremo che la felicit\u00e0 non viene solo da un avere\/possedere o da un essere sballati e fuori da ogni tempo e senso, ma si avvicina a noi, e sta con noi, attraverso un<b> <i>sentire, un costruire, un cercare e un trovare relazioni<\/i><\/b>. La felicit\u00e0 non \u00e8 neppure un elisir o un composto chimico o un lifting, ma \u00e8 anch\u2019essa un percorso, un frutto dell\u2019esperienza, una <b><i>gestione<\/i> <\/b>consapevole di spazi e tempi, di relazioni e passioni autentiche, anche se a volte imprevedibili. Ecco, per questo occorre non fare mondo a parte. E occorre non pensare di poter promuovere azioni senza conoscenze adeguate, n\u00e9 di pervenire alla conoscenza senza il tempo del pensare e dell\u2019essere veri: e questa non \u00e8 morale, ma sapienza del vivere. Per cui la felicit\u00e0, per quello che ho potuto capirne, \u00e8 s\u00ec un\u2019ondata di leggerezza, ma viene dal massimo di consapevolezza raggiunta, e ha sapori e saperi diversi, intensi. Consapevolezza che viene, ad esempio, dal saper parlare con un vecchio e anche con un bambino, o dal sapere ascoltare cercando di capire \u201cl\u2019altro\u201d fino ad averne un desiderio impaziente; oppure dall\u2019aver goduto di momenti di solitudine ricchi di pensiero e di tenerezza verso se stessi ed ogni cosa che \u201cvive\u201d nel visibile e nell\u2019invisibile, compreso Dio. Ma anche dall\u2019aver coltivato la memoria dei passi nel nostro Paese: da quello piccolo in cui viviamo a quello grande da cui provengono le storie di tutti gli altri, compresi quelli che attraversano, fino a morirne, nei mari. O anche dall\u2019aver saputo rallentare i passi per capire meglio e rispettare i pi\u00f9 lenti, ma soprattutto, ed \u00e8 qui che volevo giungere, dall\u2019aver goduto il senso di gratitudine della nostra minuscola, ma<b> <i>unica<\/i><\/b> storia, e anche di quella grande storia umana che, per un\u2019identica unicit\u00e0, raccoglier\u00e0 anche la nostra. Ancora una cosa, per concludere. Avete certamente fatto caso che si parla di pi\u00f9 nei cellulari che con quanti ci sono concretamente vicini, e che con le persone pi\u00f9 care spesso non ci si riesce a capire, anzi, ci viene da ridere se il nonno non sa usare il bancomat o rimane inebetito di fronte ai certi nuovi linguaggi. E poi, ci siamo forse anche accorti che sempre pi\u00f9 spesso si cede in tentazioni di supponenza o alimentiamo le opinioni per sentito dire perch\u00e9 costa troppo fatica cercare, sapere, ascoltare, trasmettere un pensiero vero, nostro solo nostro. Questo per dirvi che la leggerezza che porta sulle sue ali la felicit\u00e0 \u00e8 suscettibile assai, fino a far tenere a distanza il prossimo e la verit\u00e0. Ed \u00e8 suscettibile assai almeno quanto lo \u00e8 ciascuno di noi per fatti d\u2019amore e d\u2019amicizia. Vi lascio, allora, una descrizione tratta dalla <b><i>Ciropedea <\/i><\/b>di Senofonte.<\/p>\n<p>Si racconta che nella capitale persiana, verso sera, nella piazza principale della citt\u00e0, aveva luogo la scuola che interessava tutti i cittadini. Sull\u2019area circolare, come fosse un piccolo stadio, essi venivano divisi<b> <i>a spicchi<\/i><\/b>, per et\u00e0. Nel primo i bambini, di fianco a loro gli adolescenti. Poi gli uomini maturi. Infine i vecchi che chiudevano il cerchio combaciando proprio con i bambini. Le donne non c\u2019erano, e sappiamo il perch\u00e9, purtroppo. Durante quelle lezioni ognuno era d\u2019esempio al settore pi\u00f9 prossimo: tutti imparavano e, insieme, ricordavano. Ebbene, la materia di base che veniva trasmessa era la gratitudine. Principio etico di conoscenza e riconoscenza che non ci fa smettere mai di imparare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLettera aperta ai gio\u00ad\u00advani che diventano adulti, e poi vecchi\u201d. \u00c8 una specie di lettera aperta questa: faccio finta che coloro che la leggono siano tutti giovani che iniziano ad essere adulti e sono capitati o saliti improvvisamente su un gradino molto pi\u00f9 alto della loro et\u00e0 o dentro una storia, anche quotidiana, difficile da&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/notiziario\/in-dialogo-numero-105\/il-bisogno-di-felicita-consapevolezza-e-gratitudine-benito-fusco\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Il bisogno di felicit\u00e0, consapevolezza e gratitudine &#8211; Benito Fusco<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":1389,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"footnotes":""},"class_list":["post-1387","page","type-page","status-publish","hentry","entry"],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/P2vEQL-mn","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1387","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1387"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1387\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1388,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1387\/revisions\/1388"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1389"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1387"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}