{"id":1397,"date":"2014-10-16T00:54:03","date_gmt":"2014-10-15T22:54:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?page_id=1397"},"modified":"2014-10-16T00:54:03","modified_gmt":"2014-10-15T22:54:03","slug":"se-lo-stato-non-ce-martina-romanello","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/notiziario\/in-dialogo-numero-105\/se-lo-stato-non-ce-martina-romanello\/","title":{"rendered":"Se lo stato non c\u2019\u00e8 &#8211; Martina Romanello"},"content":{"rendered":"<p>Non sono appassionata di calcio. Ne capisco poco. La partita domenicale \u00e8 un rito che mio padre celebra in solitudine. Ma la morte di Ciro Esposito non riguarda solo il mondo del calcio, la morte di Ciro Esposito deve tenerci svegli tutti. Sono contenta che questo articolo verr\u00e0 pubblicato a settembre quando probabilmente i riflettori su questa vicenda saranno spenti, perch\u00e9 non si pu\u00f2 smettere di parlarne, non si deve. \u2028\u201cAnche ci\u00f2 che ci \u00e8 molto vicino ci appare lontano se non ci tocca\u201d.<\/p>\n<p>Ricordo bene la sera del 3 maggio, la sera di Napoli-Fiorentina, la sera della finale di Coppa Italia. Ero con mia madre e andammo a prendere mio padre a lavoro: \u201cDei tifosi romanisti e laziali hanno fatto un agguato a quelli del Napoli\u201d, ci dice, \u201cHanno anche sparato. Ci sono andati appositamente perch\u00e9 non sono loro che devono giocare. Pare sia ferito anche un poliziotto\u201d.<br \/>\nPoche notizie, frammentarie, inesatte, quelle che cominciavano ad arrivare dalla capitale.<\/p>\n<p>Mi feci accompagnare a casa di un mio amico. L\u00ec avremmo visto la partita tutti insieme. Accendiamo la tv e cominciamo a vedere le immagini, l\u2019assoluta confusione: fumogeni, lanci di oggetti, giocatori che si guardano intorno, telecronisti spiazzati.<br \/>\nNon si capisce cosa sia successo e cosa stia succedendo allo stadio: hanno sospeso la partita? Sono i tifosi che ne impediscono l\u2019inizio? Ma quelli del Napoli o quelli della Fiorentina? Non \u00e8 chiaro, si sa solo che c\u2019\u00e8 un ragazzo in ospedale e quella partita, per me, non si pu\u00f2 giocare, non si deve giocare.<br \/>\nSapevamo tutti che la finale di Coppa Italia si sarebbe svolta lo stesso, il dio denaro avrebbe vinto anche questa volta. Certo era impossibile pensare di rimandare tutta quella gente a casa anche per questioni di ordine pubblico. Quell\u2019ordine pubblico rimesso dallo Stato, come successo in altri casi, in altre partite e con altre squadre, nelle mani di un grasso capo ultras arrampicato sulle transenne, che sarebbe diventato il protagonista delle settimane seguenti, ma non ne voglio parlare, non ancora.<br \/>\nA proposito di Stato invece, vedevo Matteo Renzi e Pietro Grasso sugli spalti e mi ripetevo: \u201cAndate via, andate via vi prego. Dimostrate lo sdegno dinanzi a tutto questo. Dimostrate che non si pu\u00f2 far finta di niente quando qualcuno spara e qualcun altro finisce in ospedale in fin di vita, non si pu\u00f2 andare oltre, mai.\u201d<br \/>\nNon aveva senso giocare quella partita. Non ha avuto senso la vittoria del Napoli. Nessuno ha festeggiato.<br \/>\nDopo la partita, il telegiornale. Ci aspettavamo di capire qualcosa in pi\u00f9 ma il titolo di apertura riguarda il tentativo dei tifosi napoletani di non far giocare la partita. Mi arrabbiai, tanto. Com\u2019era possibile che dopo tutto quello che era successo, la cosa pi\u00f9 grave, secondo il telegiornale, era che la partita stava per saltare per colpa dei tifosi del Napoli? Tifosi del Napoli dipinti, come sempre, come la peggior tifoseria d\u2019Italia.<br \/>\n\u201cMa perch\u00e9? Non \u00e8 vero?\u201d mi dicevano i miei amici. \u201cNon fanno sempre figure di merda?\u201d S\u00ec, sar\u00e0 stata indubbiamente una figura di merda, ma non si pu\u00f2 aprire il telegiornale in questo modo, non si pu\u00f2 far passare sempre e solo questo messaggio. La cosa pi\u00f9 importante e sconvolgente era il fatto che un ragazzo era in ospedale colpito da un\u2019arma da fuoco nei pressi dello stadio senza che si sapesse il perch\u00e9.<\/p>\n<p>Qualcosa non andava, si sentiva nell\u2019aria e le notizie circolate il giorno dopo, quelle vere, stavolta lo dimostravano.<br \/>\nDue cose si erano dette quella sera, smentite poi ai primi telegiornali del mattino seguente.<br \/>\nQualcuno durante la telecronaca aveva suggerito che la sparatoria nascondeva un regolamento di conti. Si tratta di un ragazzo di Napoli, ferito, di Scampia, \u00e8 chiaro che si parla di camorra. Lo sanno tutti, ormai ce ne siamo convinti anche noi napoletani e quasi non ci meravigliamo pi\u00f9. Anche se tanti, troppi morti con la camorra non c\u2019entrano niente; anche se tanti, troppi ragazzi erano solo lontani parenti di qualcuno; anche se tante, troppe lapidi appartengono a chi si \u00e8 trovato al posto sbagliato al momento sbagliato ed \u00e8 stato scambiato per qualcun altro.\u2028E anche stavolta non \u00e8 vero. Ciro non \u00e8 morto per un regolamento di conti, non \u00e8 morto perch\u00e9 lontano parente di chiss\u00e0 chi, non \u00e8 morto perch\u00e9 al posto sbagliato al momento sbagliato.\u2028Ciro \u00e8 morto perch\u00e9 al posto giusto al momento giusto, Ciro \u00e8 morto perch\u00e9 era chi doveva essere l\u00ec. Ciro \u00e8 morto perch\u00e9 era un napoletano andato a vedere la finale di Coppa Italia.<br \/>\nFinale che comincia, con quasi un\u2019ora di ritardo, quando si dice che Ciro \u00e8 fuori pericolo, perch\u00e9 questa era la condizione posta dagli ultras. Non \u00e8 vero ma non lo avremmo saputo fino alla domenica.<br \/>\nDa quel giorno 53 giorni di agonia.<br \/>\nMa non si parla di Ciro, \u00e8 quel grasso capo ultras, Genny a carogna, a diventare il protagonista, lo specchio per le allodole, l\u2019emblema di un calcio malato e di una napoletanit\u00e0 delinquente per cui qualche responsabilit\u00e0 Ciro ce le aveva, ce le doveva avere, in fondo si dice che abbia reagito a una provocazione. Come se il reagire alle provocazione fosse pi\u00f9 importante del fatto che \u00e8 finito in fin di vita in ospedale, come se una pistola con la matricola abrasa e delle pallottole potessero passare in secondo piano.<br \/>\nE che Ciro abbia risposto a una provocazione, oggi non sembra neanche certo. Ciro si scaglia senza armi contro un gruppo di tifosi romanisti che stava attaccando un pullman di famiglie napoletane con lanci di bombe carta si becca una pallottola. A chiarire la dinamica ci sta pensando la Magistratura, ma da quel 3 maggio fiumi di parole sul capo ultras napoletano e la sua maglietta, sulle infiltrazioni camorristiche nelle tifoserie napoletane, senza interrogarsi sul perch\u00e9 la mentalit\u00e0 mafiosa sia connaturata a quasi tutti le curve d\u2019Italia e come debellarla. Anche la campagna elettorale per le Europee a Napoli, si colora di calcio, ma le notizie sulle condizioni di Ciro non si sanno, quelle te le devi andare a cercare.<\/p>\n<p>Almeno fino al 24 giugno quando comincia a circolare la notizia della morte di Ciro e si versano di nuovo fiumi di parole, senza rispetto per il dolore.<br \/>\nPoi per\u00f2 arriva la smentita. \u00c8 il 24 giugno gioca l\u2019Italia e, anche chi si era messo a urlare conto lo schifo di questo sport, si fa di nuovo prendere dal girone, com\u2019\u00e8 giusto che sia. Perch\u00e9 \u00e8 estate, perch\u00e9 nonostante tutto quanto successo in Brasile per preparare questi mondiali, nonostante quanto sia malato e poco sportivo il mondo del calcio, un paio d\u2019ore di distrazione ce le prendiamo tutti, perch\u00e9 il calcio \u00e8 un collante sociale, col calcio si sta insieme, col calcio ci si diverte, col calcio si muore.<\/p>\n<p>\u00c8 alle 6 del mattino del 25 giugno che il cuore di Ciro si ferma. E con lui una citt\u00e0. Un giovane di Scampia di 29 anni, toglie i riflettori anche alla Napoli bene che sta festeggiando i 100 anni delle cravatte di Marinella.<br \/>\nMa la morte di Ciro non basta affinch\u00e9 il Paese e i giornali restituiscano il rispetto che lui e la sua famiglia meritano.<br \/>\nAddirittura, il giorno dei funerali, qualcuno ha osato, senza pudore, scrivere articoli su chi era o non era presente alla camera ardente, da Genny a Carogna a Nino d\u2019Angelo passando per il patron e i giocatori del Napoli.<br \/>\nCiro \u00e8 morto e attorno a lui si raccoglie la migliore Scampia, quella lavoratrice e con la faccia pulita che ancora una volta \u00e8 lasciata sola da parte di uno Stato incomprensibilmente assente.<br \/>\nTante sono le responsabilit\u00e0 da definire: perizie balistiche discordanti, falle nel piano di sicurezza pre-partita, infiltrazioni nelle tifoserie romane, ritardi nei soccorsi. Tanto, troppo fumo attorno a questa vicenda.<br \/>\nMa sia lo Stato che lo sport guardano altrove.<br \/>\nGiancarlo Abete, presidente della FIGC, si dimette dopo che l\u2019Italia esce dal mondiale ma nessuna reazione per i fatti del 3 maggio. La politica nazionale chiusa in un assordante silenzio.<br \/>\nLo Stato che era presente a quella maledetta partita, gira la faccia dinanzi al dramma della famiglia di Ciro, alla lezione di dignit\u00e0 che sua madre ha dato all\u2019intero Paese ogni volta che ha rilasciato dichiarazioni ai giornali e alla televisione.<br \/>\n\u201cNessuna violenza in nome di Ciro\u201d ha continuato a ripetere, sforzando un sorriso sulle labbra e con gli occhi pieni di dolore che mettono i brividi solo a guardarli.<\/p>\n<p>Ciro era un ragazzo, aveva 29 anni, era di Scampia e lavorava. Sognava di sposarsi, tifava Napoli, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<br \/>\nNon serve farne un eroe. Fin quando non sar\u00e0 fatta chiarezza e la madre non ricever\u00e0 verit\u00e0 e giustizia, non Ciro, ma nessuno di noi potr\u00e0 riposare in pace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sono appassionata di calcio. Ne capisco poco. La partita domenicale \u00e8 un rito che mio padre celebra in solitudine. Ma la morte di Ciro Esposito non riguarda solo il mondo del calcio, la morte di Ciro Esposito deve tenerci svegli tutti. 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