{"id":621,"date":"2013-04-14T08:55:38","date_gmt":"2013-04-14T08:55:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?page_id=621"},"modified":"2013-04-14T08:57:33","modified_gmt":"2013-04-14T08:57:33","slug":"thomas-sankara-precursore-dellantifinanza-anna-corsi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/notiziario\/in-dialogo-99\/thomas-sankara-precursore-dellantifinanza-anna-corsi\/","title":{"rendered":"Thomas Sankara precursore dell\u2019antifinanza &#8211; Anna Corsi"},"content":{"rendered":"<p>Era innanzitutto un uomo giusto, un leader politico sensibile ai problemi del suo paese. Era cresciuto in una famiglia povera e pi\u00f9 volte aveva cercato cibo nella spazzatura, come sono costretti a fare tanti bambini africani. Era un militare ma anche\u00a0 un musicista e\u00a0 possedeva pi\u00f9 libri che armi, perch\u00e9 a suo parere \u201c<i>per l\u2019imperialismo \u00e8 pi\u00f9 importante dominarci culturalmente che militarmente. La dominazione culturale \u00e8 la pi\u00f9 flessibile, la pi\u00f9 efficace, la meno costosa. Il nostro compito consiste nel decolonizzare la nostra mentalit\u00e0\u201d<\/i>.<\/p>\n<p>Per la sua gente cambi\u00f2 il nome della sua nazione da Alto Volta a Burkina Faso, che significa \u201c <i>terra degli uomini integri<\/i>\u201d. Thomas Sankara \u00e8 stato\u00a0 assassinato nel 1987 perch\u00e9 si\u00a0 rifiut\u00f2 di pagare il debito e propose,\u00a0 alla 25esima\u00a0 sessione dell\u2019Organizzazione per l\u2019Unit\u00e0 Africana, il disarmo. A suo parere il debito non si doveva pagare perch\u00e9\u00a0 le sue radici andavano ricercate alle\u00a0 origini del colonialismo: <b>\u201c<\/b><i>Quelli che ci hanno prestato denaro, sono gli stessi che ci avevano colonizzato, sono gli stessi che gestivano i nostri stati e le nostre economie. Sono i colonizzatori che indebitavano l\u2019Africa con i finanziatori internazionali che erano i loro fratelli e cugini,noi non c\u2019entravamo niente con questo debito. Quindi non possiamo pagarlo. Il debito \u00e8 ancora il neocolonialismo, con i colonizzatori trasformati in assistenti tecnici, anzi dovremmo invece dire \u201cassassini tecnici\u201d\u2026 Questi finanziatori ci sono stati consigliati, raccomandati, ci hanno presentato dei dossier e dei movimenti finanziari allettanti. Noi ci siamo indebitati per 50, 60 anni e pi\u00f9 \u2026 il debito nella sua forma attuale, controllata e dominata dall\u2019imperialismo, \u00e8 una riconquista dell\u2019Africa sapientemente organizzata, in modo che la sua crescita e il suo sviluppo obbediscano a delle norme che ci sono completamente estranee,\u00a0<\/i><i>in modo che ognuno di noi diventi schiavo finanziario, cio\u00e8 schiavo tout court, di quelli che hanno avuto l\u2019opportunit\u00e0, l\u2019intelligenza, la furbizia, di investire da noi con l\u2019obbligo di rimborso. Il debito non pu\u00f2 essere rimborsato prima di tutto perch\u00e9 se noi non paghiamo, i nostri finanziatori non moriranno, siamone sicuri, invece se paghiamo, noi moriremo, siamone ugualmente sicuri.\u201d<\/i><\/p>\n<p>Il problema del debito, come diceva Sankara, non \u00e8 solo una questione morale ma vitale, basti pensare che in Italia, come ben documenta il Centro Nuovo Modello di Sviluppo nel suo opuscolo informativo, il debito \u00e8 aumentato vertiginosamente dal\u00a0 1980 al 1996 e, con l\u2019eccezione del 2009-2010, tutti i governi<i> <\/i>successivi al 1992 hanno mantenuto la spesa primaria al di sotto delle entrate, ma il debito ha continuato a crescere per effetto degli interessi.<\/p>\n<p>Il costante rifinanziamento del debito produce un sistema a spirale che non ci permette di uscirne, perch\u00e9 i mercati usano la speculazione al ribasso per imporre tassi di interesse sempre pi\u00f9 alti, con conseguente danno per le casse pubbliche. I governi che si trovano a fare i conti con questa situazione scelgono misure di austerit\u00e0 che inevitabilmente ricadono sulla vita dei cittadini, in particolare su scuola, sanit\u00e0, servizi sociali, tanto che nel 1985 in Italia il divario fra il 10% pi\u00f9 ricco e il 10% pi\u00f9 povero era 8 a 1 e nel 2008 \u00e8 salito 10 a 1. Il dato istat del 2012 segnala che L\u201911% delle famiglie italiane vive in povert\u00e0 e un altro 7,6% \u00e8 a rischio di diventarlo. Si pone allora una questione importante rispetto alla restituzione del debito che ci strozza sempre di pi\u00f9, ed \u00e8 legittimo chiedersi se \u00e8 giusto\u00a0 chiedere un congelamento degli interessi o, come diceva Sankara, rifiutarsi di pagare.<\/p>\n<p>Il pensiero del leader del Burkina\u00a0 Faso \u00e8 ancora a mio avviso attualissimo, basti pensare che il suo governo incluse un grande numero di donne, condann\u00f2 l\u2019 infibulazione e la poligamia, promosse la contraccezione e\u00a0 fu il primo\u00a0 a dichiarare che l\u2019Aids era la pi\u00f9 grande minaccia per l\u2019Africa.\u00a0 Nel suo discorso per l\u20198 marzo 1987 disse : <i>\u201cScolarizzate due volte meno degli uomini, analfabete al 99 per cento, poco formate sul piano dei mestieri, discriminate nel lavoro, limitate a funzioni subalterne, assillate e licenziate per prime, le donne, sotto il peso di cento tradizioni e di mille scuse, hanno continuato a raccogliere le sfide che si presentavano. Dovevano rimanere attive, a qualunque costo, per i bambini, per la famiglia e per la societ\u00e0. Attraverso mille notti senza aurore. Il capitalismo aveva bisogno di cotone, di karit\u00e9, di sesamo per le sue industrie, e la donna, le nostre madri, hanno aggiunto al lavoro che gi\u00e0 facevano quello della raccolta. Nelle citt\u00e0, l\u00e0 dove si supponeva fosse concentrata la civilt\u00e0 emancipatrice della donna, questa si \u00e8 trovata obbligata a decorare i salotti borghesi, a vendere il proprio corpo per vivere o a servire da esca commerciale nella pubblicit\u00e0.\u201d<\/i>Al giorno d\u2019oggi, considerando gli scandali degli sprechi ad opera della nostra classe politica, \u00e8 illuminante l\u2019azione di Sankara che si adoper\u00f2 per costruire centri sanitari; sua madre e i suoi collaboratori viaggiavano sempre in classe economica e a ranghi ridotti nelle visite diplomatiche, vendette la maggior parte delle Mercedes in forza al governo e proclam\u00f2 l\u2019economica Renault 5, automobile ufficiale dei ministri.<\/p>\n<p>Quando penso a lui, bambino cresciuto in povert\u00e0, diventato poi\u00a0 leader carismatico di un paese tra i pi\u00f9 poveri dell\u2019Africa, credo che l\u2019esperienza della miseria possa generare una resilienza che permette alle persone di trasformare le esperienze pi\u00f9 drammatiche in potenzialit\u00e0. In proposito mi viene alla mente\u00a0 l\u2019immagine che ben descrive John Steinbeck alla conclusione di \u201cFurore\u201d, il libro per cui gli venne conferito il premio Nobel della letteratura: la famiglia Joad, oramai esausta dal viaggio compiuto durante la grande depressione americana verso la California, nel miraggio di una vita migliore, si ritrova senza niente. Rosa Tea, sorella di Tom Joad, abbandonata dal compagno ormai gravida, partorisce un figlio che nasce morto. Nel trambusto di una pioggia incessante giunge con la madre in una capanna, dove un ragazzo gli concede la sua coperta sporca per asciugarsi. Il ragazzo \u00e8 con\u00a0 il padre che sta morendo di stenti e che necessita di bere latte. Rosa Tea allora fa uscire il ragazzo dalla capanna e solleva un lembo della coperta con cui si denuda il petto. \u201c<i>Con la mano gli sosteneva la testa e le sue dita lo carezzavano delicatamente tra i capelli. Ella si guardava intorno, e le sue labbra sorridevano, misteriosamente.&#8221; (John Steinbeck)<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era innanzitutto un uomo giusto, un leader politico sensibile ai problemi del suo paese. Era cresciuto in una famiglia povera e pi\u00f9 volte aveva cercato cibo nella spazzatura, come sono costretti a fare tanti bambini africani. 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