{"id":663,"date":"2013-05-13T15:57:01","date_gmt":"2013-05-13T15:57:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?page_id=663"},"modified":"2013-05-13T15:57:01","modified_gmt":"2013-05-13T15:57:01","slug":"lettera-rete-quarrata-maggio-2013","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/circolari\/lettera-rete-quarrata-maggio-2013\/","title":{"rendered":"Lettera Rete Quarrata maggio 2013"},"content":{"rendered":"<p>Carissima, carissimo,<br \/>\ninviamo una profonda e seria riflessione di Waldemar Boff, nostro referente a Petropolis e nella Baixada Fluminense &#8211; Brasile sul lavoro che da oltre 20 anni, prima con il Seop (Servizio Educazione Organizzazione Popolare) e dopo con Agua Doce 21 stanno portando avanti. Sviluppando la memoria storica del progetto fino ad oggi. Questa riflessione la troverete, per chi lo riceve, anche sul nostro trimestrale \u201cIn Dialogo\u201d Notiziario della Rete Radi\u00e9 Resch. Buona lettura. Saluti e pace, Antonio<\/p>\n<p><strong>Insieme, compagni di strada di Waldemar Boff<\/strong><br \/>\nMe lo ricordo bene, era una mattina assolata del maggio 1990. Io stavo nell\u2019ufficio del SEOP \u2013 Servizio di Educazione e Organizzazione Popolare &#8211; a Petr\u00f3polis. Antonio Vermigli, un toscano vivace, membro del coordinamento della Rete Radi\u00e9 Resch, era venuto a Petr\u00f3polis a trovare mio fratello Leonardo. Aveva dormito nel Convento dei Frati Francescani e sapeva che Leonardo aveva fondato con me un\u2019organizzazione di assistenza e educazione dei pi\u00f9 poveri.<br \/>\nChiacchierammo. Subito si mostr\u00f2 disponibile ad appoggiarci. Ne parl\u00f2 al Coordinamento Nazionale della Rete dove fu approvato. Da questo incontro nacque un\u2019amicizia e una condivisione di idee che dura fino ad oggi. Da quel giorno ho cominciato a conoscere altri stranieri, tutti inquieti e pronti ad aiutare a creare un mondo diverso.<\/p>\n<p><strong>Anni 80\/90<\/strong><br \/>\nNon lo nego, \u00e8 stato un periodo entusiasmante per me. Venivo gi\u00e0 da un\u2019altra esperienza, anch\u2019essa molto ricca, quando negli anni 60\/70 ero stato negli USA, nell\u2019epoca dorata dei\u00a0beatniks, della controcultura, dei movimenti per i diritti civili e delle manifestazioni contro la guerra nel Vietnam. Quando abbiamo fondato il SEOP avevamo in mente, non solo l\u2019oppressione sociale, ma soprattutto l\u2019esclusione. E il nostro lavoro era semplicemente andare nelle periferie, sederci in mezzo alla gente, ascoltare le loro sofferenze e proteste, pronti ad agire rapidamente. Abbiamo cominciato dando cibo che sazia e parola che conforta e illumina. Poi \u00e8 arrivata la costruzione di centri sociali, fino a quando abbiamo consolidato il lavoro popolare, avendo, come asse della nostra azione, gli asili comunitari.<br \/>\nI compagni della Rete Radi\u00e9 Resch e altri erano sempre presenti. Ci venivano a trovare, ci appoggiavano, discutevano con noi e insieme cercavamo strade che cambiassero la realt\u00e0, non solo nel sud in via di sviluppo, ma anche nel nord ricco.<\/p>\n<p><strong>La tentazione dell\u2019impresa sociale<\/strong><br \/>\nLa fondazione svizzera Ciba-Geigy guardava di buon occhio il nostro lavoro. Ci vennero a visitare e, per vari anni, ci appoggiarono molto. Dopo la fusione della Ciba-Geigy con la Sandoz, e la nascita della Novartis, arriv\u00f2 un momento di scontro e rottura.<br \/>\nLa \u201cFondazione Novartis per lo Sviluppo Sostenibile\u201d voleva continuare ad appoggiarci, ma con un preciso progetto di medio termine. Dovevamo ristrutturarci per diventare un\u2019organizzazione che funzionasse all\u2019interno della legalit\u00e0, della professionalit\u00e0, dell\u2019efficienza e proponendosi nel tempo di arrivare all\u2019autosufficienza economica.<br \/>\nIl nostro movimento politico di coscientizzazione e liberazione, che ha i poveri come protagonisti e, a volte, si scontra con la legalit\u00e0 vigente, doveva inserirsi\u00a0 all\u2019interno di quell\u2019ordine sociale che, in ultima analisi, stava producendo i poveri e mantenendoli nella povert\u00e0. Era la condizione per ottenere le risorse.<br \/>\nLa contraddizione era molto forte. Per coerenza e per restare fedeli al nostro spirito di movimento sociale di trasformazione e di comunit\u00e0 di servizio ai pi\u00f9 umili, abbiamo dovuto rifiutare questa proposta tentatrice, anche se era legittima e avrebbe prodotto i suoi frutti.<br \/>\n\u00c8 stata un\u2019epoca di dolore, angoscia e turbamento. Quelli che lavoravano con me si sono divisi provocando tristezza, sospetti, ferite e maldicenze. Per superarla, ho potuto contare sull\u2019amicizia di un piccolo gruppo di colleghi di lavoro e soprattutto di Maria Regina, pi\u00f9 tardi mia compagna.<br \/>\nPer non pregiudicare le attivit\u00e0 esistenti, finanziate dalla Novartis, eravamo disposti a uscire dal SEOP e fondare un\u2019altra organizzazione che mantenesse gli stessi principi, ma che tenesse anche conto anche dell\u2019aspetto ambientale.<br \/>\nAgli inizi del 2000, siamo andati in Europa a visitare i nostri partner tradizionali, per spiegare loro la situazione. Con nostra grande gioia, subito, durante la prima tappa del viaggio, la Fondazione Heres di Barcellona\u00a0 ha compreso la situazione e ha deciso di continuare ad appoggiarci, finanziando la costruzione della sede della nuova entit\u00e0\u00a0\u00a0\u00c1gua Doce \u2013 Servizi Popolari\u00a0a Suru\u00ed, Mag\u00e9, in fondo alla Baia di\u00a0 Guanabara.<br \/>\nDa Barcellona ci recammo in Italia: Milano, Torino, Bergamo, Udine, Quarrata, Livorno. Durante tutto questo percorso, Antonio stava sempre con noi, sollecito, generoso, entusiasta ed entusiasmante, veloce con la sua macchina di missionario della solidariet\u00e0 e di diplomatico popolare. Alla fine, con nostra gioia, anche la Rete decise di appoggiare \u00c1gua Doce.<br \/>\nDall\u2019Italia, Antonio ci port\u00f2 attraverso il magnifico Tirolo italiano e austriaco fino a Kitzb\u00fchel, dove un gruppo amico ci appoggiava da anni con grande generosit\u00e0. Anche l\u00ec, la nostra proposta di restare un gruppo informale di sostegno ai pi\u00f9 umili, fu accolta.<br \/>\nCi sentimmo confortati in compagnia dei membri della Rete, della Fondazione Heres, del gruppo di\u00a0 Kitzb\u00fchel\/Salizburgo perch\u00e9 stavano con noi pi\u00f9 come amici e partner che come finanziatori o analisti di progetti di sviluppo.<\/p>\n<p><strong>Azione politica<\/strong><br \/>\nAbbiamo sempre pensato, fin dall\u2019inizio, che un giorno il potere pubblico avrebbe dovuto assumere tutte le nostre iniziative di assistenza, sanit\u00e0, educazione e cittadinanza.\u00a0 Questo poteva essere un percorso per politicizzare la povert\u00e0 e la solidariet\u00e0.\u00a0 Pensiamo che la solidariet\u00e0 istituzionale sia frutto delle tasse che il cittadino paga e il governo redistribuisce con equit\u00e0, a cominciare dagli ultimi e dai pi\u00f9 bisognosi. Che questo succeda o no dipende dal livello di coscienza, partecipazione e mobilitazione politica dell\u2019uomo e del cittadino.<br \/>\nQuesto punto di vista sul lavoro sociale \u00e8 stato condiviso dai nostri compagni di strada. Cos\u00ec, abbiamo passato ai comuni di Petr\u00f3polis e della Baixada Fluminense una decina di asili, centri comunitari e posti di salute pubblica.<br \/>\nQuesta transizione non \u00e8 una cosa semplice, come potrebbe sembrare. Richiede anni di discussioni, di chiarimenti, di persuasione fino a che il Potere Pubblico arriva, con tutti i relativi servizi, in quelle comunit\u00e0 che prima erano campo d\u2019azione -se azione c\u2019era- delle organizzazioni filantropiche o religiose. L\u2019esclusione sociale \u00e8 uscita dalla filantropia e dalla solidariet\u00e0 per diventare un argomento politico.<\/p>\n<p><strong>Vita oscura<\/strong><br \/>\nLa vita ordinaria del popolo non \u00e8 spettacolare. Raramente occupa i titoli dei giornali o della televisione, salvo per aspetti scandalistici e polizieschi.\u00a0 Non \u00e8 quasi mai ricordata nelle riunioni dei governi e quasi mai \u00e8 presa in considerazione nei loro piani. Silenzio e anonimato avvolgono questa vita oscura. Sono come le radici di un albero che portano in modo invisibile la linfa alle foglie e ai rami esposti al sole e al vento. Uno dei pensatori che ha pi\u00f9 elogiato questa vita semplice, nascosta e comune fu il\u00a0 Monaco cinese Lin Ji, che \u00e8 vissuto nel secolo VIII a.c. Consigliava i discepoli a condurre una vita comune, vivendo il quotidiano, mangiando, vestendosi dormendo, senza farsi molte domande, n\u00e9 facendo grandi piani,\u00a0senza fare niente o andare da nessuna parte.\u00a0L\u2019essenziale consisteva nell\u2019essere semplicemente come il passero o restare nello stesso luogo come la roccia. Il senso della vita starebbe nel lasciarsi semplicemente vivere e non agire in modo compulsivo, agitarsi freneticamente, mostrarsi e essere necessariamente riconosciuto. Anche questo non-agire, discreto e operoso, produce i suoi frutti, che, presto o tardi, si manifestano. Una mattina, stavo di fronte all\u2019Asilo comunitario Maurim\u00e1rcia nella Baixada, attaccando uno striscione che diceva:\u00a0Asilo assunto dal Comune di\u00a0 Mag\u00e9 \u2013 Iscrizioni a breve.\u00a0Mentre stavo chiacchierando sul marciapiede con alcuni abitanti, una signora mulatta, con una faccia magra e sciupata, accompagnata dalla figlia e da un nipotino, ferma la sua bicicletta\u00a0 e improvvisamente ci dice:\u00a0\u201c\u00c8 stata una cosa buona incontrarvi. Devo dire una cosa. Voi non sapete quanto bene questo asilo ha fatto alla mia famiglia.\u00a0 Qui ho potuto lasciare questa figlia che \u00e8 qui con il mio nipotino, mentre io facevo un corso per parrucchiera a Rio. Oggi, grazie a Dio, ho due saloni e posso mantenere la mia famiglia. Sto aspettando che l\u2019asilo riapra, per poter lasciarci il nipotino. Mia figlia ha bisogno di imparare un mestiere e lavorare. Guardate, potete usare la mia dichiarazione dove volete. Se viene la TV qui, voglio dare la mia testimonianza\u201d.<br \/>\nQuella mattina sono stato preso da un profondo sentimento di gioia e gratitudine. Durante pi\u00f9 di 15 anni, quante persone di qui e straniere hanno lavorato in silenzio. Quanti bambini sono stati assistiti. Quanta dedizione paziente, quanto amore invisibile hanno creato in quel minuscolo spazio del pianeta un focolare di umanit\u00e0 e benevolenza. Uno dei lavori silenziosi, ma molto fruttuosi, \u00e8 l\u2019assistenza legale agli anziani abbandonati delle nostre comunit\u00e0. Tre agenti comunitari lo portano avanti con estrema dedizione. \u00c8 Il programma \u201cNonna Angelina\u201d, che \u00e8 nato in forma spontanea a\u00a0 Romano Canavese, durante la festa per i cento anni della matriarca Angelina. Con pazienza quasi infinita, gli agenti comunitari aiutano gli anziani a procurarsi i documenti. Li accompagnano presso gli organi di governo. Soddisfano innumerevoli condizioni legali. E un bel giorno, con il beneficio ottenuto, la gioia irrompe nei tristi focolari, riempiendo di luce una vita mortificata. \u00c8 un privilegio assistere allo spettacolo intimo di una vita che rinasce.<\/p>\n<p><strong>Casa della delicatezza<\/strong><br \/>\nOggi il nostro lavoro pi\u00f9 grande consiste nel Progetto\u00a0Suru\u00ed 2050, uno sforzo colossale di impiantare l\u2019Agenda 21 nel bacino del fiume Surui, uno dei\u00a0 35 fiumi che sfociano nella Baia di Guanabara.\u00a0 Pazientemente, al momento opportuno, cercammo il coinvolgimento della comunit\u00e0, degli agricoltori, dei pescatori, del Potere Pubblico e degli agenti economici locali. \u00c8 stato solo molto di recente, dopo 12 anni di ricerca e attesa, che abbiamo ricevuto la visita di un rappresentante del Comune, interessato al nostro progetto e disponibile a partecipare. Abbiamo capito che l\u2019esasperazione della ragione utilitarista e tecnologica ci ha portato a questa civilt\u00e0 della speculazione, dello sfruttamento e della morte. Solo una nuova sensibilit\u00e0 di fronte alla natura fuori di noi e di fronte alla nostra naturale corporeit\u00e0 potr\u00e0 riscattarci da un\u2019alienazione, che ignora le basi sulle quali si fonda l\u2019essere umano. \u00c8 necessario il ritorno al naturale da cui siamo fatti, alla spontaneit\u00e0 del \u201cbuon selvaggio\u201d di cui ci siamo dimenticati, al rurale che abita dentro di noi e che ignoriamo. Da millenni la saggezza universale ripete: ricordati uomo che sei polvere di stelle e polvere della terra; e alla polvere delle stelle e alla polvere della terra un giorno ritornerai!<br \/>\nNon \u00e8 senza ragione che Alceu Amoroso Lima, il nostro grande umanista, diceva sulla scia dei pensatori taoisti, che la naturalezza era la virt\u00f9 che pi\u00f9 ammirava. Abbiamo costruito da sei anni, nell\u2019alto del bacino del fiume, una bibliovideoteca dell\u2019Agenda 21, insieme a una scuola rurale. Fino ad oggi siamo riusciti a coinvolgere emozionalmente e operativamente la Direttrice della scuola, i professori, e ancor meno i figli dei piccoli produttori rurali. Tuttavia, stiamo l\u00ec, presenti in modo discreto, aspettando pazientemente e serenamente l\u2019ora del risveglio. Nel villaggio di Suru\u00ed, da pi\u00f9 di dieci anni, abbiamo mantenuto la nostra sede aperta\u00a0 per corsi di alfabetizzazione di giovani e adulti, corsi di artigianato e sensibilizzazione ambientale. La Casa della Delicatezza sogna di riscattare un bene cos\u00ec scarso e opportuno, stimolando un nuovo modo di abitare il mondo, un nuovo atteggiamento verso la natura, una nuova sensibilit\u00e0 di fronte all\u2019altro.<br \/>\nAlla foce del fiume, dove abitano alcune famiglie molto povere, abbiamo un nucleo di alfabetizzazione ecologica, Encontro das \u00c1guas (Incontro delle acque). Nel mezzo di quasi-niente un\u2019agente comunitaria, tutte le sere, apre lo spazio per i visitatori che vogliono sapere cosa stiamo facendo l\u00ec. Una targa li invita ad entrare e prendere in mano libri e riviste sull\u2019ambiente.<\/p>\n<p><strong>Politica delle piccole cose<\/strong><br \/>\nNella nostra scuola aperta e sperimentale di 3.500 m<sup>2<\/sup>\u00a0a Suru\u00ed non facciamo lezioni formali, anche se tutti i mercoled\u00ec c\u2019\u00e8 un gruppo di studio sull\u2019ecologia e la cultura brasiliana. Persone comuni e anonime si fermano sulla porta per conversare, per fare domande, per informarsi, per chiedere un favore o vengono per pranzare o comprare medicinali naturali. In quest\u2019arena naturale, spontanea, comune e imprevedibile, cerchiamo di esercitare la nostra azione politica e educativa: ascoltando, dialogando, abbracciando.<br \/>\nQuando ci sono attivit\u00e0, cerchiamo di indurre o ispirare esperienze sensoriali e interattive. Ci sono galline e oche, anatre e cani, passeri liberi e api laboriose. Abbiamo un orto di erbe medicinali e aromatiche. Nel campo coltiviamo patate, igname, manioca, gombo e alberi da frutta. E coltiviamo molti fiori, di tutti i colori, forme e dimensioni. Aspettiamo con ansia il giorno in cui il fiore, che spesso \u00e8 un mero ornamento o una merce, possa riportarci a un mondo magico di incanto e di incontro.<br \/>\nI bambini che ancora portano nei loro occhi il riflesso mattutino del paradiso, si incantano subito di fronte ai pulcini appena nati, di fronte alle anatre che nuotano tranquillamente nel lago o guardando i\u00a0limas-da-p\u00e9rsia\u00a0che brillando al sole pendono dai rami. E gli anziani ricordano con nostalgia di un tempo in cui cucinavano con la legna, coglievano il mais verde per mangiarlo e delle lunghe notti in cui si raccontavano storie.<br \/>\nL\u2019accogliere-amare questo quotidiano cosi naturale che diventa quasi insignificante o addirittura disprezzabile pu\u00f2 offrire l\u2019opportunit\u00e0 di esaminare criticamente i nostri desideri, di accontentarci del necessario e ritrovare la gioia al ritorno a casa.<br \/>\nSiamo benedetti e felici di avere compagni che hanno fiducia e condividono con noi questo sguardo e questo modo di sentire la realt\u00e0. \u00c8 una strada della quale non conosciamo l\u2019intero percorso. Viviamo giorno per giorno, cercando di rispondere ai problemi che ogni giorno si presentano. E viviamo senza grandi progetti, pretese e convinzioni, nell\u2019unica certezza che arriveremo a una terra di fratellanza, di cura, di delicatezza, rispetto e riverenza.<\/p>\n<p><strong>Progetto Luis Medeiros e Michele Carrara (\u00c1gua Doce)<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Petropolis<\/strong><\/em><br \/>\nPresenza fissa di un agente comunitario, Vanessa &#8211; Comunit\u00e1 Villa Leopoldina-Pedro do Rio<br \/>\nPresenza di due agenti comunitari, Lelia e Devanise, nel nucleo di alfabetizzazione ecologica comunit\u00e1 Sertao do Carangola<br \/>\nManutenzione del programma Nonna Angelina, promozione dei diritti degli anziani abbandonati, due agenti in Petropolis, Odette e Antonio, e uno nella Baixada Fluminense, Tania.<\/p>\n<p><em><strong>Baixada Fluminense<\/strong><\/em><br \/>\nVila Esperan\u00e7a, asilo Michele Carrara, in processo di trasferimento al Comune di Duque de Caxia, attualmente si mantiene il doposcuola e l\u00b4alfebetizzazione degli adulti, una educatrice, Socorro.<br \/>\nCentro Maria Barcella, corsi di parrucchiera, trucco, artigianato vari (pittura su stoffa, ricamo, oggettistica con la carte delle riviste) sono presenti due operatrici, Leandra e Maria dos Rimedios,<br \/>\nCasa das Farinhas, laboratorio alternativo di nutrizione e salute. E\u00b4 presente, una educatrice, Leci.<br \/>\nOrto-scuola per giovani del quartiere, 10.000metri di terra, contadino comunitario, Jos\u00e9 Pellegrini.<br \/>\nVila Angelica, assistenza all\u00b4asilo e alla casa di accoglienza Lar de Vasti, 30 bambini all\u00b4asilo e 10 adolescenti che vivono fissi.<br \/>\nAsilo comunitario, 40 ragazzi, coordinato da Vera.<\/p>\n<p><em><strong>Belford Roxo<\/strong><\/em><br \/>\nAsilo Caminho do Incontro, in processo di trasferimento al Comune. Manteniamo doposcuola e il programma Nonna Angelina con Tania.<\/p>\n<p><em><strong>Surui<\/strong><\/em><br \/>\nManutenzione dell\u00b4orto e degli animali, curato da Antonio.<br \/>\nEduzazione ambientale ed educazione agli adulti, attraverso l\u00b4educatrice, Marisa.<br \/>\nLaboratorio settimanale di formazione ambientale e sociale con la biologa Carolina.<br \/>\nOrganizzazione dei contadini piccoli proprietari, con l\u00b4educatore Laucimary.<br \/>\nBiblioteca dell\u00b4Agenda 21 presso la scuola rurale, con l\u00b4educatore Laucimary.<br \/>\nNucleo di orientazione ecologica sulla foce del fiume Surui, con Vanderli.<br \/>\nCasa della Delicatezza, laboratori di cucito, pittura e creazioni varie con tessuti e fili, educatrice Rosemary.<br \/>\nManutenzione delle fontane di acqua, con relativo accompagnamento.<br \/>\nContributo annuo della Rete ai progetti: \u20ac 41.000,00<\/p>\n<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ricordiamo l&#8217;autotassazione libera ma continuativa a sostegno dei progetti della Rete come nostra forma di giustizia restitutiva.\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Ricordiamo il rinnovo alla nostra rivista \u201cIn Dialogo\u201d\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Notiziario della Rete Radi\u00e8 Resch per il 2013<\/strong><\/p>\n<p><strong>Puoi usare il c\/c bancario intestato a:\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>RETE RADIE&#8217; RESCH c\/o BANCA\u2008DI\u2008CREDITO COOPERATIVO\u2008DI\u2008VIGNOLE<\/strong><br \/>\n<strong>IBAN: IT42M0892270500000000004665 indicando la causale<\/strong><\/p>\n<p><strong>oppure il c\/c postale\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>n.11468519 intestato a Notiziario della Rete Radi\u00e8 Resch<\/strong><br \/>\n<strong>IBAN: IT15NO760113800000011468519 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 in possesso dell&#8217;indirizzo elettronico ce lo invii. Risparmieremo carta e denaro.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissima, carissimo, inviamo una profonda e seria riflessione di Waldemar Boff, nostro referente a Petropolis e nella Baixada Fluminense &#8211; Brasile sul lavoro che da oltre 20 anni, prima con il Seop (Servizio Educazione Organizzazione Popolare) e dopo con Agua Doce 21 stanno portando avanti. Sviluppando la memoria storica del progetto fino ad oggi. 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