{"id":1337,"date":"2014-06-26T04:16:53","date_gmt":"2014-06-26T02:16:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=1337"},"modified":"2018-08-01T05:28:36","modified_gmt":"2018-08-01T03:28:36","slug":"lattrito-della-paura-erri-de-luca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2014\/06\/lattrito-della-paura-erri-de-luca\/","title":{"rendered":"L&#8217;attrito della paura &#8211; Erri De Luca"},"content":{"rendered":"<p>Il corpo femminile sanguina per vari giorni una volta al mese. In quelle condizioni continua a lavorare e a svolgere la normale attivit\u00e0. La donna \u00e8 fisicamente la pi\u00f9 forte creatura tra le specie mammifere.<\/p>\n<p>Ho amicizia con un\u2019alpinista di alta quota, Nives Meroi. Lei ha avuto le perdite mestruali il giorno in cui ha raggiunto la cima del Lhotse, a 8515 metri. Di ritorno in discesa alla tenda piazzata a 7800 si \u00e8 accorta del sangue che usciva e gelava. Nel posto pi\u00f9 sterile del mondo la sua fertilit\u00e0 di donna continuava il suo ciclo.<br \/>\nRicorda quell\u2019episodio in maniera buffa : \u201cCredo di detenere il record delle mestruazioni pi\u00f9 alte del mondo\u201d. La vedo invece come una sacerdotessa che offre alla divinit\u00e0 della montagna il sacrificio di rinuncia alla sua maternit\u00e0. Esiste un coraggio femminile cos\u00ec naturale da non doversi nemmeno disturbare a chiamarsi coraggio, ma pura e semplice vita e maniera di stare al mondo.<br \/>\nLa ho trovata scritta nei libri sacri nelle storie di donne eroiche e scandalose: Tam\u00e0r, Rut, Ester, Rachele, Giuditta, Miriam. Il loro corpo \u00e8 profezia incarnata, la loro avvenenza \u00e8 immune da vanit\u00e0 da reginetta di concorso di bellezza. E\u2019 da loro offerta a una missione ricevuta e accolta con slancio.<br \/>\nAltrove nelle scritture sacre il genere maschile convocato dalla divinit\u00e0 , prima recalcitra poi chiede segni, conferme, assistenza. In quelle donne invece l\u2019impulso verso lo sbaraglio \u00e8 puro, senza obiezioni. Accolgono e portano a compimento imprese forsennate.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>Sulle piazze del mondo abbondano statue e monumenti dedicati a singoli testimoni di coraggio. Sono ingombranti, molti di loro sarebbero scesi volentieri dal piedistallo per vivere ancora un poco.<br \/>\nDi quei manufatti ammiro solo quello al soldato ignoto, che si trov\u00f2 a fronteggiare l\u2019osceno dovere di una guerra e chin\u00f2 il capo per obbedienza. Il coraggio appartiene agli anonimi. Non \u00e8 dell\u2019alpinista che affronta la sua parete verticale. Lass\u00f9 lui compie l\u2019 esercizio festivo di una volontaria esposizione al rischio. Intorno alle sue mosse si appuntano gli sguardi di un circo di spettatori pi\u00f9 o meno competenti.<br \/>\nConosco invece il coraggio obbligatorio e quotidiano di chi va al lavoro in condizioni d\u2019incerta sicurezza, minacciato dai pi\u00f9 vari agguati, ridotti dalla cronaca a incidenti, dove si conta la decimazione della vita operaia. Dal fondo di miniere, alle impalcature dei cantieri, dalle cave di pietra alle lavorazioni di sostanze tossiche, alle fonderie, alle presse, minuti, ore, giornate, settimane, mesi, anni a sporgersi sul rischio per necessit\u00e0: l\u00ec ho conosciuto l\u2019 odore del coraggio. Non \u00e8 da raccogliere in essenze e farne profumo. Il coraggio puzza di sudore, di sputo, di sangue, di bestemmia e di supplica, di fogna e di furore. La paura incallita affiora in superficie e chiede aiuto, la paura maledetta e sacrosanta rende quelle ore di lavoro un quotidiano sacrificio d\u2019Isacco. Tutti i giorni feriali si sale al monte Mori\u00e0 portando il peso del legname da usare per il sacrificio. E poi si espone la gola al coltello di qualche macchinario che ripete la sagoma di altare e di patibolo. La paura e il coraggio stanno stretti insieme sui nervi della faccia, lottando per tornare a casa dopo il turno di Isacco.<\/p>\n<p>Conosco la paura di avviarsi ogni giorno prima dell\u2019alba, sbandando sul mezzo di trasporto che scarica alla base del turno, dove si scambia la paga con la giornata al fronte. La ho conosciuta su di me e addosso agli altri. Stava negli occhi dell\u2019operaio algerino infilato insieme a me in uno sterro profondo e puntellato male che minacciava di crollarci addosso e di seppellirci vivi, mentre lo stavamo scavando con piccone e pala. Sudavamo il freddo dell\u2019 ansia, degli occhi sbarrati per sbirciare nel buio di quella fossa stretta.<br \/>\nStava negli occhi alzati al cielo dell\u2019operaio jugoslavo prima di obbedire al caposquadra che gli ordinava di tranciare con il piccone il cavo elettrico, assicurandogli che non portava corrente. E dopo lo sguardo al cielo e il colpo sferrato in terra, l\u2019esplosione dell\u2019alta tensione che lo scaraventava in aria e si mangiava il ferro del suo piccone.<\/p>\n<p>Ho visto il coraggio e so che \u00e8 imbottito di paura. So di doverla sottomettere, calpestare, a mascelle serrate, occhi stretti e cuore a martello nelle tempie. So che la paura fa diventare spietati contro se stessi. E in fine di giornata ci si lava la faccia e le mani dalla polvere e dall\u2019attrito della paura, in uno spogliatoio si rientra nei panni lasciati al mattino e ci si sente abbracciati da loro. Si rientra nella scarpe che portano a casa, si gioca in tasca con la chiave, si crolla di sonno sul sedile di un autobus.<br \/>\nNon \u00e8 Stakhanov l\u2019eroe del lavoro, non chi intensifica il suo ritmo produttivo e cos\u00ec costringe gli altri a uniformarsi alla sua prestazione. Ma chi ha alzato la voce per difendere i propri compagni, rompendo la riga del silenzio. Chi ha preso la parola scavalcando l\u2019abisso del primo passo avanti. E per questo \u00e8 stato licenziato, schedato, rifiutato, mettendo a repentaglio il sostegno alla sua famiglia.<\/p>\n<p>Ho ritrovato in un cassetto una mia tessera sindacale, iscritto alla CGT, anno 1982. Ero in Francia, operaio su cantieri, il proprietario della ditta non pagava i salari. Occupammo gli uffici, dormimmo sul pavimento, era dicembre, Natale, Capodanno, tagliata fornitura di luce e di riscaldamento. Quaranta operai di tre continenti condivisero tutto. La CGT ci assicurava un pasto al giorno, un tagliando per andare in una mensa, la domenica no perch\u00e8 era chiusa. Eravamo naufraghi in terraferma. Quella tessera sindacale ci dava la dignit\u00e0 di appartenere a una comunit\u00e0 che non lasciava andare i suoi membri alla malora. Quella comunit\u00e0 era stata creata da persone che avevano pagato caro, peggio di noi, la lotta per i diritti sul lavoro.<br \/>\nQuelle persone venute prima ci hanno spianato il cammino battendo come alpinisti un passaggio in neve alta affrontando il rischio di venire travolti dalla valanga della reazione. Nessuno li costringeva a esporsi, solo il loro sentimento di giustizia che a volte fa di una persona una prua che apre il mare in due. Perch\u00e8 la giustizia non \u00e8 un codice di leggi, ma un sentimento che scalda e salda le ragioni e il fiato, la dignit\u00e0 e la colonna vertebrale.<br \/>\nA questa temperatura corporea la paura e il coraggio sono componenti della stessa energia e producono la storia del progresso umano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il corpo femminile sanguina per vari giorni una volta al mese. In quelle condizioni continua a lavorare e a svolgere la normale attivit\u00e0. La donna \u00e8 fisicamente la pi\u00f9 forte creatura tra le specie mammifere. Ho amicizia con un\u2019alpinista di alta quota, Nives Meroi. 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