{"id":1541,"date":"2015-03-25T18:40:21","date_gmt":"2015-03-25T17:40:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=1541"},"modified":"2015-04-08T15:36:03","modified_gmt":"2015-04-08T13:36:03","slug":"giovanna-piazza-conversazioni-contadine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2015\/03\/giovanna-piazza-conversazioni-contadine\/","title":{"rendered":"Giovanna Piazza &#8211; Conversazioni contadine"},"content":{"rendered":"<p>Un giorno di luglio, Roberto, libraio di Milano (la Libreria Linea d\u2019Ombra, situata in zona Sant\u2019Agostino e gestita da lui e dalla moglie Chiara, \u00e8 un luogo che vale almeno una visita), mi scrive:<br \/>\n\u201cHo appena finito di leggere (ristampato ora dopo cinquant&#8217;anni) Conversazioni contadine di Danilo Dolci. \u00c8 un libro formidabile, sulla linea di Basaglia, Freire, De Martino, eccetera. Due i temi centrali: il rispetto per la parola (dunque per gli uomini) e la capacit\u00e0 di ascoltare (dunque di imparare). \u00c8 un libro-mondo, illuminante\u201d.<br \/>\nNel 2014 il Saggiatore ripubblica infatti tale imperdibile opera, la cui prima edizione risale al 1966 per i tipi di Mondadori.<!--more--><br \/>\nIl volume \u00e8 costituito di dodici conversazioni -avvenute tra il 1961 e il 1962, registrate mediante un magnetofono e poi trascritte con la collaborazione di Franco Alasia-, che vedono protagonisti venti o trenta abitanti dell\u2019ambiente rurale di Partinico (Palermo) \u2013 uomini e donne di tutte le et\u00e0 \u2013, i quali, durante la riunione settimanale dopo il lavoro, a turno si esprimono attorno a una domanda posta da Danilo (ad esempio, \u201c\u00c8 giusto ammazzare o non \u00e8 giusto?\u201d; \u201cDeve essere battezzato un bambino? Perch\u00e9?\u201d; \u201cChe qualit\u00e0 deve avere un uomo per essere un vero uomo?\u201d; \u201cCome deve essere una donna?\u201d; \u201cCosa vorremmo tenere e sviluppare, e cosa cambiare nella vita di questa zona?\u201d; \u201c&#8230; E come cambiare?\u201d; \u201cCosa \u00e8 vivere?\u201d; \u201cCosa \u00e8 morire?\u201d, etc.).<br \/>\nScrive il pedagogista Daniele Novara, allievo di Danilo Dolci: \u201cPossiamo definire Dolci come l\u2019educatore della domanda, ossia l\u2019educatore che innesta tutta la sua azione formativa sul chiedere, sull\u2019esplorare, sul creare, sull\u2019interrogazione, ovviamente non in senso scolastico, ma nel senso dello scavo, dell\u2019andare oltre l\u2019apparente, cercando di scoprire \u00abil non-noto\u00bb, ci\u00f2 che \u00e8 velato dalle tradizioni, dalla consuetudine, dagli stereotipi. In questo sta il richiamo all\u2019approccio maieutico, per cui Danilo Dolci \u00e8 famoso, alla pratica del tirar fuori, del porre gli educati nella condizione di allargare la propria sfera di apprendimento a partire dalla capacit\u00e0 di utilizzare in maniera costruttiva le domande\u201d1.<br \/>\nDanilo Dolci spiega che la scelta dei temi avviene a partire da casi concreti e si precisa progressivamente \u201ca seconda degli interessi dei partecipanti e dello sviluppo della discussione\u201d (p. 9).<br \/>\nLe domande che innescano il confronto sono cio\u00e8 legittime, colui che le pone non conosce in anticipo le risposte; il contesto in cui si svolge il dialogo \u00e8 sostanzialmente fondato sull\u2019uguaglianza di tutti gli attanti: non esistono privilegi intellettuali davanti a certe questioni, e le differenze dei singoli (anche dal punto di vista culturale) sono occasioni per ciascuno di imparare.<br \/>\n\u00c8 interessante notare che nel corso delle riunioni intervengono persone non originarie di Partinico (ad esempio, provenienti dal Nord Europa o dall\u2019India) o di altra estrazione sociale, proprio a chiarire la vocazione universale di questi incontri che hanno radice in una comunit\u00e0 paesana.<br \/>\nAnche chi fa le domande partecipa (poich\u00e9 interrogare non corrisponde a creare per s\u00e9 un rifugio); tuttavia, un preciso ordine nel prendere la parola crea le condizioni affinch\u00e9 l\u2019uguaglianza sia rispettata: \u201c[&#8230;] Di solito si bada di fare parlare per ultimi coloro che pi\u00f9 potrebbero inibire gli altri o per superiorit\u00e0 di cultura o per prestigio o altro: in modo che tutti possano esprimersi\u201d (p. 10), spiega nella premessa Danilo Dolci, il quale si occupa di riassumere, prima della fine di ogni dibattito, le eventuali posizioni comuni raggiunte in merito a ciascheduna questione.<br \/>\nAl termine del giro (in tal modo anche i pi\u00f9 timidi \u2013 e le donne \u2013 possono dire la propria), chi lo desidera chiede la parola e ha inizio una discussione aperta; si continua cos\u00ec a \u201ccercare insieme dal basso\u201d (p. 26), e ci\u00f2 permette il confronto con l\u2019imprevedibile che il vero discorrere degli uomini reca con s\u00e9.<br \/>\nInnanzitutto, qui la parola \u00e8 mostrata quale via per condividere ed esprimere l\u2019umano, e non per esercitare un potere sulle cose e sugli altri; essa non \u00e8 uno strumento per ottenere, ma il segno di una sostanziale gratuit\u00e0, poich\u00e9 non si sa esattamente ci\u00f2 che si raggiunge (l\u2019esito sfugge al calcolo). Davanti alla sfida di rispondere (e la risposta non \u00e8 un banale riempire, ma un inventare trovando), la parola mette di fronte al limite dei propri pensieri e chiede l\u2019ascolto dell\u2019espressione altrui per non spegnersi, per non restare rinchiusa. D\u2019altra parte, solo chi ascolta davvero (cio\u00e8 non a partire da s\u00e9 ma dall\u2019altro) consente all\u2019altro di esprimersi pienamente.<br \/>\nScrive Daniele Novara: \u201cDanilo Dolci concepisce la domanda come suscitatrice di un nuovo modo di collocarsi e di vedersi. La domanda funge in Danilo da mezzo di riconoscimento e di autoriconoscimento. Essa ha valore fondante. \u00c8 quella che oggi, con altri termini, potremmo definire una pedagogia dell\u2019ascolto, che \u00e8 ancora una pedagogia maieutica, che ha la sua caratteristica fondamentale nell\u2019idea che l\u2019apprendimento non sia un\u2019acquisizione esterna, ma piuttosto il ricongiungimento interno fra quanto il soggetto \u00e8 in grado di elaborare e quanto la realt\u00e0 esterna gli offre da rielaborare. In questo incontro si genera l\u2019apprendimento\u201d2.<br \/>\nMediante le conversazioni questo libro restituisce infatti al lettore delle vere e proprie trame di storie e ragionamenti.<br \/>\nCome suggerisce Gemma Corradi Fiumara: \u201cNell\u2019esperienza di un dialogo radicale [&#8230;] ci si incontra (oppure ci si scontra) con il pensiero nascente dell\u2019altro [&#8230;]. Se nel parlare dell\u2019altro si arriva a discernere una linea di consequenzialit\u00e0, al di l\u00e0 di un\u2019apparente frammentazione, l\u2019ascolto si converte allora in processo maieutico\u201d3.<br \/>\nDanilo Dolci mostra dunque la possibilit\u00e0 di autoeducarsi e di educarsi reciprocamente grazie alla parola; la verit\u00e0 non sta nell\u2019accumulo di conoscenza, ma nel percorso condiviso e imprevedibile in cui si lavora sull\u2019esperienza (studio, vissuto, etc.) che ciascuno ha del mondo e del proprio rapporto con esso.<br \/>\nEgli d\u00e0 prova della possibilit\u00e0 di una societ\u00e0 descolarizzata in cui l\u2019imparare sia una pratica della vita intera. \u201cAlla qualit\u00e0 garantita dell\u2019istruzione professionistica\u201d si antepone \u201cl\u2019esito imprevedibile dell\u2019incontro personale autonomo\u201d4, scrive Ivan Illich.<br \/>\nCercare, trovare, dare la forma, inventare, confrontare, unire e dividere non sono qui la strada per raggiungere un \u201cpatrimonio di sapere\u201d che faccia salire \u201cnella gerarchia dei capitalisti del sapere\u201d5. Non sono cio\u00e8 i primati ad avere significato nel vero apprendere, ma lo sviluppo del pensiero, la comunione di questo, la creazione e la ricerca collettiva per il bene di tutti.<br \/>\nNel corso della lettura si assister\u00e0 persino all\u2019esplicito bisogno da parte di taluni partecipanti di una nuova pratica, cio\u00e8 di fare s\u00ec che il desiderio di cambiamento si trasformi in azione, in attivit\u00e0 organizzata (\u201cmimiddu Noi abbiamo fatto qui tutti i gioved\u00ec diverse e diverse riunioni. Gioved\u00ec passato io non c\u2019ero che veramente ero stanco, venni tardi di campagna e non ci sono potuto venire. Ma tutti questi discorsi che noi qui facciamo, non so, mi pare che cadono cos\u00ec; non abbiamo visto una cosa di tale discussione, di tale riunione che abbiamo fatto. Per me il risultato \u00e8 questo: veramente ognuno sentisse, che so, il gusto, il piacere di dire: \u00abAbbiamo fatto questo piano. Siamo dieci, venti persone: facciamo questo piano di sviluppo. Noi fecimo sto piano, abbiamo sviluppato sta cosa\u00bb. Non so se io mi spiego&#8230; Invece non abbiamo inteso niente. Si fanno queste parole, ma cadono, muoiono cos\u00ec in fondo al mare\u201d, p. 145).<br \/>\nIn questo libro il lettore ha modo di ascoltare anche una lingua viva, che tiene unita la materia e l\u2019immaginazione della vita e d\u00e0 luce allo stare insieme consapevole e attivo degli uomini.<\/p>\n<p>1 &#8211; Daniele Novara, La pedagogia maieutica di Danilo Dolci, p. 30, disponibile su: http:\/\/www.cristinacampo.it\/public\/danilo%20dolci.pdf<br \/>\n2 &#8211; Ivi, p. 31.<br \/>\n3 &#8211; Gemma Corradi Fiumara, Filosofia dell\u2019ascolto, Milano, Jaka Book, 1985, p. 188.<br \/>\n4 &#8211; Ivan Illich, Descolarizzare la societ\u00e0. Una societ\u00e0 senza scuola \u00e8 possibile?, Milano-Udine, Mimesis Edizioni, 2010, p. 74.<br \/>\n5 &#8211; Ivi, p. 117.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un giorno di luglio, Roberto, libraio di Milano (la Libreria Linea d\u2019Ombra, situata in zona Sant\u2019Agostino e gestita da lui e dalla moglie Chiara, \u00e8 un luogo che vale almeno una visita), mi scrive: \u201cHo appena finito di leggere (ristampato ora dopo cinquant&#8217;anni) Conversazioni contadine di Danilo Dolci. \u00c8 un libro formidabile, sulla linea di&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2015\/03\/giovanna-piazza-conversazioni-contadine\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Giovanna Piazza &#8211; Conversazioni contadine<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"enabled":false},"version":2}},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1541","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notiziario_indialogo","entry"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2vEQL-oR","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1541","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1541"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1541\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1561,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1541\/revisions\/1561"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1541"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1541"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1541"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}