{"id":1554,"date":"2015-04-08T15:29:51","date_gmt":"2015-04-08T13:29:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=1554"},"modified":"2018-08-07T14:30:14","modified_gmt":"2018-08-07T12:30:14","slug":"lettera-rete-di-quarrata-aprile-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2015\/04\/lettera-rete-di-quarrata-aprile-2015\/","title":{"rendered":"Lettera Rete di Quarrata &#8211; aprile 2015"},"content":{"rendered":"<p>Carissima, carissimo,<br \/>\nl&#8217;amico Marcelo Barros, monaco benedettino brasiliano, teologo e biblista, ha partecipato al Forum Sociale Mondiale di Tunisi.<br \/>\nCi ha inviato le sue impressioni-riflessioni. Segue sempre di Marcelo una valutazione su come sia stato male interpretato -dal suo punto di vista- l&#8217;immagine di Dio e l&#8217;uso di potere che ne \u00e8 stato fatto.<br \/>\nCredo che per questa Pasqua, gli interrogativi che Marcelo ci pone valgano bene un &#8220;ritiro&#8221;.<br \/>\nBuona Pasqua,<br \/>\nAntonio<\/p>\n<p><strong>Per aiutare l\u2019aurora a nascere: provocazioni teologiche e spirituali al Forum di Tunisi<\/strong><br \/>\nOggi, il compito di una teologia cristiana, inserita nella realt\u00e0 e aperta al mondo, consiste pi\u00f9 in formulare bene qualche domande che la realt\u00e0 provoca che, in fatti, dare delle risposte, o anche pretendere arrivare a formulazioni che possono sembrare consolidate o definitive. In questa linea, questa mio dialogo con voi \u00e8 per provocare una\u00a0 o altra domanda e suggerire qualche indicazioni per la continuit\u00e0 di questo forum. Questo lavoro mi mette un po a disagio perch\u00e9 non voglio interferire nella vostra vita, neanche voglio mettere cambiare i vostri pensieri. Dunque, propongo alcuni considerazioni pensando che possono aiutarvi a ripensare la vita, ma come domande e provocazioni e non come giudizio o dottrina.<\/p>\n<p>Una rapida visione teologica sul Forum Sociale<br \/>\nPossiamo dire che il forum ha stabilito una metodologia propria, un contenuto nuovo e principalmente un nuovo spirito.<!--more--><br \/>\nA partire del primo forum, la\u00a0metodologia\u00a0\u00e8 quella dell\u2019incontro che accetta le diversit\u00e0, che promuove l&#8217; intercambio delle esperienze a partire dalle basi e propone una articulazione a partire sempre dell\u2019autogestione. Il\u00a0contenuto\u00a0\u00e8 la costruzione di quest\u2019altro &#8220;mondo possibile&#8221;, a partire delle diverse lotte per la giustizia, la pace e la salvaguarda del creato. Ma i diversi forum hanno creato una nuova cultura della sinistra. Una cultura politica basata non nella rigidit\u00e0 dei codici marxisti, non nella disciplina delle lotte clandestine, ma una cultura politica centrata nella gioia dell\u2019incontro, nel creare una complicit\u00e0 di fratelli-compagni, nel manifestarsi liberamente le emozioni e sentimenti, nella condivisione dei sogni e delle motivazioni per il cammino che facciamo. Le danze che abbiamo condiviso in questi giorni non sono state soltanto, come in altri tempi, un intervallo di ricreazioni tra gli incontri pesanti e forse tristi. No! Le danze sono proprio elementi di questo nuovo modo di fare la lotta, con il corpo, la sensualit\u00e0 e tutte le dimensioni della vita. \u00a0 Pero questi elementi (di metodologia e contenuto) non sarebbero possibili se non avessimo un spirito, una mistica. Anche se questo nome, non si utilizza mai, possiamo parlare di una\u00a0spiritualit\u00e0\u00a0del FSM.<br \/>\nNoi, cristiani, possiamo credere che, come tutta la spiritualit\u00e0, anche questa del Forum Mondiale \u00e8 un cammino ispirato e condotto dal Spirito di Dio. Parte delle stesse convinzioni della teologia della liberazione:<br \/>\n1\u00b0. La salvezza \u00e8 storica e si realizza qui e adesso, non come una redenzione individuale e intimista dei peccati ma come liberazione sociale, politica, che ha una dimensione interiore e personale, ma anche cosmica\u2026 I Vangeli sinottici chiamano quest\u2019utopia di \u201cregno di Dio\u201d e Ges\u00f9 ci ha insegnato a pregare:\u00a0 \u201cche questo regno venga\u201d qui e adesso.<br \/>\n2\u00b0 . Quest\u2019azione divina \u00e8 un\u00a0processo\u00a0che suppone la nostra testimonianza e anche la nostra partecipazione. I processi sociali e politichi che vanno nella direzione della giustizia sono parziali e incompiuti, per\u00f2 anche cosi, sono mediazioni del regno. Noi li dobbiamo appoggiare e nelle nostre possibilit\u00e0 partecipare di questi processi.<br \/>\n3\u00b0 . Il Forum Sociale Mondiale ci chiama a riprendere la dimensione cattolica, cio\u00e8, universale o ecumenica della nostra fede. L&#8217;attuale globalizzazione che il mondo impone \u00e8 un fenomeno economico e colonialista, i movimenti sociali e organizzazioni di base formano qui una bella ripresentazione dell\u2019umanit\u00e0, pi\u00f9 sana, che cerca un altro mondo possibile. Il Forum Mondiale \u00e8 come una Chiesa (assemblea) universale, laica, che si riunisce a partire degli impoveriti e con una speranza di tipo trascendente. Il Forum non \u00e8 mondiale soltanto perch\u00e9 riunisce delle persone di tutto il mondo, ne perch\u00e9 cerca di costruire un altro mondo possibile, ma per il fatto che si pu\u00f2 costruire questo processo a partire della mistica dell\u2019universalit\u00e0 e di una trascendenza che non \u00e8 religiosa, ma laica e storica (trascendenza nel senso di andare sempre oltre ogni lotta concreta e immanente). Dunque, la speranza non \u00e8 soltanto l\u2019internet libera, la cittadinanza plurale, la liberazione dei palestinesi e tante altre lotte giuste e necessarie, ma \u00e8 la\u00a0costruzione di un uomo nuovo e una donna nuova,\u00a0senza i quali non sar\u00e0 possibile un altro mondo possibile.\u00a0 Lo strumento fondamentale di questa costruzione \u00e8 il dialogo. Il dialogo non soltanto come metodologia strategica o come dinamica di organizzazione, ma come cammino culturale (possiamo dire: spirituale). Raimon Panikkar diceva che per avere un dialogo inter-(interpersonale, interculturale, interreligioso\u2026) \u00e8 importante prima stabilire una dimensione interiore di dialogo nel pi\u00f9 intimo del nostro essere. Lui chiamava questo il \u201cdialogo intra\u201d (intra religioso, intra culturale, ecc). \u00c8 un dialogo veramente preso come esigenza di cammino. Il Consiglio Ecumenico delle Chiese propone come meta per l\u2019ecumenismo cristiano: \u201cla diversit\u00e0 riconciliata\u201d. Il Forum mondiale fa prova di questo nel campo sociale e culturale. Questi diversi elementi, metodologia, contenuti e spirito del Forum portano diverse sfide alle Chiese e al nostro forum comboniano.<br \/>\nSuggerisco qui alcune di queste sfide e propongo che nel dialogo voi possiate farlo con altri.<\/p>\n<p>Una rapida visione del F\u00f3rum dei Comboniani<br \/>\nHo la pi\u00f9 profonda ammirazione e gratitudine personale per il fatto che voi realizzate questo forum e che per la seconda volta mi avete invitato e accettato come fratello e partecipante con voi. Mi sono sentito totalmente inserito e felice di essere con voi. Voi avete realizzato veramente un forum nello spirito del forum mondiale. Per ci\u00f2 che so, qui in Tunisi, ci sono molti francescani, e altri religiosi delle pi\u00f9 diverse congregazioni. Penso che io sono l\u2019unico monaco che pensa che il Forum Sociale Mondiale sia terreno favorevole e buono per i monaci, essere presente significa vivere la nostra vocazione. Alcune congregazioni sono presenti nel forum attraverso le loro commissioni sociali, per esempio, Commissione Giustizia e Pace dei francescani, dei domenicani, ecc\u2026 Ma, per ci\u00f2 che ho visto, voi siete l\u2019unica congregazione che state qui come congregazione\u2026 Forum Comboni\u2026 Auguri per questa vostra apertura\u2026 sono certo che si trasformer\u00e0 in nuove pratiche.<br \/>\nMi ricordo bene degli anni dopo Concilio, quando i piccoli fratteli e sorelle di Ges\u00f9 (Charles de Foulcaud) sono arrivati in Brasile e sono andati a lavorare nelle fabbriche di Sao Paulo. Furono i primi religiosi a vivere nelle periferie, nelle favelle e nei quartieri popolari. Un principio fondamentale era la spiritualit\u00e0 di Nazareth, cio\u00e8, la proposta \u00e8 l\u2019inserimento come incogniti. Nessuno compagno di lavoro o vicino di residenza sapevano che essi fossero religiosi. Dovevano sparire proprio in mezzo ai poveri. Fu, ed \u00e8 ancora bello questo ideale, come fu l\u2019ideale dei preti operai degli anni 60. Oggi, penso che dobbiamo vivere un equilibrio tra dare un segno profetico e al stesso tempo senza imporre la nostra congregazione a nessuno. Avete ragione di volere dare un segno profetico della vostra presenza e della vostra azione. \u00c8 chiaro che questo non pu\u00f2 essere una questione di pubblicit\u00e0, ne pu\u00f2 essere un orgoglio settario.\u00a0 Dovete agire per manifestare al mondo il vostro spirito come quello che stiamo vivendo qui al forum mondiale,\u00a0 facendo cos\u00ec, penso che potete meglio dare il vostro contributo a voi stessi e alla costruzione di uno spirito comune.<br \/>\nMa che questa profezia sia profonda e giusta, o vera, \u00e8 importante che non si realizzi soltanto qui e adesso. Non si pu\u00f2 fare finta di costituirsi come forum qui in Tunisi e dopo tornando a casa vivere la quotidianit\u00e0 della vita in un metodo e spirito in tutto contrari al forum che viviamo qui. Dunque, volere presentarsi come Forum Comboni nel FSM, sappiate che vi prendete una responsabilit\u00e0 immensa. Voi qui non siete soltanto una commissione della vostra congregazione, al contrario, avete dato l&#8217;ompressione pratica che la congregazione dei missionari e missionarie comboniani si organizza e vive come un forum permanente.<br \/>\nVoi avete fatto le vostre iniziative e workshop, ma avete partecipato a tanti altri lavori e gruppi, realizzati all&#8217;interno del Forum. Benissimo. Certamente questa energia, queste esperienze cambieranno qualcosa della vostra organizzazione, della vostra spiritualit\u00e0 e forma di vivere la vita religiosa. Qui voi rappresentate tutta la congregazione ed \u00e8 importante che riusciate a coinvolgere anche i fratelli e sorelle che non sono qui in questo cammino nuovo e pasquale, sul quale il Forum ci ha provocato. Dunque, prendete sul serio questa sfida: che questo forum non sia soltanto un\u2019attivit\u00e0 periferica e laterale nella vostra missione, ma al contrario, il cuore della missione di tutta la famiglia comboniana \u2013 religiosi, religiose e laici\/e.<br \/>\n\u00c8 chiaro che questo cammino \u00e8 un cammino di conversione e chiede una\u00a0metanoia\u00a0(cambio di mentalit\u00e0) e di forma di vivere.<\/p>\n<p>Sfide che questo Forum ha rivelato<br \/>\nCi sono delle sfide che il Forum rivela personalmente, per il proprio cammino, e altre sfide che vengono del Forum per noi, come Chiesa e come religiosi\/e.<br \/>\nPenso che tutti noi siamo d\u2019accordo che:<br \/>\n1\u00b0 &#8211; Il mondo attuale sta molto peggio di quando in 2001 fu fatto il primo Forum. Ci sono pi\u00f9 guerre, pi\u00f9 insicurezze, il terrorismo si \u00e8 sparso come una epidemia e il Capitalismo \u00e8 pi\u00f9 crudele e sempre pi\u00f9 inumano. Gli organismi internazionali dicono che, nei ultimi dieci anni, le disuguaglianze sociali sono aumentate. Il numero dei poveri si \u00e8 moltiplicato. Soltanto in America Latina, grazie al processo bolivariano la povert\u00e0 non \u00e8 aumentata. Paesi come Venezuela, Bolivia e Equador la povert\u00e0 \u00e8 grandemente diminuita.<br \/>\n2\u00b0 &#8211; \u00c8 certo che la destra e i potenti del mondo sono sempre pi\u00f9 organizzati e agiscono con molta intelligenza. Mentre, la sinistra e le forze di opposizione a questo sistema sembrano pi\u00f9 fragili, divise e anche un po perdute. In tutto il mondo, la giovent\u00f9 protesta, i movimenti nuovi in Spagna (Podemos), in Grecia (Tsipras) e in tutto il mondo sanno ci\u00f2 che non vogliono, ma non sanno ancora bene quello che vogliano. I partiti di sinistra non riescono a unirsi ne a dialogare efficacemente.<br \/>\n3\u00b0 &#8211; In questo contesto, il Forum Sociale Mondiale pare oggi essere l\u2019unico strumento che riesce radunare le organizzazioni sociali, la giovent\u00f9, le forze vive della societ\u00e0 civile organizzata. Il fatto che si realizza attraverso l&#8217;autogestione favorisce cose bellissime e importanti, ma allo stesso tempo provoca dei problemi. Le iniziative auto gestite sono tantissime, ma anche molte si ripetono, perch\u00e8 ancora non siamo capaci di comunicare e fare un cammino veramente comune e convergente. L\u2019impressione generale \u00e8 che questa fiera dell\u2019idee, di iniziative e proposizioni sono meravigliose, ma per avanzare abbiamo bisogno di avere tutti chiaro il punto di partenza a partire da dove si \u00e8 arrivato nel forum precedente. Il forum non pu\u00f2 pi\u00f9 partire da zero\u2026perch\u00e9 cos\u00ec non andiamo avanti. Ci sono persone che vogliono dare al Forum una linea pi\u00f9 direttiva, fare del forum una centrale mondiale dei movimenti sociali. Oggi la vera sfida \u00e8 come mantenere questo carattere di grande raduno libero, creativo, propositivo e festivo e allo stesso tempo, per garantire una continuit\u00e0 e approfondimento.<br \/>\nAltra conseguenza dell\u2019autogestione cosi frammentata \u00e8 che i movimenti locali non riescono a organizzarsi a valutare i problemi delle singole aree geografiche. Per esempio, questo forum in Tunisi dovrebbe essere solidale con il popolo e il governo bolivariano del Venezuela. Hugo Ch\u00e1vez \u00e8 sempre una figura presente e importante nei forum. Attualmente, il Venezuela, aggredito dal governo nordamericano, qui non ha ricevuto nessuna solidariet\u00e0, nonostante la vergognosa intromissione degli USA.<\/p>\n<p>Alcune sfide alle chiese e a noi<br \/>\nLa prima sfida \u00e8 che questi forum si realizzano ogni due anni e sono incontri che pressuppongono una continuit\u00e0 della partecipazione da parte delle basi popolari. Il Forum non tratta soltanto di azioni sociali, ma \u00e8 anche un cammino spirituale. E \u00e8 importante che questo spirito sia vissuto nella quotidianit\u00e0 della nostra vita personale e delle nostre comunit\u00e0, nelle nostre relazioni e nella nostra forma di vivere la fede. Siamo siamo chiamati a un lavoro immenso e duro. Cambiare la nostra espressione di fede, la nostra forma di vivere il lavoro pastorale, le nostre relazioni tra di noi e con i popoli con i quali lavoriamo.<br \/>\nQuesto lavoro \u00e8 difficile perch\u00e9 ancora non abbiamo esperienza, \u00e8 tutto da creare, da inventare.<br \/>\nDue esempi: ho conosciuto una comunit\u00e0 dei francescani giovani nel sud di Brasile, facevano un lavoro meraviglioso con i contadini. Abitavano in un convento antico e ogni giorno uscivano e servivano i contadini poveri con uno spirito meraviglioso. Per\u00f2 si percepiva che per quei giovani, erano due mondi diversi. Il lavoro pastorale negli insediamenti dei contadini e la vita conventuale nella comunit\u00e0 francescana. Quando stavano con i poveri loro erano poveri e vivevano una condivisione totale. Quando tornavano al convento, rientravano nella machina del tempo e tornavano ai secoli antichi. Vestivano degli abiti e pregavano, mangiavano e convivevano di una forma che era assolutamente diversa della vita fuori del convento\u2026<br \/>\nCome possiamo nel forum vivere dei rapporti orizzontali e democratici e nelle nostre case vivere tra di noi un tipo de relazioni verticale e gerarchica? Come riuscire a far si che la nostra preghiera e la nostra spiritualit\u00e0 siano pi\u00f9 nella pratica per cui il Forum ci convoca?<br \/>\nAltro esempio: la liturgia di oggi. Nelle nostre parrocchie facciamo delle processioni delle palme,\u00a0 questo piace molto alla gente. Domanda: vediamo qualcosa in comune tra le processioni delle palme e le marcie a cui abbiamo partecipato\u00a0 in questo forum?<br \/>\nSecondo i Vangeli, Ges\u00f9 ha accettato la manifestazione messianica del popolo nel suo ingresso in Gerusalemme come un\u2019espressione della speranza e della liberazione di Israele. Con questo, non pretendo ridurre la liturgia alla sua dimensione sociale o politica, ma abbiamo si, il compito di dialogare con un mondo ogni volta pi\u00f9 laico e pluralista. Gi\u00e0 nell\u2019\u00e9poca della guerra, Dietrich Bonhoeffer scriveva che dobbiamo vivere in Dio, con Dio, ma come si fosse senza Dio (\u201cetsi Deus non daretur\u201d).<br \/>\nQualche volte, le nostre case, le nostre camere, la nostra cultura \u00e8 ancora un mondo a parte in relazione al mondo che troviamo fuori e questo \u00e8 contrario all\u2019incarnazione di Ges\u00f9 che si \u00e8 fatto uno fratello. Come unificare questi diversi mondi?<\/p>\n<p>Qualche indicazioni teologiche e spirituali<br \/>\nTutte le nostre congregazioni, anche la vostra, furono fondate in un mondo molto diverso di questo attuale, in un modello di Chiesa che oggi dobbiamo cercare di cambiare. Ma, molte volte non abbiamo il coraggio di porci e porre all&#8217;interno della chiesa un cambiamento reale. Sento che si hanno fatto alcune modifiche qui e li, ma non si cambia radicalmente il modello ecclesiologico che ha fatto nascere la congregazione. Il modello ecclesiologico di Chiesa-Cristianit\u00e0 \u00e8 ancora fino a oggi il modello vigente nel Vaticano, \u00e8 il modello che ha servito il progetto di centralizzazione di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Quando il papa Francesco fu eletto, la prima notte del suo pontificato, quello che pi\u00f9 ha spaventato e provocato orrori nel Vaticano non fu il fatto che lui si ha negato a rivestire le insigne trionfale di pontefice, n\u00e9 il fatto che lui ha sovvertito il rito e domandato al popolo che pregasse per lui, inchinandosi davanti al popolo riunito. Quello che ha pi\u00f9 irritato i cardinali della curia e i suoi teologi \u00e8 il fatto che il papa si present\u00f2 come \u201cvescovo di Roma\u201d. Fino a oggi, la pi\u00f9 grande paura del potentato curiale \u00e8 che papa Francesco abiti nella Casa Santa Marta e non nel palazzo apostolico. Una tappa per dopo andare a vivere nella Chiesa di S. Giovanni in Laterano, cattedrale della Chiesa di Roma. Con questo atto il sar\u00e0 segno sar\u00e0 chiaro e completo.<br \/>\nDobbiamo domandarci: quanto la nostra Congregazione ha ancora del modello ecclesiologico di Cristianit\u00e0 e quanto gi\u00e0 c`\u00e8 del modello ecclesiologico del Vaticano II, cio\u00e8 di una Chiesa che \u00e8 principalmente locale, e in comunione con le altre?<br \/>\nCon questo nuovo modello, le nostre congregazioni saranno meno centralizzate, facendo spazio alla formazione di pi\u00f9 confederazioni di comunit\u00e0.<br \/>\nOggi, tutta la vita religiosa ha bisogno di essere ripensata. Nell&#8217; America Latina degli anni 90 si diceva: rifondata. Sar\u00e0 che i voti formulati nel secolo XIII hanno ancora per il mondo lo stesso valore o senso che avevano prima? O dobbiamo ripensare anche questo e approfondire elementi pi\u00f9 evangelici e attuali della nostra vita?<br \/>\nIn Italia in questi giorni \u00e8 uscito un nuovo libro di Antonieta Potente. Il libro si chiama \u201c\u00c8 vita e ed religiosa\u201d. In questo libro, lei insiste che per essere oggi validamente accettata la vita religiosa, la nostra vita dovrebbe essere pienamente vita. Di nessuna forma nell\u2019aspetto individualista e borghese della societ\u00e0 capitalista, ma nel senso degli indios che parlano del\u00a0buon vivere. Dobbiamo\u00a0 essere persone felici e realizzate come persone. Quando ero giovane, mi sembrava che la vita religiosa cercasse il contrario: la mortificazione del mio essere per essere religioso. Questo ha provocato dei problemi in tutto il mondo. Oggi saremmo testimoni validi del Vangelo solo se facciamo di tutto per essere persone felice e liber. Solo cos\u00ec saremmo capaci di andare oltre l\u2019egoismo infantile, il narcisismo adolescente e arrivare ad una capacit\u00e0 di alterit\u00e0 che ci fa felici per nel donare la vita, anche nelle missioni pi\u00f9 dure e esigenti.<br \/>\nMa, capisco, \u00e8 chiaro che queste considerazioni cambiano\u00a0 il nostro modello di missione. Il nostro modello di Cristianit\u00e0 era andare nei diversi popoli a convertire i pagani e a garantire la presenza cristiana. Anche se questo modello fu varie volte associato alla colonizzazione europea, dobbiamo riconoscere che molte volte in questi tempi pi\u00f9 recenti, al contrario, le nostre missione hanno salvato molte vite e hanno dato testimonianze bellissime. Basta pensare in tanti martiri che abbiamo. Ma, sia come sia, resta la sfida di come ripensare la missione pi\u00f9 come condivisione nella linea della Kenosis di Ges\u00f9 e non come agenti di una multinazionale religiosa.<br \/>\nIl papa ci ha invitato a costruire una Chiesa in uscita. La conferenza generale dell`episcopato latinoamericano in Medellin nel 1968 parlava di una chiesa pasquale e diceva che ognuna delle nostre comunit\u00e0 deve essere una chiesa pasquale:\u00a0\u201cuna chiesa missionaria (in uscita come dice il papa), povera e servitrice dei poveri, che si faccia spazio di comunione per tutta l\u2019umanit\u00e0 e\u00a0 che sia liberatrice di tutta l\u2019umanit\u00e0 e di ogni essere umano nella sua integralit\u00e0\u201d (Cf. Med 5, 15).<\/p>\n<p>L&#8217;immagine di Dio e la questione del potere\u00a0di\u00a0Marcelo Barros<br \/>\nLa profezia del Vangelo contesta il potere in tutte le sue forme: sociale, politico o religioso. Ma, in modo particolare, rifiuta il potere che si presenta nel nome di Dio, e che nel nome di Dio vuole imporsi. Il potere che si considera o si proclama sacro tende a essere pi\u00f9 oppressivo e totalitario di ogni altra forma di potere, perch\u00e9 sottomette le persone non con la dominazione fisica, ma per mezzo della coscienza e della fede.<br \/>\nInoltre, il potere religioso o sacro crea un ulteriore problema, molto serio ai nostri giorni, perch\u00e9 trasmette un&#8217;immagine di Dio legata al potere. Il potere viene da Dio, che \u00e8 la fonte di ogni potere. Di fatto, la maggior parte di noi \u00e8 stata educata a parlare di \u00abDio onnipotente\u00bb e, ancora oggi, le Chiese usano questa espressione nelle preghiere e nei riti del culto. Padre Comblin scrive: \u00abNella liturgia romana, Dio non \u00e8 mai invocato come padre, ma come \u201cDio onnipotente ed eterno\u201d (&#8230;).<br \/>\nEppure il Vangelo dice che Dio si \u00e8 rivelato nella vita terrena di Ges\u00f9 (&#8230;). Ges\u00f9 era un contadino e non possedeva alcun attributo che potesse significare il potere&#8230; Nel momento in cui Dio ha voluto rivelarsi mostra che ha lasciato tutto il potere e vuole entrare in relazione con le persone come uno di loro, e come uno dei pi\u00f9 umili degli uomini (&#8230;). La croce di Ges\u00f9 \u00e8 stata il risultato della scelta di amore contro tutte le forme di dominazione, in primo luogo, per coloro che sono stati sempre trattati senza amore. Volle rivelare a questi un mondo nuovo, senza dominazione, senza sfruttamento, senza violenza. Dio volle trasformare l&#8217;umanit\u00e0 con la sola forza dell&#8217;amore, senza nessun impiego della forza o della dominazione\u00bb.<br \/>\nDio onnipotente. La Bibbia, innumerevoli volte, si riferisce a Dio chiamandolo \u00abOnnipotente\u00bb. (\u2026).\u00a0L&#8217;idea di associare il potere del re alla forza di Dio \u00e8 molto pi\u00f9 antica della stessa Bibbia. (\u2026). Credere che il re o l&#8217;imperatore avesse qualcosa di divino fa parte del credo di molte religioni antiche.<br \/>\nSecondo la concezione pi\u00f9 comune, Dio elargisce il suo potere ai grandi della terra (1 Sam 2). Ma chi sarebbe questo Dio che d\u00e0 il potere ai potenti del mondo, o meglio: come sarebbe? Come possiamo affermare e credere che Dio \u00e8 buono e giusto se non solo si allea con i dominatori, ma d\u00e0 loro anche il potere? Sarebbe egli lo stesso Dio che Maria ha esaltato nel suo cantico, quando dice che \u00abha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili\u00bb (Lc 1,52)? Sarebbe proprio questo il Dio di Ges\u00f9? Il Vangelo di Ges\u00f9 dice che nel Regno di Dio \u00abMolti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi\u00bb (Mt 19,30).<br \/>\nMartin Buber diceva che Dio \u00e8 la parola pi\u00f9 logorata e pi\u00f9 svilita lungo tutta la storia dell&#8217;umanit\u00e0. Tuttavia, la soluzione non sta nello smettere di pronunciarla, quanto piuttosto nel riscattare la verit\u00e0 che si nasconde dietro questo nome. Gli antichi direbbero: c&#8217;\u00e8 un vero Dio e ci sono falsi dei. Secondo la Bibbia gli idoli sono immagini divine che legittimano il potere dei tiranni e degli oppressori. (\u2026).<br \/>\nDio senza potere.\u00a0Nei tempi pi\u00f9 lontani raccontati dalla Bibbia, quando gli ebrei erano assoggettati ai cananei, allora proprietari della terra di Canaan, il Signore (il cui nome \u00e8 impronunciabile) era un Dio nascosto, quasi clandestino, al quale si rendeva culto nel deserto (il Sinai)&#8230; Al tempo dell&#8217;esilio, il profeta Ezechiele rivela che la gloria del Signore (il segno visibile della presenza di Dio) lascia il tempio e va a vivere tra gli esuli, sulle rive del fiume Kobar (cf. Ez 11,22-24). Dio diventa un esiliato, un senza terra e un espatriato insieme con il suo popolo. Il suo unico potere \u00e8 la sua parola. (\u2026).<br \/>\nNel carcere nazista, in attesa dell&#8217;esecuzione della sua condanna a morte, il pastore Dietrich Bonhoeffer scriveva: \u00abDio si lascia buttare fuori dal mondo, sotto la croce. Dio \u00e8 impotente e debole in questo mondo e solo cos\u00ec ci aiuta. \u00c8 molto chiaro ci\u00f2 che \u00e8 scritto in Matteo 8,17: \u201cPerch\u00e9 si compisse ci\u00f2 che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Egli ha preso le nostre infermit\u00e0 e si \u00e8 caricato delle nostre malattie\u201d. Perci\u00f2, Cristo ci aiuta non con la forza della sua onnipotenza, ma con la sua debolezza e la sua sofferenza. Tutte le religioni raccomandano la persona sofferente al potere di Dio. La Bibbia, invece, raccomanda gli esseri umani all&#8217;impotenza e alla sofferenza di Dio. Solo un Dio che soffre pu\u00f2 aiutare\u00bb.<br \/>\nNel 1944, da una prigione nazista, Bonhoeffer scrisse al suo amico e cognato: \u00abIl nostro modo di diventare adulti ci porta a riconoscere, con realismo, la nostra condizione davanti a Dio. Dio si fa conoscere da noi che dobbiamo vivere come persone capaci di affrontare la vita senza Dio. Il Dio che \u00e8 con noi \u00e8 il Dio che ci abbandona. Il Dio che ci lascia vivere nel mondo senza pensare all&#8217;ipotesi che Dio opera in esso. Questo \u00e8 il Dio davanti al quale noi stiamo in modo permanente. Davanti a Dio e con Dio dobbiamo vivere senza Dio (&#8230;). Dio \u00e8 debole e impotente nel mondo e questo \u00e8 esattamente il modo, l&#8217;unico modo in cui egli \u00e8 con noi e ci aiuta\u00bb. (\u2026).<br \/>\nMeister Eckhart, il pi\u00f9 grande mistico cristiano dell&#8217;Occidente nel Medioevo, ha scritto: \u00abTutto ci\u00f2 che tu fai e pensi di Dio, sei pi\u00f9 tu che lui. Se assolutizzi ci\u00f2 che pensi diventi blasfemo perch\u00e9 quello che Egli realmente \u00e8 neppure tutti i maestri di Parigi riescono a dirlo. Se io avessi un Dio che potesse essere compreso da me, non vorrei mai riconoscerlo come il mio Dio. Quindi stai zitto e non speculare su di lui. (\u2026)\u00bb. (\u2026).<\/p>\n<p>Ricordo ad ognuno di noi l\u2019autotassazione libera nella quantit\u00e0 e continuativa nel tempo a sostegno dei progetti della Rete Radi\u00e9 Resch.<br \/>\nI versamenti devono essere effettuati sui seguenti conti:<br \/>\nConto corrente postale:<br \/>\nIBAN: IT 15 N 07601 13800 000011468519<br \/>\no sul conto corrente bancario:<br \/>\nIBAN: IT 42 M 08922 70500 000000004665<br \/>\nIndicando sempre la causale<\/p>\n<p>Infine ricordiamo il contributo alla nostra rivista: In Dialogo<br \/>\ncontributo ordinario \u00a0 \u00a02015\u00a0 \u20ac\u00a0 \u00a0 \u00a0 35<br \/>\ncontributo sostenitore\u00a0 2015\u00a0 \u20ac\u00a0 \u00a0 \u00a0 50<br \/>\ncontributo amicizia\u00a0 \u00a0 \u00a0 2015\u00a0 \u20ac\u00a0 \u00a0 100<br \/>\ncontributo vitalizio \u00a0 \u00a0 \u00a0 2015\u00a0 \u20ac 1.000<\/p>\n<p>Chi invia il contributo di sostenitore,\u00a0 amicizia o vitalizio ricever\u00e0 un libro in omaggio.<\/p>\n<p>Se hai l&#8217;indirizzo elettronico, inviacelo, risparmieremo tempo e denaro\u00a0inviandoti la lettera mensile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissima, carissimo, l&#8217;amico Marcelo Barros, monaco benedettino brasiliano, teologo e biblista, ha partecipato al Forum Sociale Mondiale di Tunisi. 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Credo&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2015\/04\/lettera-rete-di-quarrata-aprile-2015\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Lettera Rete di Quarrata &#8211; aprile 2015<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"enabled":false},"version":2}},"categories":[9,8,32,12,6],"tags":[],"class_list":["post-1554","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere","category-marcia","category-multinazionali","category-news","category-opinioni","entry"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2vEQL-p4","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1554","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1554"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1554\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1559,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1554\/revisions\/1559"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1554"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1554"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}