{"id":1813,"date":"2015-12-20T02:28:52","date_gmt":"2015-12-20T01:28:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=1813"},"modified":"2018-08-07T14:30:13","modified_gmt":"2018-08-07T12:30:13","slug":"finanza-speculativacriminale-le-alternative-ci-sono-di-ercole-ongaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2015\/12\/finanza-speculativacriminale-le-alternative-ci-sono-di-ercole-ongaro\/","title":{"rendered":"Finanza speculativa\/criminale. Le alternative ci sono! &#8211; di Ercole Ongaro"},"content":{"rendered":"<p><em>La Rete Radi\u00e9 Resch nel 2014 ha costituito una commissione Finanza per mettere a fuoco l\u2019impatto della finanza speculativa\/criminale sulla democrazia, ritenendo che i cambiamenti avvenuti nella\u00a0 nella finanza nell\u2019ultimo ventennio -il travisamento della sua tradizionale funzione di strumento dell\u2019economia- costituiscano una minaccia alla vita democratica delle societ\u00e0, ai diritti delle persone, dei popoli e della Terra. I Seminari interregionali svolti nel maggio scorso hanno contribuito alla conoscenza dello strapotere della finanza e delle multinazionali nel condizionare o determinare le politiche dei governi, connotandole come politiche autoritarie e di esclusione. La Rete Radi\u00e9 Resch, che ha sempre inteso incidere sulle cause che producono ingiustizia e povert\u00e0, ritiene quindi che riflettere sulla tematica delle finanza speculativa\/criminale sia importante per affrontare il problema nella sua dimensione strutturale.<\/em><!--more--><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>La finanza strumento dell\u2019economia<\/strong><\/p>\n<p>La finanza ha avuto in passato come sua principale finalit\u00e0 quella di essere al servizio delle attivit\u00e0 umane, collettive e individuali: Stato, imprese, cittadini avevano nella finanza un supporto per svolgere la propria funzione, realizzare i propri progetti imprenditoriali o familiari\/personali. Finanza ed economia si integravano a vicenda, pur conoscendo periodicamente momenti di crisi che obbligavano a una ridefinizione delle condizioni del rapporto, che comunque concepiva la finanza nel ruolo di strumento a servizio dell\u2019economia.<\/p>\n<p>A tagliare il cordone ombelicale tra finanza ed economia sono stati i cambiamenti intervenuti a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso. Il vento del neoliberismo, dopo aver investito i settori produttivi imponendo ristrutturazioni aziendali e avviando una controffensiva nei confronti delle conquiste dei lavoratori e della gestione \u201cpubblica\u201d dell\u2019economia, ha imperversato nel settore finanziario. La caduta del muro di Berlino e dei regimi comunisti nell\u2019Est Europa ha favorito l\u2019affermazione delle politiche neoliberiste e ha avviato l\u2019era della globalizzazione capitalistica e la corsa alla totale liberalizzazione: delle merci, delle telecomunicazioni, degli investimenti, dei servizi finanziari. Nel momento in cui si proclamava la morte delle ideologie, si \u00e8 imposta una nuova ideologia: quella del cosiddetto \u201clibero mercato\u201d, del \u201cpensiero unico\u201d, con tratti tipici del fondamentalismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La finanziarizzazione dell\u2019economia<\/strong><\/p>\n<p>Con la globalizzazione i flussi finanziari hanno avuto un incremento incontrollato ed \u00e8 emerso che la maggior parte delle transazioni finanziarie erano mosse da speculatori che puntavano a rapidi profitti attraverso spostamenti di somme ingentissime sui mercati borsistici ufficiali e anche sui mercati della finanza ombra, dove la mancanza di trasparenza \u00e8 assoluta. Siamo entrati nell\u2019era della finanziarizzazione dell\u2019economia. L\u2019economia finanziarizzata si \u00e8 nettamente separata dalla realt\u00e0 produttiva: i pi\u00f9 alti profitti non li realizza chi produce beni e servizi, ma chi viaggia sulle rotte virtuali della speculazione finanziaria. Negli ultimi anni, come ha scritto Andrea Baranes, \u201coltre il 98% dei capitali che circolano nel mondo non ha nessuna finalit\u00e0 produttiva e non \u00e8 legato all\u2019economia reale, ma serve unicamente alla speculazione, ovvero a fare soldi dai soldi nel pi\u00f9 breve tempo possibile\u201d (<em>Finanza per indignati<\/em>, Ponte alle Grazie, 2012, p. 37). La finanza da mezzo \u00e8 assurta a fine, ha rivendicato il proprio dominio sull\u2019economia e ha ispirato la propria attivit\u00e0 al principio della speculazione, finendo con l\u2019esserne soggiogata: cos\u00ec che, se la finanza domina l\u2019economia, \u00e8 per\u00f2 la speculazione a dominare la finanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La subordinazione della politica<\/strong><\/p>\n<p>Questo \u00e8 potuto avvenire non per processi inevitabili, ma perch\u00e9 la politica ha abdicato al suo compito storico di dettare le regole, di governare l\u2019economia e la finanza per impedire che si instauri la legge del pi\u00f9 forte e che la democrazia sia svuotata di ogni sostanza. La politica \u00e8 venuta meno alla sua missione, perch\u00e9 \u00e8 stata condizionata e \u201ccomprata\u201d dall\u2019azione delle lobby della economia e della finanza. La conseguenza \u00e8 stata che i cosiddetti \u201cmercati\u201d ogni giorno danno il voto alle scelte dei governi, mandano avvertimenti, esigono subordinazione ai propri voleri. La politica si \u00e8 subordinata all\u2019economia e alla finanza. La democrazia viene anestetizzata, svilita, dove le multinazionali e i poteri finanziari dettano le linee programmatiche alla politica e spesso i ministri sono scelti tra i dirigenti delle multinazionali e delle grandi banche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La finanza speculativa<\/strong><\/p>\n<p>La finanza che ha tagliato il cordone ombelicale con l\u2019economia \u00e8 la finanza speculativa. Vi \u00e8 stata in passato e continua ancora oggi una tradizionale forma di finanza speculativa che mantiene un rapporto con beni economici: il comprare un bene per rivenderlo in futuro a un prezzo pi\u00f9 alto o il vendere subito un bene prevedendo che in futuro il suo prezzo scender\u00e0.<\/p>\n<p>Nel tempo della globalizzazione capitalistica la finanza speculativa si attua soprattutto con strumenti \u201cderivati\u201d, ossia contratti finanziari il cui valore \u201cderiva\u201d da quello di un qualsiasi bene sottostante (valute, materie prime, derrate alimentari): ma c\u2019\u00e8 chi compra o vende \u201cderivati\u201d senza possedere il relativo sottostante, quindi agendo allo scoperto e scommettendo sui prezzi di beni e materie che non possiede, in quanto c\u2019\u00e8 chi acquista un \u201cderivato\u201d sul grano o sul petrolio senza avere alcun interesse n\u00e9 attivit\u00e0 nel settore agricolo o petrolifero. Oppure c\u2019\u00e8 chi (grandi banche, gruppi finanziari) pratica l\u2019<em>high frequency trading<\/em> (commercio ad alta frequenza) attraverso computer che, applicando programmi informatici predisposti, comprano e vendono nel mercato borsistico, attivo 24 ore su 24, azioni e obbligazioni sfruttando a proprio vantaggio le minime oscillazioni di prezzo per realizzare alti profitti e provocando enorme instabilit\u00e0 sui mercati. Pi\u00f9 della met\u00e0 delle operazioni che avvengono sui mercati finanziari sono eseguite automaticamente da computer.<\/p>\n<p>La finanza speculativa di questo tipo ha quindi come principale attivit\u00e0 quella di fare scommesse su qualsiasi attivit\u00e0 o prodotto, per questo \u00e8 stata paragonata a un casin\u00f2.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La finanza criminale<\/strong><\/p>\n<p>Vi \u00e8 di peggio di una finanza speculativa, animata dall\u2019imperativo categorico di massimizzare i profitti nel pi\u00f9 breve tempo possibile, ed \u00e8 la finanza criminale: quella che specula sul cibo, sulla terra che d\u00e0 sopravvivenza ai poveri (<em>land grabbing<\/em>), sul commercio delle armi; quella che finanzia la tratta degli esseri umani, il mercato della droga, le attivit\u00e0 delle mafie; quella che va all\u2019assalto dei beni comuni, dei servizi pubblici, della sanit\u00e0 pubblica; quella che finanzia i conflitti armati, pratica il riciclaggio di denaro sporco, sfrutta il lavoro e la povert\u00e0 dei bambini; quella che rapina le ricchezze del Sud del mondo, nasconde i profitti nei paradisi fiscali, si garantisce l\u2019impunit\u00e0 per i propri comportamenti; in sintesi, quella che sostiene che il profitto viene prima delle persone, che per il profitto si pu\u00f2 calpestare la vita e la dignit\u00e0 delle persone, si possono umiliare i popoli che resistono ai diktat dei potenti, si pu\u00f2 aggredire la natura e la biosfera.<\/p>\n<p>La finanza predatrice e criminale continua la missione di quelli che nella seconda met\u00e0 del Novecento erano chiamati \u201csicari dell\u2019economia\u201d: nel senso che oggi la finanza criminale \u00e8 diventata \u201cil\u201d sicario dell\u2019economia. I sicari dell\u2019economia erano una \u00e9lite di professionisti che avevano il compito di\u00a0 trasformare la modernizzazione dei Paesi in via di sviluppo in un continuo processo di indebitamento e di asservimento agli interessi delle multinazionali e dei governi pi\u00f9 potenti del mondo. I sicari dell\u2019economia erano contemporaneamente sicari della democrazia, della cultura e della identit\u00e0 popolare, della forza di autorganizzazione e di resistenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La logica del saccheggio<\/strong><\/p>\n<p>La logica del saccheggio \u00e8 intrinseca alla storia dell\u2019Occidente, in particolare negli ultimi cinque secoli: annientati o colonizzati i popoli \u201caltri\u201d, privatizzati i beni comuni, sfruttato il lavoro umano, depredata e inquinata la natura, tarpati i sogni di cambiamento.<\/p>\n<p>Nel tempo della globalizzazione la logica del saccheggio continua pi\u00f9 che mai: saccheggio a danno di industrie sane acquistate per essere smembrate ed eliminate in quanto concorrenti, senza rispetto per chi lavora; saccheggio a danno dei risparmiatori che si sono affidati a banche che privilegiano il fare finanza speculativa rispetto all\u2019essere banca a servizio dell\u2019economia; saccheggio a danno dei risparmiatori che si sono lasciati convincere a frequentare la Borsa-casin\u00f2; saccheggio a danno degli Stati che non si adeguano ai diktat del neoliberismo; saccheggio a danno del welfare, dei servizi sociali, degli investimenti nella cultura. Nell\u2019antichit\u00e0 il saccheggio era opera degli eserciti vincitori che si trasformavano in occupanti dominatori; oggi il saccheggio \u00e8 opera di gruppi di potere ricchissimi, accecati dall\u2019avidit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un\u2019altra finanza: prima di tutto le persone<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono uomini e donne, comunit\u00e0 e popoli, che resistono alla mercificazione, all\u2019annullamento dei valori, alla deregolamentazione finalizzata al dominio. Cos\u00ec facendo contribuiscono alla realizzazione di un altro mondo, di un\u2019altra economia, di un\u2019altra finanza: dove al centro stanno la natura e le persone, la preservazione delle risorse naturali e delle relazioni umane, i bisogni della societ\u00e0 presente e delle generazioni future.<\/p>\n<p>Le nostre scelte di cittadini possono rafforzare queste dinamiche finalizzate a rendere possibile un altro modo di organizzare la societ\u00e0, l\u2019economia, la finanza. Raccogliendo l\u2019idealit\u00e0 dei Monti di Piet\u00e0 dell\u2019et\u00e0 medievale, delle Casse di risparmio di inizio Ottocento, delle Banche popolari e delle Casse rurali della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, negli ultimi decenni del Novecento sono sorte forme di finanza etica: prima le MAG (mutue di auto gestione del risparmio), poi Banca popolare etica. Le Banche popolari rimaste indenni dalla tentazione del gigantismo e le Banche di credito cooperativo (ex Casse rurali), generalmente costituiscono ancora una realt\u00e0 finanziaria a servizio dell\u2019economia e dei rispettivi territori: quelle che sono rimaste fedeli alla propria storia conservano una ragione etica, anche se non \u00e8 dichiarata nella loro denominazione.<\/p>\n<p>La finanza eticamente orientata vuole essere attenta alle conseguenze non economiche (impatto ambientale, sociale e sui diritti umani) delle azioni economiche; richiede che il profitto derivante dal possesso e dallo scambio di denaro sia conseguenza di attivit\u00e0 rivolta al bene comune e sia equamente distribuito tra tutti i soggetti che concorrono alla sua realizzazione; propone come requisito fondamentale di tutte le operazioni finanziarie la massima trasparenza; indirizza la gestione delle risorse finanziarie, messe a sua disposizione, verso attivit\u00e0 socioeconomiche finalizzate all\u2019utile sociale, ambientale e culturale.<\/p>\n<p>La finanza etica ha risposto a una forte domanda di gruppi di cittadini che hanno preso consapevolezza che -dopo la riforma delle banche del 1993- in buona parte del sistema bancario hanno prevalso scelte puramente speculative, per adeguarsi alle richieste di alti dividendi da parte degli azionisti. Per le banche di maggiori dimensioni -secondo Baranes- \u201cmeno della met\u00e0 dei ricavi proviene dai prestiti alla clientela, mentre la parte pi\u00f9 sostanziosa \u00e8 realizzata grazie a operazioni finanziarie e commissioni su prodotti spesso rischiosi e speculativi\u201d (ivi, p. 44).<\/p>\n<p>La finanza etica non soltanto ha retto bene dentro la lunga crisi di questi anni, ma ha indicato soluzioni valide per impedire che si ripeta: regolamentare la finanza, introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie, separare le banche commerciali da quelle di investimento, creare valore non soltanto per l\u2019azionista ma per tutti i portatori di interesse, praticare la trasparenza, ridimensionare gli scandalosi compensi dei manager, chiudere i paradisi fiscali.<\/p>\n<p>Purtroppo i governi e i consigli di amministrazione delle banche non hanno adottato alcuna di queste soluzioni. Anzi, a livello europeo, il recente piano triennale di investimenti (\u201cPiano Juncker\u201d) si propone di ottenere un incremento delle attivit\u00e0 finanziarie e di creare un vero mercato unico dei capitali in tutti i 28 Stati della UE (CMU-<em>Capital Markets Union<\/em>) abbattendo gli ultimi controlli sui movimenti di capitale e rilanciando una serie di attivit\u00e0 finanziarie rischiose che sono state all\u2019origine dell\u2019attuale crisi. La lobby delle grandi banche internazionali ha espresso un incondizionato plauso all\u2019iniziativa della Commissione Europea (A. Baranes, in \u201cil manifesto\u201d, 10 ottobre 2015, p. 15).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Scelte e pratiche coerenti<\/strong><\/p>\n<p>A fronte di questa pervicace e cieca politica dei governi, succubi delle lobby, \u00e8 necessario che i cittadini si assumano la responsabilit\u00e0 delle proprie scelte anche in campo finanziario. Ciascuno deve fare la propria parte, anche se piccola. Come investire i nostri risparmi, a quale banca affidare le nostre pur semplici e ridotte operazioni finanziarie (accreditamento dello stipendio\/pensione, pagamento delle bollette, bonifici, bancomat, carta di credito), non possono essere scelte affidate solo al tornaconto (tasso di interesse pi\u00f9 alto, minori costi, vicinanza dell\u2019agenzia\u2026). Bisogna informarsi sull\u2019elenco delle cosiddette \u201cbanche armate\u201d e cessare ogni rapporto con loro. In generale le grandi banche sono le meno affidabili eticamente, anche quando si dotano di fondi etici per tacitare i clienti critici verso le loro scelte.<\/p>\n<p>Le alternative vanno cercate nell\u2019ambito della finanza etica, che svolge tutta la sua attivit\u00e0 per fini sociali e non speculativi: sostenere le realt\u00e0 che si impegnano nel rispetto dei diritti umani (e dei lavoratori) e nella promozione della responsabilit\u00e0 sociale ed ambientale \u00e8 uno strumento che pu\u00f2 innescare un processo di cambiamento nel sistema economico orientandolo verso il bene comune.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><em>Anche come Rete Radi\u00e9 Resch abbiamo scelte da praticare: dopo aver finalmente spostato su Banca Etica la dimensione finanziaria della nostra azione di solidariet\u00e0, dobbiamo dare attuazione alla decisione di collaborare con il Tribunale Permanente dei Popoli sul tema specifico della finanza criminale su cui il Tribunale intende prossimamente avviare una sessione con l\u2019obiettivo di esaminare l\u2019impatto che la finanza, nel suo arrogarsi il diritto di prevalere su ogni altra istanza, ha sui diritti fondamentali delle persone e dei popoli. In questo percorso si colloca anche la riflessione interna alle reti locali sulla propria operazione per analizzare l\u2019impatto che la finanza speculativa\/criminale ha sulla vita delle comunit\u00e0 del Sud con cui siamo in relazione solidale.\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Rete Radi\u00e9 Resch nel 2014 ha costituito una commissione Finanza per mettere a fuoco l\u2019impatto della finanza speculativa\/criminale sulla democrazia, ritenendo che i cambiamenti avvenuti nella\u00a0 nella finanza nell\u2019ultimo ventennio -il travisamento della sua tradizionale funzione di strumento dell\u2019economia- costituiscano una minaccia alla vita democratica delle societ\u00e0, ai diritti delle persone, dei popoli e&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2015\/12\/finanza-speculativacriminale-le-alternative-ci-sono-di-ercole-ongaro\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Finanza speculativa\/criminale. Le alternative ci sono! &#8211; di Ercole Ongaro<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"enabled":false},"version":2}},"categories":[32,1],"tags":[],"class_list":["post-1813","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-multinazionali","category-notiziario_indialogo","entry"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2vEQL-tf","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1813","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1813"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1813\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1815,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1813\/revisions\/1815"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1813"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1813"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1813"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}