{"id":1880,"date":"2016-02-18T01:12:44","date_gmt":"2016-02-18T00:12:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=1880"},"modified":"2016-02-18T01:14:28","modified_gmt":"2016-02-18T00:14:28","slug":"quel-pinocchio-di-matteo-renzi-rocco-artifoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2016\/02\/quel-pinocchio-di-matteo-renzi-rocco-artifoni\/","title":{"rendered":"Quel Pinocchio di Matteo Renzi &#8211; Rocco Artifoni"},"content":{"rendered":"<p>Era il 3 novembre 2015 quando Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri, in una conferenza stampa a proposito della proposta di innalzamento (da 1.000 a 3.000 euro) della soglia per l\u2019uso dei contanti affermava: \u00abAl primo che mi dimostra la correlazione tra il tetto al contante e l\u2019evasione cambio provvedimento\u00bb. Lo stesso giorno Luigi Federico Signorini, vicedirettore generale della Banca d\u2019Italia, durante un\u2019audizione al Senato evidenziava come \u00abi limiti all\u2019uso del contante non costituiscono, ovviamente, un impedimento assoluto alla realizzazione di condotte illecite, specie per il grande riciclaggio, ma introducono un elemento di difficolt\u00e0 e controllo sociale che pu\u00f2 ostacolare forme minori di criminalit\u00e0 ed evasione\u00bb. La discussione sarebbe finita l\u00ec, se a quel punto -per coerenza- il Governo avesse ritirato la proposta, che invece successivamente \u00e8 stata approvata dal Parlamento all\u2019interno della Legge di stabilit\u00e0.<!--more--><\/p>\n<p>\u00c8 opportuno ricordare che era stato il Governo Monti a ridurre nel 2011 l\u2019uso del contante da 2.500 a 1.000 euro, con una norma contenuta nel cosiddetto decreto \u201csalva Italia\u201d. Questa scelta era stata indicata nel Rapporto del MEF (Ministero Economia e Finanza) del 2011, curato dal Gruppo di lavoro \u201cEconomia non osservata e flussi finanziari\u201d sotto il coordinamento di Enrico Giovannini, presidente dell\u2019ISTAT. Infatti, nella sezione del \u201creport\u201d in cui erano contenute diverse azioni di contrasto all\u2019evasione da mettere in campo, si faceva specifico riferimento alla necessit\u00e0 di limitare l\u2019uso del contante e di accrescere il ricorso alla moneta elettronica. In altre parole, era stato il Ministero competente a indicare la via della riduzione del limite all\u2019uso del contante. Poi \u00e8 arrivato il Ministro dell\u2019Economia Pier Carlo Padoan che invece ha affermato: \u201cnon esiste, a mia conoscenza, una correlazione tra limite all\u2019utilizzo del contante e estensione dell\u2019economia sommersa\u201d.<\/p>\n<p>Eppure per una conferma della correlazione sarebbe bastato leggere la dozzina di pareri che la Banca Centrale Europea ha emesso sulle leggi nazionali che limitano l\u2019uso del contante. In ciascun caso, lo scopo dichiarato dai governi nazionali -e accettato come legittimo dalla BCE- era \u00abcombating tax evasion and the shadow economy\u00bb ovvero &#8220;combattere l\u2019evasione fiscale e l\u2019economia sommersa&#8221;. I pareri suggeriscono infatti che limitare l\u2019uso del contante sia una misura efficace -non certo l\u2019unica- per ridurre sia l\u2019evasione fiscale sia l\u2019estensione dell\u2019economia sommersa.<\/p>\n<p>Le pi\u00f9 importanti ricerche internazionali mostrano come ad un eccesso di denaro contante in circolazione rispetto al bisogno, corrisponda un ampliamento dell\u2019economia sommersa. In particolare, l&#8217;autorevole economista Kenneth Rogoff dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard ha scritto: \u00abLa moneta contante rende facile compiere operazioni economiche o finanziarie in modo anonimo e aiuta a nascondere attivit\u00e0 economiche agli occhi del governo in un modo tale che potrebbe permettere alle persone di evitare l\u2019applicazione di leggi, regolamenti, tasse\u00bb.<\/p>\n<p>In un articolo pubblicato il 20 ottobre 2015 sull\u2019autorevole portale lavoce.info, gli economisti Giovanni Immordino e Francesco Flaviano Russo, dopo aver citato diverse ricerche dalle quali \u00absi nota che pi\u00f9 sono diffusi i pagamenti elettronici, pi\u00f9 \u00e8 difficile evadere (vista la tracciabilit\u00e0 del pagamento) e, quindi, minore \u00e8 l\u2019evasione\u00bb, cos\u00ec concludono: \u00abcrediamo che l\u2019innalzamento del limite all\u2019uso del contante potr\u00e0 portare a un aumento dell\u2019evasione e, soprattutto, che sia un segnale di scarso impegno nella lotta ai fenomeni evasivi e al riciclaggio. Una politica che l\u2019Italia certamente non pu\u00f2 permettersi\u00bb.<\/p>\n<p>A far presente tutte queste ricerche, report e pareri hanno provveduto Libera e il Gruppo Abele, che attraverso il portale \u201criparteilfuturo.it\u201d hanno raccolto decine di migliaia di firme per chiedere a Matteo Renzi di evitare l\u2019innalzamento della soglia per l\u2019uso del contante.\u00a0 Tutto inutile: nessuna modifica \u00e8 stata apportata su questo punto.<\/p>\n<p>Non \u00e8 tutto: il 22 ottobre 2015 \u00e8 entrato il vigore il Decreto Legislativo n. 158 di riforma dei reati tributari. Tra le novit\u00e0 pi\u00f9 importanti vi sono gli innalzamenti delle soglie di punibilit\u00e0 dei reati di omesso versamento di ritenute dovute o certificate (si passa da 50.000 a 150.000 euro, per ciascun periodo d\u2019imposta) e di omesso versamento IVA (la soglia di punibilit\u00e0 viene innalzata alla quota di 250.000 euro, per ciascun periodo d\u2019imposta). In questo modo, viene notevolmente limitato\u00a0 l\u2019ambito di rilevanza penale, riducendo la maggior parte dei comportamenti illeciti a sanzioni amministrative. In altre parole il Governo ha emanato una disposizione che su questa materia ha operato una decisa depenalizzazione e, diversamente dalle modifiche apportate per altri reati tributari, a compensazione dell\u2019innalzamento delle soglie di punibilit\u00e0 non ha previsto un aggravamento del trattamento sanzionatorio.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto pi\u00f9 inquietante di queste nuove norme in realt\u00e0 sta nella loro attuazione rispetto al passato. Infatti, in nome del principio di retroattivit\u00e0 della norma pi\u00f9 favorevole al reo, le nuove disposizioni si applicheranno (per i processi in corso) anche ai fatti commessi prima della loro entrata in vigore. Di conseguenza tutti gli evasori di somme superiori alla soglia precedente, ma inferiori alla nuova, dovranno essere assolti se nei loro confronti non \u00e8 ancora stata pronunciata una sentenza definitiva, perch\u00e9 il fatto non \u00e8 pi\u00f9 previsto dalla legge come reato. A seguito dell&#8217;assoluzione si verifica l&#8217;effetto paradossale per cui i beni sequestrati, corrispondenti all\u2019importo delle somme evase, dovranno essere restituiti agli evasori, perfino se era gi\u00e0 intervenuta una condanna di secondo grado (e mancava solo la pronuncia della Cassazione), non avendo previsto la trasformazione del sequestro penale in sequestro amministrativo (divenendo invece il reato sanzione amministrativa). Infine, persino i condannati con sentenza passata in giudicato, potrebbero richiedere al giudice la revoca della sentenza e delle pene comminate.<\/p>\n<p>Per combattere seriamente l\u2019evasione fiscale bisognerebbe anzitutto allargare il conflitto di interessi tra cliente e fornitore di un prodotto o di un servizio, attraverso un significativo ampliamento della deducibilit\u00e0 e della detraibilit\u00e0 delle spese effettuate. Chi compra dovrebbe avere un reale interesse a farsi dare lo scontrino o la fattura, come per esempio gi\u00e0 avviene per le ristrutturazioni edilizie e in parte per le spese sanitarie. In fondo si tratterebbe di applicare anche ai contribuenti il sistema gi\u00e0 utilizzato per le imprese e per i lavoratori autonomi, con la possibilit\u00e0 di \u201cscaricare\u201d la maggior parte delle spese, deducendole dal reddito.<\/p>\n<p>Anche su questo fronte, cio\u00e8 le spese che le imprese possono sottrarre dal reddito, il Governo ha inserito nella Legge di stabilit\u00e0 del 2016 una norma alquanto discutibile, che consente di \u201cscaricare\u201d il 140% dei beni strumentali acquistati. \u00c8 il sogno di ogni commercialista: poter scaricare pi\u00f9 di quanto \u00e8 stato speso. Quel 40% in eccesso, oltre a costituire un\u2019incongruenza logica, \u00e8 sicuramente un regalo alle imprese, che su questa percentuale non pagheranno le imposte, poich\u00e9 l\u2019utile aziendale diminuir\u00e0 di pari importo. Qui c\u2019\u00e8 un\u2019evidente incongruenza, poich\u00e9 vengono favorite oltre misura imprese e lavoratori autonomi, mentre i lavoratori dipendenti non possono nemmeno detrarre il costo dei libri o del trasporto scolastico per i figli.<\/p>\n<p>A detta di alcuni esperti una rilevante fetta dell\u2019evasione \u00e8 determinata dal reato di \u201cestero vestizione\u201d, cio\u00e8 di creazione di societ\u00e0 fittizie all\u2019estero per pagare meno tasse. Si tratta della classica \u201ctriangolazione\u201d fiscale, per spostare gli utili nei Paesi in cui si pagano imposte pi\u00f9 basse. Purtroppo l\u2019attuale legislazione non consente l\u2019utilizzo di uno strumento indispensabile come le intercettazioni telefoniche e ambientali nelle indagini per questo tipo di reati.<\/p>\n<p>Occorre anche segnalare che attualmente gli organi preposti verificano gi\u00e0 per i contribuenti sospetti la congruenza tra patrimonio posseduto e reddito dichiarato. Visto che l\u2019Italia \u00e8 (insieme alla Grecia) ai vertici delle statistiche europee per l\u2019evasione delle imposte, forse sarebbe il caso di effettuare questa verifica di congruit\u00e0 per tutti i contribuenti, magari iniziando a rendere obbligatorio l\u2019ISEE per tutti i cittadini. A quel punto mafiosi, corrotti, evasori e prestanome farebbero molta pi\u00f9 fatica a nascondersi o mimetizzarsi.<\/p>\n<p>Ci sono altre azioni utili che si potrebbero mettere in atto per contrastare l\u2019evasione fiscale. Per esempio la riduzione dell\u2019IVA renderebbe meno conveniente il pagamento in nero, compensando il minor gettito con maggiori entrate delle imposte sui redditi. L\u2019IVA \u00e8 stata introdotta in Italia nel 1972 con l\u2019aliquota del 12%. In questi anni diversi Governi l\u2019hanno aumentata fino ad arrivare al 22% attuale, con la minaccia di ulteriori aumenti fino al 25,5% attraverso le clausole di salvaguardia inserite nei recenti documenti di programmazione economico-finanziaria. \u00c8 il caso di sottolineare che l\u2019IVA \u00e8 un\u2019imposta proporzionale che colpisce soprattutto i cittadini meno abbienti (per questo si dice che \u00e8 regressiva), andando in direzione opposta a quanto indicato con il criterio della progressivit\u00e0 costituzionale (art. 53).<\/p>\n<p>Il problema dell\u2019evasione \u00e8 sicuramente pi\u00f9 antico della nostra Repubblica. Ezio Vanoni, ministro delle Finanze, il 26 luglio del 1949, presentando in Senato il disegno di legge \u201cNorme sulla perequazione tributaria e sul rilevamento fiscale straordinario\u201d, affermava: \u00abil fenomeno dell&#8217;evasione fiscale oggi si verifica su scala preoccupante e compromette una equa distribuzione dei carichi tributari. In una simile situazione la pressione tributaria diviene vessatoria e veramente insopportabile per gli onesti e per le categorie di contribuenti che non possono sfuggire all&#8217;esatta determinazione dell&#8217;imposta per motivi tecnici. L&#8217;evasione, specie rispetto a taluni tributi sulla produzione e sugli affari, assume i caratteri di uno strumento di concorrenza sleale, cos\u00ec da compromettere i normali rapporti economici e di spingere sulla strada della frode fiscale una schiera sempre pi\u00f9 numerosa di contribuenti\u00bb.<\/p>\n<p>Parole analoghe a quelle di Vanoni sono state pronunciate recentemente nel discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: \u00abun elemento che ostacola le prospettive di crescita \u00e8 rappresentato dall\u2019evasione fiscale. Secondo uno studio recentissimo di Confindustria, nel 2015 l\u2019evasione fiscale e contributiva in Italia ammonta a 122 miliardi di euro. 122 miliardi! Vuol dire 7 punti e mezzo di PIL. Lo stesso studio calcola che anche soltanto dimezzando l\u2019evasione si potrebbero creare oltre trecentomila posti di lavoro: gli evasori danneggiano la comunit\u00e0 nazionale e danneggiano i cittadini onesti. Le tasse e le imposte sarebbero decisamente pi\u00f9 basse se tutti le pagassero\u00bb.<\/p>\n<p>Purtroppo il Governo con queste nuove norme non sta andando nella direzione indicata dal Presidente della Repubblica. Le scelte operate e gli impegni disattesi da Matteo Renzi ricordano la favola delle avventure di Pinocchio, dove le bugie fanno diventare il naso lungo e soprattutto hanno le gambe corte. Speriamo che prima o poi anche il Governo Renzi -come Pinocchio- si ravveda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 3 novembre 2015 quando Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri, in una conferenza stampa a proposito della proposta di innalzamento (da 1.000 a 3.000 euro) della soglia per l\u2019uso dei contanti affermava: \u00abAl primo che mi dimostra la correlazione tra il tetto al contante e l\u2019evasione cambio provvedimento\u00bb. 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