{"id":1883,"date":"2016-02-18T01:14:03","date_gmt":"2016-02-18T00:14:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=1883"},"modified":"2016-02-18T01:14:03","modified_gmt":"2016-02-18T00:14:03","slug":"storia-di-un-amore-comune-waldemar-boff","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2016\/02\/storia-di-un-amore-comune-waldemar-boff\/","title":{"rendered":"Storia di un amore comune &#8211; Waldemar Boff"},"content":{"rendered":"<p>Ve la racconto cos\u00ec come me l\u2019ha raccontata un abitante della favela di Surui, durante una mia visita, senza aggiungere o togliere niente.<\/p>\n<p>Doralice desiderava Z\u00e9 Pedro da molto tempo, forse da sempre. Lo immaginava bello e sano. Fino a che un giorno lo incontr\u00f2 per le molte strade della vita. Si innamorarono. A lui, lei piacque perch\u00e8 era riservata, si esprimeva con gentilezza e aveva negli occhi la luce di un amore disinteressato.<\/p>\n<p>Z\u00e9 Pedro veniva dalla periferia, da una famiglia sfasciata, da una storia triste. I suoi antenati erano schiavi. Da loro aveva ereditato non solo il vigore fisico e l\u2019allegria della danza, ma anche l\u2019amarezza, il risentimento e l\u2019astuzia. E anche una certa arroganza, che la stessa dignit\u00e0 umana richiede.<!--more--><\/p>\n<p>I primi tempi dopo le nozze furono solo delizie. Ma a poco a poco la routine e la necessit\u00e0 di guadagnarsi da vivere, a qualunque costo, lo allontanarono da casa. La sera Doralice lo aspettava con la cena pronta. Molte volte arrivava ubriaco o drogato e qualche volta diventava violento. Anche cos\u00ec lei continuava ad amarlo e lo serviva amorevolmente.<\/p>\n<p>Un giorno, Z\u00e9 Pedro non torn\u00f2 pi\u00f9. Era rientrato nel mondo della marginalit\u00e0. Non che lo volesse, ma non aveva altra scelta. Doralice, addolorata, continuava a sperare che un giorno tornasse. In lei la passione non si era indebolita, solo intristita. Passavano i mesi e niente. C\u2019erano giorni in cui sembrava perdere la speranza.<\/p>\n<p>Ma anche in lui l\u2019amore non era morto. La notte, durante le serate agitate della favela, quando la polizia aveva pacificato la situazione, si ricordava di lei con affetto. Ricordava quello sguardo dolce, quella pelle di pesca, quelle cure materne, quell\u2019amore fedele e costante. Aveva conosciuto altre donne, ma nessuna era come Doralice. Un giorno, pieno di nostalgia, pens\u00f2 tra s\u00e8 e s\u00e8: \u201cVado a cercarla!\u201d Ed usc\u00ec.<\/p>\n<p>Incontr\u00f2 Doralice nella stessa baracca di tre stanze, tutta pulita e ordinata. Il letto aveva ancora il profumo di rose, economico, che lei comprava da un\u2019amica e spruzzava tutte le mattine quando riordinava la stanza. Si amarono come la prima notte. Dopo l\u2019amore, lei gli disse quasi sussurrando: \u201cAmore mio, lascia questa vita. \u00c8 un inferno che tormenta te e me. Un giorno ci uccider\u00e0!\u201d. Z\u00e9 Pedro ascoltava in silenzio. Sapeva che aveva ragione. Ma dopo una settimana torn\u00f2 in favela, senza dire una parola.<\/p>\n<p>Durante un fine settimana, nella favela torn\u00f2 la guerra con pi\u00f9 intensit\u00e0. Era una guerra di un gruppo contro l\u2019altro e insieme con la polizia. Negli scontri, Z\u00e9 Pedro fin\u00ec per essere picchiato e arrestato dalla polizia.<\/p>\n<p>Doralice seppe di quel che era avvenuto da una comare. And\u00f2 a trovare il marito nella prima settimana. Lui era furioso. Un odio mortale gli divorava il cuore. Anche cos\u00ec, lei lo am\u00f2 con passione, per quanto permesso dalle condizioni del carcere.<\/p>\n<p>Mesi dopo, Doralice sent\u00ec per radio la notizia di una ribellione nel carcere. Disperata, corse alla porta della prigione, insieme ad altre donne. Vide la lista dei morti. Tra questi c\u2019era anche il nome del suo amato Z\u00e9 Pedro. Il pianto gli secc\u00f2 il cuore. Il giorno dopo and\u00f2 a fare il riconoscimento di quell\u2019essere che tanto amava, ora un cadavere insanguinato. Prendendolo tra le braccia e vestendolo per la sepoltura, trov\u00f2 nella tasca posteriore dei pantaloni una bozza di canzone che aveva scritto per lei. Pianse di nuovo e a lungo.<\/p>\n<p>Nove mesi dopo il primo incontro intimo in carcere, le nacque il primo e unico figlio. Aveva i lineamenti del padre: belli e vigorosi. E la vita e le storie sarebbero continuate.<\/p>\n<p>Fu questo che sentii dal narratore di storie, che la concluse chiedendo con una qualche ironia: \u201cCome pu\u00f2 esserci perdizione se c\u2019\u00e8 stato tanto amore? Come pu\u00f2 dominare la morte, se la vita si riproduce sempre?\u201d L\u2019osservazione certo potrebbe confondere i professionisti della religione e tutti i guardiani dei buoni costumi.<\/p>\n<p><em>Traduzione di Serena Romagnoli<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ve la racconto cos\u00ec come me l\u2019ha raccontata un abitante della favela di Surui, durante una mia visita, senza aggiungere o togliere niente. Doralice desiderava Z\u00e9 Pedro da molto tempo, forse da sempre. Lo immaginava bello e sano. Fino a che un giorno lo incontr\u00f2 per le molte strade della vita. Si innamorarono. 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