{"id":1978,"date":"2016-05-22T00:02:56","date_gmt":"2016-05-21T22:02:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=1978"},"modified":"2018-08-09T15:00:23","modified_gmt":"2018-08-09T13:00:23","slug":"brasile-nasce-il-governo-temer-nel-segno-del-golpe-e-sotto-i-peggiori-auspici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2016\/05\/brasile-nasce-il-governo-temer-nel-segno-del-golpe-e-sotto-i-peggiori-auspici\/","title":{"rendered":"Brasile: nasce il governo Temer. Nel segno del golpe e sotto i peggiori auspici"},"content":{"rendered":"<p>BRASILIA-ADISTA. Un altro, decisivo, passo verso il golpe: come ampiamente previsto, il Senato, composto per il 60% da parlamentari con procedimenti giudiziari in corso, ha detto s\u00ec (con 55 voti contro 22) all&#8217;ammissibilit\u00e0 dell&#8217;impeachment della presidente Dilma Rousseff, la quale viene ora sospesa dalla carica per un periodo massimo di sei mesi, in attesa dell&#8217;apertura del processo vero e proprio di messa in stato di accusa (allorch\u00e9 sar\u00e0 necessaria una maggioranza di due terzi dei senatori per ottenere la destituzione definitiva della presidente).<\/p>\n<p>Nessun colpo di scena si \u00e8 registrato a suo favore, a fronte della bocciatura del ricorso presentato dal governo al Supremo Tribunale Federale e della clamorosa marcia indietro del presidente ad interim della Camera dei deputati, Waldir Maranh\u00e3o (anche lui, come l&#8217;ex presidente Eduardo Cunha a cui \u00e8 subentrato, coinvolto nell&#8217;inchiesta Lava Jato), che il 9 maggio aveva disposto l&#8217;annullamento del voto sull&#8217;impeachment alla Camera per irregolarit\u00e0 procedurali, ma che gi\u00e0 il giorno dopo era tornato sui suoi passi, di fronte alle minacce di espulsione rivoltegli dal suo partito (il Partito Popolare).<!--more--><\/p>\n<p>Una verit\u00e0 elementare<\/p>\n<p>Ad assumere la presidenza ad interim \u00e8 il \u00abvice usurpatore\u00bb (come lo definisce il Movimento dei Senza Terra) Michel Temer, che subentrer\u00e0 in maniera definitiva nel caso \u2013 dato praticamente per scontato \u2013 che il processo termini con la destituzione di Dilma. Ma la cui credibilit\u00e0, di fronte a quello che si configura a tutti gli effetti come un golpe parlamentare, appare seriamente compromessa, anche a livello internazionale, con danni incalcolabili all&#8217;immagine del Brasile.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che, se gli Stati Uniti tacciono \u2013 ed \u00e8 un silenzio dietro a cui \u00e8 facile vedere un indiretto sostegno a Temer, il cui governo comporter\u00e0 un automatico riallineamento agli interessi Usa \u2013 il segretario generale dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani Luis Almagro, dopo aver espresso in varie occasioni il suo sostegno alla presidente, ha annunciato il 10 maggio la decisione di rivolgersi alla Corte Interamericana dei Diritti Umani, sollevando il problema dell&#8217;insicurezza giuridica relativo al procedimento di impeachment. Perch\u00e9 una cosa \u00e8 certa: l&#8217;offensiva parlamentare-giudiziario-mediatica scatenatasi contro il governo del Pt non \u00e8 in grado di nascondere agli occhi del mondo la verit\u00e0 elementare che la messa in stato di accusa in assenza di un reato non \u00e8 impeachment, ma golpe e che Dilma Rousseff \u2013 su cui, \u00e8 bene ricordarlo, non pesa alcuna accusa di corruzione \u2013 nessun reato ha commesso. Come spiega Marcelo Lavenere, ex presidente dell&#8217;Ordine degli Avvocati del Brasile e membro della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza dei vescovi brasiliani, in una lettera consegnata al papa, il 9 maggio, dalla giudice Kenarik Boujikian e dalla nota attrice Leticia Sabatella (le due rappresentanti della societ\u00e0 brasiliana scelte dai movimenti popolari per illustrare al papa la crisi che sta attraversando il Paese), nessuna delle due infrazioni attribuite alla presidente \u2013 la firma di decreti per l&#8217;apertura, nel bilancio, di crediti supplementari senza la dovuta autorizzazione amministrativa e il ritardo nella restituzione delle risorse dal Tesoro alla Banca del Brasile in relazione al finanziamento di programmi sociali \u2013 giustificano il procedimento di impeachment: nel primo caso, perch\u00e9 i decreti in questione non hanno determinato un aumento delle spese di bilancio (in quanto coperte dalla soppressione di altre voci) e, nel secondo caso, perch\u00e9 il ritardo era permesso dalla Corte dei Conti brasiliana (Tribunal de Conta da Uni\u00e3o). Ma, spiega Lavenere, neppure se si trattasse di effettive infrazioni, sarebbero tali da configurare il \u201ccrimine di responsabilit\u00e0\u201d richiesto dalla legge per la messa in stato di accusa, in quanto rappresenterebbero comunque atti amministrativi assunti collettivamente \u2013 le cosiddette \u201cpedalate fiscali\u201d praticate ordinariamente dal governo federale e, attualmente, da ben 11 governatori \u2013 e non atti criminali personali attribuibili alla presidente. Mentre lo stesso non si pu\u00f2 dire del nuovo presidente ad interim ed ex alleato di governo Michel Temer, coinvolto, a differenza di Dilma, nell\u2019inchiesta Lava Jato (e condannato dal Tribunale Regionale Elettorale di S\u00e3o Paulo per violazione del limite stabilito dalla legge per i finanziamenti elettorali).<\/p>\n<p>Giochi finiti, invece, per Eduardo Cunha, il grande artefice dell&#8217;impeachment, sospeso dalla carica di deputato federale e quindi dalla presidenza della Camera per decisione del Supremo Tribunale Federale, secondo cui l&#8217;esponente del Pmdb, con i suoi sei procedimenti giudiziari in corso nell&#8217;ambito dell\u2019inchiesta Lava Jato, avrebbe approfittato della sua posizione per tentare di condizionare a suo favore le indagini. E se, alla notizia della sospensione del suo principale avversario, Dilma Rousseff ha commentato con un secco \u00abMeglio tardi che mai\u00bb, \u00e8 chiaro che quel ritardo di 5 mesi tra la richiesta di allontanamento di Cunha (presentata ad ottobre) e la decisione della Corte Suprema (adottata il 5 maggio) le \u00e8 risultato fatale: come ha evidenziato il ministro della Giustizia Eug\u00eanio Arag\u00e3o, se il Supremo Tribunale Federale avesse agito prima, il processo di messa in stato di accusa di Dilma non avrebbe avuto luogo. Cosicch\u00e9 la sospensione del mandato dell&#8217;indiscusso protagonista dell&#8217;impeachment appena qualche giorno prima della decisiva votazione al Senato non poteva non apparire come una coincidenza sospetta: come evidenzia il sociologo Luiz Alberto G\u00f3mez de Souza, se Cunha \u00e8 stato utile a dare avvio e a portare avanti speditamente il processo di impeachment, la sua figura, nel momento in cui la palla \u00e8 passata al Senato, non \u00e8 pi\u00f9 funzionale al successo dell&#8217;operazione. Di pi\u00f9: potrebbe sporcare l&#8217;immagine del nuovo governo.<\/p>\n<p>Un\u2019agenda da incubo<\/p>\n<p>Non che in realt\u00e0 un corrotto in pi\u00f9 o in meno possa fare tanta differenza: il nuovo governo, figlio di un golpe parlamentare in stile honduregno e paraguayano, nasce comunque nel segno dell&#8217;illegittimit\u00e0 e dell&#8217;assenza di credibilit\u00e0, a cui concorre decisamente anche la bassissima popolarit\u00e0 del \u201ctraditore\u201d Michel Temer, il quale, stando al sondaggio dell&#8217;istituto Ibope, pu\u00f2 contare su un insignificante 8% delle preferenze (motivo per cui sarebbe il 62% dei brasiliani a chiedere elezioni anticipate). N\u00e9 pu\u00f2 risultare meno indigesto il fatto che Temer \u2013 su cui comunque peser\u00e0 sempre la spada di Damocle dell&#8217;apertura di un processo di impeachment identico a quello contro la presidente, avendo egli firmato, in quanto suo vice, gli stessi decreti di variazione di bilancio contestati \u2013 sia chiamato a portare avanti un&#8217;agenda economica e sociale opposta a quella in base a cui era stato eletto come vicepresidente alle elezioni del 2014. Un&#8217;agenda che, andando incontro alle rivendicazioni della bancada BBB (boi, bala, b\u00edblia, cio\u00e8 la lobby ruralista, quella dell\u2019industria delle armi e quella degli evangelici fondamentalisti), sembra concretizzare tutti i peggiori incubi dei movimenti, dallo smantellamento dei programmi sociali alla privatizzazione del patrimonio nazionale, fino alla criminalizzazione delle organizzazioni popolari e al riallineamento con gli interessi statunitensi (tra le tante misure gi\u00e0 ventilate, la revisione delle demarcazioni delle aree indigene, la cancellazione di qualsiasi limite per l&#8217;acquisto di terre da parte di imprese straniere, l&#8217;ulteriore indebolimento della valutazione ambientale, l&#8217;eliminazione dei sussidi all&#8217;agricoltura familiare e l&#8217;impiego dell&#8217;esercito nei conflitti per la terra, vale a dire, in difesa della propriet\u00e0 privata e contro le occupazioni del Movimento dei Senza Terra). A portare avanti tale agenda sar\u00e0 una squadra di 22 ministri tutti al maschile, tra cui, alle Finanze, Henrique Meirelles, gi\u00e0 presidente della Banca Centrale sotto i governi Lula; agli Esteri, Jos\u00e9 Serra, ex governatore di San Paolo e due volte candidato alla presidenza con il sostegno delle forze del capitale pi\u00f9 reazionarie e filo-statunitensi; alla Difesa, Raul Jungmann, gi\u00e0 tristemente noto ministro dello sviluppo agrario del governoCardoso; all&#8217;Agricoltura, Blairo Maggi, miliardario produttore di soia e relatore di una proposta di emendamento costituzionale che praticamente elimina la necessit\u00e0 di studi di impatto ambientale per i progetti di opere pubbliche, e, alla Giustizia, Alexandre de Moraes, gi\u00e0 distintosi per una spiccata attitudine repressiva nei confronti dei movimenti sociali.<\/p>\n<p>Finisce cos\u00ec l&#8217;era Dilma, la quale lascia la presidenza con una serie di misure di segno progressista, ma giunte davvero troppo tardi: quasi il riconoscimento di un errore (quello, come ha affermato S\u00f4nia Guajajara dell&#8217;Articula\u00e7\u00e3o dos Povos Ind\u00edgenas do Brasil, di essersi alleata con la parte sbagliata) o, magari, il desiderio di un \u201critorno a casa\u201d, l\u00e0 dove avrebbe dovuto fin dall&#8217;inizio scegliere di stare: la demarcazione di terre rivendicate da anni da indigeni e afrodiscendenti (in appena due mesi, il ministro della Giustizia Eug\u00eanio Arag\u00e3o ha ottenuto sul fronte del riconoscimento delle aree indigene lo stesso risultato raggiunto dal governo in cinque anni); l&#8217;espropriazione di aree per la riforma agraria; un aggiustamento al rialzo, pari al 9%, del programma Bolsa Familia, il pi\u00f9 grande programma di trasferimento di reddito dell&#8217;era del Pt (richiesto da un tasso di inflazione al 10%).<\/p>\n<p>Quanto ai movimenti, non resta che, come scrive Gilberto Maringoni (Carta Capital, 19\/4), \u00abla denuncia, la ribellione, la disobbedienza civile e la lotta. E la necessit\u00e0 urgente di ricostruire non solo la sinistra, ma un nuovo vettore progressista\u00bb. Con il conforto di sapere che \u00abesiste una sinistra viva e combattiva\u00bb, come quella espressa dalle coalizioni popolari \u00abnate in questa guerra\u00bb: il Fronte Povo sem Medo (Popolo senza Paura) e il Fronte Brasile Popolare, possibili \u00abembrioni di un nuovo polo organizzativo\u00bb.<\/p>\n<p>Claudia Fanti, Adista<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BRASILIA-ADISTA. 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