{"id":2013,"date":"2016-05-24T03:13:14","date_gmt":"2016-05-24T01:13:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2013"},"modified":"2016-05-24T03:13:14","modified_gmt":"2016-05-24T01:13:14","slug":"in-dialogo-112-editoriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2016\/05\/in-dialogo-112-editoriale\/","title":{"rendered":"In Dialogo 112 &#8211; Editoriale"},"content":{"rendered":"<p>I\u00a0numeri parlano chiaro. Lo dice l\u2019ONU. Un migrante su dieci diventa uno schiavo. Un dossier che mostra come dalle miniere del Congo, ai vestiti cuciti dai bambini nei paesi asiatici, ad altri oggetti che ogni giorno passano dalle loro alle nostre mani. Un passaggio chiaramente conosciuto e al quale consapevolmente non ci tiriamo indietro. Milioni di persone in stato di sofferenza cerca le sponde dell\u2019Europa come meta di rifugio. Chi fugge dalle guerre, dalle persecuzioni, dalle povert\u00e0. Rifugiati siriani, afghani in cerca di asilo, migranti africani e asiatici che cercano lavoro, tra loro i nuovi schiavi che subiscono abusi e sfruttamenti per mero narciso bisogno di guadagno altrui.<\/p>\n<p>Tutto questo non \u00e8 orrore del passato; accade oggi e palesa la mancata presa d\u2019atto degli insegnamenti che la storia, anche europea, ci ha lasciato. Il rapporto dell\u2019 Onu mostra numeri davvero drammatici; 19 milioni di rifugiati politici, 30 milioni di schiavi, un rapporto 1 a 10 dei 300 milioni in cerca di lavoro per un giro di affari annuo che raggiunge \u00ec 150-200 miliardi di dollari. Europa e America sono la patria della schiavit\u00f9 sessuale, e secondo i dati le schiave provengono da circa cento paesi. In Africa e in America Latina lo sfruttamento prevale in agricoltura e nei servizi domestici il 60%; In Asia il 50% riguarda le manifatture e la pesca il 25%. Nei paesi pi\u00f9 poveri il legame sesso\/criminalit\u00e0 e strettamente connesso, lo sfruttamento delle donne si verifica in localit\u00e0 remote dove gli uomini faticano in miniere, foreste, piantagioni e allevamenti.<!--more--><\/p>\n<p>La Cina \u00e8 il paese dove prevale \u201cil conforto femminile ai dipendenti\u201d e non occorre fare il disegnino per far capire cosa s\u2019intende per \u201cconforto\u201d. Il prolungarsi di conflitti esistenti -nelle frontiere russe e nei paesi arabi- l\u2019alimentare il fuoco di altri, la crisi dovuta alla globalizzazione e la disoccupazione determina esodi di massa che a lungo andare diventano anche difficilmente controllabili. Accade che chi fugge da guerre e miseria -che li si chiami migranti e\/o rifugiati, poco cambia- lo fa deliberatamente assistito da intermediari. Gli schiavi sono invece merce di traffico contro la loro volont\u00e0. Dentro la tragedia di questi persone si fa largo lo sfruttamento e -sempre secondo l\u2019Onu- a differenza del passato quando gli schiavisti erano arabi, inglesi, francesi, olandesi, etc., oggi sono spesso della stessa nazionalit\u00e0 degli schiavi. Emerge anche un altro dato importante e crudele a pensarlo; un ruolo fondamentale nello sfruttamento lo stanno assumendo le donne assodato che quando le circostanze lo rendono possibile il ruolo di matrone \u00e8 assunto da chi in precedenza \u00e8 stata vittima. Gli schiavi sono vincolati, devono rimborsare l\u2019investimento fatto su di essi per acquisto e trasporto. Poi ci sono le schiave del sesso in paesi come la Thailandia, per esempio, dove solo negli ultimi anni si contano circa 3 milioni di adolescenti sparite per finire nei bordelli diventando merce di sesso per i turisti, i maschi a bordo di pescherecci. Ci sono, poi, i bambini soldato; guerre e violenza, come gi\u00e0 detto, creano schiavit\u00f9. Pratica molto comune in Africa centrale dove \u00e8 diffuso lo sfruttamento di bambini e adolescenti nelle guerre. Le femmine diventano concubine. Fenomeno, questo, molto diffuso in Siria, Iraq, Libia. Nell\u2019 Africa centrale fa da padrone Boko Haram. Per loro le donne diventano bottino di guerra. Recentemente circa 5 mila schiavi sono stati venduti nella citt\u00e0 di Sinjar. Il prezzo appeso al collo di 150 bambine alcune delle quali con et\u00e0 media di circa 7\/8 anni sono state portate in Siria e in Iraq dove la pedofilia \u00e8 cosa diffusa. Infine ci sono i cosiddetti \u201ccuccioli del califfato\u201d, bambini addestrati al suicidio. E se ci indigniamo a leggere questi dati immaginando cosa accada alle bambine schiave del sesso per i combattenti, proviamo a leggere le parole di Papa Francesco: \u201cI nostri cellulari contengono coltan e cassirite, estratti da schiavi in Congo e trafficati in Belgio. Molti indumenti, scarpe e borse che indossiamo, sono manufatti in Asia da minorenni. Il cioccolato che regaliamo contiene cacao della Costa d\u2019Avorio raccolto da bimbi a un dollaro al giorno. La stellina al naso magari proviene dalle miniere di diamanti canaglia in Sierra Leone. La cocaina sniffata in discoteca (222 ton l\u2019anno in Europa) ha forse viaggiato nello stomaco di una \u00abmula\u00bb che, dopo averla ingerita in Nigeria, l\u2019ha defecata alla Malpensa. Quanto possediamo, indossiamo o mangiamo \u00e8 verosimilmente contaminato da sangue, lacrime e sudore di schiavi.\u201d Fatto questo non ci resta che scegliere se accettare impassibili tutto questo. Cosa potremmo fare, \u00e8 la domanda. E se giungiamo alla risposta, \u201cPossiamo farlo?\u201d Non ci resta che dire \u2013 facciamo presto.<!--more--><!--more--><\/p>\n<p>Golpe in Brasile<\/p>\n<p>A presiedere l\u2019assemblea della Camera, il suo presidente, Edoardo Cunha, plurinquisito per corruzione e titolare con vari familiari di pi\u00f9 conti milionari in banche svizzere e a Panama. Il parlamento brasiliano attuale \u00e8 il pi\u00f9 conservatore e corrotto della recente storia della democrazia di quel paese.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 della met\u00e0 di quei deputati \u00e8 inquisita per corruzione o altri crimini. Ognuno di loro ha per\u00f2 votato in nome di Dio e della sua famiglia, in nome di un futuro migliore per il Brasile e contro la corruzione.<\/p>\n<p>Un festival osceno della peggiore ipocrisia e del peggior cinismo. Nessuno di loro ha fatto riferimento alle motivazioni dell\u2019impeachment. Nessuno ha discusso se la presidente Dilma fosse o meno responsabile di un\u2019alterazione criminale dei bilanci dello stato. Tutti sapevano che non lo era. L\u2019importante, tra cori da stadio, era votarle contro. Metter fine al vagabondaggio \u201cretribuito\u201d, cio\u00e8 ai programmi di spesa sociale e redistribuzione del reddito dell\u2019era Lula.<\/p>\n<p>Ratificata la decisione anche dal Senato, il nuovo potere ha gi\u00e0 la sua espressione governativa. In queste settimane si sono consumati tutti gli accordi di spartizione delle cariche e sottoscritta la lista dei nuovi governanti. Si \u00e8 pagato il conto dell\u2019operazione impeachment.<\/p>\n<p>Presidente diverr\u00e0 Michael Temer, anche lui sospetto di corruzione. Una beffa incredibile. Se Dilma \u00e8 responsabile di crimini di bilancio, altrettanto lo \u00e8 Temer, essendo all\u2019epoca vice presidente.<\/p>\n<p>Eduardo Cunha, espressione dei gruppi imprenditoriali e finanziari pi\u00f9 famelici ed aggressivi, sar\u00e0 di fatto il nuovo vice presidente. Povero Brasile\u2026<\/p>\n<p>il Direttore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I\u00a0numeri parlano chiaro. Lo dice l\u2019ONU. Un migrante su dieci diventa uno schiavo. Un dossier che mostra come dalle miniere del Congo, ai vestiti cuciti dai bambini nei paesi asiatici, ad altri oggetti che ogni giorno passano dalle loro alle nostre mani. Un passaggio chiaramente conosciuto e al quale consapevolmente non ci tiriamo indietro. 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