{"id":2163,"date":"2016-09-04T00:57:29","date_gmt":"2016-09-03T22:57:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2163"},"modified":"2018-08-31T01:22:41","modified_gmt":"2018-08-30T23:22:41","slug":"lo-strumento-migliore-contro-la-poverta-robert-skidelsky","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2016\/09\/lo-strumento-migliore-contro-la-poverta-robert-skidelsky\/","title":{"rendered":"Lo strumento migliore contro la povert\u00e0 &#8211; Robert Skidelsky"},"content":{"rendered":"<p><strong>da The Guardian, Regno Unito<\/strong><\/p>\n<p><em>La concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi rende sempre pi\u00f9 necessario sostenere chi \u00e8 rimasto indietro<\/em><\/p>\n<p>Il Regno Unito non \u00e8 stato l\u2019unico paese europeo a indire un referendum a giugno. Il 5 giugno gli elettori svizzeri hanno respinto con una maggioranza schiacciante \u2013 il 77 per cento \u2013 la proposta d\u2019introdurre un reddito di base per tutti i cittadini. Ma il risultato del voto non significa che il tema sia superato. L\u2019idea del reddito di base si riaffaccia periodicamente nella storia. Questa volta, per\u00f2, potrebbe mettere radici, perch\u00e9 le prospettive di un reddito da lavoro dignitoso per i poveri e i meno istruiti sono sempre pi\u00f9 scarse. Il reddito di base \u00e8 un mix di due obiettivi distinti: la riduzione della povert\u00e0 e il rifiuto del lavoro come scopo della vita. Il primo \u00e8 politico e pratico, il secondo \u00e8 filosofico. La principale argomentazione a favore del reddito di base come mezzo per ridurre la povert\u00e0 \u00e8 \u2013 ed \u00e8 sempre stata \u2013 l\u2019incapacit\u00e0 del lavoro retribuito di garantire un\u2019esistenza sicura e dignitosa per tutti. <!--more-->Nell\u2019et\u00e0 industriale il lavoro in fabbrica era l\u2019unica fonte di reddito per la maggior parte della popolazione, una fonte che periodicamente si prosciugava quando la macchina industriale si bloccava. Il movimento dei lavoratori rispose chiedendo il \u201csostegno al reddito\u201d. L\u2019introduzione del sostegno al reddito sfoci\u00f2 nella creazione di un sistema di sicurezza sociale, l\u2019economia sociale di mercato o capitalismo del welfare. Lo scopo esplicito del welfare era garantire ai lavoratori un reddito \u2013 in genere attraverso un\u2019assicurazione obbligatoria comune \u2013 durante le interruzioni forzate del lavoro. Il sostegno al reddito, tuttavia, non era considerato un\u2019alternativa al lavoro.<\/p>\n<p>A mano a mano che il concetto dell\u2019interruzione del lavoro fu esteso anche ai disabili e alle donne con figli, le prestazioni di sostegno al reddito superarono le capacit\u00e0 economiche della previdenza sociale. Negli anni ottanta Ronald Reagan e Margaret Thatcher fecero involontariamente aumentare il valore del welfare, smantellando istituzioni e leggi create per tutelare i salari e i posti di lavoro. Con gli uni e gli altri lasciati al mercato, furono introdotti dei benefit sul lavoro, o crediti fiscali, per dar modo ai lavoratori di avere un \u201csalario di sussistenza\u201d.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, per\u00f2, i governi conservatori, preoccupati per il lievitare dei costi della previdenza sociale, cominciarono a tagliare le prestazioni del welfare. In questo contesto di precariato del lavoro e del welfare, il reddito di base servirebbe a garantire un tenore di vita dignitoso. Un\u2019altra argomentazione a favore del reddito di base, molto sentita soprattutto nei paesi pi\u00f9 poveri, \u00e8 che rappresenta un potenziale strumento di emancipazione per le donne. L\u2019argomentazione etica, invece, si basa sull\u2019idea, presente sia nella Bibbia sia nell\u2019economia classica, che il lavoro sia un fardello che l\u2019uomo deve sopportare suo malgrado per guadagnarsi da vivere. Con l\u2019aumento del reddito pro capite per effetto dell\u2019innovazione tecnologica, le persone dovranno lavorare di meno per soddisfare i loro bisogni. Sia John Stuart Mill sia John Maynard Keynes prefiguravano un futuro in cui ci sarebbe stato pi\u00f9 tempo libero e quindi un progressivo spostamento delle attivit\u00e0 umane dall\u2019utile al bello e al vero. Il reddito di base \u00e8 una strada per orientarsi in questo passaggio.<\/p>\n<p>L\u2019ostilit\u00e0 verso il reddito di base si manifesta soprattutto quando la sua necessit\u00e0 \u00e8 formulata in questi termini. Durante la campagna per il referendum in Svizzera, un manifesto poneva la domanda: \u201cCosa faresti se avessi un reddito garantito?\u201d. L\u2019obiezione del fronte del no era che i cittadini avrebbero risposto: \u201cNiente\u201d. Eppure, sostenere che un reddito indipendente dal mercato del lavoro ha un effetto demoralizzante \u00e8 storicamente falso, oltre che eticamente ottuso. Se fosse vero, andrebbero aboliti i redditi che si ricavano da un\u2019eredit\u00e0. La borghesia europea dell\u2019ottocento era in gran parte una classe di rentiers (persone che vivono di rendita), ma pochi mettevano in dubbio la loro voglia di lavorare. Tendenza al precariato L\u2019esplosione della robotica ha dato nuovo slancio al dibattito sul reddito di base. Secondo alcune stime credibili, tra vent\u2019anni nel mondo occidentale sar\u00e0 tecnicamente possibile automatizzare tra un quarto e un terzo del lavoro attuale. Come minimo questo processo accelerer\u00e0 la tendenza verso il precariato del lavoro e del reddito. Nella peggiore delle ipotesi una buona fetta della popolazione finir\u00e0 con il sentirsi superflua. L\u2019obiezione standard al reddito di base \u00e8 che economicamente \u00e8 insostenibile.<\/p>\n<p>Questo per\u00f2 dipende anche da quali sono i parametri: qual \u00e8 il livello del reddito di base, quali prestazioni sostituisce, chi pu\u00f2 richiederlo. Ma il punto non \u00e8 questo. I dati dicono che negli ultimi trent\u2019anni gran parte dell\u2019aumento di produttivit\u00e0 \u00e8 andato a beneficio delle fasce pi\u00f9 ricche della popolazione. Anche un\u2019inversione parziale di questa tendenza basterebbe a finanziare un modesto reddito di base. Inoltre si potrebbe studiare un meccanismo in grado di legare la crescita del reddito di base alla ricchezza generale dell\u2019economia. L\u2019automazione \u00e8 destinata a far aumentare i profitti, perch\u00e9 le macchine non sono salariate e hanno bisogno solo di un investimento minimo in manutenzione. Se non si modifica il sistema di creazione del reddito, non ci sar\u00e0 modo di arginare la concentrazione della ricchezza nelle mani dei ricchi o di chi ha straordinarie capacit\u00e0 imprenditoriali. Un reddito di base in funzione dalla produttivit\u00e0 del capitale porterebbe i vantaggi dell\u2019automazione ai pi\u00f9, non solo a poche persone.<\/p>\n<p><em>Robert Skidelsky \u00e8 un economista britannico noto per la sua biografia di John Maynard Keynes. Insegna all\u2019universit\u00e0 di Warwick, in Inghilterra. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da The Guardian, Regno Unito La concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi rende sempre pi\u00f9 necessario sostenere chi \u00e8 rimasto indietro Il Regno Unito non \u00e8 stato l\u2019unico paese europeo a indire un referendum a giugno. 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