{"id":2261,"date":"2016-11-12T13:34:51","date_gmt":"2016-11-12T12:34:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2261"},"modified":"2018-08-09T15:00:20","modified_gmt":"2018-08-09T13:00:20","slug":"israele-e-palestina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2016\/11\/israele-e-palestina\/","title":{"rendered":"Israele e Palestina"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;occupazione dura solo perch\u00e9 il mondo si rifiuta di agire. La seguente \u00e8 una trascrizione delle dichiarazioni preparate dal direttore esecutivo della Ong israeliana B&#8217;Tselem, Hagai El-Ad, e da lui lette davanti ai membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in una sessione speciale della &#8220;formula Arria,&#8221; su &#8220;Illegalit\u00e0 degli insediamenti israeliani: ostacoli alla pace e soluzione dei due Stati&#8221; a New York, il 14 ottobre 2016.<\/p>\n<p>B&#8217;Tselem \u00e8 un&#8217;organizzazione non governativa, fondata nel 1989 da accademici, avvocati, giornalisti e membri del parlamento israeliano (Knesset): il centro d&#8217;informazione israeliano per i diritti umani nei Territori Occupati. Il suo nome \u00e8 una parola ebraica che significa letteralmente &#8220;l&#8217;immagine&#8221;. Appare due volte in un famoso verso del primo capitolo del primo libro della Bibbia: Genesi 1:27: &#8220;Dio cre\u00f2 l&#8217;uomo a sua immagine (letteralmente, ad immagine di lui), a immagine di Dio lo cre\u00f2. &#8220;In ebraico, la parola \u00e8 usata anche come sinonimo di &#8220;dignit\u00e0 umana&#8221;. L&#8217;obiettivo dell&#8217;organizzazione B&#8217;Tselem, conosciuto e rispettato perfino in Israele, \u00e8 quello di informare e sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica e i politici israeliani, responsabili\u00a0 delle violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi, illegalmente occupati, dopo la guerra di giugno del 1967. Cos\u00ec che nessuno possa dire un giorno: &#8220;non lo sapevo&#8221;.<!--more--><\/p>\n<p>Dal 14 ottobre, Hagai El-Ad \u00e8 violentemente attaccato in Israele, dove i politici propongono di togliergli la sua cittadinanza israeliana come &#8220;traditore&#8221; per il suo paese. Ecco il testo del suo discorso:<\/p>\n<p>Illustri membri del Consiglio di sicurezza,<\/p>\n<p>Prima di cominciare, vorrei esprimere il mio profondo ringraziamento per l&#8217;opportunit\u00e0 datami di parlare davanti a questo pubblico distinto e parlare con i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Quello che vi dir\u00f2 non ha lo scopo di scioccarvi, ma di emozionarvi.<\/p>\n<p>Durante i 49 anni trascorsi, e non \u00e8 finita, l&#8217;ingiustizia, nota col nome di occupazione della Palestina e controllo da parte di Israele delle vite dei palestinesi a Gaza, in Cisgiordania e Gerusalemme Est, \u00e8 diventata parte integrante dell&#8217;ordine internazionale. Il primo mezzo secolo di questa realt\u00e0 sar\u00e0 raggiunto a breve. Oggi, a nome del B&#8217;Tselem, il Centro di informazione israeliano per i diritti umani nei Territori Occupati, vi prego di prendere provvedimenti. A meno di un\u2019azione internazionale decisiva, ci\u00f2 che sar\u00e0 fatto non servir\u00e0 a nulla, tranne che ad entrare nella seconda met\u00e0 del primo secolo di occupazione.<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>Che cosa significa in termini concreti, trascorrere 49 anni, vale a dire, la vita di un uomo sotto il governo militare? Quando la violenza scoppia o quando specifici incidenti attirano l&#8217;attenzione di tutto il mondo, si ha una visione di alcuni aspetti della vita sotto occupazione. Ma per quanto riguarda il resto del tempo? Che dire dei molti giorni ordinari di una occupazione di 17.898 giorni, che prosegue? Vivere sotto il regime militare \u00e8 una violenza invisibile, burocratica, quotidiana. Significa vivere in un regime senza fine di domande di autorizzazioni, che controllano la vita dei palestinesi dalla culla alla tomba. Israele ha la leva di comando nel Registro civile, nei permessi di lavoro; Israele ha il controllo su chi pu\u00f2 viaggiare all&#8217;estero e su chi non pu\u00f2; in alcuni villaggi, Israele detiene la lista di coloro che possono visitare il paese e chi ha il permesso di coltivare tali terreni. A volte i permessi sono rifiutati; I permessi devono essere sempre rinnovati. Cos\u00ec, ad ogni respiro, i palestinesi devono inalare l&#8217;occupazione. Al minimo errore, si pu\u00f2 perdere la libert\u00e0 di movimento, perdere la vostra vita o addirittura la possibilit\u00e0 di sposarsi e costruire una famiglia con la persona amata.<\/p>\n<p>Nel frattempo, dappertutto, ci sono insediamenti e coloni. Sono cittadini israeliani che vivono, senza nascondersi, in una democrazia del primo mondo che, in un certo senso, esiste solo per loro oltre i confini del loro paese. Questa impresa continua a crescere, anche se illegale e si trova ovunque in tutta la Cisgiordania e Gerusalemme Est. Gli insediamenti accerchiano i centri abitati palestinesi cos\u00ec come la generosa concessione di terra alle loro periferie, per la loro futura espansione o la creazione di &#8220;zone speciali di sicurezza&#8221; che diventano &#8220;punti di controllo&#8221; per i palestinesi. Danno origine anche a strade by-pass per i coloni, al muro di separazione e, in ultima analisi, alla frammentazione della Palestina in centinaia di comunit\u00e0 isolate che galleggiano &#8211; o meglio, dovrei dire, che affondano lentamente in un mare di dominio israeliano . Chi potrebbe meritare di sopportare tali condizioni per mezzo secolo?<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>Quasi ogni aspetto di questa realt\u00e0 \u00e8 considerata legale da parte di Israele. Il modo con cui Israele controlla la vita dei palestinesi \u00e8 unico per l\u2019attenzione scrupolosa che pone, come potenza occupante, nell\u2019interpretare la legge alla lettera, mentre ne strangola lo spirito. L&#8217;occupazione ha perfezionato talmente l&#8217;arte di diluire il diritto umanitario internazionale ed i diritti umani che li ha praticamente svuotati del loro significato. Quando gli avvocati militari, i pubblici ministeri ed i giudici della Corte Suprema \u00a0hanno finito di perfezionare il parere legale, tutto ci\u00f2 che rimane \u00e8 l&#8217;ingiustizia pura e semplice.<\/p>\n<p>Per ogni morto palestinese, del quale si vuole scagionare l\u2019assassinio, si trova sempre un parere saccente del procuratore militare per garantire l&#8217;impunit\u00e0 all&#8217;autore.<\/p>\n<p>Che dire dei 100.000 palestinesi che si trovano dall&#8217;altro lato della barriera di separazione, eretta a Gerusalemme Est, dei quali \u00e8 stata ignorata e trascurata l\u2019esistenza? Vi ricordo che anche tale palese ingiustizia \u00e8 stata approvata in anticipo dall&#8217;Alta Corte di Israele.<\/p>\n<p>Trovatemi un palestinese che desidera essere riconosciuto proprietario di un suo appezzamento di terra, l&#8217;Amministrazione Civile vi fornir\u00e0 materiale legale su misura &#8211; naturalmente, tutto questo nel rispetto della legge &#8211; per giustificare i suoi obiettivi: zone militari di esercitazioni, riserve naturali, siti archeologici e, soprattutto, la dichiarazione di migliaia di ettari come &#8220;terra di stato&#8221; \u2013 ma terra di quale stato? &#8211; Tutti questi metodi sono utilizzati con successo per spostare i palestinesi con la forza e giustificare il divieto fatto loro di connettersi alla rete idrica e a quella di distribuzione dell\u2019 energia elettrica.<\/p>\n<p>Naturalmente, queste azioni degli israeliani non hanno sempre successo. Sarebbe troppo bello. Cos\u00ec, ogni tanto, magari una volta ogni dieci anni, un militare di grado non troppo elevato si trova davanti a un tribunale farsa che di sfuggita approva un piano di utilizzo del territorio per un villaggio. Queste peculiarit\u00e0 straordinarie, accuratamente scelte, distraggono utilmente dal quadro complessivo.<\/p>\n<p>Al fine di mantenere l&#8217;apparenza di legalit\u00e0, Israele prevede la procedura per tutto e niente: per l&#8217;alimentazione forzata di sciopero della fame, come \u00e8 stato recentemente il caso presso l&#8217;alta corte; per approvare o automaticamente rinnovare gli ordini di detenzione amministrativa o estendere la detenzione senza processo di centinaia di palestinesi; per demolire la casa della famiglia di palestinesi che hanno effettuato attacchi &#8211; S\u00ec, questo \u00e8 successo anche centinaia di volte, secondo la procedura e con il sigillo dell\u2019Alta Corte. Dal 2000 oltre 4.400 palestinesi hanno perso le loro case in questo modo.<\/p>\n<p>S\u00ec, Israele ha avvocati, pubblici ministeri e giudici che sono dei professionisti. Si tratta naturalmente di un lavoro altamente professionale. Abbiamo avuto il tempo sufficiente per muoverci verso un&#8217;occupazione pi\u00f9 perfetta. Ma non c&#8217;\u00e8 bisogno di essere avvocati per riconoscere un&#8217;ingiustizia. Guardate l&#8217;occupazione e tutta l&#8217;apparenza di legalit\u00e0 che l\u2019 accompagna, e descrivetela \u00a0per quello che \u00e8: una parodia della legalit\u00e0 su una violenza organizzata di stato.<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>Israele ha sistematicamente legalizzato violazioni dei diritti umani nei territori occupati: installazione di colonie perenni, demolizioni punitive di case, un meccanismo di parte nelle\u00a0 costruzioni e pianificazione, confisca delle terre palestinesi e molto, molto altro ancora. Il sistema militare di applicazione della legge &#8211; se possiamo chiamarla cos\u00ec &#8211; ripulisce centinaia di casi in cui i palestinesi sono stati uccisi o vittime di abusi.<\/p>\n<p>Ecco alcune cifre: Israele ha dichiarato il 20% del West Bank &#8220;terra di stato&#8221;; Israele autorizza &#8220;generosamente&#8221; i palestinesi a costruire su met\u00e0 dell&#8217;uno per cento di Area C, il 60% della Cisgiordania posto &#8220;temporaneamente&#8221; sotto il controllo israeliano da una generazione; negli ultimi dieci anni, Israele ha demolito circa 1.200 case nella West Bank, senza contare le demolizioni a Gerusalemme Est, rendendo in tal modo senza domicilio fisso pi\u00f9 di 5.500 persone, la met\u00e0 delle quali erano minorenni; se si includono le cifre di Gerusalemme Est, questi casi \u00a0aumenterebbero del 50%. Nel mese di aprile 2016, sono stati circa 7.000 i palestinesi nelle carceri israeliane, di cui un quarto \u00a0agli arresti durante il tempo necessario per la procedura dei tribunali militari, e circa il 10% sono in detenzione amministrativa. Ultima serie di numeri: per un quarto dei 740 reclami di B&#8217;Tselem alle autorit\u00e0 militari a partire dal 2000, nessuna indagine \u00e8 stata aperta; per l&#8217;altra met\u00e0, i reclami sono stati poi chiusi senza seguito; e solo in 25 casi, sono stati presi in considerazione gli atti d&#8217;accusa. E preparatevi: nel frattempo, le autorit\u00e0 militari hanno fisicamente perso traccia dei dossier di 44 casi &#8211; pi\u00f9 dei 25 casi che sono stati rinviati davanti a un tribunale!<\/p>\n<p>Israele insiste sul fatto che tutto questo \u00e8 legale, sia secondo la legge israeliana che secondo il diritto internazionale. Ma non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Questo in pratica ha poca importanza, per impedire a Israele di perseguire la sua politica, perch\u00e9, purtroppo, il diritto internazionale \u00e8 privo di qualsiasi meccanismo di applicazione efficace. E in questo modo, la politica israeliana \u00e8 applicata e promossa con un crescente sostegno della popolazione israeliana. Nonostante l\u2019ampio consenso internazionale sul fatto che gli insediamenti siano illegali, come risulta anche dalle risoluzioni \u00a0del Consiglio di sicurezza, l&#8217;unica differenza che pu\u00f2 essere misurata in questo settore \u00e8 l\u2019aumento del numero delle colonie e di coloni, sotto la cui ombra vivono palestinesi esposti a demolizioni o a deportazioni.<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>B&#8217;Tselem lavora da 27 anni per indagare e denunciare le violazioni dei diritti umani nei territori occupati, per analizzare e interpretare i dati e sostenere, sia a livello locale come a livello internazionale, questi temi. Non ci pronunciamo pe una soluzione politica specifica; lottiamo contro le violazioni dei diritti umani. In realt\u00e0, evidenziamo a che punto Israele ha usato lo stesso \u00a0&#8220;processo di pace&#8221;\u00a0 per guadagnare tempo &#8211; un sacco di tempo \u2013 poich\u00e9\u00a0 mette in campo sempre pi\u00f9 fatti compiuti in territorio palestinese.<\/p>\n<p>La missione di B&#8217;Tselem, che consiste nell&#8217;informare l&#8217;opinione pubblica israeliana dei modi in cui lo Stato opprime i palestinesi, continuer\u00e0 fino a quando l&#8217;occupazione non cesser\u00e0. Siamo stati e resteremo sempre implacabili in questo tentativo, perch\u00e9 tale \u00e8 l&#8217;obbligo morale che \u00e8 alla base del nostro impegno. Ma dopo tanti anni, dobbiamo tirare fuori alcune conclusioni. Gli unici principi morali, non saranno sufficienti. Israele non cesser\u00e0 di essere opprimente semplicemente svegliandosi una mattina e rendendosi conto della brutalit\u00e0 della sua politica. Decenni di falsi pretesti, di paure reali, di interessi economici e dogmi politici, hanno concorso ad evitare questa eventualit\u00e0, mentre troppo raramente si fornivano ragioni in grado di dimostrare il contrario.<\/p>\n<p>E a livello globale?<\/p>\n<p>Sono passati sei anni e mezzo da quando il vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha avvertito che &#8220;lo status quo non \u00e8 gestibile.&#8221; Senza dubbio, egli \u00e8 stato solo sei anni e mezzo in anticipo nell\u2019annunciare un simile avvertimento. Lo &#8220;status quo&#8221; &#8211; questo vettore di interessi di Israele che avanza sempre a scapito dei diritti dei palestinesi &#8211; si \u00e8 dimostrato non solo sostenibile, ma in realt\u00e0 fiorente.<\/p>\n<p>Da quasi un anno, l&#8217;Unione europea ha avviato un &#8220;dialogo strutturato&#8221; con Israele, della durata di sei mesi, per porre fine alle demolizioni amministrative di case in Area C. Sei mesi pi\u00f9 tardi, il dialogo non port\u00f2 a nulla mentre le demolizioni divennero pi\u00f9 numerose che mai, eppure l&#8217;Unione europea ha deciso, indovinate un po &#8216;: di estendere il dialogo. Se un numero senza precedenti di demolizioni pu\u00f2 andare di pari passo con un programma di illimitato dialogo internazionale, perch\u00e9 fermare le demolizioni?<\/p>\n<p>Senza dubbio, dal punto di vista internazionale, l&#8217;occupazione \u00e8 gestibile. Lo \u00e8 perch\u00e9, finora, il mondo ha rifiutato di prendere misure efficaci.<\/p>\n<p>Gli ultimi anni hanno reso ancora pi\u00f9 doloroso il fenomeno. Il progetto a lungo termine di Israele di massimizzare i profitti derivanti dalla terra palestinese, riducendo al minimo lo svantaggio della presenza palestinese, \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 palpabile che mai. Solo passando una mezza giornata in Cisgiordania, ci rendiamo conto della radicalizzazione dell\u2019impresa che i governi israeliani, di destra, di centro e di sinistra, hanno messo in atto dal 1967. La stessa cosa \u00e8 stata detta apertamente dai funzionari israeliani in pensione.<\/p>\n<p>Di recente, un ex comandante del Comando Centrale ha detto che: &#8220;. L&#8217;esercito \u00e8 l\u00ec perch\u00e9 lo Stato non ha alcuna intenzione di lasciare&#8221;. Ma ora che i leader israeliani, \u00a0attualmente al potere, dal \u00a0Primo Ministro fino a chi si trova in fondo alla scala, hanno smesso in tempo reale di fingere, riconoscendolo esplicitamente con tanto di chiarezza formale &#8211; certamente sembrava che, finalmente, ci sarebbero state delle implicazioni. Era ingenua questa speranza? Forse.<\/p>\n<p>Mentre una chiarezza senza precedenti nel linguaggio degli israeliani ha ridotto il divario tra ci\u00f2 che essi fanno e la vuota retorica dei negoziati e della diplomazia, la risposta globale \u00e8 stata, beh! ancora una volta un nuovo rapporto. Le demolizioni sono aumentate, rendendo il 2016 l&#8217;anno peggiore mai registrato in questo settore. Mi sento in dovere di chiedere: Quante altre case palestinesi devono essere demolite prima che si sia capito che le parole non confermate dai fatti non fanno che suggerire a Israele che pu\u00f2 continuare?<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>La realizzazione dei diritti umani non deve pi\u00f9 aspettare. I palestinesi hanno il diritto alla vita e alla dignit\u00e0, hanno il diritto di determinare il proprio futuro. Questi diritti sono stati ritardati da troppo tempo. E ritardare la giustizia equivale a negare la giustizia.<\/p>\n<p>Come Martin Luther King ci ha insegnato: &#8220;Sappiamo per dolorosa esperienza che dall&#8217;oppressore la libert\u00e0 non viene mai concessa volontariamente &#8220;. La realt\u00e0 che la comunit\u00e0 internazionale deve affrontare \u00e8 questa: la mancanza di azione non solo d\u00e0 all&#8217;oppressore la possibilit\u00e0 di continuare senza dover subire troppe ripercussioni, ma concede all&#8217;oppressore il potere di decidere quando sar\u00e0 il momento giusto per iniziare a prendere in considerazione le alternative. &#8220;Aspettate&#8221; chiede Israele, &#8220;Ora non \u00e8 il momento giusto.&#8221; Ma &#8220;aspettate&#8221; significa quasi sempre \u00a0&#8220;Mai&#8221;, risponde Martin Luther King, &#8221; \u00e8 sempre il momento giusto per fare ci\u00f2 che \u00e8 giusto.&#8221; E quel momento \u00e8 adesso: il momento finale che ha come scopo l\u2019agire.<\/p>\n<p>Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha non solo il potere: voi avete la responsabilit\u00e0 morale ed una reale opportunit\u00e0 di agire con impegno urgente, prima che giunga la data simbolica del mese di giugno 2017 quando inizier\u00e0 la seconda met\u00e0 di questo primo secolo, di rivolgere al mondo, agli israeliani e ai palestinesi, un messaggio chiaro, supportato da un&#8217;azione internazionale: Israele non pu\u00f2 avere la botte piena e la moglie ubriaca. Israele non pu\u00f2 occupare un popolo per cinquant&#8217;anni e chiamarsi democrazia. Non si possono violare i diritti di milioni di persone e chiedere vantaggi a livello internazionale, giustificati dalle parole vuote di un impegno per dei valori condivisi di diritti umani.<\/p>\n<p>Israele \u00e8 un paese sovrano, fondato secondo la legittimit\u00e0 internazionale conferitale da una decisione storica dalla stessa istituzione nel 1947. Sono un cittadino di questo paese. Questo \u00e8 il mio paese. Quel paese che nella maggior parte della sua esistenza, ha avuto dal mondo il permesso di occupare un altro popolo. Ho vissuto tutta la mia vita, ogni giorno della mia vita con questa realt\u00e0. Milioni di israeliani e palestinesi non conoscono altra realt\u00e0. Abbiamo bisogno del vostro aiuto. Cinquanta anni di occupazione &#8220;temporanea&#8221; sono troppo lunghi per far si che anche una sola persona in questo pianeta accetti un simile ossimoro. I diritti dei palestinesi devono essere tradotti in azione. L&#8217;occupazione deve finire. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite deve agire. E il momento di agire \u00e8 ora.<\/p>\n<p>Tradotto dall&#8217;inglese in francese da Philippe DAUMAS e dal francese in italiano da Anissa Manca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;occupazione dura solo perch\u00e9 il mondo si rifiuta di agire. 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