{"id":2364,"date":"2017-01-23T03:06:54","date_gmt":"2017-01-23T02:06:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2364"},"modified":"2018-07-29T15:17:53","modified_gmt":"2018-07-29T13:17:53","slug":"primo-fine-settimana-del-2017-israele-ha-demolito-le-case-di-151-palestinesi-circa-quattro-volte-la-media-dello-scorso-anno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2017\/01\/primo-fine-settimana-del-2017-israele-ha-demolito-le-case-di-151-palestinesi-circa-quattro-volte-la-media-dello-scorso-anno\/","title":{"rendered":"Primo fine settimana del 2017: Israele ha demolito le case di 151 palestinesi, circa quattro volte la media dello scorso anno"},"content":{"rendered":"<p>Amira Hass\u00a0\u2013 7 gennaio 2017\u00a0Haaretz<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione civile dell\u2019IDF [l\u2019esercito israeliano] sta adempiendo alla promessa di Netanyahu di demolire per vendetta le case degli arabi.<\/p>\n<p>La promessa del primo ministro Benjamin Netanyahu ai coloni dell\u2019avamposto illegale di Amona di applicare la legge \u201cequamente\u201d, demolendo le case di arabi, sta essendo pienamente rispettata.<\/p>\n<p>Il numero di edifici palestinesi demoliti nella prima settimana del gennaio 2017 \u00e8 quasi quattro volte maggiore della media settimanale nel 2016: 20 strutture. Secondo i dati dell\u2019Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), nel 2015 la media era stata di 10 alla settimana.<!--more--><\/p>\n<p>Nell\u2019area C, sotto totale controllo civile e militare israeliano, tra luned\u00ec e gioved\u00ec l\u2019Amministrazione Civile dell\u2019esercito israeliano ha demolito 65 strutture e 7 cisterne per la raccolta di acqua piovana in comunit\u00e0 palestinesi. Il Comune di Gerusalemme ha demolito altre due case a Gerusalemme est. Circa 151 persone, compresi 90 bambini, vivevano negli edifici che sono stati demoliti.<\/p>\n<p>Luned\u00ec, il giorno in cui la commissione Costituzione, Legge e Giustizia della Knesset [il parlamento israeliano. Ndtr.] ha discusso l\u2019annessione a Israele della cittadina di Ma\u2019aleh Adumim (a est di Gerusalemme), l\u2019amministrazione civile e l\u2019esercito israeliano hanno demolito dodici capanne in legno e lamiera \u2013 di cui otto utilizzate come abitazioni \u2013 in due comunit\u00e0 beduine della trib\u00f9 Jahalin, a sud della colonia; tre baracche a Bir al-Maskub e nove a Wadi Sneysel. In totale 84 persone, 68 delle quali bambini, sono rimaste senza tetto nel giro di poche ore.<\/p>\n<p>Lo scorso agosto l\u2019amministrazione civile ha demolito strutture in quelle comunit\u00e0. Ma i residenti non hanno un altro posto in cui vivere e sono state obbligate a costruire nuove baracche. Negli anni \u201990 dozzine di famiglie della trib\u00f9 Jahalin furono espulse dalla zona per consentire l\u2019espansione della colonia.<\/p>\n<p>Marted\u00ec l\u2019amministrazione civile ha demolito 49 strutture a Khirbet Tana, nel nordovest della valle del Giordano: 13 strutture abitative, 9 gabinetti mobili e per il resto costruzioni agricole di vario genere. Ventotto adulti e 22 bambini hanno perso la casa a causa delle demolizioni. Altre 71 persone sono state danneggiate dalla distruzione delle strutture agricole.<\/p>\n<p>Circa 40 famiglie (250 tra uomini e donne) vivono in quell\u2019antico villaggio di grotte a est del villaggio di Beit Furik. In quattro precedenti incursioni lo scorso anno l\u2019amministrazione civile ha demolito 150 baracche, ovili, tende e varie strutture igieniche \u2013 cos\u00ec come una scuola che \u00e8 stata costruita grazie a fondi europei. Durante l\u2019attacco di marted\u00ec, \u00e8 stato anche consegnato un ordine di interruzione dei lavori per la nuova scuola, che sta per essere costruita, di nuovo con donazioni europee. L\u2019Alta Corte di Giustizia [israeliana] ha respinto un ricorso degli abitanti di Khirbet Tana contro l\u2019ordine di abbandonare definitivamente le loro case, ma i residenti hanno semplicemente costruito nuove abitazioni e una scuola perch\u00e9 si rifiutano di abbandonare il villaggio in cui le loro famiglie hanno vissuto molto prima del 1948 e prima che l\u2019IDF dichiarasse la zona servit\u00f9 militare.<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec una consistente forza militare ha fatto un\u2019incursione sulle terre del villaggio di Tekoa, a sudest di Betlemme. Qui i bulldozer dell\u2019amministrazione civile hanno demolito sette cisterne per l\u2019acqua piovana e altre tre rimesse per scopi agricoli. Il capo del consiglio di villaggio ha raccontato ad Haaretz che una delle cisterne era stata scavata 25 anni fa, mentre le altre erano pi\u00f9 recenti. Circa 180 persone dipendono da quelle cisterne per la loro vita. E gioved\u00ec mattina l\u2019amministrazione civile ha demolito una struttura agricola nel villaggio di Jinsafut, a est di Qalqiliyah, in Cisgiordania.<\/p>\n<p>A met\u00e0 dicembre l\u2019Amministrazione Civile ha detto ad Haaretz di essere in possesso di 11 macchine agricole, per lo pi\u00f9 trattori, confiscate a contadini palestinesi dopo che l\u2019IDF ha trasformato le loro terre nella zona settentrionale della valle del Giordano in servit\u00f9 militare.<\/p>\n<p>I palestinesi devono pagare all\u2019Amministrazione Civile un\u2019ammenda di qualche migliaio di shekel [1.000 shekel= 247 \u20ac. Ndtr.] per il rilascio di ogni trattore, e impegnarsi a non commettere una seconda volta l\u2019 \u201cinfrazione\u201d. Nel 2016 solo due trattori sono stati restituiti, previo pagamento dell\u2019ammenda. Oltre ad uso agricolo, i trattori servono anche a trasportare acqua agli abitanti ed ai loro armenti dalle sorgenti che si trovano a qualche chilometro dalle stalle. Israele non consente alle comunit\u00e0 palestinesi residenti in zone sotto il suo controllo di collegarsi alle infrastrutture idriche.<\/p>\n<p>Il 21 dicembre un altro trattore \u00e8 stato confiscato ai contadini nel nord della valle del Giordano, dopo che avevano tentato di raggiungere le loro terre sul lato orientale dell\u2019autostrada 90 (chiamata come quel sostenitore del trasferimento della popolazione palestinese, l\u2019ex ministro Rehavam Ze\u2019evi [del partito di estrema destra Modelet e assassinato nel 2001 da un palestinese. Ndtr.]).<\/p>\n<p>Negli ultimi tre mesi del 2016 l\u2019IDF ha condotto 20 esercitazioni di addestramento con proiettili letali sulla terra delle comunit\u00e0 palestinesi nella zona settentrionale della valle del Giordano. Secondo l\u2019organizzazione israeliana dei diritti umani B\u2019Tselem, queste esercitazioni significano che a circa 220 persone \u2013 compresi circa 100 minori delle comunit\u00e0 di Al-Ras al-Ahmar, Khirbet Khumsa e Abzik \u2013 \u00e8 stato ordinato di lasciare temporaneamente le proprie case in 19 diverse occasioni.<\/p>\n<p>B\u2019Tselem ha segnalato che nel villaggio di Al-Farisiyah, che non \u00e8 stato evacuato, l\u2019esercito ha proibito agli abitanti di portare al pascolo le greggi nelle terre circostanti, poi si \u00e8 addestrato su terreni coltivati e vi ha persino sistemato bagni provvisori. Inoltre le truppe hanno dissodato parte delle terre dell\u2019area per rendere pi\u00f9 agevole il passaggio dei mezzi militari, e in questo modo hanno provocato ulteriori danni ai terreni agricoli.<\/p>\n<p>L\u2019ufficio del portavoce dell\u2019IDF ha detto ad Haaretz che \u201cle zone di servit\u00f9 militare, soprattutto nella valle del Giordano, e in generale in Giudea e Samaria, sono state dichiarate tali con un\u2019ordinanza dell\u2019autorit\u00e0 del comando militare della regione fin dagli anni \u201970, in base a necessit\u00e0 di sicurezza. Gli abitanti che si trovano in quelle zone di addestramento lo stanno facendo in violazione della legge.<\/p>\n<p>\u201cPrima di ogni addestramento militare, si prendono iniziative con lo scopo di evitare danni fisici o alle propriet\u00e0, tali come controlli a vista, pattugliamenti, piazzando protezioni e dialogando con gli abitanti della zona attraverso l\u2019Amministrazione Civile. Durante le esercitazioni, agli abitanti viene richiesto di lasciare la zona delle manovre. Le attivit\u00e0 menzionate al riguardo sono state approvate dalla Corte Suprema in richieste che sono state presentate in modo simile,\u201d ha affermato l\u2019ufficio del portavoce dell\u2019IDF.<\/p>\n<p>Marted\u00ec 20 dicembre 2016 Dafna Banai, di Machsom Watch [associazione di pacifiste israeliane che controllano il comportamento dei militari nei Territori Occupati. Ndtr.] ha riferito: \u201cTutti i sentieri che collegano la valle del Giordano palestinese alle localit\u00e0 di Aqraba, Beit Furik e Tubas, in Cisgiordania, sono ora bloccati da mucchi di terra, fossati, enormi massi e cancellate chiuse. Persino quelli aperti negli scorsi anni sono stati ora nuovamente interrotti.\u201d<\/p>\n<p>\u201cSolo il cancello di Gokhia, che separa la valle del Giordano da Nablus e Tubas oggi \u00e8 aperto (da domenica, secondo gli abitanti del posto). Tutto ad un tratto non ci sono \u201cragioni di sicurezza\u201d, n\u00e9 \u201cpericolo per i palestinesi perch\u00e9 l\u2019area \u00e8 utilizzata per le manovre militari\u201d \u2013 da sempre, quando le manovre sono in corso, il cancello \u00e8 aperto (per consentire il libero passaggio ai mezzi militari senza perdita di tempo ogni volta che deve essere aperto o chiuso). Nei pressi del cancello si vedono tre veicoli blindati e soldati annoiati. Si sta di nuovo svolgendo un\u2019esercitazione militare nella valle del Giordano. Siamo entrate ad Al-Ras al-Ahmar, ma non abbiamo potuto andare oltre il primo accampamento a causa del fango spesso. Stava piovendo a dirotto quella mattina e tutta la regione si \u00e8 trasformata in un grande pantano,\u201d ha scritto.<\/p>\n<p>\u201cDa mezzogiorno alle 16,30 del pomeriggio la strada che sale a Tyassir ed il resto della Cisgiordania sono state interrotte a causa delle manovre militari. Si vedevano lunghe file di veicoli palestinesi da Al-Malih, dove due soldati annoiati stavano bloccando il traffico. I soldati non avevano nessuna idea di quando sarebbe stata riaperta la strada,\u201d ha raccontato Banai.<\/p>\n<p>\u201cI palestinesi, per lo pi\u00f9 maschi, lavoratori a giornata sulla strada di casa dal loro lavoro nelle colonie, stavano ad oziare sulla strada, fumando. Qualcuno ci ha domandato di chiedere ai soldati di lasciarli andare a casa \u2013 qui, l\u00e0, a 200 metri di distanza, a Al-Burj. Ma i soldati sostenevano di avere l\u2019ordine di non lasciar passare nessuno, senza eccezioni. Eravamo anche in contatto telefonico con Mahdi, che si trovava sull\u2019altro lato (occidentale) del blocco, ed ha parlato di lunghe code in attesa anche l\u00e0. Peggio di tutto, bambini dell\u2019asilo e delle elementari (come Rina, di 5 anni) hanno dovuto aspettare sulla strada per 4-5 ore! Gironzolavano in mezzo ai carri armati israeliani, chiedendo un po\u2019 di cibo ai soldati; non avevano mangiato niente dalla mattina,\u201d ha scritto.<\/p>\n<p>(traduzione di Amedeo Rossi)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amira Hass\u00a0\u2013 7 gennaio 2017\u00a0Haaretz L\u2019amministrazione civile dell\u2019IDF [l\u2019esercito israeliano] sta adempiendo alla promessa di Netanyahu di demolire per vendetta le case degli arabi. La promessa del primo ministro Benjamin Netanyahu ai coloni dell\u2019avamposto illegale di Amona di applicare la legge \u201cequamente\u201d, demolendo le case di arabi, sta essendo pienamente rispettata. 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