{"id":2424,"date":"2017-04-15T05:01:36","date_gmt":"2017-04-15T03:01:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2424"},"modified":"2018-08-09T14:59:36","modified_gmt":"2018-08-09T12:59:36","slug":"lettera-rete-di-quarrata-marzo-aprile-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2017\/04\/lettera-rete-di-quarrata-marzo-aprile-2017\/","title":{"rendered":"Lettera Rete di Quarrata &#8211; Marzo-Aprile 2017"},"content":{"rendered":"<p>Carissima, carissimo,<\/p>\n<p>oggi urge creare sempre di pi\u00f9 relazioni profonde e durature basate sul dialogo e l\u2019incontro con l\u2019altro, unico antidoto che ci spinge ad emanciparsi da qualsiasi dogmatismo, da qualsiasi forma di dipendenza e di contrapposizione; ci\u00f2 sprona ad abbattere ogni tipo di barriere e ad aprirsi. Ci\u00f2 porta ad aprirsi al mondo, alla laicit\u00e0, alla scienza, al corpo, ad altri credi religiosi, a filosofie difformi dalle nostre e a ideologie diverse.<\/p>\n<p>Acquisire questa libert\u00e0 \u00e8 faticoso, \u00e8 fatica saper discernere, essere sempre attivi, non lasciarsi guidare dalle mode e acquisire la disponibilit\u00e0 ad imparare dai nostri errori. Chi \u00e8 che non ne commette? La perfezione a mio parere \u00e8 un puro concetto astratto, dobbiamo prenderci la libert\u00e0 di agire per quello che crediamo, a costo di sbagliare, \u00e8 cos\u00ec che potremmo migliorare e guardare alla societ\u00e0 e a noi stessi con la serenit\u00e0 dell\u2019essersi messi in gioco. Dobbiamo abituarci a non considerare come punto di riferimento noi stessi, ma allargare il nostro orizzonte verso gli emarginati, gli esclusi, i poveri, i senza voce, gli scartati.<!--more--><\/p>\n<p>Oggi sappiamo che uno sparuto gruppetto di persone controllano le risorse di mezzo mondo, non possiamo permetterlo! Non possono persone e popoli interi aver diritto a raccogliere e vivere di solo \u201cbriciole\u201d. Nessuno pu\u00f2 sentirsi tranquillo e dispensato non solo dagli imperativi morali, ma principalmente dalla sofferenza che miliardi di persone che vivono quotidianamente nella propria vita questa brutale sofferenza, dalla corresponsabilit\u00e0 della gestione del pianeta, una corresponsabilit\u00e0 pi\u00f9 volte ribadita dalla comunit\u00e0 politica internazionale ai massimi livelli.<\/p>\n<p>Fare giustizia deve essere il nuovo imperativo, basta perpetuare logiche di sfruttamento di persone e territori, che rispondono al pi\u00f9 cinico uso del mercato, per incrementare il benessere di pochi.<\/p>\n<p>E\u2019 a causa di questi meccanismi che milioni di persone fuggono dalle loro terre, dalle loro case, che sommatiti a quelli che fuggono dalle guerre costituiscono un popolo in cammino, spesso senza meno, se non dal fuggire dalla loro situazione di sofferenza e di fame, create da chi determina il mondo.<\/p>\n<p>Accogliere, proteggere, promuovere e integrare sono i quattro verbi che ognuno di noi deve coniugare in prima persona singolare e in prima persona plurale, per una comune risposta al fenomeno delle migrazioni.<\/p>\n<p>Accogliere, anzitutto, che non equivale ad aspettare, attendere i migranti, ma fare pressione sui governi e la comunit\u00e0 internazionale, per favorire canali umanitari accessibili e sicuri e preparare le nostre comunit\u00e0 a un\u2019accoglienza diffusa, istituzionale, personale e familiare.<\/p>\n<p>Proteggere, tutelare i migranti dallo sfruttamento, dall\u2019abuso, dalla violenza, attuando una vera lotta contro i trafficanti di esseri umani, ma anche rafforzando e non indebolendo gli strumenti politici di tutela dei migranti, no a nuovi CIE, no al disegno di legge Minniti-Orlando!<\/p>\n<p>Promuovere, lavorando per lo sviluppo, la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato, perch\u00e8 le migrazioni forzate di oggi nascono dall\u2019impossibilit\u00e0 delle persone di vivere nella loro terra, causa lo sfruttamento continuo e costante delle multinazionali, costrette a vivere nelle guerre volute da interessi stranieri per accaparrarsi le loro risorse, disastri ambientali causati da chi tratta queste terre come cortile di case dove si pu\u00f2 tutto.<\/p>\n<p>Integrare, un processo di mutuo riconoscimento, che nasca dal basso, evitando ghettizzazioni, facilitazioni del ricongiungimento familiare.<\/p>\n<p>Quattro verbi che attendono di essere messi in pratica per superare le ingiustizie causate da una non equa distribuzione dei beni.<\/p>\n<p>Penso alla Siria, ad Aleppo, caduta dopo oltre quattro anni di assedio, che adesso prova a rialzare la testa. Non si tratta solo di riedificare la citt\u00e0, i suoi servizi ecc., ma di rimettere insieme anche i pezzi della societ\u00e0 colpita con violenza anche nella sua millenaria tradizione di convivenza e di tolleranza. Una sfida difficile che vede la comunit\u00e0 in prima fila per vincerla con le armi pacifiche dell\u2019amicizia e della solidariet\u00e0 concreta tra diversi.<\/p>\n<p>La speranza della popolazione civile \u00e9 che la tregua regga, come regga l\u2019unit\u00e0 sociale. La riconciliazione nazionale, forse \u00e8 proprio questa la sfida che che attende la Siria e Aleppo, anche se la guerra non \u00e8 del tutto completamente finita. Ma \u00e8 forte la voglia di rinascere.<\/p>\n<p>Penso al Sud Sudan, lo stato pi\u00f9 giovane del mondo, dove \u00e8 in atto un grande esodo di massa causato da i continui assalti dei ribelli alle popolazioni civili, costrette a rifugiarsi nei campi profughi in Uganda. Un popolo disperato in marcia, spesso senza acqua e cibo, verso una insicura possibilit\u00e0 di vita, perch\u00e8 cosciente che la vita vince sempre sulla morte.<\/p>\n<p>Penso: sono gli abitanti di Aleppo della Siria, gli uomini e le donne impoverite del Sud Sudan, colpevoli della loro situazione, o sono gli ennesimi segni di una disumanit\u00e0 enorme e noi dobbiamo chiederci quanto queste violenze siano frutto di un clima di egoismo, indifferenza e ostilit\u00e0 verso le persone pi\u00f9 deboli o diverse. Persone fragili esposte all\u2019indifferenza ma anche alla violenza verbale.<\/p>\n<p>Leggo parole di odio ogni giorno anche sui social network. Oggi di fronte a tutto ci\u00f2 abbiamo bisogno di parole autentiche, ferme e inequivocabili. Capaci di mordere le coscienze ed esprimere dolore, compassione e di speranza.<\/p>\n<p>Viviamo anni di solitudine, \u00e8 una delle povert\u00e0 pi\u00f9 gravi, a fianco di quella materiale, culturale e relazionale. Una solitudine che si dilata e diventa ansia, paura. Su questo dobbiamo lavorare. C\u2019\u00e9 chi si autoesclude, perci\u00f2 servono politiche di inclusione e di sostegno e non nuove discariche di esseri umani.<\/p>\n<p>Urge uscire dalle incertezze e dagli egoismi facendosi viandanti di speranza per le persone escluse, emarginate e umiliate.<\/p>\n<p>Ci sar\u00e0 un motivo per cui piace cosi tanto Papa Francesco? Me lo chiedevo giusto ieri pomeriggio davanti alla tv, ascoltando e vedendo il bagno di folla milanese di Bergoglio. Un milione di persone sono tante per la presenza di un Papa qualunque. Ma Francesco di qualunque non ha niente. \u00c8 un papa speciale. Unico. Nessuno pu\u00f2 ormai pi\u00f9 gridare al bluff. Le sue non solo parole. Il santo padre agisce incoraggia ama. Ama soprattutto gli ultimi, i diseredati. All&#8217; odio xenofobo di quattro scalmanati sparsi per il mondo risponde ad esempio con una frase forte che scalda i cuori. La rivoluzione della tenerezza. Amore bont\u00e0 ottimismo coraggio. Lotta dura contro le ingiustizie, contro le angherie dei padroni del mondo. Si dia voce alla giustizia sociale, alla uguaglianza, sembra dire, e in fondo dice, Francesco. Se non fossero i concetti sposati da un pontefice si potrebbe pensare al discorso di un capo di stato iperprogressista. Di quella fraternit\u00e0 migliore, quello che vuole una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e solidale. In fondo, se ci pensate bene, sono gli stessi concetti di Nostro Signore. Ricordate i mercanti del tempio? Ecco. Tra un attacco ai bulli di tutto il mondo e una carezza ai fratelli carcerati di san Vittore che hanno sbagliato ma possono ancora redimersi, Francesco non fa mistero di avercela con le multinazionali e il mondo della finanza con banchieri senza cuore e imprenditori avidi. Sono loro ad avere ucciso la gioia. Cio\u00e8 quegli speculatori senza scrupoli, come li chiama Francesco, che hanno tolto la speranza ad intere famiglie privandole del lavoro e della giustizia sociale per meri e squallidi interessi economici. Sono loro ad aver trasformato il sogno della globalizzazione che abbatte barriere e fa cooperare i popoli, in un incubo in cui si innalzano muri e si sfruttano migranti schiavi per osceni calcoli di potere. L\u20191% di sprezzanti ricchi del mondo che dopo aver depredato i territori del terzo mondo ora vuole alimentare una guerra tra poveri abbassando i salari per una irrefrenabile, folle ed incomprensibile sete di accumulo di altra ricchezza. Fa capire tutto questo ed altro ancora papa Francesco, nella splendida giornata di sole milanese. Ed ecco perch\u00e9 un milione di persone ha risposto all\u2019 appello del santo Padre, affollando lo spazio di Monza e lo stadio San Siro. Mai cos\u00ec pieno da tanti anni a questa parte. Quelle persone lo hanno fatto perch\u00e9 credono in lui. Credono in questo papa &#8216;comunista&#8217; che al momento \u00e8 l\u2019unico capo di stato davvero autorevole al mondo. L\u2019unico capace di parlare diretto al cuore della gente. Gente che sta senza se e senza ma dalla sua parte. Un papa, senza ombra di dubbio il pi\u00f9 grande papa della storia moderna, che ai muri Anti immigrati preferisce i ponti per accogliere il prossimo. Per abbattere i muri ideali e quelli concreti tra nazioni che per secoli si sono fatte la guerra.<\/p>\n<p>S\u00ec, a papa Francesco sono sicuro che i costruttori di ponti piacciono tantissimo.<\/p>\n<p>E&#8217; in questa prospettiva che dobbiamo vivere -per chi \u00e8 cristiano- una Pasqua che cambi realmente le nostre relazioni.<\/p>\n<p>Antonio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissima, carissimo, oggi urge creare sempre di pi\u00f9 relazioni profonde e durature basate sul dialogo e l\u2019incontro con l\u2019altro, unico antidoto che ci spinge ad emanciparsi da qualsiasi dogmatismo, da qualsiasi forma di dipendenza e di contrapposizione; ci\u00f2 sprona ad abbattere ogni tipo di barriere e ad aprirsi. 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