{"id":2483,"date":"2017-06-24T04:50:06","date_gmt":"2017-06-24T02:50:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2483"},"modified":"2018-08-31T01:22:40","modified_gmt":"2018-08-30T23:22:40","slug":"brasile-il-governo-temer-in-agonia-e-i-movimenti-intensificano-la-lotta-di-claudia-fanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2017\/06\/brasile-il-governo-temer-in-agonia-e-i-movimenti-intensificano-la-lotta-di-claudia-fanti\/","title":{"rendered":"Brasile: il governo Temer in agonia. E i movimenti intensificano la lotta &#8211; di Claudia Fanti"},"content":{"rendered":"<p>Nessuno pu\u00f2 sapere quanto durer\u00e0 l&#8217;agonia del governo illegittimo di Michel Temer, il quale, incastrato da una registrazione audio che dimostra inequivocabilmente il suo consenso al pagamento di tangenti, \u00e8 stato incriminato dal Tribunale Supremo Federale per i reati di corruzione passiva, intralcio alla giustizia e associazione a delinquere. Se l&#8217;attuale presidente \u2013 figlio del golpe parlamentare-mediatico-giudiziario consumato lo scorso agosto contro Dilma Rousseff \u2013 si mantiene ancora al potere, \u00e8, secondo tutti gli osservatori, solo per la difficolt\u00e0 di individuare un successore credibile: \u00abNell&#8217;istante in cui la maggioranza dei leader conservatori raggiunge un accordo sul nome del sostituto \u2013 afferma il docente di Economia dell&#8217;Universit\u00e0 federale di Bahia Renildo Souza \u2013, Temer esce dal Palazzo del Planalto\u00bb.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>Che ormai l&#8217;attuale presidente sia solo un intralcio per il fronte golpista lo sostiene anche il leader del Movimento dei Senza Terra Jo\u00e3o Pedro St\u00e9dile (Brasil de Fato, 18\/5), secondo cui l&#8217;obiettivo delle destre sarebbe quello di ottenere \u00abun governo di transizione accettato dalla maggioranza della popolazione\u00bb per poi provare a vincere le elezioni presidenziali nel 2018, puntando a impedire la candidatura di Lula per via giudiziaria.<\/p>\n<div>Una cosa, comunque, \u00e8 chiara: la potente Rede Globo (il principale canale televisivo del Brasile) \u2013 che, dopo aver coordinato il colpo di Stato contro Dilma Rousseff, ha provveduto a diffondere le conversazioni tra l&#8217;imprenditore della carne Joesley Batista e il presidente Temer relative ad atti di corruzione, ostruzione della giustizia e traffico di influenze, scatenando cos\u00ec un nuova crisi politica e istituzionale \u2013 si sta delineando sempre pi\u00f9, secondo le parole di St\u00e9dile, come \u00abil principale partito della borghesia brasiliana\u00bb. Del resto, come sottolinea Ant\u00f4nio Martins (OutrasPalavras, 21\/5), \u00e8 dall&#8217;epoca dell&#8217;impeachment contro la presidente Dilma che il suo telegiornale seleziona accuratamente, tra la montagna di denunce prodotte dall&#8217;inchiesta Lava Jato sulle tangenti legate al colosso petrolifero statale Petrobras, le \u00abfrasi funzionali alla sua interpretazione dei fatti\u00bb, convocando mobilitazioni e neutralizzando \u00able voci contrarie\u00bb. \u00c8 per questo che la pi\u00f9 o meno imminente caduta di Temer, che di per s\u00e9 sarebbe una splendida notizia per il popolo brasiliano, non sembra destinata, nell&#8217;immediato, a cambiare i rapporti di forza esistenti, al di l\u00e0 del fatto di aver messo in luce le divisioni presenti nel campo conservatore, come indica, secondo Renildo Souza, \u00abla divergenza all&#8217;interno del monolitico partito dei mass media\u00bb tra la Globo da un lato e la Folha e O Estado de S\u00e3o Paulo dall&#8217;altro, o la \u00abdisputa\u00bb, di cui parla Ant\u00f4nio Martins, tra il Procuratore Generale della Repubblica Rodrigo Janot, principale protagonista della Lava Jato, e Gilmar Mendes, il ministro pi\u00f9 influente del Supremo Tribunale Federale, giunto pi\u00f9 volte a criticare l&#8217;operazione e diventato, \u00abprobabilmente, il pilastro di un accordo per salvare la classe politica, ora che tutti i pi\u00f9 grandi partiti sono implicati\u00bb negli scandali.<\/div>\n<div>Ma, si chiede Martins, a cosa mira l&#8217;alleanza tra la Globo e la Procura Generale della Repubblica? Perch\u00e9 puntare al rovesciamento di un governo, quello di Michel Temer, totalmente funzionale agli interessi delle \u00e9lites, dal momento che, \u00abnon avendo aspirazioni politiche future\u00bb, \u00e8 libero di adottare le misure pi\u00f9 impopolari? Se \u00e8 chiaro che, prima o poi, Temer avrebbe dovuto essere scaricato, considerando che la sua popolarit\u00e0, ancor prima degli ultimi avvenimenti, non superava il 4% e che, nel 2018, quando si svolgeranno le nuove elezioni presidenziali, nessun candidato potrebbe \u00abpresentarsi come suo erede\u00bb, lo scopo dell&#8217;operazione congiunta Globo-PGR \u00e8 tuttavia, secondo Martins, quello di \u00abcostruire il \u201cgoverno libero da politici\u201d: una tendenza globale, in tempi di neoliberismo estremo\u00bb.<\/div>\n<div>Cos\u00ec, mentre nel Paese cresce la richiesta di elezioni presidenziali dirette \u2013 il ricorso alle quali richiederebbe per\u00f2 l&#8217;approvazione di un emendamento costituzionale da parte del Congresso \u2013 il fronte golpista, in cerca di una soluzione che non metta a repentaglio quel controllo del potere raggiunto grazie al colpo di Stato, pu\u00f2 al contrario trovare una via di uscita, ricompattandosi, attraverso la carta dell&#8217;elezione indiretta, cio\u00e8 esclusivamente in ambito parlamentare, di un nuovo presidente, rivolgendosi, come suggerisce ancora Martins, a una figura con un profilo tecnico, come la presidente del Supremo Tribunale Federale Carmem L\u00facia; l&#8217;ex-ministro (di Fernando Henrique Cardoso e di Lula) Nelson Jobim; e soprattutto l&#8217;ex-banchiere Henrique Meirelles, attuale ministro delle Finanze fedele al pi\u00f9 brutale modello neoliberista, ma vendibile come \u00abuna versione brasiliana del nuovo presidente francese Emmanuel Macron, una risposta capitalista al disincanto della societ\u00e0 nei confronti della politica\u00bb.<\/div>\n<div>Un&#8217;opzione, questa dell&#8217;elezione indiretta, che, se viene considerata dai movimenti popolari come un golpe all&#8217;interno del golpe, darebbe alle forze conservatrici la garanzia di portare a termine nel migliore dei modi l&#8217;auspicata restaurazione neoliberista: quelle selvagge misure di austerit\u00e0 che vanno dalla riforma del lavoro (con cui viene riconosciuto valore di legge a qualsiasi accordo stipulato dal datore di lavoro con i suoi dipendenti) a quella del sistema previdenziale, che propone l&#8217;innalzamento dell&#8217;et\u00e0 pensionabile (a 65 anni) e l&#8217;aumento degli anni di contribuzione continuativa (49 anni), in un Paese in cui pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione lavora nel settore informale, passando per la privatizzazione dell&#8217;educazione superiore e il ridimensionamento dei programmi sociali, nonch\u00e9 per vari attacchi all&#8217;ambiente, come la riduzione della protezione di quasi 600mila ettari di foreste (un&#8217;area equivalente a quattro volte la citt\u00e0 di S\u00e3o Paulo).<\/div>\n<div>Se tale programma sta incontrando una protesta crescente da parte della popolazione, il governo ha gi\u00e0 dimostrato di saper correre ai ripari, come ha fatto in occasione della \u201cMarcia della classe lavoratrice\u201d del 24 maggio a Brasilia, quando non ha esitato a schierare le forze armate contro i manifestanti, scatenando una battaglia campale in cui sono rimaste ferite oltre 50 persone (senza contare il fatto che, mentre l&#8217;esercito occupava le strade di Brasilia, la polizia militare del Par\u00e1 commetteva l&#8217;ennesima strage contro i lavoratori rurali, assassinando 10 contadini). Di \u00abcriminalizzazione dei movimenti e delle organizzazioni sociali, particolarmente quelle impegnate nella lotta per la demarcazione delle terre dei popoli indigeni\u00bb parla non per niente il Conic (Consiglio nazionale delle Chiese cristiane del Brasile), che, denunciando il \u00abchiaro interesse a realizzare una \u201cpulizia\u201d del territorio a favore degli interessi dei latifondisti\u00bb, chiede \u00abla fine della repressione contro i movimenti sociali\u00bb, l&#8217;immediata sospensione della votazione delle riforme in discussione al Congresso\u00bb e la realizzazione di elezioni dirette per la presidenza della Repubblica e per il Parlamento, \u00abal fine di restaurare la legittimit\u00e0 democratica\u00bb.<\/div>\n<div>Chiedono a gran voce le elezioni dirette nel 2017 anche vasti settori della societ\u00e0 civile, che, il 5 giugno, hanno lanciato a Brasilia il Fronte Ampio Nazionale \u201cpelas Diretas J\u00e1\u201d, di cui fanno parte movimenti popolari, partiti politici di sinistra, centrali sindacali, religiosi, giuristi e studenti, secondo cui la permanenza di Temer al governo o la sua sostituzione senza voto popolare non farebbero altro che prolungare l&#8217;attuale crisi e intensificare gli attacchi alla classe lavoratrice: \u00abLa soluzione alla crisi \u2013 scrivono nel loro manifesto &#8211; dipende fondamentalmente dalla partecipazione del popolo nelle strade e nelle urne. Solo l&#8217;elezione diretta, e pertanto la sovranit\u00e0 popolare, \u00e8 in grado di restituire legittimit\u00e0 al sistema politico\u00bb.<\/div>\n<div>Solo pochi giorni prima, i movimenti riuniti nel Fronte Brasile Popolare (di cui fa parte anche il Movimento dei Senza Terra) avevano invece lanciato a S\u00e3o Paulo un \u00abPiano popolare di emergenza\u00bb, suddiviso in 10 aree tematiche, con l\u2019obiettivo di \u00abristabilire l&#8217;ordine costituzionale democratico, difendere la sovranit\u00e0 nazionale, superare la crisi economica, invertire il processo di smantellamento dello Stato\u00bb (tramite la revoca di tutte le misure antipopolari approvate dal \u00abgoverno usurpatore\u00bb). Mirando alla convocazione di un&#8217;Assemblea Costituente che elabori un nuovo regime politico, libero dai condizionamenti delle imprese economiche (attraverso il finanziamento pubblico esclusivo delle campagne elettorali) e realmente rappresentativo della societ\u00e0 brasiliana, e puntando al superamento del \u00abmodello di capitalismo dipendente che ha prodotto, tra altre piaghe, l&#8217;impoverimento della classe lavoratrice, l&#8217;ingiustizia sociale estrema, la perdita di indipendenza e la recessione economica\u00bb, il Piano di emergenza prevede una serie di importanti riforme strutturali, dall&#8217;adozione di un piano di sviluppo industriale a una politica di investimenti nella scienza, nella tecnologia e nell&#8217;innovazione; dal rilancio della riforma agraria (con l&#8217;esproprio dei latifondi improduttivi), dell&#8217;agricoltura familiare e dell&#8217;agroecologia al riconoscimento di tutte le terre delle comunit\u00e0 quilombolas e di tutte le aree indigene; dalla riforma tributaria alla democratizzazione dei mezzi di comunicazione di massa; dal consolidamento dei diritti sociali e del lavoro alla difesa dell&#8217;ambiente (a partire dalla lotta alla deforestazione); dalla riforma della sicurezza pubblica al recupero di una politica estera indipendente. Un progetto di cambiamento, quello presentato dal Fronte Brasile Popolare, per la cui realizzazione i movimenti \u2013 decisi ora a mobilitarsi nella prospettiva di uno sciopero generale a tempo indeterminato \u2013 sarebbero pronti a scommettere nuovamente su Lula, il quale, malgrado i molti errori commessi e gli evidenti limiti della sua azione di governo (tra cui proprio quello della rinuncia a promuovere riforme strutturali), viene ancora descritto, secondo le parole di St\u00e9dile, come il candidato che \u00abrappresenta l&#8217;ampia maggioranza del popolo brasiliano\u00bb.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nessuno pu\u00f2 sapere quanto durer\u00e0 l&#8217;agonia del governo illegittimo di Michel Temer, il quale, incastrato da una registrazione audio che dimostra inequivocabilmente il suo consenso al pagamento di tangenti, \u00e8 stato incriminato dal Tribunale Supremo Federale per i reati di corruzione passiva, intralcio alla giustizia e associazione a delinquere. 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