{"id":2508,"date":"2017-07-01T14:09:03","date_gmt":"2017-07-01T12:09:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2508"},"modified":"2018-08-07T14:20:19","modified_gmt":"2018-08-07T12:20:19","slug":"50-anni-dopo-un-intervento-di-daniel-barenboim-grande-direttore-dorchestra-israeliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2017\/07\/50-anni-dopo-un-intervento-di-daniel-barenboim-grande-direttore-dorchestra-israeliano\/","title":{"rendered":"50 anni dopo: un intervento di Daniel Barenboim, grande direttore d&#8217;orchestra israeliano"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Daniel Barenboim, direttore d&#8217;orchestra, fondatore dell&#8217;Orchestra del Divan occidentale-orientale di cui fanno parte musicisti israeliani, arabi e palestinesi.<\/p>\n<p class=\"p1\">La politica internazionale \u00e8 attualmente dominata da argomenti come la crisi dell&#8217;euro e dei\u00a0rifugiati, il ripiegamento su se stessi degli Stati Uniti di Donald Trump, la guerra in Siria e la lotta al fanatismo islamista. Eppure un argomento quasi onnipresente fino alla met\u00e0 del primo decennio del nuovo secolo si \u00e8 sempre pi\u00f9 allontanato dalla televisione e anche dalla coscienza della popolazione: il conflitto in Medio oriente. Per decenni il conflitto tra israeliani e palestinesi \u00e8 stato un argomento fisso e la sua risoluzione una priorit\u00e0 della politica americana ed europea. Dopo numerosi fallimenti degli ultimi tentativi di soluzione, si \u00e8 instaurato una sorta di status quo. Il conflitto viene considerato con un certo disagio, ma anche una certa perplessit\u00e0 e una forma di disillusione.<!--more--><\/p>\n<p class=\"p1\">E questo \u00e8 tanto pi\u00f9 tragico in quanto i fronti continuano a irrigidirsi, la situazione dei Palestinesi si deteriora sempre pi\u00f9 e anche il pi\u00f9 ottimista pensa che il governo americano attuale non si coinvolger\u00e0 nel conflitto nel modo pi\u00f9 adatto. Quello che \u00e8 particolarmente tragico \u00e8 che commemoriamo quest&#8217;anno e l&#8217;anno prossimo due date tristi, specialmente per i Palestinesi. Nel 2018 saranno 70 anni dalla Nakba, che i Palestinesi chiamano \u201ccatastrofe\u201d, vale a dire la messa al bando di oltre 700.000 palestinesi, dall&#8217;antico territorio sotto mandato britannico, la Palestina, come conseguenza diretta del piano di partizione della Palestina e della creazione dello Stato di Israele, il 14 maggio 1948. La Nakba persiste, dal momento che oltre 5 milioni di discendenti diretti degli espulsi palestinesi continuano a vivere in un esilio forzato. E quest&#8217;anno, il 10 giugno 2017, commemoriamo 50 anni di occupazione continua israeliana del territorio palestinese, una situazione\u00a0moralmente insopportabile. Anche quelli che pensavano che la guerra dei Sei Giorni, terminata in questa data, era stata necessaria per la difesa di Israele non possono negare che l&#8217;occupazione con le sue conseguenze rappresentano una assoluta catastrofe. Non solo per i Palestinesi, ma anche per gli Israeliani, da un punto di vista strategico e morale.<\/p>\n<p class=\"p1\">E&#8217; passato mezzo secolo e mai la soluzione \u00e8 apparsa cos\u00ec lontana. Nessuno pu\u00f2 aspettarsi che un giovane palestinese e un giovane israeliano si stringano la mano. Ed anche se l&#8217;argomento, come detto prima, non \u00e8 molto \u201cpopolare\u201d, \u00e8 importante, s\u00ec, resta esistenziale. Per il popolo della Palestina, per Israele, per tutto il Medio Oriente, per il mondo intero. E&#8217; per questo che oggi, per i 50 anni dell&#8217;occupazione, faccio appello alla Germania e all&#8217;Europa perch\u00e9 ridiano priorit\u00e0 alla soluzione di questo conflitto. Un conflitto che non \u00e8 politico, ma sta nella convinzione profonda di due popoli di avere un diritto sullo stesso pezzettino di terra. Se l&#8217;Europa si esprime dicendo che \u00e8 necessaria pi\u00f9 forza e pi\u00f9 indipendenza, allora questa forza e questa indipendenza sono parte della esplicita rivendicazione della fine dell&#8217;occupazione e del riconoscimento dello Stato palestinese.<\/p>\n<p class=\"p1\">Io, come ebreo che vive da oltre venticinque anni a Berlino, dispongo di uno speciale punto di vista sulla responsabilit\u00e0 storica della Germania in questo conflitto. Ho la libert\u00e0 e la felicit\u00e0 di poter vivere in Germania, perch\u00e9 i tedeschi hanno interrogato il loro passato e lo hanno elaborato. Certo, ci sono anche nella Germania attuale tendenze inquietanti all&#8217;estrema destra che dobbiamo combattere. Ma nell&#8217;insieme, la societ\u00e0 tedesca dopo il 1945, si \u00e8 trasformata in una societ\u00e0 tollerante, libera e cosciente della sua responsabilit\u00e0 umanitaria.<\/p>\n<p class=\"p1\">Certo, le relazioni tedesco-israeliane sono sempre state caratterizzate da una sensibilit\u00e0 particolare; la Germania ha sempre sentito e con ragione un obbligo verso Israele. Ma devo andare pi\u00f9 lontano: perch\u00e9 la Germania porta una responsabilit\u00e0 particolare anche verso i Palestinesi. Senza l&#8217;Olocausto,non ci sarebbe mai stata la partizione della Palestina, n\u00e9 la Nakba, n\u00e9 la guerra del 1967, n\u00e9 l&#8217;occupazione. Nei fatti, non si tratta solo di una responsabilit\u00e0 tedesca, ma europea, perch\u00e9 l&#8217;antisemitismo era un fenomeno presente in tutta l&#8217;Europa e oggi i palestinesi soffrono direttamente le conseguenze di questo antisemitismo, senza esserne responsabili.<\/p>\n<p class=\"p1\">E&#8217; pi\u00f9 che urgente che la Germania e l&#8217;Europa assumano la loro responsabilit\u00e0 nei confronti dei Palestinesi. Questo significa prendere misure contro Israele e per i Palestinesi. L&#8217;occupazione permanente \u00e8 inaccettabile, moralmente e strategicamente nello stesso tempo. Deve finire. Fino ad oggi il mondo non ha fatto niente di significativo ma la Germania e l&#8217;Europa devono esigere il rispetto dei confini prima del 1967. Bisogna concretizzare la soluzione dei due Stati in modo che la Palestina sia infine riconosciuta come uno Stato indipendente. Deve essere trovata una soluzione giusta sulla questione dei profughi. Il diritto al ritorno va riconosciuto ai Palestinesi, va concretizzato il loro reinsediamento concertandolo con Israele. La giusta ripartizione delle risorse e la garanzia dei diritti umani e di cittadinanza fondamentali dei palestinesi devono diventare realt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\">Questa \u00e8 la missione dell&#8217;Europa, in particolare in un ordine mondiale in trasformazione.<\/p>\n<p class=\"p1\">Cinquant&#8217;anni dopo il 10 giugno 1967, siamo forse lontani da una soluzione al conflitto Israelo-Palestinese. Ma se la Germania e l&#8217; Europa cominciano da oggi a prendersi le proprie responsabilit\u00e0 e mettere in atto misure per i palestinesi, allora forse potremo impedire che si festeggino tra cinquant&#8217;anni i 100 anni dell&#8217;occupazione dei Territori palestinesi, perch\u00e9 non sar\u00e0 cambiato niente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Daniel Barenboim, direttore d&#8217;orchestra, fondatore dell&#8217;Orchestra del Divan occidentale-orientale di cui fanno parte musicisti israeliani, arabi e palestinesi. La politica internazionale \u00e8 attualmente dominata da argomenti come la crisi dell&#8217;euro e dei\u00a0rifugiati, il ripiegamento su se stessi degli Stati Uniti di Donald Trump, la guerra in Siria e la lotta al fanatismo islamista. 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