{"id":2545,"date":"2017-11-28T21:12:23","date_gmt":"2017-11-28T20:12:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2545"},"modified":"2018-08-09T14:59:34","modified_gmt":"2018-08-09T12:59:34","slug":"editoriale-del-numero-118-di-indialogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2017\/11\/editoriale-del-numero-118-di-indialogo\/","title":{"rendered":"Editoriale del numero 118 di InDialogo"},"content":{"rendered":"<p>Don Massimo Biancalani, il parroco di Vicofaro-Pistoia attivo e militante nell\u2019accoglienza di migranti e profughi, \u00e8 stato certamente il protagonista dell\u2019informazione social e digitale delle ultime settimane. Di lui, in Rete e anche sulla carta stampata, abbiamo potuto leggere tanto, dal suo post sui \u201cmigranti portati in piscina\u201d fino alla messa della domenica nella sua parrocchia, con l\u2019annunciata presenza di militanti di Forza Nuova, giunti, immaginate: \u201cper verificare la cattolicit\u00e0 di don Massimo\u201d, e il vicario generale, inviato dal vescovo, scelta, in un momento cos\u00ec importante e delicato, che a molti, ha ricordato \u201cdon Abbondio!\u201d<!--more--><\/p>\n<p>Bisogna chiedersi se la storia avrebbe avuto la stessa evoluzione o addirittura sarebbe esistita se non ci fossero stati i social network. Parte tutto da Facebook, infatti, dove sul profilo Facebook di don Biancalani ben prima del post del 17 agosto sui \u201cmigranti in piscina\u201d e definiti da don Massimo \u201cla mia patria\u201d, montano attacchi e insulti al sacerdote per le sue attivit\u00e0 a favore dei migranti, complice certamente il commento del segretario della Lega Matteo Salvini fatto il 20 agosto e subito promossa a vicenda nazionale.<\/p>\n<p>Subito dopo, la scelta di alcuni rappresentanti di Forza Nuova di presentarsi alla Messa celebrata dal sacerdote. Don Massimo non si \u00e8 fatto intimidire, ha accolto i militanti di estrema destra stringendo loro la mano e dicendo loro di evitare manifestazioni di segno politico in chiesa, lanciando molti chiari messaggi dalla sua omelia: \u201cNessuno ci ha chiesto un certificato di battesimo per entrare, le porte sono aperte\u201d. E poi: \u201cSe c\u2019\u00e8 un principio che attraversa la sacra scrittura \u00e8 quello dell\u2019accoglienza allo straniero\u201d. \u201cSpesso i problemi si risolvono quando ci si conosce meglio. Due anni fa quando decidemmo di iniziare l\u2019accoglienza dei migranti, vennero alcune signore a dirmi: o noi o loro. Io naturalmente scelsi loro. Adesso quelle signore che minacciavano di andarsene dalla parrocchia, sono rimaste e sono le mamme di questi ragazzi\u201d. Ancora: \u201cSaremo giudicati per quanto avremo dato da mangiare all\u2019affamato, da bere all\u2019assetato, ospitato il forestiero ecc&#8230;\u201d Ora, come \u00e8 stato scritto, possiamo immaginare che, senza i social network, n\u00e9 il suo operare n\u00e9 le reazioni violente che ha suscitato sarebbero andati oltre a qualche danno che sarebbe finito in un trafiletto di cronaca locale. L\u2019aspetto brutto di questa amplificazione mediatica determinata dai social \u00e8 che senz\u2019altro difficilmente don Massimo avrebbe sperimentato una sofferenza cos\u00ec aspra, per quanto digitale e per posta, con l\u2019invio di minacce di morte e croci celtiche. L\u2019aspetto bello, di contro, \u00e8 che altrettanto difficilmente sarebbe stato oggetto di una attenzione e di una solidariet\u00e0 cos\u00ec diffusa.<\/p>\n<p>La cosa che fa pensare, preoccupa e interroga, \u00e8 che tutto ci\u00f2 sia nato da un fatto dove si manifestava la gioia dell\u2019accoglienza e dell\u2019interazione verso giovani profughi scampati al deserto e al Mediterraneo: essersi guadagnati dopo aver fatto volontariato per varie serate ad una festa, il pagamento da parte di una persona del biglietto per accedere alla piscina comunale.<\/p>\n<p>Il cammino di questa esperienza continua, nella sua parrocchia vengono accolti anche italiani in difficolt\u00e0, sono nate varie esperienze formative e lavorative, in ultimo, da ottobre, ha aperto la Pizzeria \u201cdal rifugiato\u201d dove tutti possono recarvisi ogni sabato sera, e sperimentare i frutti del corso di pizzaiolo svolto da alcuni rifugiati. Non ci sono prezzi, si pu\u00f2 mangiare pizza, bere e dolci, e si \u00e8 liberi di pagare o no. Un\u2019inclusione per tutti.<\/p>\n<p>A tutt\u2019oggi, gran parte della Chiesa pistoiese non accompagna questa sua scelta, ma don Massimo e i suoi ospiti non si sentono soli, continuamente sono visitati e aiutati da tanti di quelli che tanti \u201ccristiani per bene\u201d considerano \u201clontani\u201d. Una grazia di Dio!<\/p>\n<hr \/>\n<p>Di fronte a ci\u00f2 che sta accadendo, come non ricordare la notte drammatica e densa di dolore, del 3 ottobre 2013, quando vennero inghiottite dal mare \u201c368 vite\u201d, con loro naufrag\u00f2 un sogno, quella di un\u2019Europa giusta e solidale.<\/p>\n<p>L\u2019immagine di decine di corpi, di madri abbracciate ai propri bambini che giacevano in fondo al mare, le lacrime dei sommozzatori che si mescolavano all\u2019acqua amara di Lampedusa, ha rappresentato la sconfitta di una civilt\u00e0 che si immaginava capace di proteggere i propri figli e che invece si \u00e8 girata dall\u2019altra parte davanti alla disperazione di tanta umanit\u00e0 in fuga. Eppure nelle settimane immediatamente successive a quel drammatico autunno, abbiamo continuato a sperare, grazie all\u2019orgoglio e alla lucidit\u00e0 della politica ad inaugurare la straordinaria stagione dei salvataggi. Centinaia di migliaia di persone hanno cos\u00ec potuto mettersi in salvo e provare ad iniziare una nuova vita. Pochi mesi dopo il varo dell\u2019operazione Mare Nostrum, per\u00f2, iniziarono ad apparire nuovamente le ombre dello scetticismo e della paura che hanno velocemente trasformato l\u2019immagine del nostro Paese da campione dei diritti umani, ad un\u2019Italia irresponsabile che stava consentendo l\u2019ingresso a miglia di profughi.<\/p>\n<p>L\u2019illusione, dunque, \u00e8 durata poco e si \u00e8 definitivamente infranta davanti ai muri che via via venivano issati all\u2019apertura della rotta balcanica. Fili spinati, blindati alle frontiere, controlli rafforzati sono state l\u2019immagine di una Europa impaurita, che ha smarrito la sua identit\u00e0 plurale e la sua capacit\u00e0 di affrontare insieme la sfida della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che nelle parole di papa Francesco a Strasburgo ritroviamo il richiamo ad \u201cuna Europa giovane, capace di essere ancora madre: una madre che abbia vita, perch\u00e8 rispetta la vita e offre speranze di vita\u201d.<\/p>\n<p>Purtroppo l\u2019aumento di atteggiamenti e atti xenofobi, uniti alla crescente popolarit\u00e0 dei movimenti di destra, mortificano sempre pi\u00f9 queste speranze. La percezione di una diffusa insicurezza economica e sociale legata ai migranti, l\u2019incapacit\u00e0 dei governi attuali di garantire sicurezza ai propri cittadini, sono elementi chiave sui quali questi movimenti stanno capitalizzando la paura diffusa verso lo straniero. E\u2019 una situazione che non ha solo conseguenze sul piano politico elettorale ma anche sulla tenuta dei territori e sul lavoro di tante organizzazioni umanitarie.<\/p>\n<p>Le centinaia di bare che quattro anni fa abbiamo visto allineate nell\u2019hangar del piccolo aeroporto di Lampedusa devono costituire un monito per coloro che stanno tentando di sabotare il progetto europeo, minando fondamenta con politiche irresponsabili, per niente ispirate ai nostri valori fondamentali.<\/p>\n<p>La paura del diverso credo sia legittima; per certi versi sana. Quando emerge ha senz\u2019altro il suo motivo per esserci. Constatiamo continuamente che combattendola si finisce spesso addirittura con incrementarla. Allora, essa determina chiusure, preclusioni, fanatismi e fantasmi. Se invece la si accoglie e si cerca di capirla, pu\u00f2 portare ad una maggiore comprensione di s\u00e9 e degli altri, finendo con l\u2019aiutarci a passare dalla diffidenza all\u2019interesse per l\u2019altro. Nell\u2019arco di due o tre generazioni, ci troviamo catapultati nel caos di mondi molti diversificati, a noi ancora estranei. Il mondo \u00e8 diventato un villaggio dove ogni giorno facciamo l\u2019esperienza ravvicinata della diversit\u00e0 delle razze, delle culture, delle fedi, degli interessi. I cambiamenti sono velocissimi. Quotidianamente incontriamo volti che ci richiamano alla Cina, il Medioriente; l\u2019arabo, l\u2019africano, il sudamericano, l\u2019indigeno.<\/p>\n<p>I miseri, gli emarginati, i disperati, convivono a fianco dei ricchi, delle persone riuscite e di successo. Il disorientamento \u00e8 quindi legittimo e la paura anche. Non tutti siamo cresciuti nei primi mesi del nostro sviluppo entro una certa sicurezza legata al fatto che il volto rassicurante della madre ci guardava con gioia, cura, tenerezza. Solo lentamente e gradualmente ci siamo abituati a sentire familiarit\u00e0 e rassicurazione nell\u2019incontrare altri volti.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 chi si \u00e8 costruito una identit\u00e0 aperta, interessata a moltiplicare occasioni sempre nuove di arricchimento, e chi si \u00e8 sentito costretto ad accumulare diffidenze, e a muoversi solo con il suo simile. Nei fatti, riusciamo ad andare incontro all\u2019altro quando scopriamo che l\u2019altro \u00e8 una occasione per incontrare meglio se stessi. Ma se abbiamo paura di noi stessi, di guardarci dentro, se troppi ricordi ci fanno ombra, se manchiamo di sufficiente interiorit\u00e0, ovviamente continueremo ad aver paura dell\u2019altro, ad evitarlo e giudicarlo.<\/p>\n<p>Oggi, questa nostra umanit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 bisognosa di testimoni che di maestri, si lascia convincere facilmente dalle luci della ribalta, dai titoli cubitali dei \u201cgossip papers\u201d e dai racconti stravaganti anche se corrispondono al nulla del vuoto. Essere \u201cTestimomi\u201d \u00e8 la sola realt\u00e0 che ci pu\u00f2 rendere credibili, che puo\u2019 rendere credibile la politica, la Chiesa ed ogni altra istituzione che si dice umanitaria!<\/p>\n<hr \/>\n<p>Rimuovere lo scandalo della fame \u00e8 una questione di giustizia, non di emergenza. Lo ha ribadito papa Francesco nel suo discorso di luned\u00ec 16 ottobre alla Fao, in apertura della Giornata mondiale dell\u2019alimentazione: \u201cCambiare il futuro dell\u2019emigrazione. Investire nella sicurezza alimentare e nello sviluppo rurale\u201d.<\/p>\n<p>Si tratta di un meccanismo complesso che colpisce anzitutto le categorie pi\u00f9 vulnerabile, non solo escluse dai processi produttivi, ma spesso costrette a lasciare le loro terre alla ricerca di rifugio e speranza.<\/p>\n<p>Una situazione che ha le sue radici in conflitti, cambiamenti climatici, ma soprattutto in scelte politiche ed economiche dannose, responsabili di dinamiche di produzione. distribuzione e sistemi di commercio internazionale segnati da gravi squilibri. E\u2019 necessario invece sviluppare nuovi modelli, in grado di garantire il diritto al cibo, favorendo il protagonismo dei gruppi pi\u00f9 svantaggiati, puntando su sistemi di produzione basati sulla valorizzazione del territorio e sul legame tra produzione agricola e gestione degli ecosistemi.<\/p>\n<p>Secondo il rapporto Onu 2017, a cura delle agenzie Fao, Ifad e Word Food Programme, nel 2016 la fame nel mondo \u00e8 tornata a crescere dopo oltre un decennio. Oggi ne sono colpiti 815 milioni di persone, 40 milioni in pi\u00f9 del 2015, oltre il 15% della popolazione mondiale, nell\u2019indifferenza dei pi\u00f9.<\/p>\n<p>A che serve, ad esempio, dire continuamente che i conflitti causano fame e malnutrizione, se non ci si adopera efficacemente per la pace e il disarmo; la sfida dunque \u00e8 rimettere al centro le relazioni tra gli uomini, fondandole sul riconoscimento della dignit\u00e0 umana come codice assoluto, che richiama ad una responsabilit\u00e0, diretta e indiretta, degli Stati e dei singoli cittadini.<\/p>\n<p>Una sfida innanzitutto educativa e culturale per riqualificare la relazione in termini di alterit\u00e0, responsabilit\u00e0 e in politica. Non basta soccorrere un uomo ferito sulla strada di Gerico, non basta dar dar da mangiare agli affamati, bisogna aprirsi ad un concetto e una pratica di condivisione che si preoccupi, nel contempo, attraverso una nuova politica, di cambiare questa nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>il Direttore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Don Massimo Biancalani, il parroco di Vicofaro-Pistoia attivo e militante nell\u2019accoglienza di migranti e profughi, \u00e8 stato certamente il protagonista dell\u2019informazione social e digitale delle ultime settimane. Di lui, in Rete e anche sulla carta stampata, abbiamo potuto leggere tanto, dal suo post sui \u201cmigranti portati in piscina\u201d fino alla messa della domenica nella sua&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2017\/11\/editoriale-del-numero-118-di-indialogo\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Editoriale del numero 118 di InDialogo<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"enabled":false},"version":2}},"categories":[1,42],"tags":[],"class_list":["post-2545","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notiziario_indialogo","category-pace","entry"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2vEQL-F3","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2545","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2545"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2545\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2548,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2545\/revisions\/2548"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2545"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}