{"id":2586,"date":"2018-02-21T22:50:53","date_gmt":"2018-02-21T21:50:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2586"},"modified":"2018-02-21T22:56:54","modified_gmt":"2018-02-21T21:56:54","slug":"editoriale-del-numero-119-di-in-dialogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2018\/02\/editoriale-del-numero-119-di-in-dialogo\/","title":{"rendered":"Editoriale del numero 119 di In Dialogo"},"content":{"rendered":"<p><b>Oggi<\/b> in Italia servono donne e uomini che sappiano \u201crammendare\u201d il tessuto sociale con pazienza, generosit\u00e0, slancio e con la voglia di mettersi in gioco. Come afferma da alcuni decenni l\u2019amico teologo brasiliano Leonardo Boff, \u201c<b>oggi non viviamo un\u2019epoca di cambiamento ma un cambiamento d\u2019epoca<\/b>\u201d. Ci\u00f2 esige sia una riflessione sia impegno, perch\u00e9 quasi nulla \u00e8 come prima.<br \/>\n<b>Oggi<\/b> dobbiamo assumere la piena consapevolezza che stiamo vivendo in un mondo profondamente cambiato. In questa nuova realt\u00e0 sorgono nuove sfide e nuove domande a cui bisogna fornire senza paura e con coraggio, delle risposte nuove.<!--more--><\/p>\n<p><b>Oggi<\/b> viviamo in una societ\u00e0 tecnologica e secolarizzata, dove la tristezza dell\u2019individualismo fa divenire il nostro cuore avaro e comodo, alla ricerca malata di piaceri superficiali.<br \/>\n<b>Oggi<\/b> l\u2019uomo \u00e8 troppo spesso spaesato, confuso, smarrito e impaurito.<\/p>\n<p><b>Oggi<\/b> dobbiamo affermare con forza che la dignit\u00e0 della persona umana non \u00e8 mai calpestabile e deve essere il faro dell\u2019azione sociale e politica. Non possiamo farci paladini della cultura della vita e dimenticarsi dei migranti e dei poveri, sviluppando in alcuni casi un sentimento ostile verso gli stranieri.<br \/>\n<b>Oggi<\/b> urge una nuova cittadinanza per i figli dei migranti nati in Italia, urge un no alla cultura della paura e della xenofobia, perch\u00e8 siamo una unica \u201crazza umana\u201d. Papa Bergoglio ha iniziato una sfida non solo audace ma aspra per unire i credenti tra quelli che si considerano cattolici della morale e cattolici del sociale. Troppo spesso la Chiesa \u00e8 stata spiritualizzata o demandata ai tempi futuri, all\u2019al di l\u00e0, papa Francesco richiama ad essere incarnati nella storia, nella quotidianit\u00e0, a non nasconderci nelle astrattezze moralistiche o meramente solidaristiche. Urge una Chiesa che sta in mezzo al popolo con la semplicit\u00e0 eloquente del Vangelo.<\/p>\n<p><b>Oggi<\/b> urge una rinnovata cultura della solidariet\u00e0 che \u00e8 cultura dell\u2019incontro che si contrappone alla cultura della paura, dello scarto e della divisione. Una provocazione per ognuno di noi, una provocazione etica per le nostre societ\u00e0, per le nostre famiglie, per i nostri politici e per le nostre coscienze, abituate troppo spesso al \u201csonno\u201d prodotto dalle false sicurezze del consumismo e dalle paure narcisiste.<\/p>\n<p><b>Oggi<\/b> la sfida dell\u2019immigrazione richiama ognuno di noi all\u2019impegno, alla denuncia della tratta di esseri umani e ogni tipo di traffico sulla loro pelle; salvando le vite umane nel deserto, nei campi e nel mare; deplorando i luoghi indecenti dove troppo spesso vengono ammassate queste persone. Accogliere \u00e8 un primo gesto, c\u2019\u00e8 per\u00f2 una responsabilit\u00e0 ulteriore,\u00a0 prolungata nel tempo, con cui misurarsi con prudenza, intelligenza e realismo, salvaguardando i diritti di chi arriva e i diritti di chi accoglie e porge la mano. Per operare in questa direzione, papa Francesco ci ha lanciato quattro parole: accogliere, proteggere, promuovere e integrare-interagire.<\/p>\n<p>Lo scorso 19 novembre il papa ha indetto la giornata mondiale dei poveri. Nei giorni seguenti al Natale ho partecipato ad un incontro, al termine un \u201csignore\u201d parlando della serata ha commentato cos\u00ec: ormai manca solo la giornata mondiale dei beoti e poi saremo al completo, avremo cos\u00ec dato l\u2019opportunit\u00e0 anche a loro di essere beati. Chi parlava in questi termini, non avrebbe dovuto farlo per tanti motivi: innanzitutto perch\u00e9 \u00e8 un essere umano, perch\u00e9 parlava in questi termini mentre stava seduto, tranquillo e contento, a una tavola ben imbandita. Ma perch\u00e9 dedicare qui spazio a questo signore di cui non faccio il nome, ma che non mi sto inventando, che prende per beoti i poveri, oltre a numerose persone che ogni giorno si impegnano in relazione, accoglienza, condivisione e disponibilit\u00e0? Gli offro un dato: il 45% del cibo prodotto negli Stati Uniti \u00e8 gettato, mentre in Italia, ne\u00a0 gettiamo per un valore di 16 miliardi ogni anno.<\/p>\n<p><b>Oggi<\/b> gli impoveriti, sono la questione cruciale, dobbiamo ricostruire il senso della vita e della solidariet\u00e0 per lottare contro l\u2019incapacit\u00e0 delle societ\u00e0 attuali di riconoscere l\u2019altro e saper vivere bene insieme\u00a0 con tutte le specie viventi che fanno parte della comunit\u00e0 globale della vita della Terra, a cui ci esortano continuamente L. Boff e papa Francesco con la sua Laudato Si.<\/p>\n<p><b>Oggi<\/b> il problema non \u00e8 di mancanza o di debolezza di etica mondiale, certo, l\u2019etica c\u2019entra, e iniziative varie sono meritevoli, ma la questione \u00e8 soprattutto politica e culturale. E\u2019 una questione di visione politica, economica e sociale del senso della vita e del mondo. Il neoliberismo ha imposto una nuova narrazione e ha ridisegnato tutti i significati dell\u2019attivit\u00e0 economica e sociale e li ha sostituiti con quelli dell\u2019efficienza, competitivit\u00e0 e mercato.<\/p>\n<p><b>Oggi<\/b> il compito pi\u00f9 urgente \u00e8 quello di sottoporre a critica e destrutturare l\u2019idolatria del mercato che \u00e8 il frutto di una idolatria-teologia perversa che continua a tutt\u2019oggi, mietendo decine di milioni di vittime all\u2019anno, senza contare le migrazioni, le sofferenze e lo \u201cstrascicarsi\u201d della vita di milioni e milioni di uomini, donne, vecchi e bambini.<\/p>\n<p><b>Oggi<\/b> abbiamo bisogno della conversione etica delle coscienze che rigeneri la politica in senso democratico e crei spazio a centinaia di milioni di uomini, donne e bambini, esclusi e scartati che anelano ad una vita degna, desacralizzando il vitello d\u2019oro del libero mercato.<\/p>\n<p><b>Oggi<\/b> dobbiamo essere motivati dallo stimolo di conoscere e comprendere, nella convinzione della necessit\u00e0 e dell\u2019urgenza di soluzioni radicali su scala planetaria. E\u2019 la radicalit\u00e0 la forza del divenire che cambia, essa \u00e8 il potere di creativit\u00e0 degli oppressi, degli impoveriti, degli esclusi, che rappresentano la maggioranza dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Oggi<\/b> gli attuali cambiamenti sono insufficienti, non sono una soluzione, danno l\u2019illusione, alimentata dai potenti e da coloro che hanno interesse alla perpetuazione del sistema attuale, che le soluzioni siano solo quelle a livello locale e settoriale.<\/p>\n<p><b>Oggi<\/b> a Davos, ci \u00e8 stato nuovamente comunicato che i ricchi hanno sempre sempre di pi\u00f9: l&#8217;1% di Paperoni ha come il restante 99%. La denuncia di Oxfam evidenzia che le nuove risorse create si indirizzano tutte verso chi ha gi\u00e0 &#8220;troppo&#8221;. E\u2019 in atto una costante disuguaglianza, anche nel 2017, l\u201982% della ricchezza se la sono divisa l\u20191% dei ricchi. Nasce un nuovo miliardario ogni due giorni, sintomo di un problema economico che premia la finanza speculativa e non il lavoro. Mentre il dato italiano \u00e8: il 20% pi\u00f9 ricco detiene oltre il 66% del patrimonio nazionale, il successivo 20% ne controllava il 18,8%, lasciando al 60% pi\u00f9 povero appena il 14,8% della ricchezza nazionale.<\/p>\n<p><b>Oggi<\/b> la realt\u00e0 \u00e8 che l\u2019audacia \u00e8 fondamentale perch\u00e9 essa consiste nell\u2019attaccare i problemi alla radice per operare il cambiamento a livello personale di comunit\u00e0, di politica. La storia ci dimostra che i cambiamenti sono possibili, come ci ricorda Riccardo Petrella, un patto sociale mondiale tra tutti gli abitanti della Terra, \u00e8 urgente!<\/p>\n<p>Quest\u2019anno iniziano due nuove rubriche, la prima: \u201c<b>Il Milione<\/b>\u201d curata da Gianluca Luraschi, un amico creativo che vive a Lisbona, la seconda: \u201c<b>Vangelo e denaro<\/b>\u201d, curata da un altro amico, don Antonio Agnelli, prete a Cremona. Benvenuti!<\/p>\n<p><b>il Direttore<\/b><\/p>\n<p><b>Ricordo ad ognuno di voi l&#8217;importanza di contribuire alle spese della rivista inviando il contributo per il 2018<\/b>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi in Italia servono donne e uomini che sappiano \u201crammendare\u201d il tessuto sociale con pazienza, generosit\u00e0, slancio e con la voglia di mettersi in gioco. 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