{"id":2632,"date":"2018-06-10T03:26:14","date_gmt":"2018-06-10T01:26:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2632"},"modified":"2018-08-09T14:59:05","modified_gmt":"2018-08-09T12:59:05","slug":"editoriale-del-n-120-di-in-dialogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2018\/06\/editoriale-del-n-120-di-in-dialogo\/","title":{"rendered":"Editoriale del n. 120 di In Dialogo"},"content":{"rendered":"<p>Attualmente in Brasile si sta manifestando in modo netto e inequivocabile l\u2019intolleranza a senso unico da parte del binomio giustizia-media contro l\u2019ex presidente Lula. Un progetto che sta portando il Paese alla rovina. Si sta perdendo la speranza di diventare una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta che possa includere nel suo processo sociale la stragrande totalit\u00e0 dei suoi figli.<br \/>\nL\u2019operazione Lava Jato \u00e8 diventata uno strumento di azione politica per penalizzare alcuni a danno di altri. Ora \u00e8 chiaro che il processo e la reclusione dell\u2019ex presidente Lula sono diventati il primo obiettivo di questa operazione, che mira a far si che Lula non possa candidarsi alle prossime elezioni di ottobre, candidato che tutti gli attuali sondaggi danno per favorito.<br \/>\nIl processo che lo ha condannato \u00e8 considerato da molti giuristi nazionali e internazionali (vedi a pag. 7 l\u2019intervento di Luigi Ferrajoli) una farsa e rappresenta una grave violazione della legge. Anche la stampa pi\u00f9 accorta e indipendente, BBC e New York Times in testa, lo hanno evidenziato. <!--more--><br \/>\nOggi la magistratura giudica, arresta e scarcera in modo arbitrario, pubblicando spudoratamente i giudizi prima delle sentenze sui media, ignorando la Costituzione. A Lula viene imputato di essere proprietario \u201cocculto\u201d di un attico sulla spiaggia di Guaruja, ma nessuna carta lo certifica, anzi al Catasto \u00e8 assegnato all&#8217; impresa costruttrice OAS di Luiz Pinheiro. Le prove, per dichiarazione del pubblico ministero Dallanhol, non ci sono \u201cma l&#8217;assoluta convinzione della sua consapevolezza, si\u201d. Come dichiar\u00f2 il PM nel corso di una conferenza stampa con tanto di power point -e non in tribunale- Lula sarebbe \u201cil comandante supremo\u201d di una associazione a delinquere, ancora una volta in base a mera \u201cconvinzione\u201d.<br \/>\nPi\u00f9 efficace di lui si \u00e8 rivelato nei fatti il magistrato Sergio Moro, allo stesso tempo giudice istruttore e giudicante, autorit\u00e0 monocratica che la magistratura ha voluto arbitro. Moro ha condannato Lula in primo grado, ancora una volta senza nessuna prova.<br \/>\nL\u2019esclusione di Lula dalle elezioni del prossimo ottobre attraverso un procedimento giudiziario \u00e8 segnato da clamorose anomalie, che in qualsiasi altro ordinamento avrebbero imposto la ricusazione dei giudici.<br \/>\nI tragici avvenimenti avvenuti nelle ultime settimane che hanno funestato la vita e la coesistenza civile del Brasile, come l\u2019assassinio brutale e programmato della consigliera comunale di Rio de Janeiro, Marielle Franco e del suo autista Anderson, mentre rientravano dopo un incontro politico, colpita da munizioni in dotazione della Polizia Federale, devono destare preoccupazione e allarme in tutti noi che siamo da sempre vicini al popolo brasiliano e a quello Latinoamericano.<br \/>\nE\u2019 forte l\u2019impressione che l\u2019attacco alla democrazia rischia di fare arretrare il Brasile verso un nuovo regime fondato sulla discriminazione e la violenza.<br \/>\nProva generale, dopo ci\u00f2 che \u00e8 successo nel 2009 in Honduras, Golpe contro Zelaya, nel 2012 in Paraguay, Golpe contro Lugo e nel 2015 con l\u2019insediamento di Macri in Argentina, per cancellare in tutta l\u2019America latina la speranza di uno sviluppo pacifico e sostenibile di un reale progresso nei ceti poveri della societ\u00e0<\/p>\n<p>Tra i giudici del Supremo Tribunale Federale, in merito alla presunzione di innocenza sino al passaggio in giudicato della sentenza di condanna, ha prevalso di misura -6 contro 5- la singolare opinione che attendere la sentenza definitiva costituirebbe una garanzia di impunit\u00e0.<br \/>\nE\u2019 impossibile non constatare che, alla vigilia di tale decisione, il capo di stato maggiore dell\u2019esercito, generale Eduardo Villas Boa e vari altri esponenti militari, sono intervenuti a sostenere pubblicamente il carcere preventivo per Lula.<br \/>\nLa pesante irruzione dei militari nella vita politica brasiliana, per la prima volta dopo la restaurazione della democrazia, evoca i sinistri ricordi della dittatura che oppresse il Brasile dal 1964 al 1984, regime che proprio il governo Lula aveva definitivamente archiviato.<br \/>\nE\u2019 stato proprio in quegli anni che la Rete Radi\u00e8 Resch \u00e8 nata e ha tenacemente lavorato a sostegno dei prigionieri politici brasiliani, sostenuto le loro famiglie e i tanti movimenti che si erano creati.<br \/>\nRipenso alla storia dei frati domenicani, incarcerati e barbaramente torturati, Frei Tito liberato in cambio del rilascio dell\u2019ambasciatore svizzero, Frei Betto nostro continuo riferimento, Frei Fernando (ho sempre dentro di me la sua testimonianza sulla tortura raccontataci durante la sua partecipazione al nostro convegno nazionale di Rimini) e Frei Ivo.<br \/>\nFrei Betto scriveva nel 1969 dal carcere, dove ha passato 4 anni, al processo \u00e8 stato condannato a due anni&#8230;:<br \/>\n\u201cNon credo nel Dio dei magistrati<br \/>\nn\u00e9 in quello dei generali o delle allocuzioni patriottiche.<br \/>\nNon credo ne Dio della fortuna dei ricchi<br \/>\nne in quello della paura degli opulenti<br \/>\no del divertimento di chi ruba al popolo.<br \/>\nNon credo nel Dio della Pace bugiarda,<br \/>\nnel Dio della giustizia impopolare<br \/>\no delle venerande tradizioni nazionali.<br \/>\nNon credo nel Dio costruito, a immagine e somiglianza dei potenti,<br \/>\ndel Dio inventato come sedativo, alla miseria e ai dolori dei poveri.<br \/>\nNon credo nel Dio che dorme tra i muri, o si nasconde negli scrigni delle chiese.<br \/>\nNon credo nel Dio dell\u2019ordine stabilito sul disordine costituito.<br \/>\nIl Dio della mia fede nacque in una grotta<br \/>\nfu perseguitato da un re straniero<br \/>\ne cammin\u00f2 errante per la Palestina<br \/>\nSi faceva accompagnare dalla gente del popolo,<br \/>\ndava pane a chi aveva fame,<br \/>\nluce, a chi viveva nelle tenebre;<br \/>\nlibert\u00e0, a chi giaceva in catene;<br \/>\npace, a chi invocava da lui giustizia.<br \/>\nIl Dio della mia fede poneva<br \/>\nl\u2019uomo al di sopra della legge<br \/>\ne l\u2019amore al posto delle vecchie tradizioni.<br \/>\nTutti i giorni egli muore crocifisso dal nostro egoismo.<br \/>\nTutti i giorni egli risorge per la forza del nostro saper amare.<\/p>\n<p>Lula \u00e8 rimasto l\u2019uomo umile e semplice di sempre, con le stesse abitudini popolari, che sprizza di felicit\u00e0 in mezzo al suo popolo di poveri e diseredati, pronipoti degli schiavi, ancora timorosi della frusta del padrone.<br \/>\nA tal proposito ricordo la sua prima vigilia di Natale da presidente con alcune migliaia di bambini, uomini e donne di strada, il suo popolo, nel quartiere del Glicerio a San Paolo, ospite di Casa Cor da Rua, nella quale 15 giovani delle favelas della periferia andavano a formarsi per apprendere un lavoro e uno stile di vita. Tutto ci\u00f2 si \u00e8 ripetuto per tutti i suoi due mandati. I suoi occhi erano illuminati, abbracciava tutti e tutte, si sentiva parte di loro.<br \/>\nOggi abbiamo bisogno di parole autentiche, credibili, vere, nude. Perch\u00e9 le parole non sono mai neutrali. Sono di parte, le parole. Per taluni sono solo l\u2019indumento servile delle idee ma al contrario, le parole sono la luce dei pensieri. Sono relazione. Sono ponti, le parole. Troppo spesso la parola \u00e8 umiliata a rango di merce e venduta come schiava nel mercato della discussione. Usata e usurata dall\u2019effetto e dal calcolo. Pallone per un dribbling contro l\u2019imbarazzo o il torto marcio. Parole umiliate e sottomesse che servono a umiliare e sottomettere. Per questo attendo il giorno in cui le parole decideranno di ribellarsi e di trasformarsi in racconto e vita. Di riprendersi la propria dignit\u00e0 per accettare s\u00ec l\u2019impegno del servizio, ma solo della verit\u00e0. Il giorno in cui saranno le parole a guidare i pensieri oltre ogni diplomazia e dialettica, spoglie da camuffamenti, libere dalla finzione, si trasformeranno in mattoni da costruzione e non accetteranno pi\u00f9 d\u2019essere pietre scagliate dalla fionda della malevolenza. N\u00e9 d\u2019essere melliflue ed esili per nascondere come carta velina l\u2019astio e l\u2019ostilit\u00e0, l\u2019invidia o l\u2019inimicizia. Parole nude, parole di parte, gravide di vita.<\/p>\n<p>il Direttore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attualmente in Brasile si sta manifestando in modo netto e inequivocabile l\u2019intolleranza a senso unico da parte del binomio giustizia-media contro l\u2019ex presidente Lula. Un progetto che sta portando il Paese alla rovina. 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