{"id":2679,"date":"2018-08-04T01:53:06","date_gmt":"2018-08-03T23:53:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2679"},"modified":"2018-08-09T14:59:04","modified_gmt":"2018-08-09T12:59:04","slug":"la-distruzione-dellempatia-di-amador-fernandez-savater","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2018\/08\/la-distruzione-dellempatia-di-amador-fernandez-savater\/","title":{"rendered":"La distruzione dell\u2019empatia &#8211; di Amador Fern\u00e1ndez-Savater"},"content":{"rendered":"<p>Quello in corso non \u00e8 un conflitto tra gruppi per il potere ma uno scontro tra differenti percezioni della vita sociale. \u00c8 il tempo, per dirla con Rita Segato, della pedagogia della crudelt\u00e0, in cui l\u2019altro, a cominciare dal migrante, dev\u2019essere percepito come ostacolo e minaccia, come nemico. La \u201cdestrizzazione\u201d sempre pi\u00f9 diffusa non \u00e8 in primo luogo una questione identitaria e politica, ma una esasperazione sociale e affettiva. Un indurimento della percezione e della sensibilit\u00e0. Anche le violenze contro le donne mostrano come \u201cla donna non \u00e8 semplicemente un corpo-vittima della violenza, ci\u00f2 che si aggredisce \u00e8 la sua forza disubbidiente\u2026, la capacit\u00e0 di creazione di vincoli, lacci, reti, complicit\u00e0, empatia, comunit\u00e0\u201d, scrive Amador Fern\u00e1ndez-Savater in questo articolo bellissimo. \u00a0Abbiamo bisogno di \u201crisvegliare e riattivare la nostra pelle indurita dal principio di crudelt\u00e0\u2026\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La distruzione dell\u2019empatia,\u00a0<\/strong><strong>di Amador Fern\u00e1ndez-Savater<\/strong><\/p>\n<p>Possiamo provare a leggere la congiuntura politica non semplicemente come una disputa tra distinti gruppi per il potere, ma come uno scontro tra <strong>differenti percezioni della vita sociale<\/strong>, tra differenti sensibilit\u00e0 della vita in comune? Cerchiamo di farlo poggiandoci sul concetto suggestivo di \u201c<strong>pedagogia della crudelt\u00e0<\/strong>\u201d proposto dall\u2019antropologa <a href=\"http:\/\/www.euronomade.info\/?p=9663\"><strong>Rita Segato<\/strong><\/a>. Lo spiego in modo riassuntivo in seguito.<\/p>\n<p><strong>Nelle nostre societ\u00e0, la vita diventa sempre pi\u00f9 precaria<\/strong>: la mancanza di difesa e di protezione sono tendenze generali, trasversali. Il capitalismo oggi non punta semplicemente alla sua riproduzione regolata, ma cerca incessantemente la conquista di nuovi territori, oggettivi e soggettivi: nuove terre e nuovi ceti da sfruttare. <strong>\u00c8 un capitalismo di rapina<\/strong>. <strong>Questa conquista permanente richiede non soltanto l\u2019abolizione delle vecchie regole e protezioni (molte volte frutto delle lotte dal basso della gente), ma di una insensibilizzazione radicale<\/strong>.<!--more--><\/p>\n<p>Nella guerra di tutti contro tutti, la competenza generale e il si salvi chi pu\u00f2, <strong>l\u2019altro dev\u2019essere percepito innanzitutto come ostacolo e minaccia: come nemico<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il principio di crudelt\u00e0 \u00e8 la diminuzione dell\u2019empatia<\/strong>: l\u2019altro \u00e8 disponibile per un solo uso, se ne pu\u00f2 fare a meno,<strong> nessun filo ci unisce<\/strong>, i nostri destini non hanno nulla in comune. Vi \u00e8 tutta una \u201cprogrammazione neurobellica della bassa empatia\u201d nelle nostre societ\u00e0. E<strong> la violenza \u00e8 lo strumento chiave: lancia il messaggio imbarazzante per cui l\u2019altro (donna, vecchio, migrante, povero, nero, dissidente) \u00e8 un di pi\u00f9, si pu\u00f2 eliminare<\/strong>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che sostiene quindi le politiche della precarizzazione della vita \u00e8 una certa configurazione \u2013 o deconfigurazione \u2013 della percezione e della sensibilit\u00e0. Queste ultime sono questioni politiche di prim\u2019ordine, ma le analisi di congiuntura non le riguardano, concentrate per come sono nel sottolineare le <strong>manovre di partito<\/strong> e gli intrighi di <strong>palazzo<\/strong>, le relazioni di forza tra organizzazioni e fazioni, lo stato dei sondaggi e l\u2019<strong>\u201copinione pubblica\u201d<\/strong>. \u00c8 necessario e urgente dotarsi di una sensibilit\u00e0 poetica sismografica per addentrarsi e descrivere questo piano di realt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Sradicamento affettivo<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lo si \u00e8 ripetuto spesso. Il movimento 15M [\u201cgli indignati\u201d] ha funzionato in Spagna come una \u201cporta antincendio\u201d all\u2019ascesa del populismo di destra che si estende a livello micro e macro per tutta Europa: Front National, Brexit, Alternative f\u00fcr Deutscheland, Pegida, Lega Nord, Casa Pound, Alba Dorata<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ma che tipo di porta antincendio?<\/strong> Da parte nostra, abbiamo insistito nel pensare e descrivere il 15M come un effetto di sensibilit\u00e0. <strong>Un fenomeno di sensibilizzazione collettiva<\/strong>. A partire dal maggio del 2011, si \u00e8 dispiegato un po\u2019 dappertutto nella societ\u00e0 una specie di seconda pelle dentro e attraverso la quale si avvertiva come qualcosa di proprio e vicino ci\u00f2 che accadeva ad altri sconosciuti.<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 non vuol dire che tutti fossero presenti ad ogni sfratto nei quartieri, ad ogni accompagnamento di un migrante privo di carta sanitaria, ad ogni chiusura di una scuola minacciata di tagli, ma che c\u2019era un clima sociale generale che abbracciava, connetteva e amplificava ogni azione, ogni iniziativa. Il 15M ha creato un comune sensibile nel quale era possibile sentire gli altri e con gli altri, come simili<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Questa pelle se \u00e8 ritirata o si \u00e8 addormentata<\/strong>, debilitata in buona misura a causa di una \u201cverticalizzazione\u201d dell\u2019attenzione e del Desiderio, depositati e delegati <strong>durante la fase dell\u2019\u201cassalto istituzionale\u201d nella promessa elettorale della nuova politica (Podemos, confluenze, etc)<\/strong>. Incantati dagli stimoli provenienti dall\u2019alto (Tv, dirigenti, partiti), tralasciando quello che nel frattempo ci accadeva intorno, la nostra pelle si \u00e8 strappata.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 non siamo usciti da nessuna crisi: semplicemente si \u00e8 perso il contatto sensibile tra i \u201csommersi\u201d e i \u201csalvati\u201d (o coloro che si credono salvati al momento). La ritirata degli \u201cantincendio\u201d 15M lascia il via libera alle forze che sono sempre l\u00ec: l\u2019approfondimento e il consolidamento della precariet\u00e0 esistenziale generale, la guerra di tutti contro tutti e il si salvi chi pu\u00f2. <strong>Il veleno del rancore che si annida in ogni angolo a causa delle tante umiliazioni ricevute nel quotidiano<\/strong> \u2013 siano esse grandi o piccole, reali o immaginarie \u2013 si converte nel pungiglione del risentimento vittimista che circola oggi a piacere per le reti sociali.<\/p>\n<p><strong>La \u201cdestrizzazione\u201d di cui si parla ultimamente, soprattutto la radice di quello che ha \u201crisvegliato\u201d in tutta la Spagna il conflitto in Catalogna, non \u00e8 in primo luogo una questione ideologica, identitaria e politica, ma una esasperazione sociale e affettiva. Un indurimento della percezione e della sensibilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo sfondo del contenuto delle bandiere spagnole che \u00e8 ancora possibile vedere in tanti balconi (ormai valgono per il Mondiale\u2026) \u00e8 la paura, l\u2019amarezza, la solitudine, un Desiderio reattivo di ordine, consumo e mano dura contro tutto quello che devia e destabilizza la finzione di normalit\u00e0, con l\u2019anti-catalanismo come elemento agglutinatore primario.<\/p>\n<p>\u00c8 indubbiamente Ciudadanos [con forti risonanze di Macron] il partito che in modo pi\u00f9 disinovolto agita questa \u201cpassionalit\u00e0 oscura\u201d (Diego Sztulwark) al fine di raccoglierla pi\u00f9 tardi elettoralmente e di fare di essa la base del progetto politico di convertire la societ\u00e0 in una impresa totale. Dove vi sia spazio solo per i <strong>vincenti<\/strong>, dove non abbiano spazio gli avversari (destituiti come interlocutori mediante la repressione, la censura e la criminalizzazione), e neanche le \u201canomalie\u201d (come le comuni urbane o gli ambulanti).<\/p>\n<p><strong>Su questo sfondo oscuro ed esasperato appaiono senza dubbio voci e movimenti che convocano un\u2019altra sensibilit\u00e0<\/strong>, attivano un\u2019altra percezione e danno vita ad un\u2019altra pelle. Senza alcuna idea esaustiva o totalizzante, mi focalizzer\u00f2 su <strong>tre esempi<\/strong> (ve ne sono di pi\u00f9). L\u2019Otto marzo e le mobilitazioni intorno alle morti di Gabriel Cruz e di Mame Mbaye.<\/p>\n<p><strong>Il mandato della mascolinit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Secondo Rita Segato, la prima espressione della pedagog\u00eda della crudelt\u00e0 \u00e8 la violenza sessista<\/strong>. Il capitalismo di rapina installa un campo di battaglia nel corpo delle donne.<\/p>\n<p>Nella precariet\u00e0 generale, la posizione dell\u2019uomo \u00e8 resa pi\u00f9 fragile: non pu\u00f2 provvedere, non pu\u00f2 avere, non pu\u00f2 essere. Ma allo stesso tempo deve provare che \u00e8 un uomo. <strong>Noi maschi siamo sottoposti a un \u201cmandato di mascolinit\u00e0\u201d<\/strong> che ci obbliga, per essere, a dimostrare forza e potere: fisico, intellettuale, economico, morale, bellico, ecc. Il mandato di mascolinit\u00e0 si traduce cos\u00ec oggi in<strong> un mandato di violenza<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Lo stupro non \u00e8 erotico o di piacere, ma una dimostrazione di potere<\/strong>. Il potere dell\u2019impotente, ansioso di dimostrare che \u00e8, che continua ad essere un uomo. \u00c8 un messaggio che un uomo manda ad altri uomini: posso, sono capace, sono padrone delle vite. Non \u00e8 un fatto eccezionale, cosa di alcuni maschi mostruosi o \u201cpsicopatici\u201d. Poggia su di una base composta da mille violenze quotidiane e trasversali: nello spazio pubblico e in quello intimo, nella strada e in casa, nel lavoro e nelle relazioni.<\/p>\n<p><strong>La donna non \u00e8 semplicemente un corpo-vittima della violenza. Ci\u00f2 che si aggredisce in essa \u00e8 precisamente la sua forza disubbidiente al mandato della mascolinit\u00e0, la capacit\u00e0 di creazione di vincoli, di lacci, di reti, di complicit\u00e0, di empatia e di comunit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u20198M ha reso visibili migliaia di donne in tutta la Spagna, che hanno detto basta, in una giornata inaudita di sciopero e di manifestazioni seguite in maniera massiccia<\/strong>. I canti e i manifesti possono essere letti come un registro dettagliato delle mille violenze quotidiane che abitano nella \u201cnormalit\u00e0\u201d. Le donne non tornano a questa normalit\u00e0 nello stesso modo dopo aver vissuto una giornata cos\u00ec eccezionale, ma semmai pi\u00f9 relazionate e pi\u00f9 forti. L\u20198M \u00e8 solo la cresta della spuma di un\u2019onda di fondo che spinge per cambiare completamente la vita quotidiana, questo \u201cbrodo di coltura\u201d della violenza pi\u00f9 spettacolare che vediamo nei giornali.<\/p>\n<p>E pu\u00f2 essere assunto anche come un\u2019occasione per gli uomini che desiderano disubbidire al mandato di mascolinit\u00e0 e uscire da questo circolo funesto tra l\u2019indigenza esistenziale e l\u2019obbligo di dimostrare potere. Come un invito alla metamorfosi.<\/p>\n<p><strong>Le buone azioni<\/strong><\/p>\n<p>La scomparsa e<a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/2018\/03\/13\/ha-strangolato-mio-figlio-gabriel-e-deve-pagare-ma-lasciatela-in-pace-non-abbiate-rabbia-io-e-pesciolino-non-siamo-cosi_a_23384148\/\"><strong> la ricerca del bambino Gabriel Cruz<\/strong><\/a>, il pesciolino, \u00e8 stato un fenomeno altamente mediatizzato.<\/p>\n<p><strong>I mezzi di comunicazione e le reti sociali sono oggi<\/strong> \u2013 soprattutto da qualche tempo a questa parte \u2013 <strong>i veicoli privilegiati della pedagogia della crudelt\u00e0<\/strong>. Le tendenze alla spettacolarizzazione (il morbo), la semplificazione della realt\u00e0 (il giudizio e non il pensiero) e la polarizzazione sociale (la logica delle fazioni, buone e cattive) li attraversano trasversalmente. Ma \u00e8 la stessa cosa che la realt\u00e0 si strumentalizzi a favore della destra o della sinistra: in ogni caso si <strong>contribuisce alla distruzione della sensibilit\u00e0<\/strong>, del pensiero e dell\u2019autonomia.<\/p>\n<p>Nonostante tutto, i mezzi di comunicazione e le reti hanno facilitato per diversi giorni l\u2019attivazione di molta gente che ha aiutato nella ricerca di Gabriel e che ha voluto far sentire in qualche modo alla famiglia calore e solidariet\u00e0. L\u2019appoggio si \u00e8 capovolto in odio quando si \u00e8 incontrato il corpo del piccolo e si \u00e8 conosciuta l\u2019identit\u00e0 dell\u2019assassino: donna, straniera e di colore. In questo contesto, la voce di Patricia Ram\u00edrez, la madre di Gabriel, \u00e8 risuonata come se provenisse dall\u2019altro mondo, quando in realt\u00e0 proveniva dall\u2019amore pi\u00f9 comune che esiste: l\u2019amore di madre.<\/p>\n<p>Il suo messaggio principale: non porre il fuoco nella rabbia e nel nemico, ma nella solidariet\u00e0 e nelle \u201cbuone azioni\u201d. Spostare l\u2019attenzione sui gesti di sostegno che avevano \u201cpreso il meglio delle persone\u201d durante quei giorni. Che quello che rimanga, nel non senso assoluto della morte di Gabriel, sia il ricordo caloroso dell\u2019abbraccio sociale. \u201cPerch\u00e9 altre persone ne avranno bisogno in futuro\u201d.<\/p>\n<p>Da dove traeva Patricia le forze per non lasciarsi avvelenare dal Desiderio di vendetta? \u00c8 la domanda che le facevano i giornalisti tutte le volte, perplessi e impressionati. E lei rispondeva sempre la stessa cosa: \u201cIn onore del \u2018pesciolino\u2019, lui non era cos\u00ec e io neanche\u201d. Questo non vuol dire che Patricia abbia conservato l\u2019\u201cassennatezza\u201d e la \u201ctesta fredda\u201d, come se gli affetti conducessero direttamente all\u2019odio e alla rabbia, e solo \u201cla ragione\u201d potesse contenerli. Questa \u00e8 la tipica visione maschile. In realt\u00e0 la cosa giusta \u00e8 il contrario: la voce di Patricia veniva fuori dall\u2019amore verso suo figlio, dal ringraziamento per coloro che si erano mossi per lui e dal Desiderio che il suo ricordo non fosse associato alla rabbia della vendetta. Dagli affetti.<\/p>\n<p>Parola precisa e preziosa, caricata di umanit\u00e0 e tenerezza, ricca di metafore estremamente fisiche (molte volte relazionate con l\u2019acqua: il fiume aperto, la marea di solidariet\u00e0, la risacca del dolore\u2026),<strong> la voce di Patricia \u00e8 riuscita a disarmare a momenti la voracit\u00e0 dei mezzi di comunicazione e delle reti sociali<\/strong>, fondati sulle logiche della spettacolarizzazione, semplificazione e polarizzazione sociale.<\/p>\n<p>E ci ha fatto cadere, indirettamente e come per un regalo, alcune delle indicazioni che ognuno pu\u00f2 convertire in modi di <strong>resistenza alla distruzione dell\u2019empatia<\/strong> e alla coltivazione di un\u2019altra sensibilit\u00e0: <strong>circondarsi da vincoli di cura, cercare l\u2019intimit\u00e0 e il silenzio, ringraziare la dolcezza, trasformare gli affetti reattivi in affetti attivi, evitare la strumentalizzazione, non lasciare che altri parlino a nostro nome, non assumere eccessivo protagonismo, \u201cpuntare sempre al cuore\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Guerra tra poveri<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mame Mbaye, di origine senegalese, vicino di casa di Madrid e lavoratore ambulante, \u00e8 morto il 15 marzo nel contesto di un inseguimento di polizia nel quartiere di Lavapi\u00e9s. Senz\u2019ombra di dubbio, lo ha ucciso un sistema di maltrattamento quotidiano che inietta quotidianamente la paura<\/strong>, sradica la felicit\u00e0 e ammala, distruggendo il diritto umano alla spensieratezza, al riposo e alla serenit\u00e0, come spiega Sarah Babiker.<\/p>\n<p><strong>Questo sistema di maltrattamento quotidiano \u2013 legge di cittadinanza, disuguaglianza economica, retate di polizia, ecc. \u2013 \u00e8 esattamente la \u201cpedagog\u00eda della crudelt\u00e0\u201d<\/strong>. Pi\u00f9 che perseguire obiettivi concreti, come lo sradicamento dell\u2019ambulantato, quello che si cerca di fare \u00e8 produrre insensibilit\u00e0: marchiare e farci vedere l\u2019altro come altro, distinguere tra i sommersi e i salvati, tra quelli che sono dentro e quelli che sono fuori, rompere l\u2019empatia\u00a0 ed ogni possibile solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Aizzare una guerra tra poveri, quando in realt\u00e0 il collettivo degli ambulanti \u00e8 solo la punta pi\u00f9 estrema delle tendenze generali per le quali oggi nulla \u00e8 in salvo: la precarizzazione, la mancanza di protezione e di difesa della vita.<\/p>\n<p>Un giorno dopo la morte di Mame Mbeye, i discorsi che si sono improvvisati nella concentrazione di Piazza Nelson Mandela di Lavapi\u00e9s mescolavano la degna rabbia (per una morte intollerabile) e le parole che richiamavano ancora una volta all\u2019uguaglianza, alla comune umanit\u00e0, all\u2019<strong>empatia<\/strong>. Contro il mandato della crudelt\u00e0: non sentire, non sentire insieme ad altri, non commuoversi.<\/p>\n<p>Gli oratori hanno parlato in non meno di tre lingue (inglese, francese, spagnolo), mostrando cos\u00ec di passo la potenza che c\u2019\u00e8 nelle vite migranti: l\u2019energia, le capacit\u00e0 e i saperi che abitano in questi corpi abituati alle traiettorie pi\u00f9 difficili, all\u2019apprendistato e alla realfabetizzazione costanti, alla creazione di reti di appoggio e di complicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Non sono solo poveri o vittime che meritano la nostra compassione, ma in loro abita una grande ricchezza, un grande potenziale che la nostra societ\u00e0 non sa n\u00e9 vuole accogliere<\/strong>. Come ha ricordato Malick Gueye, portavoce del sindacato degli ambulanti, Mame non era solo \u201cambulante\u201d, ma anche una persona impegnata nella lotta per i diritti sociali e un artista, a cui non si \u00e8 permesso di esercitare la sua professione in Spagna.<\/p>\n<p><strong>Lacrime felici<\/strong><\/p>\n<p>Lo confesso. Mi sono venute le lacrime agli occhi l\u20198 marzo vedendo di prima mattina un \u201cpicchetto\u201d di ragazzine con meno di sedici anni (e di ragazzini, di dietro) mentre si inseguivano con energia, di corsa e infinita lucidit\u00e0 nelle loro consegne.<\/p>\n<p>Mi sono salite le lacrime agli occhi ascoltando Patricia Ram\u00edrez mentre chiedeva alla gente che \u201csi togliesse la strega dalla testa\u201d e si ricordasse meglio le \u201cbuone azioni\u201d che ebbero luogo durante la ricerca di Gabriel.<\/p>\n<p>Mi sono venute le lacrime agli occhi ascoltando gli oratori della Piazza Nelson Mandela di Lavapi\u00e9s che facevano appello, solo un giorno dopo la morte (morte politica) di Mame, all\u2019umanit\u00e0 condivisa, all\u2019uguaglianza di tutte le persone.<\/p>\n<p>Il filosofo e scrittore Georges Bataille diceva che vi sono <strong>\u201clacrime felici\u201d<\/strong>. Non sono esattamente lacrime di gioia, ma di emozione per vedere accadere qualcosa di \u201cmiracoloso\u201d: imprevedibile, inaspettato, impensabile, impossibile ma sicuro.<\/p>\n<p>\u00c8 \u201cmiracoloso\u201d ascoltare chi ha sofferto il male pi\u00f9 grande parlare di lottare per pi\u00f9 vita e non per pi\u00f9 morte, per pi\u00f9 umanit\u00e0 e non per meno, per pi\u00f9 empatia e non per pi\u00f9 guerra di tutti contro tutti. Che ci si inumidiscano continuamente gli occhi con queste lacrime, per risvegliare e riattivare la nostra pelle indurita dal principio di crudelt\u00e0.<\/p>\n<p>Grazie a Marga, Marta, Diego, Ema, Guille, Jabuti, Miriam, Juan e Leo per le nostre conversazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello in corso non \u00e8 un conflitto tra gruppi per il potere ma uno scontro tra differenti percezioni della vita sociale. \u00c8 il tempo, per dirla con Rita Segato, della pedagogia della crudelt\u00e0, in cui l\u2019altro, a cominciare dal migrante, dev\u2019essere percepito come ostacolo e minaccia, come nemico. La \u201cdestrizzazione\u201d sempre pi\u00f9 diffusa non \u00e8&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2018\/08\/la-distruzione-dellempatia-di-amador-fernandez-savater\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">La distruzione dell\u2019empatia &#8211; di Amador Fern\u00e1ndez-Savater<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"enabled":false},"version":2}},"categories":[35,36,41,37,12,6,42],"tags":[],"class_list":["post-2679","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-democrazia","category-diritti-umani","category-guerra","category-migrazioni","category-news","category-opinioni","category-pace","entry"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2vEQL-Hd","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2679","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2679"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2679\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2681,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2679\/revisions\/2681"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2679"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2679"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2679"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}