{"id":2822,"date":"2018-09-25T01:07:11","date_gmt":"2018-09-24T23:07:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2822"},"modified":"2018-10-06T17:49:19","modified_gmt":"2018-10-06T15:49:19","slug":"la-piazzetta-di-riace-di-chiara-sasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2018\/09\/la-piazzetta-di-riace-di-chiara-sasso\/","title":{"rendered":"La piazzetta di Riace &#8211; di Chiara Sasso"},"content":{"rendered":"<p>Le ragazze e i ragazzi delle botteghe del vetro, del ricamo, della ceramica, della tessitura, della cioccolata, degli aquiloni. Memma e il suo negozio degli alimentari, il barbiere, il bar di Alessio. E ancora i limiti dei piccoli comuni, teatro di condivisione e solidariet\u00e0 ma a volte anche di atteggiamenti meschini, gli amici dell\u2019Asgi e naturalmente il sindaco che vale zero e di quella volta che si present\u00f2 a Venaus con un sacco di pane. C\u2019\u00e8 questo e molto altro nei pensieri raccolti da Chiara Sasso, coordinatrice nazionale della Rete dei comuni solidali, dopo la cittadinanza onoraria ricevuta insieme ad Alex Zanotelli e Gino Strada a Riace. Abbiamo insistito un po\u2019 con Chiara per avere questo articolo ricco di vita perch\u00e8 conosciamo da quasi vent\u2019anni la sua allergia a qualsiasi egocentrismo. Il suo racconto molto spontaneo dimostra prima di tutto cambiare il mondo ha a che fare con le persone comuni e con le piazze di un borgo dimenticato pi\u00f9 di quanto siamo abituati a pensare. \u201cQuella piazzetta \u00e8 stata un luogo dell\u2019anima dove per tutta l\u2019estate si sono alternate persone, amici che hanno voluto portare la solidariet\u00e0 non solo al sindaco ma a tutti gli operatori impegnati nei progetti di accoglienza e ovviamente anche ai migranti\u2026. \u2013 scrive Chiara \u2013 Anche questa estate, proprio nella piazzetta donna Rosa \u00e8 stato costituito un importante presidio di resistenza, una zona liberata di denuncia e disobbidienza\u2026.\u201d<!--more--><\/p>\n<p>Rimetto mano al testo del \u201cdiscorso\u201d tenuto a braccio dopo la consegna della <a href=\"http:\/\/www.valsusaoggi.it\/la-valsusina-chiara-sasso-diventa-cittadina-onoraria-di-riace-paese-simbolo-dellaccoglienza-dei-migranti\/\">cittadinanza onoraria a Riace<\/a> venerd\u00ec 31 agosto. Il sindaco Domenico Lucano aveva voluto che il consiglio comunale si svolgesse nella Piazzetta donna Rosa perch\u00e9 \u2013 diceva \u2013 \u201cfa meno caldo che in municipio\u201d. In realt\u00e0 quello spazio, quella piazzetta \u00e8 stata un luogo dell\u2019anima dove per tutta l\u2019estate si sono alternate persone, amici che hanno voluto portare la solidariet\u00e0 non solo al sindaco ma a tutti gli operatori impegnati nei progetti di accoglienza e ovviamente anche agli ospiti, i migranti.<\/p>\n<p>Quando il sindaco mi ha telefonato per darmi la notizia lo ha fatto con la solita irruenza: \u201cIl 31 agosto voglio fare una cosa importante\u201d. Ero appena rientrata dal <a href=\"http:\/\/www.riaceinfestival.it\/\">Riaceinfestival<\/a> e ancora stanca l\u2019ho ascoltato pensando al nuovo lavoro che mi sarebbe capitato sulla testa. \u201cVogliamo dare la cittadinanza ad Alex Zanotelli, a Gino Strada e\u2026 (pausa) a te\u201d. Non me lo aspettavo, ho sentito come uno spostamento d\u2019aria, una emozione forte che ho cercato di stemperare con una battuta. Fra Zanotelli e Gino Strada come faccio a mettere insieme le parole giuste? Poi pensavo, poteva andarmi peggio. Conoscendo l\u2019intraprendenza del sindaco ho rischiato di trovarmi vicino uno vestito di bianco.<\/p>\n<p>Quasi quindici anni di trasferte dal nord al sud non sono una bazzecola. Per giorni ho tenuto fra me e me questa notizia condividendola sola con poche persone. Tutte le volte che ci pensavo mi provocava un\u2019emozione che faticavo a gestire e per questo la rimandavo indietro, cercavo di non pensarci.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 arrivato quel venerd\u00ec 31 agosto ed \u00e8 arrivato il microfono di fronte ad un muro umano di persone che ascoltavano. Ho iniziato a parlare cercando di guardare oltre, ai tetti del borgo, al vicolo che scende a Palazzo Pinnar\u00f2, intanto la temperatura era calata, il sole non mordeva pi\u00f9, ci trovavamo in quell\u2019ora bellissima del tramonto.<\/p>\n<p>Ho ripensato e ricordato le interminabili telefonate avute con il sindaco, a tutte le ore del giorno e notte. Per come poi sono andate le cose, la consapevolezza di aver riempito un bel po\u2019 di registrazioni, pensando al maresciallo\u2026 un\u2019attenzione ai congiuntivi giusti. Nota per gli inquirenti: \u201cparlava sempre il sindaco\u201d, difficile inserirsi nel fiume in piena.<\/p>\n<p>Durante l\u2019intervento di venerd\u00ec, per superare l\u2019emozione, mi sono aggrappata ai tanti amici che sentivo vicini e con i quali volevo assolutamente condividere questo riconoscimento. Primo fra tutti, ho citato Gianfranco Schiavone, vicepresidente dell\u2019Asgi, triestino, la persona che ha spinto fortemente Domenico ad iniziare un progetto quando ancora non esisteva lo Sprar e quando non era ancora sindaco. Riace \u00e8 stato fra i primissimi Comuni che hanno dato via ad una accoglienza, per una parte fatta in modo volontaristico e per un\u2019altra con quello che si chiamava Piano Nazionale di Accoglienza. Gianfranco fin da allora (e siamo ai primi anni Duemila) gli \u00e8 stato vicino sia per rincuorarlo e sia per sgridarlo. Anche questa estate ha trascorso le sue vacanze chiuso nell\u2019ufficio di Citt\u00e0 Futura insieme ad un altro amico di Riace, Lorenzo Trucco, avvocato e presidente Asgi, per vedere tutte le carte e scrivere le controdeduzioni al ministero. Diciotto pagine che hanno portato (si spera) ad uno sblocco dei fondi. Ancora non \u00e8 dato sapere. Ma a questo proposito voglio condividere questo attestato con Cosimina Ierin\u00f2 che puntuale porta avanti un grande lavoro sulla rendicontazione e che proprio per il suo lavoro ha ricevuto i complimenti da Schiavone e Trucco.<\/p>\n<p>Credo sia importante condividerlo anche con Lem Lem, Abeba e Bahram, in rappresentanza di tutte le persone richiedenti asilo che sono arrivate qui e che in seguito si sono fermate trovando una casa, delle relazioni, un lavoro come operatori.<\/p>\n<p>Tuttavia, in modo molto leggero, sottovoce, voglio usare questo momento per chiedere scusa a loro e ad alcune donne che non sempre hanno ricevuto l\u2019accoglienza degna. Sappiamo come i piccoli paesi possano essere capaci di grande accoglienza e solidariet\u00e0 ma a volte anche di produrre atteggiamenti meschini. Lettere anonime, denunce poi ritirate, parole date al vento. Voglio chiedere scusa a nome personale con la speranza che altri si associno e per dimostrare che sono cose che succedono ovunque cito il titolo di un film girato in Piemonte: \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Kg3pCas3cC8\">Il vento fa il suo giro<\/a>\u201d di Giorgio Diritti che presenta proprio le dinamiche di una piccola comunit\u00e0. Questo in onore al nostro Riaceinfestival e alla settimana di cinema di Venezia e anche per ricordare quando il cinema e la letteratura possano incidere sui nostri comportamenti fino a farci riflettere per cambiarli.<\/p>\n<p>Questo importante riconoscimento della cittadinanza onoraria l\u2019ho voluto condividere anche con tutte le ragazze e i ragazzi che lavorano nelle botteghe: quella del vetro, del ricamo, della ceramica, della tessitura, della cioccolata, degli aquiloni, della tessitura, le persone che danno vita a questo presepio e che in questi giorni sono in sciopero perch\u00e9 da troppi mesi non ricevono lo stipendio e tutto il progetto \u00e8 bloccato.<\/p>\n<p>Insieme a loro ho ritenuto importante condividerlo anche con le altre botteghe, quelle commerciali. Da Memma degli alimentari, a Gervasi, al barbiere e su su fino al bar di Alessio. Sottolineando come questi piccoli negozi spesso facciano dei miracoli per tenere la porta aperta. Veri presidi di comunit\u00e0 che favoriscono le relazioni di paese che garantiscono un servizio soprattutto per gli anziani. Una vita a misura d\u2019uomo, non sarebbe cos\u00ec se al loro posto ci fosse un supermercato.<\/p>\n<p>Concluse le dediche, in seguito mi sono accorta che ne ho dimenticata un\u2019altra importante che stava al pari con Gianfranco Schiavone ed era una condivisione affettuosa con Tonino Perna, la persona che ha accolto quel gruppo di ragazzi (allora ragazzi) che in \u201cuna notte buia e tempestosa\u201d cosi viene raccontato, sono andati a Badolato per capire come si poteva organizzare un\u2019accoglienza prendendo spunto da quello nato dopo lo sbarco della nave <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1997\/12\/28\/il-grande-sbarco-dei-curdi.html\">Ararat 1997<\/a>. Nel gruppo di ragazzi c\u2019era anche un giovane Tonino Petrolo che da allora ha sempre seguito il sindaco in tutte le sue acrobazie\u2026<\/p>\n<p>Ho conosciuto Riace nel 2004, il ricordo ce l\u2019ho preciso perch\u00e9 si lega ad un fatto particolare, la presentazione del libro Le mucche non mangiano cemento con Luca Mercalli dove eravamo stati invitati in una piccola borgata, il Cels sopra Exilles, a pochi chilometri dalla Francia. Una serata dove grossi fiocchi di neve avrebbero messo in difficolt\u00e0 il ritorno. In quell\u2019occasione un\u2019amica che non vedo da tempo, mi parla di Riace. Aveva letto sul retro di copertina del libro il mio impegno con la <a href=\"http:\/\/comunisolidali.org\/\">Rete dei Comuni Solidali<\/a>. \u201cDevi\u201d mi dice \u201cassolutamente incontrare il nuovo sindaco\u201d. Marina era, \u00e8, una tessitrice di Collegno dove esiste una scuola di tessitori i quali si erano collegati proprio con Riace quando il borgo stava cercando di risollevarsi ed il \u201cgruppo di ragazzi\u201d che in seguito hanno dato vita all\u2019associazione Citt\u00e0 Futura, proponevano tradizioni e cultura come la raccolta e la tessitura delle ginestra.<\/p>\n<p>Qualche giorno dopo chiamo l\u2019associazione e succede quello che poi non succeder\u00e0 pi\u00f9: rispondono al telefono.<\/p>\n<p>Con Domenico fin da subito abbiamo capito che parlavamo la stessa lingua, c\u2019\u00e8 stata condivisione, complicit\u00e0, militanza. Abbiamo iniziato a lavorare insieme per quello che lui chiedeva e cio\u00e8 l\u2019uscita dall\u2019isolamento. Come Recosol abbiamo organizzato moltissimi eventi, convegni, molti amministratori sono stati a Riace. Una valanga inarrestabile di iniziative. Il sindaco le definiva \u201cla mia assicurazione\u201d.<\/p>\n<p>Di quel primo periodo tuttavia ricordo anche molto la solitudine, il silenzio. La solitudine di quando gli eventi si concludevano e tutti tornavano a casa, nelle regioni pi\u00f9 lontane. Ricordo i mille problemi che c\u2019erano e anche la sensazione personale di inadeguatezza nel cercare di contrastare in qualche modo le avversit\u00e0.<\/p>\n<p>In seguito, soprattutto negli ultimi anni, una rete trasversale fatta di amici storici, di cittadini, di associazioni di amministratori hanno costituito una vera massa critica.<\/p>\n<p>Dai quattordici anni di attivit\u00e0 e presenza a Riace ho estrapolato tre ricordi che ho voluto condividere durante la consegna della cittadinanza onoraria.<\/p>\n<p>Il primo ricordo si riferisce ai primi tempi, una sera il sindaco mi aveva accompagnato a vedere alcune strade che erano prive di segnaletica, un suo progetto prevedeva dare dei nomi che ricordavano persone uccise dalla mafia o \u2018ndrangheta in modo che i cittadini riacesi avessero sulla carta d\u2019identit\u00e0 o sul passaporto impresso alcuni nomi legati alla storia locale: Placido Rizzotto, Giuseppe Valarioti, ma anche Carlo Alberto Dalla Chiesa o Peppino Impastato, quest\u2019ultimo aveva voluto tenerlo per s\u00e9, per la piazza del Comune.<\/p>\n<p>Importante un pensiero a Mario Congiusta, un amico che ho conosciuto fin dai primi anni e che trovavo strano non vedere apparire da un momento all\u2019altro fra le persone presenti.<\/p>\n<p>Il secondo ricordo si riferisce al 2005, anno durante il quale la valle di Susa dove vivo \u00e8 diventata importante per la lotta contro l\u2019opera Tav. Fra novembre e dicembre viene occupato a Venaus un cantiere per evitare dei sondaggi. Un\u2019occupazione che impegna tantissimi cittadini che trasformano un pezzo di territorio in una comunit\u00e0 con tende, fuochi, cucina attrezzata, il tutto chiuso quasi come un fortino per \u201cresistere\u201d a quello che poi sarebbe successo: un pesante sgombero. Chi arrivava in quel luogo era invitato a portare generi di conforto: acqua, legna, pasta, cibo. Il sindaco di Riace aveva voluto portare un grande sacco di pane che aveva consegnato al sindaco di Venaus all\u2019entrata del presidio sotto una grande nevicata.<\/p>\n<p>Anche questa estate, proprio nella piazzetta donna Rosa \u00e8 stato costituito un importante presidio di resistenza, trasformando questo luogo in una zona liberata di denuncia e disobbidienza. Anche in questo caso ci si \u00e8 sentiti accerchiati da una burocrazia sorda. Anche in questo caso c\u2019\u00e8 stato bisogno di un aiuto esterno che \u00e8 puntualmente arrivato con la presenza di tante persone che hanno partecipato allo <a href=\"https:\/\/comune-info.net\/2018\/07\/osare-accogliere-digiuno\/\">sciopero della fame<\/a>, alle iniziative di denuncia. L\u2019aiuto esterno \u00e8 arrivato anche con la raccolta fondi.<\/p>\n<p>Il terzo ricordo risale al 2008. Domenico Lucano si stava avviando agli ultimi mesi di mandato amministrativo e voleva presentare i progetti di accoglienza ai comuni vicini che non avevano ancora accolto questa possibilit\u00e0. Insieme siamo andati in diversi Comuni dove Domenico aveva spiegato fin dai dettagli i problemi e le opportunit\u00e0, scrivendo su un foglietto l\u2019elenco dettagliato delle spese. In particolare ricordo l\u2019incontro con il sindaco di Caulonia Ilario Ammendolia. \u201cTi porto su una cattiva strada\u201d aveva avvertito Domenico, e difatti si era capito dalla immediata reazione dei cittadini che non sarebbe stato facile\u2026 Ammendolia senza voce per interminabili assemblee organizzate, Ammendolia sfiduciato, stanco ma deciso ad andare avanti. Finalmente arriva il giorno che il pullman con le ragazze nigeriane posteggia davanti al Comune. Scendono giovani donne con un sacchetto di plastica in mano, un asciugamano e (non si capisce perch\u00e9) un numero sul petto che riporta ad altri brutti ricordi. Ad aspettarle, davanti al Comune, il sindaco con la fascia. Ma non era stato quello a colpirmi, cos\u00ec come non era stato il fiore regalato ad ognuna di loro o il buffet organizzato o l\u2019improvvisata traduzione coinvolgendo alcune insegnanti di inglese della scuola media. Il sindaco aveva detto che \u201cuna per volta\u201d potevano accedere nel suo ufficio e fare una telefonata per avvertire la famiglia che fino li erano arrivate e stavano bene. Un riconoscimento dunque che esistono delle famiglie, dei rapporti personali, un tema che facciamo fatica a riconoscere.<\/p>\n<p>Quel giorno Domenico Lucano era l\u00ec, un po\u2019 in disparte a seguire il tutto, regista di una importante operazione. Ed \u00e8 questo segno identificativo che voglio evidenziare. Pochi forse sanno che nei primi anni di rinascita del paese il futuro sindaco aveva scritto insieme ad un suo amico un testo teatrale e poi convinto i riacesi ad interpretare alcuni quadri di vita agreste.<\/p>\n<p>S\u00ec, Domenico Lucano ha sempre guardato al tema dei richiedenti asilo ma al contempo ha avuto una grande attenzione alla qualit\u00e0 della vita dei riacesi lavorando per riqualificare il borgo con una grande attenzione alla bellezza, alla qualit\u00e0 della vita ed ora dopo tre mandati amministrativi, lascia un paese che \u00e8 un piccolo gioielloanche dal punto di vista paesaggistico ed estetico. Per questo a lui dedico un importante libro di Salvatore Settis, anche lui calabrese, nato a Rosarno. Paesaggio Costituzione Cemento perch\u00e9 il luogo in cui viviamo \u00e8 strettamente collegato al benessere sociale.<\/p>\n<p>Chiudo riportando una frase che ha accompagnato uno dei tanti versamenti fatti per la raccolta fondi: Scrive rifacendosi alla<a href=\"https:\/\/comune-info.net\/2018\/06\/quello-zero-e-un-segno-di-civilta\/\"> polemica dello zero lanciata da Salvini <\/a>al sindaco:<\/p>\n<p>\u201cGuarda lo Zero e vedrai nulla, guarda attraverso lo zero e vedrai l\u2019infinito\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le ragazze e i ragazzi delle botteghe del vetro, del ricamo, della ceramica, della tessitura, della cioccolata, degli aquiloni. Memma e il suo negozio degli alimentari, il barbiere, il bar di Alessio. E ancora i limiti dei piccoli comuni, teatro di condivisione e solidariet\u00e0 ma a volte anche di atteggiamenti meschini, gli amici dell\u2019Asgi e&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2018\/09\/la-piazzetta-di-riace-di-chiara-sasso\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">La piazzetta di Riace &#8211; di Chiara Sasso<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"enabled":false},"version":2}},"categories":[35,33,37,1],"tags":[],"class_list":["post-2822","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-democrazia","category-italia","category-migrazioni","category-notiziario_indialogo","entry"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2vEQL-Jw","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2822","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2822"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2822\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2824,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2822\/revisions\/2824"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2822"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2822"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2822"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}