{"id":2886,"date":"2018-10-21T12:48:38","date_gmt":"2018-10-21T10:48:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2886"},"modified":"2018-10-21T12:48:38","modified_gmt":"2018-10-21T10:48:38","slug":"tre-lettere-da-niamey-niger-di-mauro-armanino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2018\/10\/tre-lettere-da-niamey-niger-di-mauro-armanino\/","title":{"rendered":"Tre lettere da Niamey, Niger &#8211; di Mauro Armanino"},"content":{"rendered":"<p>Mauro Armanino, missionario italiano in Niger, ci ricorda \u2013 dal Niger dove vive \u2013 che l\u2019Europa ricca\/armata nulla vuole sapere delle Afriche (che continua a rapinare).<\/p>\n<p><strong>Il numero che avete chiamato non \u00e8 disponibile. Moov nel Sahel<\/strong><\/p>\n<p>Una voce di donna risponde esattamente cos\u00ec. Dopo aver composto il numero dell\u2019amico ostaggio la voce di donna aggiunge che la chiamata sar\u00e0 notificata. E\u2019 dal passato luned\u00ec 17 settembre alle 22 ora locale che si ripete la stessa risposta automatica femminile. Si tratta della compagnia telefonica Moov, attiva, assieme ad altre nel Niger e dintorni. Come altre fa promozioni di vendita e promette abbuoni ogni marted\u00ec e venerd\u00ec. Solo che il cliente \u00e8 stato preso come ostaggio un luned\u00ec, nessun premio, abbuono o sconto. In questo Moov, nella sua pubblicit\u00e0, aveva visto giusto. Moov No Limit, si erano definiti, senza limiti. Nel nostro Sahel, da tempo ormai, i limiti sono stati superati . Traffici, commerci, terrorismo, bande armate dal sapore \u2018comunitario-etnico\u2019e risposte ancora pi\u00f9 armate. E, infine, la definizione di criminali attribuita ai migranti irregolari, illegali, clandestini e dunque da insabbiare da qualche parte nella storia odierna del Sahel. Il numero che avete chiamato non \u00e8 disponibile. La vostra chiamata sar\u00e0 notificata, conclude la voce di donna con la stessa convinzione. Il numero chiamato non \u00e8 disponibile da quasi due settimane.<!--more--><\/p>\n<p>No limit, senza limiti. Eppure la penetrazione della telefonia mobile \u00e8 passata al 45, 54 per cento nel 2017, contro il 38, 63 per cento del 2016. Moov, compagnia dell\u2019\u2019Arabia Saudita opera in vari Paesi dell\u2019Africa Occidentale e Centrale. Il Benin, Il Burkina, la Costa d\u2019Avorio, il Gabon, La Repubblica Centrafricana, il Togo e il Niger. Non \u00e8 bastato ci\u00f2 per raggiungere l\u2019ostaggio, malgrado un\u2019antenna che la compagnia Moov avec installato proprio nel villaggio di Bomoanga. Infatti \u00e8 stato possibile comunicare, in tempo reale, il rapimento del missionario, ad amici e autorit\u00e0. A volte, dunque riemergono i \u2018limiti\u2019, proprio quando non si vorrebbe ci fossero. Oggigiorno la comunicazione \u00e8 necessaria e in particolare nelle zone lontane dalla citt\u00e0 e poco servite da strade accettabili, specie nella stagione delle pioggie. Il cellulare unisce, lega, permette cose impensabili fino a pochi anni fa. Tutto ci\u00f2 non \u00e8 bastato. Preso assieme al cellulare che per qualche momento ancora lo rendeva accessibile a vicini e lontano. Una bella invenzione il telefono, non c\u2019\u00e8 dubbio. La risposta automatica ha cominciato subito dopo e non si \u00e8 ancora fermata. Il numero che avete chiamato non \u00e8 disponibile.<\/p>\n<p>Passano i giorni e la voce non cambia, reitera lo stesso principio e promette che la chiamata sar\u00e0 notificata. C\u2019\u00e8 da supporre che la persona cercata sia opportunamente informata delle chiamate. Le quattro compagnie telefoniche operanti nel Niger, almeno in questo, fanno la stessa politica. Orange, Airtel, Niger Telecom e Moov coprono almeno una parte dell\u2019immenso territorio desertico del Niger. Si sa che poi basta poco, per interrompere la comunicazione. Un guasto, la batteria scarica, un furto e, pi\u00f9 semplice ancora l\u2019abbandono del cellulare. Questo, la donna della risposta automatica non lo sa e forse eppure le interessa. La chiamata sar\u00e0 comunque notificata e questo dovrebbe bastare anche al cliente pi\u00f9 esigente. Di colpo la voce di ritorno sparisce, non c\u2019\u00e8 risposta umana. Neppure lo squillo di chamata esiste pi\u00f9. Il silenzio, doveroso e ancora pi\u00f9 sincero, lascia il posto ad una voce registrata in francese e poi in inglese, lingua franca universale. La registrazione femminile continua insinuando che \u00e8 del tutto possibile lasciare un messaggio vocale, solo dopo il segnale acustico. Difficile credere che, in queste condizioni di cattivit\u00e0, il cliente sia lasciato libero di ricevere messaggi vocali degni di questo nome. Di gran lunga meglio il silenzio.<\/p>\n<p>Il numero non \u00e8 disponibile perch\u00e9 il proprietario del numero, opportunamente registrato per motivi di sicurezza, \u00e8 assente. Chiamate in assenza, lasciare un messaggio, le notificazioni cadono nel vuoto e cos\u00ec i messaggi vocali. Le tecnologie pi\u00f9 sofisticate naufragano nell\u2019inedito rapimento di colui a cui il numero era stato affidato per comunicarsi. Moov non ha limiti prevedibili ma si trova ad agire con le risposte automatiche, preconfezionate in tempi normali. Da due settimane ormai il numero ha cessato di funzionare e il telefono, con pazienza, si trasforma in una colomba.<\/p>\n<p><em>Mauro Armanino, Niamey, settembre 2018<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il premio Nobel attribuito al Sahel<\/strong><\/p>\n<p>Quello della letteratura \u00e8 stato annullato per corruzione.Gli altri Nobel, invece, hanno premiato, come di consueto, coloro che hanno apportato \u2018notabili benefici all\u2019umanit\u00e0 nel suo insieme\u2019. Dopo quello della chimica e quello della letteratura, sospeso a tempo indeterminato, \u00e8 stata la volta del Nobel della pace. Beninteso queste attribuzioni non sono da prendere troppo sul serio. Basti pensare alle scelte, dettate dalle geopolitiche, che confermano e rafforzano i poteri del momento. Esattamente come la Corte Penale Internazionale, strumento ideologico per eliminare personaggi scomodi sullo scacchiere politico regionale. Vero che a volte si fa del proprio meglio per riesumare valori che ancora si ritengono umani. E\u2019 il caso del menzionato Nobel per la pace che ha premiato chi lotta a suo modo contro la violenza fatta alle donne. Denis Mukwege, dottore che \u2018ripara\u2019 le donne che hanno sofferto violenza carnale e l\u2019attivista yazida Nadia Mourad, che ha sofferto in prima persona anni di schiavit\u00f9 sessuale da parte dei membri di Daesh.<\/p>\n<p>Il Nobel del Sahel \u00e8 passato sotto silenzio perch\u00e9 \u00e8 di sabbia. Un Nobel riconosciuto per i meriti accumulati sul campo dello sviluppo umano mancato. Questo Nobel il Sahel lo ritiene come acquisito anche senza una giuria che lo valuti. Va da s\u00e9 come un\u2019evidenza. Il Sahel si conferma un reale paradiso che evidenzia la funzionalit\u00e0 delle crisi all\u2019aiuto umanitario e dell\u2019aiuto umanitario alle crisi. Siamo tra coloro che apportano \u2018notabili benefici alla causa umanitaria nel suo insieme\u2019. Produciamo sfollati, rifugiati, ostaggi, clandestini, frontiere e gruppi armati. Invitiamo al contempo ad operare coloro che, in questi differenti campi, apportano soluzioni e altri problemi. Il nostro Nobel \u00e8 di sabbia, come si conviene allo spazio che abbiamo organizzato cos\u00ec perch\u00e9 chiunque lo voglia qui si trovi bene. Persino i droni armati, ultimi arrivati nella fiera armata di gruppi, sottogruppi eforze regolari, si trovano a casa loro e hanno un aeroporto a parte, circondato da fili spinati di sabbia. La guerra non avr\u00e0 fine finch\u00e8 ci saranno loro ad operare.<\/p>\n<p>Il Nobel ha cominciato ad essere funzionante nel 1901 ed \u00e8 solo adesso, ad oltre un secolo di distanza, che ci \u00e8 accorti di noi. Nobel e Sahel hanno in comune la sabbia. Entrambi frutto di compromessi, interessi e cio\u00e8 di commerci transfrontalieri. I Nobel premiano infatti le invenzioni, le scoperte e in genere quanto pu\u00f2 arricchire le conoscenze umane in particolare per l\u2019opera in favore della pace. Questo ed altro lo si trova nel Sahel. Inventiamo malattie altrove scomparse o mai esistite e, senza darlo a vedere, scopriamo quanto pu\u00f2 arricchire le agenzie umanitarie e le organizzazioni non governative, nazionali e soprattutto internazionali. D\u2019altra parte chi ha istituito e dato il nome al Nobel, lo stesso Alfred Nobel, ha prima inventato la dinamite e la balistite, polvere che non fa fumo per l\u2019esplosione. Qui da noi, invece di fumo c\u2019\u00e8 polvere in quantit\u00e0 e gli esplosivi, di fattura artigianale, sono posti ai bordi delle strade nel caso passino convogli militari. Dunque il Nobel in questione \u00e8 nato anch\u2019esso come una forma di riparazione per i danni creati dagli esplosivi.<\/p>\n<p>La Fondazione Nobel gestisce il progetto e fu voluta da Nobel attraverso quanto previsto dal suo testamento che data del 1895. A met\u00e0 del Novecento la Banca di Svezia decise di istituire il riconoscimento per l\u2019economia, cosa non prevista dal testamento citato. Il Nobel per la pace \u00e8 consegnato ad Oslo, in Norvegia. Il Nobel di sabbia non trova un luogo fisso di consegna perch\u00e9 nel Sahel, a parte l\u2019immutabilit\u00e0 del fiume Niger, delle miniere di oro, uranio, carbone, gas, petrolio, e dei politici, il resto va via col vento. Forse \u00e8 anche per questo che diventa problematico attribuircelo. Cambiano i paesaggi e dove prima si trovavano citt\u00e0 e imperi si trovano adesso operazioni militari che di loro portano i nomi. Le vie carovaniere di un tempo, portatrici di ricchezza e novit\u00e0, sono controllate da gendarmi in cerca di migranti definiti irregolari dalle agenzie di pesca. Il Sahel si propone per un Nobel di sabbia alla memoria di coloro che, dalla sabbia, sono stati incoronati per sempre.<\/p>\n<p><em>Mauro Armanino, Niamey, ottobre 2018<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec lontani, cos\u00ec vicini. I migranti come distrazione di massa nel Sahel<\/strong><\/p>\n<p>Il controllo della migrazione irregolare \u00e8 solo un pretesto. L\u2019inizio della presenza militare italiana nel Niger, al confine con la Libia \u00e8 ormai, nel silenzio mediatico, solo una questione di tempo. L\u2019operazione gi\u00e0 concordata, decisa, sconfessata e infine approvata dalle due parti si far\u00e0 . In ballo c\u2019\u00e8 ben altro che la lotta alla migrazione informale. Solo profittando della distanza e della nullit\u00e0 di notizie dal Sud del mondo si pu\u00f2 pensare di far credere che il motivo sia la costruzione di una ragnatela che impedisca la mobilit\u00e0 della gente. In realt\u00e0 c\u2019\u00e8 da credere che siano altre le ragioni che hanno spinto i politici nostrani a intraprendere questa avventura senza ritorno. Interessi strategici legati al petrolio e gas libici, l\u2019esistenza in questa porzione del Sahel di risorse sfruttabili e soprattutto le geopolitiche delle potenze occidentali. Francia, Stati Uniti, Germania, Olanda, Inghilterra e Cina hanno militari, droni, aeroporti e zone riservate a loro. L\u2019Italia non vuole essere da meno e, appunto, col la scusa delle migrazioni illegali, ritaglia la sua porzione d\u2019Africa.<\/p>\n<p>Immaginiamo per un attimo che siano le autorit\u00e0 nigerine, con tanto di militari opportunamente addestrati, a controllare le nostre frontiere divinamente disegnate. Mettiamo si tracci una linea divisione tra chi ha il diritto di viaggiare e chi, invece, \u00e8 legato per sempre al sacro patrio suolo. Proviamo a pensare che, d\u2019improvviso, l\u2019Unione Africana decida il profilo degli stranieri occidentali degni di ottenere un titolo di soggiorno nel Continente. Figuriamoci appena lo scenario di cosa accadrebbe ci venissero dettate le politiche da applicare da esperti africani in visita regolare nelle principali capitali europee. Riconosciamo che sarebbe difficile anche solo concepire questa possibilit\u00e0 e, nel caso, le reazioni popolari di rigetto non tarderebbero a manifestarsi. Eppure questo e molto peggio \u00e8 quanto sta accadendo in questa porzione di mondo chiamato Sahel, riva che si affaccia sull\u2019altra che si allontana ogni giorno di pi\u00f9. Siamo vicini e lontani insieme. Tutto ci separa eppure tutto ci unisce. Deserto e mare nascondono gli stessi cimiteri.<\/p>\n<p>Basta osservare la continuit\u00e0 delle politiche di controllo europeo sulla mobilit\u00e0 degli africani dell\u2019Africa del Nord e subsahariana. Uno dei diritti fondamentali riconosciuto dalla dichiarazione universale del 1948 \u00e8 quello della mobilit\u00e0. La possibilit\u00e0 di lasciare il proprio Paese e di ritornarvi appare come una conseguenza elementare della dignit\u00e0 umana. Ci\u00f2 implica la costruzione di una storia diversa da quella ereditata dal luogo o dalle circostanze mutevoli della vita. L\u2019Europa questo lo sa e solo una straordinaria amnesia pu\u00f2 cancellare e poi travisare quanto accaduto nell\u2019epoca della grandi migrazioni continentali. Milioni di europei, poveri per la maggior parte, hanno cercato e trovato un futuro differente altrove che nel loro Paese di origine. Invece l\u2019Europa, l\u2019Occidente e chi ha potere economico, ha creato un pensiero, un linguaggo, una narrazione unica della storia che implica l\u2019esclusione di coloro che sono stimati indesiderabili. Si sono create leggi, inventato frontiere di sana pianta, formato addetti al controllo e alla repressione del diritto umano ala mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>Si \u00e8 formato un grande business che accompagna le politiche migratorie. Ci\u00f2 che accade da diversi anni nel Sahel e dintorni non \u00e8 altro che una recolonizzazione dello spazio, delle politiche e delle risorse in esso contenuto. Il controllo delle migrazioni \u00e8 dunque un\u2019arma di distrazione di massa. In realt\u00e0 ci\u00f2 che si vuole controllare e \u2018disciplinare\u2019 sono i corpi di coloro che potrebbero tentare di sovvertire la realt\u00e0 cos\u00ec come ereditata dal sistema di apartheid globale. Chi vuole lottare per non scomparire nell\u2019invisibilit\u00e0 \u00e8 criminalizzato come pericoloso per il disordine mondiale che il sistema perpetua e rafforza. Nella storia umana, infatti, non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 rivoluzionario della sabbia che fa inceppare i meccanismi che vorrebbero riprodurla cos\u00ec come si presenta. I migranti nascondono una manciata di sabbia in tasca.<\/p>\n<p><em>Mauro Armanino, Niamey, ottobre 2018<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mauro Armanino, missionario italiano in Niger, ci ricorda \u2013 dal Niger dove vive \u2013 che l\u2019Europa ricca\/armata nulla vuole sapere delle Afriche (che continua a rapinare). Il numero che avete chiamato non \u00e8 disponibile. Moov nel Sahel Una voce di donna risponde esattamente cos\u00ec. 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