{"id":2920,"date":"2018-11-06T11:31:14","date_gmt":"2018-11-06T10:31:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2920"},"modified":"2018-11-06T11:31:14","modified_gmt":"2018-11-06T10:31:14","slug":"difesa-dei-diritti-umani-alcuni-articoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2018\/11\/difesa-dei-diritti-umani-alcuni-articoli\/","title":{"rendered":"Difesa dei diritti umani &#8211; alcuni articoli"},"content":{"rendered":"<p>UN DOSSIER. L\u2019appuntamento (29-31 ottobre) di Parigi. Un comunicato di Amnesty, Access Now e Reporter Senza frontiere. Uno \u201csguardo lungo\u201d di Franco Astengo su sicurezza e democrazia<\/p>\n<p><strong>PI\u00d9 DI 150 DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI INSIEME PER GUIDARE IL CAMBIAMENTO E COMBATTERE LA REPRESSIONE, IL RAZZISMO E LA DISCRIMINAZIONE.<\/strong><\/p>\n<p>In occasione del 20esimo anniversario della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani e del 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, pi\u00f9 di 150 difensori dei diritti umani provenienti da tutto il mondo si riuniscono a Parigi per pianificare i prossimi 20 anni di passi avanti per i diritti umani e la lotta per il cambiamento contro la repressione, il razzismo e la discriminazione.<\/p>\n<p>Il Summit mondiale dei difensori dei diritti umani 2018 arriva in un momento in cui quasi ogni giorno un difensore dei diritti umani viene ucciso, in cui la criminalizzazione e la diffamazione sono diventati un rischio ordinario e in cui i governi stanno fallendo gli impegni presi nel 1998 di rispettare e proteggere i difensori dei diritti umani.<!--more--><\/p>\n<p>In tutto il mondo, persone comuni prendono la parola con enorme passione per la giustizia e l\u2019uguaglianza nelle loro vite. Questi difensori dei diritti umani sono insegnanti, operai, giornalisti e avvocati; sono padri e madri, sorelle e fratelli. A guidarli, la profonda convinzione che le persone, ovunque, dovrebbero essere in grado di godere ed esercitare i propri diritti. Rappresentano una sfida ai funzionari autoritari e corrotti e a quelli che antepongono il profitto alla protezione delle risorse naturali e al diritto alla terra delle comunit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201c<em>I governi, le aziende e altre realt\u00e0 di potere attaccano, spiano, imprigionano, torturano e addirittura uccidono i difensori dei diritti umani, solamente per aver difeso i diritti umani delle loro comunit\u00e0\u201d,<\/em>\u00a0ha dichiarato Andrew Anderson, direttore generale di Front Line Defenders, per conto delle organizzazioni presenti che guidano il Summit mondiale dei difensori dei diritti umani.<\/p>\n<p>\u201c<em>La sicurezza dei difensori, gi\u00e0 indeboliti da ineguaglianza, esclusione e forme interconnesse di discriminazione, \u00e8 messa a rischio ogni giorno di pi\u00f9 dal lavoro che portano avanti\u201d<\/em>, ha aggiunto Cindy Clark, attivista femminista e condirettrice esecutiva dell\u2019Associazione per i diritti delle donne nello sviluppo, sempre a nome dei partecipanti.<\/p>\n<p>Il Summit mondiale dei difensori dei diritti umani (29-31 ottobre) riunisce un gruppo eterogeneo di pi\u00f9 di 150 difensori dei diritti umani che sono in prima linea nella battaglia per la giustizia, la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza. Durante il summit verranno sviluppate strategie per affrontare gli ostacoli e le sfide che essi affrontano nella loro battaglia contro la repressione, il razzismo, la discriminazione, le uccisioni e le sparizioni forzate. Lavoreranno per presentare un piano d\u2019azione per i principali interlocutori \u2013 inclusi governi, enti, istituzioni finanziarie internazionali, paesi donatori e altri \u2013 per assicurare il rispetto e la sicurezza dei difensori dei diritti umani.<\/p>\n<p>Fra loro, il giornalista vincitore del premio Pulitzer Matthew Caruana Galizia, che chiede giustizia per sua madre Daphne Caruana Galizia, uccisa un anno fa a Malta; Anielle Franco, che anima con coraggio la campagna per sua sorella Marielle Franco, attivista brasiliana eletta al consiglio comunale uccisa da colpi d\u2019arma da fuoco nella sua macchina sette mesi fa; Hina Jilani, avvocata per i diritti umani e fondatrice della Commissione diritti umani del Pakistan, che lavora per un sistema legale libero dalla corruzione in Pakistan.<\/p>\n<p>Venti anni fa, il primo Summit mondiale dei difensori dei diritti umani mai tenuto, ebbe luogo al Palais de Chaillot, a Parigi. In quell\u2019anno, i governi adottarono quella che \u00e8 conosciuta come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ohchr.org\/EN\/Issues\/SRHRDefenders\/Pages\/Translation.aspx\">Dichiarazione sui difensori dei diritti umani<\/a>, per rendere noto il ruolo chiave dei difensori. Gli stati si impegnavano a riconoscere e proteggere tutte le persone impegnate nella difesa dei diritti umani \u2013 chiunque esse fossero e ovunque si trovassero. Venti anni dopo, nonostante i progressi in alcune aree, molti governi continuano a non essere all\u2019altezza degli impegni presi.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.frontlinedefenders.org\/sites\/default\/files\/annual_report_digital.pdf\">Nel 2017, almeno 312 difensori dei diritti umani sono stati assassinati, il doppio del 2015<\/a>, quasi tutti con l\u2019impunit\u00e0 dei loro aggressori.<\/p>\n<p>Michel Forst, il Relatore Speciale per le Nazioni Unite sulla situazione dei difensori dei diritti umani, ha sottolineato: \u201cQuesto summit rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 chiave per i difensori dei diritti umani del mondo, che affrontano denigrazione e attacchi sempre pi\u00f9 numerosi, a unirsi e discutere i prossimi passi alle loro condizioni\u201d.<\/p>\n<p>Il Summit mondiale dei difensori dei diritti umani riunisce un gruppo eterogeneo di pi\u00f9 di 150 difensori dei diritti umani per tre giorni di incontri, discussioni e approfondimenti, laboratori e lavoro in rete. Questi attivisti, che sono in prima linea nelle battaglie per il cambiamento sociale, politico e ambientale nei loro paesi, avranno l\u2019opportunit\u00e0 di entrare in contatto e impegnarsi con le organizzazioni per i diritti umani regionali e internazionali, leader dei governi, le Nazioni Unite, paesi donatori e settore privato. Il primo Summit mondiale dei difensori dei diritti umani mai tenuto, ebbe luogo 20 anni fa al Palais de Chaillot, a Parigi, dove si terr\u00e0 la cerimonia di chiusura di questo in corso.<\/p>\n<p>Le organizzazioni presenti che guidano il Summit mondiale dei difensori dei diritti umani sono:<br \/>\nAmnesty International; Association for Women\u2019s Rights in Development (AWID); FIDH; Front Line Defenders; International Service for Human Rights; OMCT; <a href=\"http:\/\/protectdefenders.eu\/\">ProtectDefenders.eu<\/a>; Reporter senza Frontiere.<\/p>\n<p>L\u2019appello di Amnesty International per chiedere chi ha ucciso Marielle Franco \u00e8 online qui:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/appelli\/giustizia-per-marielle\/\">https:\/\/www.amnesty.it\/appelli\/giustizia-per-marielle\/<\/a><\/p>\n<p>L\u2019appello di Amnesty International per chiedere giustizia per Daphne Caruana Galizia \u00e8 online qui:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/appelli\/omicidio-daphne-caruana-galizia-vogliamo-giustizia\/\">https:\/\/www.amnesty.it\/appelli\/omicidio-daphne-caruana-galizia-vogliamo-giustizia\/<\/a><\/p>\n<p>AMNESTY INTERNATIONAL, ACCESS NOW E REPORTER SENZA FRONTIERE: STATI UE PRONTI A METTERE A RISCHIO I DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI PUR DI PROTEGGERE L\u2019INDUSTRIA DELLA SORVEGLIANZA<br \/>\nAmnesty International, Access Now e Reporter senza frontiere hanno chiesto agli Stati membri dell\u2019Unione europea di contrastare i tentativi di mitigare gli attuali limiti alle esportazioni di materiali di sorveglianza verso regimi che violano i diritti umani.<br \/>\nL\u2019appello \u00e8 stato lanciato dopo che il portale <a href=\"http:\/\/netzpolitik.org\/\">netzpolitik.org<\/a> e la stessa Reporter senza frontiere hanno pubblicato un documento che rivela quanto diversi Stati dell\u2019Unione europea, soprattutto Svezia e Finlandia, stiano spingendo per alleggerire le protezioni sui diritti umani in relazione all\u2019esportazione di tecnologia europea per la sorveglianza.<br \/>\n\u201cL\u2019attuale sistema europeo gi\u00e0 non riesce a chiamare governi e aziende a rispondere del loro comportamento. Ora \u00e8 sconvolgente vedere che la protezione della privacy delle persone e le garanzie sulla libert\u00e0 d\u2019espressione nel mondo non siano tra le priorit\u00e0 del Consiglio dell\u2019Unione europea\u201d ha dichiarato Lucie Krahulcova, Policy analyst di Access Now.<br \/>\n\u201cQueste rivelazioni ci dicono che, mentre in pubblico l\u2019Unione europea parla di diritti umani, dietro le quinte i suoi Stati membri sono pronti a vendere i loro obblighi riguardo alla protezione dei difensori dei diritti umani per favorire i propri interessi economici. In questo modo, le aziende avrebbero via libera per vendere tecnologie a regimi che violano i diritti umani per consentire a questi ultimi di ascoltare le conversazioni e rintracciare coloro che parlano contro di loro\u201d ha affermato Nele Meyer, dell\u2019Ufficio di Amnesty International presso l\u2019Unione europea.<br \/>\nLa tecnologia per la sorveglianza disponibile sul commercio \u00e8 usata da governi di ogni parte del mondo per spiare attivisti, giornalisti e dissidenti.<br \/>\n\u201cL\u2019intenzione di alcuni Stati di continuare a fare affari fornendo a regimi dispotici tecnologia per violare i diritti umani \u00e8 scioccante. La morte di Jamal Khashoggi ha dimostrato il livello di pressione e sorveglianza cui sono sottoposti i giornalisti. L\u2019Unione europea deve impedire la vendita di strumenti usati per spiare, intimidire e arrestare giornalisti. Queste tecnologie minacciano la sicurezza tanto dei giornalisti quanto delle loro fonti e di conseguenza costringono all\u2019autocensura\u201d ha aggiunto Elodie Vialle, direttrice del programma Giornalismo e tecnologia di Reporter senza frontiere.<br \/>\nAmnesty International, Access Now, Reporter senza frontiere e anche Privacy International sollecitano gli Stati membri dell\u2019Unione europea a garantire che la tecnologia per la sorveglianza sia esportata unicamente se la sua vendita rispetta rigidi criteri sui diritti umani.<br \/>\nULTERIORI INFORMAZIONI<br \/>\nDopo che la tecnologia per la sorveglianza \u00e8 stata usata per colpire le proteste della cosiddetta \u201cprimavera araba\u201d,\u00a0le\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fidh.org\/en\/issues\/globalisation-human-rights\/cause-coalition-calls-on-eu-to-update-dual-use-regulation-to-protect\">organizzazioni internazionali della societ\u00e0 civile<\/a>\u00a0e i\u00a0<a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_IP-16-3190_en.htm\">parlamentari<\/a>\u00a0europei hanno chiesto una significativa modifica dei controlli sulle esportazioni in modo da impedire che aziende europee potessero fornire a regimi repressivi tecnologia per violare i diritti umani.<br \/>\nNel 2016 la Commissione europea ha\u00a0<a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_IP-16-3190_en.htm\">proposto una riforma<\/a>\u00a0dell\u2019attuale sistema\u00a0\u201cper impedire violazioni dei diritti umani associate a determinate tecnologie per la cyber-sorveglianza\u201d.<br \/>\nI documenti trapelati oggi rivelano come diversi Stati membri stiano attivamente annacquando le garanzie sui diritti umani proposte dalla Commissione e dal Parlamento dell\u2019Unione europea.<br \/>\nAmnesty International, Privacy International, Access Now e Reporter senza frontiere sono tra le Ong che chiedono il rafforzamento di alcune di quelle garanzie, come ad esempio rafforzare le protezioni sui diritti umani, ampliare i controlli alle nuove tecnologie di sorveglianza, tutelare le ricerche sulla sicurezza e agire con maggiore trasparenza.<br \/>\nMolte di queste riforme sono contenute, in qualche modo, nella proposta\u00a0<a href=\"https:\/\/www.euractiv.com\/section\/cybersecurity\/news\/meps-approve-export-controls-tailored-to-stop-government-surveillance\/\">adottata<\/a>\u00a0dal Parlamento europeoall\u2019inizio del 2018. Ma affinch\u00e9 la riforma abbia effetto, le tre istituzioni europee dovranno trovare l\u2019accordo su un testo condiviso al termine dei negoziati inter-istituzionali chiamati \u201ctrialogo\u201d, dopo che gli Stati membri all\u2019interno del Consiglio adotteranno una posizione comune.<br \/>\nStando alla documentazione trapelata (<em>oggi<\/em>) dal governo tedesco e dal Consiglio europeo, un gruppo di Stati membri ha aggirato la cosiddetta clausola \u201comnibus\u201d, una garanzia cruciale che richiede alle aziende di informare la Commissione nei casi in cui identifichino rischi per i diritti umani connessi alle loro esportazioni di tecnologia di sorveglianza.<br \/>\nAttualmente un crescente numero di Stati \u2013 Svezia e Finlandia in testa \u2013 sta prendendo di mira un altro elemento centrale della riforma: l\u2019elenco delle tecnologie per la sorveglianza per le quali \u00e8 obbligatoria una licenza all\u2019esportazione.<br \/>\nI tempi sono stretti: se la riforma non sar\u00e0 adottata all\u2019inizio del 2019 rischier\u00e0 di slittare di almeno un anno a causa delle imminenti elezioni europee. La prossima sessione negoziale del Consiglio \u00e8 prevista nel novembre 2018.<\/p>\n<p><em>29 ottobre 2018<\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019INVERSIONE DI TENDENZA di Franco Astengo<\/strong><\/p>\n<p>Propongo uno spunto di riflessione, basato su due affermazioni che mi paiono incontrovertibili:<\/p>\n<p>1)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nella fase della rivoluzione industriale e della centralit\u00e0 dell\u2019Occidente abbiamo assistito a un progressivo processo di politicizzazione delle masse, dal quale sortirono \u2013 tra l\u2019altro e non certo come esito meno importante \u2013 i partiti politici moderni superando cos\u00ec lo schema della \u201cdemocrazia dei notabili\u201d e del \u201ccaminetto\u201d;<\/p>\n<p>2)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La fase successiva quella aperta dalla mondializzazione dell\u2019innovazione tecnologica dell\u2019esportazione del consumo senza limiti dell\u2019egemonia dell\u2019individualismo che sta sfociando nel dominio dell\u2019esasperazione della velocit\u00e0 comunicativa e della conseguente prevalenza dell\u2019apparire nell\u2019esercitare la \u201cpressione decisionale\u201d coincide con la crescita apparentemente inarrestabile del processo di spoliticizzazione.<\/p>\n<p>Ha richiamato l\u2019attenzione su questo punto Giorgio Agamben che dopo aver analizzato il tema dichiara, nel corso di una sua intervista rilasciata il 28 ottobre a \u201c<em>Robinson<\/em>\u201d inserto culturale del quotidiano\u00a0<em>Repubblica<\/em>: \u00abUna societ\u00e0 fatta di telecamere e di dispositivi di sicurezza non pu\u00f2 essere democratica\u00bb.<\/p>\n<p>La domanda a cui dare risposta \u00e8 questa: qual \u00e8 il punto d\u2019attracco su cui si pu\u00f2 far approdare un processo di nuova politicizzazione di massa invertendo la tendenza in atto alla spoliticizzazione?<\/p>\n<p>Sar\u00e0 questione di ridefinire la scala di qualit\u00e0 delle contraddizioni oppure di ricostruire gli strumenti perduti dell\u2019agire politico?<\/p>\n<p>Esiste una funzione che, in passato, era stata svolta dai grandi partiti. Una funzione che risulterebbe decisiva proprio a questo proposito: quella di \u201calfabetizzazione di massa\u201d portata avanti non soltanto al riguardo della \u201cidentificazione politica\u201d ma \u2013 pi\u00f9 complessivamente rispetto alla cultura nel suo insieme \u2013 agli aspetti storici, filosofici, letterari, artistici.<\/p>\n<p>Una funzione pedagogica che dovrebbe servire innanzi tutto a ricordare in ogni momento la tesi 11 (*): non basta descrivere il mondo \u2013 e amministrarlo cos\u00ec com\u2019\u00e8 \u2013 ma occorre cambiarlo.<\/p>\n<p>E per cambiarlo occorrono \u201cscienza e coscienza\u201d oltre che visione.<\/p>\n<p>Sotto questo aspetto appare deficitaria, anzi quasi assente, l\u2019universit\u00e0 che almeno nelle principali facolt\u00e0 di scienze politiche (limitando il nostro campo di osservazione all\u2019Italia) pare aver trascurato l\u2019aspetto dei riferimenti ideali e storici privilegiando l\u2019insegnamento di schemi predeterminati che costringono e obbligano il rapporto politica e societ\u00e0 tutto all\u2019interno della policy in luogo della politcs .<\/p>\n<p>Cos\u00ec la governance diventa assolutamente dipendente dalle ragioni dell\u2019economia e della tecnica e non esprime mai il portato dell\u2019idealit\u00e0 delle ragioni storiche che la \u201cpolitics\u201d dovrebbe recare con s\u00e9 quale bagaglio delle parti determinate. Un bagaglio da utilizzare per costruire la misura dei rapporti di forza possibilmente al di fuori dai termini che presenta l\u2019attuale quadro italiano cos\u00ec ben descritto da Rossana Rossanda: le \u201cfrottole\u201d del M5S e la \u201ccattiveria\u201d della Lega.<\/p>\n<p>Dovremmo cercare di riprendere uno sviluppo di analisi in modo da porre al processo di costruzione della decisionalit\u00e0 l\u2019esigenza di superare il mero pragmatismo nell\u2019affrontare i temi dell\u2019economia e della tecnica.\u00a0 Disponendo, appunto, di visione.<\/p>\n<p>Dobbiamo fermare questa apparentemente inarrestabile rincorsa verso una societ\u00e0 composta quasi per intero da telecamere.<\/p>\n<p>Altrimenti il risultato di questa rincorsa sarebbe quello che andrebbe bene a chi riuscisse a rimanere costantemente inquadrato e male per chi restasse oscurato per sempre.<\/p>\n<p>Una divisione quasi manichea tra \u201cdentro\u201d e \u201cfuori\u201d, per una struttura sociale al riguardo della quale Orwell risulterebbe soltanto parzialmente profeta.<\/p>\n<p>(*)\u00a0il riferimento \u00e8 a \u201cTesi su Feuerbach\u201d di Karl Marx. Nella tesi 11 si legge: \u201dI filosofi non debbo limitarsi a spiegare il mondo, si tratta di cambiarlo\u201d. Sul tema\u00a0 \u00e8 uscito recentemente un interessante volume di Antonio Peduzzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN DOSSIER. L\u2019appuntamento (29-31 ottobre) di Parigi. Un comunicato di Amnesty, Access Now e Reporter Senza frontiere. Uno \u201csguardo lungo\u201d di Franco Astengo su sicurezza e democrazia PI\u00d9 DI 150 DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI INSIEME PER GUIDARE IL CAMBIAMENTO E COMBATTERE LA REPRESSIONE, IL RAZZISMO E LA DISCRIMINAZIONE. 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