{"id":2931,"date":"2018-11-14T12:01:49","date_gmt":"2018-11-14T11:01:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2931"},"modified":"2018-11-14T12:07:19","modified_gmt":"2018-11-14T11:07:19","slug":"quelle-marce-che-cambiano-il-mondo-di-lorenzo-guadagnucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2018\/11\/quelle-marce-che-cambiano-il-mondo-di-lorenzo-guadagnucci\/","title":{"rendered":"Quelle marce che cambiano il mondo &#8211; di Lorenzo Guadagnucci"},"content":{"rendered":"<p>Le marce di protesta e di proposta sono state nella storia fra gli strumenti pi\u00f9 potenti di cambiamento sociale dal basso. La Marcia del sale guidata da Gandhi in India nel 1930, la Marcia su Washington per il lavoro e la libert\u00e0 del 1963 chiusa con il celebre discorso di Martin Luther King <em>\u201cI have a dream\u201d<\/em>, la nostra stessa Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza fra i popoli: sono quelle che prime saltano alla mente e fanno ormai parte di quella che potremmo definire una storia popolare del mondo.<\/p>\n<p>Le marce sono tuttora un potente strumento politico di cambiamento, grazie alla dimostrata capacit\u00e0 di portare alla ribalta temi ignorati dalla politica ufficiale, dai media <em>mainstream<\/em>, da opinioni pubbliche assuefatte all\u2019agenda imposta dal sistema economico-finanziario che domina il mondo.<!--more--><\/p>\n<p>Di recente, in Afghanistan, un paese in apparenza impossibile, devastato da guerre infinite, annichilito dai lutti e dall\u2019occupazione militare, \u00e8 stato attraversato da una straordinaria marcia della pace. Sono cos\u00ec venute alla luce risorse sociali inaspettate. La marcia ha mostrato che c\u2019\u00e8 un Afghanistan in lotta, che vuole dire la sua, che non accetta d\u2019essere preda e vittima di interessi altrui; \u00e8 un Afghanistan che non si accontenta della democrazia formale, diciamo pure fasulla, calata dal cielo insieme con gli ordigni dei bombardieri. La storia del paese \u00e8 gi\u00e0 cambiata; i cittadini afghani che si sono messi in marcia, c\u2019\u00e8 da scommetterci, saranno protagonisti della vita pubblica anche nei mesi e anni a venire.<\/p>\n<p>Un\u2019altra marcia \u00e8 in corso, stavolta nel continente americano: migliaia di persone sono partite dall\u2019Honduras dirette negli Stati Uniti; aspirano a una vita migliore, a un\u2019opportunit\u00e0 da cogliere nel ricco paese nordamericano, storica meta dei migranti di tutto il mondo. Marciano intere famiglie, cercano lavoro e l\u2019occasione di condurre vite normali, come quelle dei cittadini statunitensi, eppure sono descritti dai media, e dalla politica <em>mainstream<\/em>, con un lessico preso dal mondo militare: si parla di un esercito di migranti, di un\u2019armata. I camminanti vengono additati come una minaccia per i sacri confini della pi\u00f9 grande potenza militare del mondo.<\/p>\n<p>Il presidente Trump ha gi\u00e0 messo in campo una risposta delle sue, schierando 5.000 marines e descrivendo il popolo in cammino come un\u2019accozzaglia di indesiderabili che mette a rischio la sicurezza del paese, in un\u2019escalation verbale ormai collaudata, tutta spesa sul mercato elettorale della paura. Da questo punto di vista la marcia \u00e8 un toccasana propagandistico: permette al presidente, alla vigilia di una scadenza elettorale, di esasperare i toni,\u00a0 agitare lo spauracchio dell\u2019invasione e proporsi come comandante in capo pronto a difendere, costi quel che costi, il popolo statunitense.<\/p>\n<p>Non sappiamo come andr\u00e0 a finire questa storia. I camminanti saranno probabilmente bloccati alla frontiera e dovranno accomodarsi nella tendopoli in allestimento, ma di certo la marcia non sar\u00e0 un fallimento, qualunque cosa avvenga: che sia la dispersione delle persone o la trasformazione del cammino in un inedito sit-in di massa. Non sar\u00e0 un fallimento perch\u00e9 le immagini della marcia hanno gi\u00e0 fatto il giro del mondo e messo in allarme le cancellerie di numerosi paesi (non solo centro e nordamericani), portando sulla scena pubblica quello che potrebbe diventare un principio ordinatore delle lotte di liberazione di questo inizio di millennio: il diritto di emigrare (e quindi il corrispondente diritto di immigrazione).<\/p>\n<p>\u00c8 un diritto che ha radici storiche antiche, <a href=\"https:\/\/volerelaluna.it\/migrazioni\/2018\/10\/26\/la-storia-dellumanita-e-il-diritto-di-migrare\/\" data-blogger-escaped-target=\"_blank\">come ci ricorda Luigi Ferrajoli<\/a>, e che \u00e8 servito per affermare il capitalismo nel mondo, nonch\u00e9, per l\u2019appunto, ci\u00f2 che intendiamo per civilt\u00e0 occidentale: il diritto di occupare nuove terre, impiantarvi attivit\u00e0 e pi\u00f9 tardi cercarvi lavoro, \u00e8 stato una prerogativa implicita, considerata naturale, per chi sia nato e vissuto nella nostra parte di mondo. Oggi il diritto di migrare \u00e8 rivendicato dall\u2019altra parte di mondo e si tenta quindi di trasformarlo in delitto. \u00c8 quanto avviene negli Stati Uniti di Trump, ma anche in quell\u2019Europa che il diritto di emigrare lo ha esercitato per secoli, sia nelle sue \u00e9lite sia nelle sue masse popolari.<\/p>\n<p>La marcia in Centro America ricorda al mondo che il diritto di emigrare \u00e8 uno dei diritti fondamentali del nostro tempo, in un mondo segnato da diseguaglianze mai viste prima, da un\u2019inedit\u00e0 facilit\u00e0 di spostamento e da minacce incombenti di natura politica, sociale, ambientale. Donatella Di Cesare <a href=\"https:\/\/www.bollatiboringhieri.it\/libri\/donatella-di-cesare-stranieri-residenti-9788833927350\/\" data-blogger-escaped-target=\"_blank\">afferma con argomenti persuasivi<\/a> che lo \u201cjus migrandi\u201d \u00e8 il diritto di questo millennio, tutto da conquistare.<\/p>\n<p>Non basteranno i marines per fermare il movimento di liberazione incarnato oggi dagli honduregni, salvadoregni, guatemaltechi in cammino: queste persone sono testimoni e protagoniste di un processo di trasformazione che va oltre la lotta del momento.<\/p>\n<p>\u00c8 una lotta che ci riguarda, perch\u00e9 il diritto di emigrare \u00e8 il traguardo che dovrebbe oggi ispirare chi si batte in difesa della democrazia e del principio di giustizia sociale. La libert\u00e0 di movimento \u00e8 oggi l\u2019utopia concreta da coltivare per opporsi con la mente e con i corpi a chi sta sfruttando la cosiddetta emergenza immigrazione per trasformare in senso autoritario le gi\u00e0 carenti democrazie occidentali. Quella marcia \u00e8 la nostra marcia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le marce di protesta e di proposta sono state nella storia fra gli strumenti pi\u00f9 potenti di cambiamento sociale dal basso. 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