{"id":2997,"date":"2018-12-22T13:25:46","date_gmt":"2018-12-22T12:25:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=2997"},"modified":"2019-01-02T20:12:11","modified_gmt":"2019-01-02T19:12:11","slug":"lettera-rete-di-quarrata-natale-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2018\/12\/lettera-rete-di-quarrata-natale-2018\/","title":{"rendered":"Lettera Rete di Quarrata &#8211; Natale 2018"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3021\" data-permalink=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2018\/12\/lettera-rete-di-quarrata-natale-2018\/image-4\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/image-3.png\" data-orig-size=\"640,360\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"image\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/image-3-300x169.png\" data-large-file=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/image-3.png\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/image-3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3021\" width=\"480\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/image-3.png 640w, https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/image-3-300x169.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/figure>\n\n\n<p>Carissima, carissimo,<br>\nin questi ultimi decenni ci siamo ubriacati di falsi valori che hanno avuto la conseguenza, dietro un apparente benessere, di peggiorare la vita di tutti. Guardiamoci intorno: siamo circondati da rapporti umani pietosi, la terra \u00e8 malata, l\u2019aria irrespirabile, il cibo avvelenato. Per questo credo sia necessario ricominciare&nbsp; da ci\u00f2 che, dentro queste macerie, pu\u00f2 aiutarci a ricostruire qualcosa di autentico.<br>\nInnanzitutto renderci conto che bisogna capovolgere la logica di questo consumismo, viviamo con la smania di avere sempre di pi\u00f9, convinti che solo appagandola si pu\u00f2 stare meglio. In realt\u00e0 ognuno di noi ha bisogno di pochissime cose per rendere giustizia del fatto che vive. Ognuno di noi ha bisogno di sentire il valore della sua umanit\u00e0. Oggi pensiamo di aver capito tutto, di non aver bisogno di nessuno.<br>\n<!--more--><br>\nE invece abbiamo bisogno di imparare da tutti. Dom Helder Camara, grande vescovo brasiliano dei poveri, affermava: \u201cNessuno \u00e8 talmente ricco da non aver bisogno degli altri, nessuno \u00e8 talmente povero da non dare qualcosa agli altri\u201d. Oggi viaggiamo con ritmi folli, con la continua ansia di correre. Ritrovare la lentezza, come scriveva il nostro amico Ercole Ongaro, anni fa, non vuol dire fare meno cose, ma fare una cosa alla volta. In questo periodo, forse perch\u00e9 gli anni che passano, mi commuovo sempre pi\u00f9 spesso, a volte piango, mi \u00e8 successo in questo mio novembre passato in Brasile visitando periferie impoverite dall\u2019egoismo dei pochi, ne ho parlato nella lettera di dicembre, il dolore visto e ascoltato \u00e8 stato troppo grande anche se vedi che il nostro condividere con loro momenti concreti, fatto di relazione e aiuto attraverso il sostegno ad alcuni progetti, restituisce loro la vita. Le lacrime ripuliscono gli occhi, ti fanno sentire la densit\u00e0 della vita, ti aprono dentro e senti dentro il nocciolo della vita.<br>\nOggi stiamo atrofizzando la nostra sensibilit\u00e0. Stiamo perdendo il contatto carne a carne con l\u2019altro. A me non interessa sapere se una persona crede o non crede, mi interessa piuttosto sapere se, davanti a uno che sta male, si ferma a soccorrerlo o passa oltre. E\u2019 qui che rinnoviamo continuamente la nostra umanit\u00e0, la nostra sensibilit\u00e0, i nostri valori.<br>\nHo visto moltitudini di donne uomini e bambini senza dignit\u00e0, fuori dalla vita, abbandonati sui marciapiedi o sotto viadotti.<br>\nOggi, in piena era della globalizzazione i virus non conoscono frontiere, di fronte a ci\u00f2 come si possono combattere se non invitando a denunciarli con chiarezza e franchezza. In Italia il virus pi\u00f9 virulento \u00e8 quello dell\u2019ignoranza che si porta con se due compari altrettanto pericolosi e invadenti: la violenza e la menzogna. Ne vediamo tutti i giorni i frutti, nella vita quotidiana, come nella politica.<br>\nSono virus tanto pi\u00f9 insidiosi e pericolosi perch\u00e9 si istillano a piccole dosi e sono veicolati spesso dalla retorica, dal pensiero dominante. In buona sostanza, non se ne parla. La retorica dominante non ha interesse a parlarne e allora possono agire indisturbati.<br>\nA questi virus che si propagano i pi\u00f9 esposti sono i piccoli, i poveri, gli emarginati, quelli che fanno fatica, che il sistema tende a moltiplicare e a mettere l\u2019uno contro l\u2019altro. Lo vediamo molto bene attraverso il rigurgito di indecorose manifestazioni fasciste, sulle quali \u00e8 giusto intervenire con fermezza, nonostante l\u2019attuale ministro dell\u2019interno abbia fatto suo l\u2019antico slogan di Forza Nuova: Prima gli italiani!<\/p>\n<p>Di fronte a ci\u00f2 urge un profondo esame di coscienza che guardi alle cause di questi fenomeni.<br>\nSiamo di fronte ad una emergenza che va affrontata: l\u2019ignoranza.<br>\nServono, dunque, anticorpi. Ma siamo in grado di produrli? E, poi, di diffonderli in modo che agiscano con efficacia?<br>\nRispondere a questi interrogativi forti non \u00e8 facile, comporta che ciascuno, a partire dall\u2019\u00e9lite, si assuma le proprie responsabilit\u00e0. Ma se non cominciamo a dire le cose con franchezza e sviluppare un vero dibattito civile, ci limiteremo, come sempre, alla pur sacrosanta indignazione del momento, che non impedisce ai processi di svilupparsi, mentre ciascuna parte si limita a tutelare i propri interessi, a partire da quelli elettorali.<br>\nCosa ci serve oggi per stare bene: amicizie, incontri, affetto. Non si tratta di fare un elenco, ma di alimentare la voglia di individuarle, non so se voi sentite quanta inconcludenza ci sia nell\u2019andamento frenetico delle nostre giornate. Spesso giriamo a vuoto, come se ci mancasse un fulcro, come se non trovassimo un punto di appoggio. Eppure c\u2019\u00e8. Ci deve essere. E cercarlo \u00e8 indispensabile per star bene, vivere bene, godere dell\u2019aver appoggiato la propria vita al posto giusto nel mosaico del mondo<\/p>\n<p>Nessuno pu\u00f2 fare questo al posto nostro. Possiamo per\u00f2 farci ispirare dalla forza di qualche esperienza, di qualche testimone.<br>\nCi\u00f2 ci obbliga a scavare, guardarsi dentro, infine bussare alla porta del proprio io, del proprio cuore. Un inizio di risposta sarebbe gi\u00e0 una buona partenza.<br>\nE\u2019 tempo di Natale, un caro amico della Rete, Luca Soldi ha scritto una riflessione a dir poco \u201cmeravigliosa\u201d, che ci interroga su un fatto accaduto a Pistoia alcuni giorni fa, \u00e8 con questa che ci facciamo gli auguri.<br>\nAntonio<\/p>\n<p><strong>Solo i topi lo hanno trovato &#8211; di Luca Soldi<\/strong><br>\nLe luminarie, i parcheggi pieni, i centri commerciali affollati per i regali di Natale sono stati disturbati poco da questo ragazzo, ormai uomo di 35 anni che aveva deciso di arrendersi.<br>\nPistoia non si \u00e8 accorta di niente, ma la colpa non \u00e8 della citt\u00e0.<br>\nPoteva essere cos\u00ec per qualsiasi altro luogo, a Prato, a Firenze come a Roma o Napoli, il rito non pu\u00f2 essere certo annullato per un fantasma che vuole farla finita con tutto.<br>\nForse adesso la notizia sar\u00e0 arrivata nel suo Villaggio del Ghana. Forse una mamma e dei fratelli potranno piangere.<br>\nAnche lui da sempre invisibile aveva percorso la solita odissea, era sbarcato nel 2011 a Lampedusa.<br>\nIn quei momenti, nei suoi occhi, nella mente aveva la disperazione di un viaggio fatto di angherie accompagnate per\u00f2 dalla speranza di essere arrivato in un mondo migliore.<br>\nEd invece le umiliazioni non erano mai finiti, le prospettive non erano mai arrivate.<br>\nEra caduto nella trappola dei malvagi che alimentano le illegalit\u00e0. Un po\u2019 di elemosina offerta con un sorriso alleviava la miseria. E poi i nostri giorni, i documenti scaduti, il senso di oppressione e paura. Nessuno che ti considera.<br>\nLa preoccupazione per i propri cari che si aspettano un aiuto.<br>\nCos\u00ec ha deciso di farla finita, per sempre, in solitudine mentre a poche decine di metri la gente strusciava indaffarata nelle strade del centro.<br>\nSi \u00e8 impiccato, ma nessuno se n\u2019\u00e8 accorto.<br>\nLo ha fatto dove aveva trovato rifugio, in uno di quei tanti ruderi industriali che affollano di macerie le nostre citt\u00e0.<br>\nSolo i topi dalle fogne se ne sono accorti. Ma anche loro si sono accaniti verso di lui dopo di che lo avevano fatto gli uomini.<br>\nLo hanno trovato quattro o cinque giorni dopo.<br>\nLa piet\u00e0 umana lo ha raccolto devastato nel corpo e nello spirito.<br>\nAdesso anche lui andr\u00e0 a fare parte del Presepe.<br>\nDiventer\u00e0 anche lui, ultimo degli ultimi, un personaggio di quel Presepe che poco piace ai padroni del nostro destino.<br>\nTrover\u00e0 posto accanto ad un fuoco, per riscaldarsi, mai solo.<br>\nDove non ti allontanano per il colore della pelle, perch\u00e9 vieni dalla Giudea, dalla Palestina, perch\u00e9 sei del Ghana.<br>\nTrover\u00e0 un posto accanto a quel Bambino a cui diciamo di credere.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissima, carissimo, in questi ultimi decenni ci siamo ubriacati di falsi valori che hanno avuto la conseguenza, dietro un apparente benessere, di peggiorare la vita di tutti. 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