{"id":3040,"date":"2019-01-11T19:32:25","date_gmt":"2019-01-11T18:32:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=3040"},"modified":"2019-01-11T19:32:25","modified_gmt":"2019-01-11T18:32:25","slug":"lamerica-latina-guardi-ai-cambiamenti-cubani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2019\/01\/lamerica-latina-guardi-ai-cambiamenti-cubani\/","title":{"rendered":"L\u2019America Latina guardi ai cambiamenti cubani"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3041\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fidel-e-betto.jpg\" alt=\"fidel e betto\" width=\"600\" height=\"360\" \/><\/p>\n<p><strong>Intervista a Frei Betto, teologo della liberazione:<\/strong> \u00abCuba non sar\u00e0 una mini-Cina. Il passaggio \u00e8 da un\u2019economia statalizzata a un\u2019economia popolare. Dove lo Stato \u00e8 presente ma attiva il protagonismo dal basso\u00bb. \u00abL\u2019isola torna ad essere un punto di riferimento come nel 1959, quando dimostr\u00f2 con la rivoluzione dei barbudos che l\u2019imperialismo americano non era invincibile\u00bb<\/p>\n<p><strong>Fidel Castro e Frei Betto<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una lunga amicizia quella che lega lo scrittore e teologo della liberazione brasiliano Frei Betto al popolo cubano. Nell\u2019isola, il frate domenicano \u00e8 noto, in particolare, per la sua lunga intervista a Fidel Castro che, diventata nel 1985 un celeberrimo libro, <em>Fidel y la religi\u00f3n<\/em>, segn\u00f2 una nuova pagina nel rapporto dell\u2019isola caraibica con la fede.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 certo solo alla sua assidua frequentazione con i fratelli Castro che Frei Betto, autore di oltre 50 libri, deve la sua fama in America Latina. Rinchiuso in carcere dal regime militare brasiliano (dal 1969 al 1973), il teologo ha lottato in prima fila contro la dittatura, rafforzando l\u2019organizzazione popolare attraverso le comunit\u00e0 ecclesiali di base. Consigliere speciale di Lula e uno dei principali ideatori del Progetto \u00abFame Zero\u00bb, ha lasciato il governo \u2013 in punta di piedi \u2013 alla fine del 2004, non condividendo le modalit\u00e0 del programma di lotta alla povert\u00e0.<!--more--><\/p>\n<p>N\u00e9 ha risparmiato critiche al programma neodesarrollista portato avanti dai governi progressisti \u2013 mirato sostanzialmente a fare dell\u2019America Latina un\u2019oasi di stabilit\u00e0 del capitalismo in crisi \u2013 individuando nel modello cubano una fonte di ispirazione per la sinistra latinoamericana e mondiale.<\/p>\n<p><strong>Quale significato ha avuto per l\u2019America Latina la rivoluzione cubana?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stata la dimostrazione che l\u2019imperialismo Usa non era invincibile. Se i barbudos della Sierra Maestra erano riusciti a liberare Cuba, altri popoli avrebbero potuto fare lo stesso. Cuba \u00e8 un punto di riferimento, un segno di speranza per chiunque sogni un altro mondo possibile. Perch\u00e9, malgrado tutte le difficolt\u00e0, \u00e8 riuscita ad assicurare ai suoi abitanti i tre diritti essenziali \u2013 alimentazione, salute ed educazione \u2013 elevando la loro autostima. Per molto tempo, a causa delle pressioni Usa sull\u2019Oea (L\u2019Organizzazione degli Stati americani ndr), solo il Messico ha conservato relazioni con Cuba. Poi, con la fine delle dittature militari, le cose sono cambiate. Cuba ha espresso la sua solidariet\u00e0 inviando medici e insegnanti nei luoghi pi\u00f9 remoti del continente. E ha ricevuto in cambio rispetto e appoggio popolare alla rivoluzione.<\/p>\n<p><strong>Che ruolo ha svolto la teologia della liberazione nei rapporti tra Cuba e l\u2019America Latina?<\/strong><\/p>\n<p>La Teologia della liberazione ha rivelato ai cubani come l\u2019ottica sovietica sulla religione fosse sbagliata. L\u2019incontro di Fidel con i \u00abcristiani per il socialismo\u00bb durante la sua visita nel Cile di Allende come pure la partecipazione dei cristiani alla rivoluzione sandinista mostravano come la religione potesse anche costituire un fattore di liberazione. Da qui il contatto diretto di Fidel con i teologi legati alla TdL, la mia intervista del 1985, le visite di teologi e vescovi a Cuba (i fratelli Boff, Giulio Girardi, Fran\u00e7ois Houtart, Pedro Casald\u00e1liga, Mendes Arceo), la lettura da parte di Fidel delle opere di Gustavo Guti\u00e9rrez. Tutto ci\u00f2 ha avvicinato l\u2019isola ai cristiani latinoamericani, portando al superamento del carattere ateo dello Stato cubano.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 Cuba ancora resiste mentre i governi progressisti hanno per gran parte ceduto il passo?<\/strong><\/p>\n<p>I governi progressisti hanno avuto indubbiamente il merito di adottare importanti misure a favore delle fasce pi\u00f9 povere, ma non sono riusciti ad approfittare degli alti prezzi delle materie prime sul mercato internazionale per intraprendere le riforme strutturali tanto necessarie all\u2019America Latina. N\u00e9 hanno saputo combattere la corruzione, come invece \u00e8 riuscita a fare Cuba. Un secondo errore \u00e8 stato quello di dare la priorit\u00e0 all\u2019accesso delle persone ai beni personali, quando avrebbero dovuto invece seguire l\u2019esempio di Cuba, privilegiando, in primo luogo, i beni sociali: educazione, salute, alimentazione, casa\u2026 In assenza di un accesso ai beni sociali, \u00e8 assai difficile raggiungere un livello sufficiente di qualit\u00e0 di vita, soprattutto nel quadro di un modello cos\u00ec fortemente consumista. Infine, al contrario di Cuba, \u00e8 mancata l\u2019alfabetizzazione politica del popolo. E in ci\u00f2 non esiste neutralit\u00e0: se io non vengo educato a una concezione solidale, altruista, socialista, la mia formazione avverr\u00e0 all\u2019interno di una prospettiva individualista, egocentrica, consumista. Non si \u00e8 promossa la formazione politica e ideologica nell\u2019illusione che il solo fatto di stare sotto un governo progressista rendesse le persone progressiste. \u00c8 come pensare che a Cuba chiunque nasca sia, naturalmente, socialista. Non \u00e8 vero. Perch\u00e9, come diceva Lenin, l\u2019amore \u00e8 un prodotto culturale, \u00e8 frutto di un\u2019educazione.<\/p>\n<p><strong>Se il socialismo fallisse a Cuba, hai scritto in passato, \u00absarebbe la fine di tutta la speranza storica dell\u2019umanit\u00e0\u00bb. Quanto \u00e8 reale questo pericolo di fronte all\u2019attuale offensiva della destra in America Latina?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019egemonia capitalista esercita un potere cos\u00ec schiacciante che molti abdicano dal proposito di costruire un nuovo modello di civilt\u00e0. A poco a poco, come se si trattasse di un virus incontrollabile, il capitalismo si impone nelle nostre relazioni personali e sociali. E noi aderiamo alla credenza idolatrica che \u00abnon c\u2019\u00e8 salvezza fuori dal mercato\u00bb. \u00c8 importante capire perch\u00e9, con l\u2019eccezione di Cuba, l\u2019esperienza socialista sia fallita. Il socialismo ha commesso l\u2019errore, socializzando i beni materiali, di privatizzare quelli simbolici, scambiando la critica costruttiva con la controrivoluzione, riducendo l\u2019autonomia della societ\u00e0 civile, permettendo che la sfera del potere si trasformasse in una casta di privilegiati distanti dagli aneliti popolari. Era un socialismo che non aveva radici, un socialismo \u00abparrucca\u00bb e non \u00abcapello\u00bb, non cresceva dal basso verso l\u2019alto. Ci resta Cuba. E il socialismo cubano non deve fallire, perch\u00e9 significherebbe che la storia \u00e8 finita, l\u2019utopia \u00e8 morta, ha vinto il capitalismo, e ha vinto per i pochi che godono dei suoi progressi su una montagna di cadaveri e di vittime.<\/p>\n<p><strong>E i cambiamenti in corso a Cuba cosa possono suggerire alla sinistra latinoamericana, nell\u2019attuale contesto di crisi?<\/strong><\/p>\n<p>Cuba sta attraversando una fase di cambiamento che pu\u00f2 essere fonte di ispirazione per la sinistra latinoamericana. Alcuni si chiedono se non finir\u00e0 per trasformarsi in una mini-Cina, sposando un\u2019economia capitalista con un governo socialista. Ma credo si. In realt\u00e0, il passaggio \u00e8 da un\u2019economia statalizzata a un\u2019economia popolare. Dove lo Stato fa sentire s\u00ec la sua presenza, ma lasciando spazio ai piccoli imprenditori, alle cooperative, all\u2019economia solidale e a molte altre forme che vanno crescendo dal basso verso l\u2019alto. \u00c8 un errore pensare che Cuba stia uscendo da un\u2019economia socialista per entrare in un\u2019economia capitalista. Quello a cui stiamo assistendo \u00e8 il protagonismo della gente con la sua creativit\u00e0, con la sua capacit\u00e0 di iniziativa, con la sua forza di resistenza. E quando si diventa protagonisti si \u00e8 chiamati ad assumere una decisione etica: ne trarr\u00f2 beneficio per me o contribuir\u00f2 a creare una cultura etica? L\u2019economia popolare nel quadro del socialismo esige uno spirito socialista molto radicato. Io dico sempre che il socialismo \u00e8 il nome politico dell\u2019amore. Fidel diceva che un rivoluzionario pu\u00f2 perdere la libert\u00e0 andando in carcere e la famiglia andando in esilio, pu\u00f2 perdere la salute ammalandosi, pu\u00f2 perdere il lavoro facendosi cacciare in quanto rivoluzionario, e persino la vita, ma solo una cosa non pu\u00f2 perdere: l\u2019etica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Frei Betto, teologo della liberazione: \u00abCuba non sar\u00e0 una mini-Cina. Il passaggio \u00e8 da un\u2019economia statalizzata a un\u2019economia popolare. 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