{"id":3050,"date":"2019-01-13T01:20:12","date_gmt":"2019-01-13T00:20:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=3050"},"modified":"2019-01-13T01:20:12","modified_gmt":"2019-01-13T00:20:12","slug":"le-infamie-della-turchia-in-bakur-fra-il-2015-e-il-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2019\/01\/le-infamie-della-turchia-in-bakur-fra-il-2015-e-il-2017\/","title":{"rendered":"Le infamie della Turchia in Bakur fra il 2015 e il 2017"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3051\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/GiannSart-curdi10immagErdogan.jpg\" alt=\"GiannSart-curdi10immagErdogan.jpg\" width=\"450\" height=\"229\" \/><\/p>\n<p>Nella testimonianza di un membro dei Corpi Speciali<\/p>\n<p>di Gianni Sartori (originalmente pubblicato nel sito <a href=\"http:\/\/www.labottegadelbarbieri.org\/le-infamie-della-turchia-in-bakur-fra-il-2015-e-il-2017\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Bottega del Barbieri<\/a>)<\/p>\n<p>Leggendo la testimonianza \u2013 l\u2019originale era apparso su un sito turco, poi ripreso da Kurdistan au feminin \u2013 di Ahmet Gun, poliziotto fuggito dalla Turchia, uno magari si chiede perch\u00e9 non ha reagito prima. Oppure se non stia recitando la parte del \u201cbuono\u201d (o del pentito) per garantirsi l\u2019asilo in Svizzera. Gun racconta in dettaglio le poco onorevoli gesta dei suoi commilitoni ma appare un po\u2019 reticente in merito alle sue; quasi fosse stato uno spettatore capitato l\u00ec per caso.<\/p>\n<p>Poi decidi che in fondo Ahmmet Gun dovr\u00e0 vedersela con la sua coscienza. Rimane la testimonianza, comunque cruda. E amara.<\/p>\n<p>Il poliziotto turco \u2013 ex membro dei corpi speciali \u2013 infatti ha deciso di svuotare il sacco. O almeno cos\u00ec dice.<\/p>\n<p>Ha trascorso nove anni nei territori curdi sotto amministrazione turca (il Bakur). Tra il 2015 e il 2017 era impegnato a combattere la resistenza dei curdi a Cizre, Sur, Lice, Nusaybin e Derik.<!--more--><\/p>\n<p>Un passo indietro.<\/p>\n<p>Al momento Ahmet vive, da rifugiato, in Svizzera con la famiglia. Racconta di essere stato licenziato come sospetto seguace di Fettullah Gulen. Con l\u2019aggravante \u2013 aggiunge \u2013 di essersi rifiutato di eseguire ordini da lui ritenuti troppo crudeli, disumani, durante gli scontri sanguinosi che si sono svolti nelle citt\u00e0 curde assediate.<\/p>\n<p>A Nusaybin (praticamente rasa al suolo, dove i soldati si facevano immortalare con la bandiera turca posata sulle macerie) durante il coprifuoco \u00abse per caso dei civili erano rimasti nelle loro case in una via dove noi avevamo l\u2019ordine di entrare, venivano sistematicamente e duramente picchiati\u00bb. Come aveva potuto vedere con i suoi occhi innumerevoli volte, almeno 20 dice. E ha spiegato che questo \u2013 picchiare la gente inerme che tentava invano di giustificarsi \u2013 \u00abavveniva con uno zelo quasi religioso\u00bb. Un giorno, mentre si trovava all\u2019interno di un veicolo blindato (da almeno dieci ore, precisa) uno dei suoi commilitoni scese a terra per orinare. Dopo un poco si sentirono gli spari. Quando risal\u00ec il militare spieg\u00f2 di aver aperto il fuoco contro alcuni ragazzini che si trovavano nei paraggi in quanto \u00abc\u2019\u00e8 il coprifuoco\u00bb. Coprifuoco che in quei frangenti i turchi imponevano anche di giorno.<\/p>\n<p>Ha poi raccontato di case colpite a cannonate senza alcuna ragione. Magari solo per divertimento o perch\u00e9 un militare voleva filmare la scena.<\/p>\n<p>Incidenti, provocazioni che costavano la vita a vecchi, donne e bambini inermi. Nel contempo venivano distrutte le riserve d\u2019acqua, anche con la temperatura a oltre 40\u00b0. Ahmet Gun ha confermato che erano proprio gli stessi militari a lasciare sui muri diroccati scritte inneggianti alle \u201cForze di Esedullah\u201d in quanto anche nell\u2019esercito turco si andava diffondendo una mentalit\u00e0 salafita (cio\u00e8 da integralisti religiosi che praticano la jihad). Fino al 2008 \u00abquesta mentalit\u00e0 nell\u2019esercito e nella polizia non esisteva e i militari si limitavano a scrivere sui muri frasi volgari e sconce. Oppure rubavano dalle case indumenti intimi femminili\u00bb. Ragazzate in fondo, sembra suggerire.<\/p>\n<p>Il comandante delle forze speciali turche era stato chiaro al momento di fornire le regole d\u2019ingaggio: \u00abVoglio vedere tutto raso al suolo e non voglio vedere teste attaccate al corpo\u00bb.<\/p>\n<p>Si ricordava di un uomo anziano \u2013 sempre durante il coprifuoco, praticamente perenne \u2013 uscito in strada con un bambino malato di due anni. Un poliziotto gli ha sparato contro un tracciante per intimidirlo, ma l\u2019uomo \u00e8 rimasto dov\u2019era dicendo che avrebbero anche potuto ammazzarlo, ma che almeno portassero il bambino all\u2019ospedale. Invece lo costrinsero a rientrare senza chiamare un\u2019ambulanza. \u00abQuel bambino era molto ammalato e difficilmente pu\u00f2 essere sopravvissuto\u00bb.<\/p>\n<p>Era il 2016 e a quell\u2019epoca \u00abdei morti si era perso il conto. Non importava a nessuno se i cadaveri restavano nelle strade anche per dieci giorni. Quelli erano gli ordini, quello era il clima\u00bb.<\/p>\n<p>A quel tempo \u2013 riconosce l\u2019ex agente \u2013 il suo punto di vista era sostanzialmente identico a quello dei suoi commilitoni e chiede perdono a Dio \u00abper quello che ho fatto in quei giorni\u00bb.<\/p>\n<p>Dice per\u00f2 di non aver \u00abmai sparato a un innocente o danneggiato dei beni, ma comunque avrei potuto dimettermi. Poi sono stato espulso, ma avrei potuto andarmene molto prima\u00bb.<\/p>\n<p>TERRORISMO DI STATO CONTRO I CIVILI CURDI<\/p>\n<p>\u00abPer noi \u2013 si giustifica \u2013 le persone (intende i curdi), anche i bambini, erano tutti potenziali terroristi. Quelli che non se ne erano andati al momento delle operazioni, quelli che rimanevano per noi erano dei traditori\u00bb.<\/p>\n<p>In sostanza dicevano agli abitanti rimasti nelle citt\u00e0: \u00abSe lo Stato vi dice di andarvene, voi dovete partire. Se rimanete, ne pagherete il prezzo\u00bb. Promessa poi mantenuta.<\/p>\n<p>Spiega che la maggior parte dei membri delle forze speciali erano simpatizzanti dei Lupi Grigi.<\/p>\n<p>Riconosce onestamente che \u2013 una volta che ci si trova a disporre del potere, della forza dello Stato \u2013 \u00e8 difficile opporsi o \u00abmettersi di traverso\u00bb. Si diventa una \u00abmacchina da guerra criminale\u00bb.<\/p>\n<p>Racconta di aver assistito allo sterminio di decine di persone \u2013 anziani, donne, feriti: non certo \u00abterroristi\u00bb \u2013 rifugiate nel sottosuolo. Alla fine vennero estratti ben 120 cadaveri. Non poteva assolutamente trattarsi di esponenti del PKK perch\u00e9 \u2013 spiega l\u2019ex militare \u2013 questi \u00abnon agiscono mai in gruppi superiori alle sette persone\u00bb.<\/p>\n<p>I militari sparavano anche sulle ambulanze. Al di fuori di ogni regola, anche di quelle di guerra. Al punto che ci furono discussioni accese fra militari e poliziotti, dato che non tutti accettavano di adeguarsi ciecamente a questi metodi barbari.<\/p>\n<p>Anche quando sarebbe stato possibile far uscire, evacuare, la gente dai rifugi \u2013 magari con i lacrimogeni \u2013 i comandanti preferivano attaccare con i carri armati. Chi non \u00e8 morto sotto le macerie \u00e8 stato divorato dalle fiamme. \u00abDal sottosuolo abbiamo estratto decine di corpi di bambini\u00bb.<\/p>\n<p>Gli avvenimenti del 2015-2017, secondo il transfuga turco, erano al di fuori di ogni norma sia religiosa che legale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come le operazioni qui condotte non avevano alcun fondamento dal punto di vista militare. E\u2019 giunto alla conclusione che fossero meramente e interamente un\u2019operazione politica. Condotta ovviamente contro la popolazione e la resistenza curda; per umiliarle, demoralizzarle, terrorizzarle\u2026<\/p>\n<p>Ma sempre invano, come si \u00e8 visto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella testimonianza di un membro dei Corpi Speciali di Gianni Sartori (originalmente pubblicato nel sito La Bottega del Barbieri) Leggendo la testimonianza \u2013 l\u2019originale era apparso su un sito turco, poi ripreso da Kurdistan au feminin \u2013 di Ahmet Gun, poliziotto fuggito dalla Turchia, uno magari si chiede perch\u00e9 non ha reagito prima. 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