{"id":3055,"date":"2019-01-13T01:29:04","date_gmt":"2019-01-13T00:29:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=3055"},"modified":"2019-01-13T01:29:04","modified_gmt":"2019-01-13T00:29:04","slug":"brasile-la-sconfitta-della-democrazia-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2019\/01\/brasile-la-sconfitta-della-democrazia-i-parte\/","title":{"rendered":"Brasile: la sconfitta della democrazia &#8211; I parte"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3056\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/bolsonaro-343x330.jpg\" alt=\"bolsonaro-343x330.jpg\" width=\"343\" height=\"330\" \/><\/p>\n<p>Prima delle tre puntate dedicate ad analizzare il sorprendente, ma non troppo, trionfo di Jair Bolsonaro, che dal 1 gennaio \u00e8 divenuto il nuovo presidente del Brasile. Al Planalto siede un uomo di ultradestra, razzista e pericoloso.<\/p>\n<p>di Luigi Eusebi<\/p>\n<p>Nel 1933 Adolf Hitler raggiunse il potere in Germania con un voto democratico. A fine 2018 l\u2019ex capitano dell\u2019esercito Jair Bolsonaro \u00e8 stato eletto presidente del Brasile, ottenendo 57,4 milioni di voti, su 147 milioni di elettori. L\u2019avversario nel secondo turno, rappresentante del PT (Partito dei Lavoratori), ex-ministro dell\u2019educazione, ex-sindaco di San Paolo, nonch\u00e8 professore universitario, Fernando Haddad, ha ricevuto 47 milioni di voti. Se si conteggiano 31,3 milioni di astenuti, 8,6 milioni di voti annullati e 2,4 milioni di voti in bianco, quasi 90 milioni di brasiliani non hanno votato per Bolsonaro. Molti si sono chiesti come sia stato possibile che dopo oltre 30 anni di teorica democrazia sia stato eletto presidente un oscuro, grezzo, mediocre deputato federale, palesemente non preparato, favorevole alla tortura e all\u2019uccisione di prigionieri e oppositori, difensore della dittatura militare che ha soggiogato il paese per 21 anni. Nulla avviene per caso! Vari fattori si sommano nell\u2019ascensione di Bolsonaro, sconosciuto fino a pochi mesi prima delle elezioni.<!--more--><br \/>\nLa democrazia brasiliana \u00e8 ed \u00e8 sempre stata fragile. Dalla colonizzazione portoghese dal 1500 hanno prevalso governi violenti, corrotti ed autocratici, con la dominazione dell\u2019impero e monarchia lusitana fino al 1889, quando fu decretata la Repubblica. Venne mantenuto in Brasile il pi\u00f9 lungo e resistente regime di schiavit\u00f9 del continente, durato 350 anni ed i cui effetti sociali e culturali si notano ancora oggi. Dall\u2019avvento della Repubblica nei primi decenni i governi furono diretti da militari, prima Deodoro da Fonseca poi Floriano Peixoto, cos\u00ec come fino agli anni venti del novecento i programmi politici erano di fatto dittatoriali. Subentr\u00f2 nel 1930 Getulio Vargas, un civile che rapidamente si trasform\u00f2 in dittatore, con alcuni periodi successivi di interruzione e un secondo ritorno al potere culminato con il suicidio nel 1954. Nel 1960 il presidente JanioQuadros venne deposto sette mesi dopo da \u201cforze occulte\u201d. Il potere venne occupato provvisoriamente da una Giunta Militare e dopo alterne vicende nel 1964 il vice di Quadros, Joao Goulart, venne deposto dal golpe militare che impose una feroce dittatura fino al 1985.<br \/>\nIn questi ultimi 33 anni di \u201cdemocrazia\u201d il primo presidente mor\u00ec senza poter iniziare il proprio mandato (Tancredo Neves). Il vice, Jos\u00e8 Sarney, port\u00f2 in cinque anni il paese alla bancarotta economica. Il successivo, una sorta di \u201cavatar\u201d della politica, giovane rampollo della borghesia dello stato di Alagoas, Fernando Collor de Melo, dur\u00f2 due anni e mezzo e fu cacciato con un impeachment per corruzione nel 1992, cedendo la presidenza all\u2019oscuro vice, Itamar Franco. Vi furono poi due mandati presidenziali di un sociologo inizialmente progressista ma convertitosi rapidamente a politiche economiche ultraliberiste, Fernando Henrique Cardoso (1995-2003), seguirono i due mandati di Luis Inacio Lula da Silva (2003-2011), ex tornitore meccanico figlio di emigrati del Nordeste povero, carismatico fondatore e leader del PT, un mandato e mezzo di Dilma Rousseff, ex guerrigliera durante la dittatura e ministra dei governi Lula, da lui indicata come erede politica, fino all\u2019impeachment del 2016 per\u2026 maquillage del bilancio statale, reato di minore entit\u00e0 praticato ovunque nel mondo e mai chiarito (una sorta di golpe bianco di tipo amministrativo). Fino agli ultimi due anni e mezzo di Michel Temer, il vice di Dilma, altra figura inquietante dello scenario politico, reazionario e mediocre (lui stesso si era auto-definito un vicepresidente \u201cdecorativo\u201d), che il 1\u00b0 gennaio 2019 ha passato la fascia presidenziale al 63enne Jair Messias Bolsonaro, di lontane origini venete e cos\u00ec chiamato dai genitori in omaggio a un calciatore (Jair, che transit\u00f2 anche in Italia) e per sottolineare le ispirazioni religiose della famiglia (Messias).<\/p>\n<p>Una famiglia Addams governativa\u2026<br \/>\nIl governo da poco insediato in Brasile sembra, osservando la griglia di partenza, superare in impresentabilit\u00e0 ogni esempio attuale e del recente passato, nonostante \u2013 sic \u2013 non manchino esempi un po\u2019 a tutte le latitudini. Nel governo Bolsonaro, su 22 ministri (unariduzione significativa rispetto agli oltre trenta precedenti) otto sono militari, una specie di record per un governo \u201ccivile\u201d. Tra gli altri, da notare che tre ministri sono pastori evangelici reazionari, un prezzo politico dovuto al sostegno ricevuto da diverse sette in campagna elettorale. Come avviene in tutti i governi, i ministeri non si contano, ma si\u2026 pesano. Vi sono, per motivi politici o di marketing, due ministri chiave: S\u00e9rgio Moro alla Giustizia e Paul Guedes, ultraliberista ortodosso all\u2019economia, che accorpa i poteri di tre ministeri, con un esercito di 65.000 dipendenti. In particolare per\u00f2 va evidenziata la traiettoria di S\u00e9rgio Moro, il grande accusatore ed esecutore giudiziario di Lula, coordinatore dell\u2019operazione \u201cLava Jato\u201d. Moro per alcuni settori della societ\u00e0 rappresenta una sorta di eroe, nonostante sia comprovato l\u2019uso politico dello strumento giudiziario, con procedure, tempi e modalit\u00e0 di esecuzione ai limiti, se non oltre, della legge. Moro afferma di essersi ispirato all\u2019operazione Mani Pulite italiana, ma la sua immediata nomina al super ministero della Giustizia, comunque la si pensi, conferma la scarsa autonomia tra i tre poteri dello Stato, principio base di qualunque democrazia.<\/p>\n<p>A seguire alcune \u201cchicche\u201d di questa corte dei miracoli, attraverso affermazioni pubbliche o\u2026 curriculum professionali di alcuni ministri. Ma attenzione, nella politica moderna non sempre si tratta di provocazioni, per alcuni ruoli chiave vi sono strategie politiche o di marketing tutt\u2019altro che amatoriali:<\/p>\n<p>\u00a7 Tereza Cristina, ad esempio, nominata Ministra dell\u2019Agricoltura, gi\u00e0 presidente del fronte parlamentare agropecuario, detta \u201cMusa del veleno\u201d, per aver presentato il progetto di legge n. 6.299, per la totale liberalizzazione dei prodotti agrotossici in Brasile<br \/>\n\u00a7 Bolsonaro si \u00e8 candidato alla Camera con il numero simbolico 30.06, che indica una particolare e nota munizione per fucili (\u201cDa usare contro la sinistra\u201d, ha detto in campagna elettorale)<br \/>\n\u00a7 \u201cLa dittatura doveva uccidere molta pi\u00f9 gente, sono favorevole alla tortura\u201d. \u201cPer quello che dipende da me un agricoltore presenter\u00e0 in futuro come biglietto da visita ai Senza Terra una cartuccia calibro 7.62. Bisogna uccidere questi vagabondi, la propriet\u00e0 privata in una democrazia \u00e8 sacra. Con noi il paese si liberer\u00e0 di questa \u201crazza\u201d (ndr: esponenti di sinistra e dei movimenti) per i prossimi 30 anni\u201d (Bolsonaro, campagna elettorale)<br \/>\n\u00a7 \u201cI lavoratori devono scegliere, o il lavoro o i diritti, entrambe le cose non sono possibili\u201d (Bolsonaro, il giorno prima dell\u2019insediamento)<br \/>\ne la cavalleria brasiliana non sia stata altrettanto efficace di quella americana nello sterminare gli indiani. Gli indios puzzano, sono ignoranti e non parlano la nostra lingua. Da Presidente garantisco che non verr\u00e0 demarcato un cm. in pi\u00f9 di terra indigena\u201d (Bolsonaro, campagna elettorale)<br \/>\n\u00a7 \u201cSei cos\u00ec racchia che non meriti nemmeno di essere stuprata\u201d (Bolsonaro, rivolto ad una collega dell\u2019opposizione)<br \/>\n\u00a7 Uno dei figli di Bolsonaro, Fl\u00e0vio, consulente del governo, ha dichiarato durante il periodo di transizione: \u201cLe donne di destra sono pi\u00f9 belle di quelle di sinistra, non cagano per le strade e non mostrano le tette\u201d<br \/>\n\u00a7 \u201cLe donne vivono troppo fuori casa, io vorrei stare tutto il pomeriggio su un\u2019amaca, mentre mio marito lavora molto, molto, molto, per riempirmi di gioielli e regali. Questo dovrebbe essere il modello ideale di societ\u00e0 e famiglia in Brasile\u201d (Damares Alves, segretaria del sotto-ministero dei diritti umani e della donna, in sede di presentazione delle attivit\u00e0 governative)<br \/>\n\u00a7 47 organizzazioni della societ\u00e0 civile USA hanno denunciato a inizio gennaio\u201919 i rischi irreparabili per il pianeta e la democrazia derivanti dai programmi del nuovo governo brasiliano<br \/>\n\u00a7 Alla cerimonia di \u201cposse\u201d del 1\u00b0 gennaio si \u00e8 notata la presenza in pompa magna di Netanyahu, primo ministro uscente del governo di Israele, sfiduciato nel dicembre\u201918, ricevuto come fratello ed esempio da imitare, con la volont\u00e0 di stringere alleanze economico-politiche ad ogni livello tra i due paesi (dopo gli ultimi governi del PT vicini al mondo arabo ed alla causa palestinese), a cominciare dallo spostamento dell\u2019ambasciata brasiliana in Israele a Gerusalemme. \u201cSe noi siamo il popolo della terra promessa \u2013 ha dichiarato all\u2019arrivo Netanyahu \u2013 il Brasile \u00e8 il popolo della promessa futura\u201d. Alla cerimonia erano assenti tutti i principali leader occidentali, ma si \u00e8 segnalata la presenza di Viktor Orban, omologo ungherese di Bolsonaro in fatto di diritti umani e di curriculum\u2026, i presidenti di estrema destra di Cile e Paraguay, il Segretario di Stato USA ultra-reazionario Mike Pompeo, mentre per l\u2019Italia era presente Gianmarco Centinato, emblematico ministro dell\u2019agricoltura, pavese ultra-leghista<br \/>\n\u00a7 Dario, amico di vecchia data che vive da decenni a Belo Horizonte, avendo lavorato a lungo per l\u2019indotto Fiat, osservatore documentato della realt\u00e0, non condivide le denunce, non per i fatti ma per l\u2019interpretazione: \u201cIn Europa avete una visione distorta e un\u2019immagine caricaturale di Bolsonaro, finora non ha fatto nulla che vada contro la legge\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima delle tre puntate dedicate ad analizzare il sorprendente, ma non troppo, trionfo di Jair Bolsonaro, che dal 1 gennaio \u00e8 divenuto il nuovo presidente del Brasile. 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