{"id":3067,"date":"2019-02-14T18:43:53","date_gmt":"2019-02-14T17:43:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/lettera-rete-di-quarrata-gennaio-febbraio-2019\/"},"modified":"2019-02-14T18:43:53","modified_gmt":"2019-02-14T17:43:53","slug":"lettera-rete-di-quarrata-gennaio-febbraio-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2019\/02\/lettera-rete-di-quarrata-gennaio-febbraio-2019\/","title":{"rendered":"Lettera Rete di Quarrata &#8211; gennaio-febbraio 2019"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3066\" data-permalink=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2019\/02\/lettera-rete-di-quarrata-gennaio-febbraio-2019\/a4566d42-3a17-40ea-a3fb-0b81b221c66d\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/a4566d42-3a17-40ea-a3fb-0b81b221c66d.png\" data-orig-size=\"550,550\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"a4566d42-3a17-40ea-a3fb-0b81b221c66d\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/a4566d42-3a17-40ea-a3fb-0b81b221c66d-300x300.png\" data-large-file=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/a4566d42-3a17-40ea-a3fb-0b81b221c66d.png\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/a4566d42-3a17-40ea-a3fb-0b81b221c66d.png\" class=\"size-full wp-image-3066\" width=\"550\" height=\"550\" srcset=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/a4566d42-3a17-40ea-a3fb-0b81b221c66d.png 550w, https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/a4566d42-3a17-40ea-a3fb-0b81b221c66d-150x150.png 150w, https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/a4566d42-3a17-40ea-a3fb-0b81b221c66d-300x300.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/p>\n<p>Carissima, carissimo,<\/p>\n<p>ecco la nostra consueta lettera, questa volta approfitto di due interessantissime riflessioni inviatemi in questi giorni dall\u2019amico scrittore Erri De Luca e da una giovane emiliana, Giorgia Ansaloni per farle nostre e riflettere insieme su due temi importantissimi: i diritti e l\u2019economia e i migranti. Inizia Erri, a seguire Giorgia. Un caro saluto, Antonio<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Erri<\/strong>. Negli anni delle rivolte politiche ho conosciuto il pubblico coraggio di una giovent\u00f9 intransigente. Era possibile a conseguenze anche gravi perch\u00e9 c\u2019era un legame di lealt\u00e0 e di solidariet\u00e0 che aumentava il valore di ognuno.<\/p>\n<p>Per contro non so immaginare il coraggio personale di chi svolge in solitudine un suo compito rischioso.<\/p>\n<p>Penso a Giulio Regeni, sequestrato, torturato e ucciso tre anni fa in Egitto. Sapeva di essere seguito, spiato, intercettato dai reparti della sicurezza di Stato, mentre svolgeva le sue ricerche di studioso per conto di una universit\u00e0 inglese che qui non merita di essere nominata.<!--more--><\/p>\n<p>Abitava una citt\u00e0 met\u00e0 trappola e met\u00e0 labirinto. Leggendo le avventure di Teseo nella mitologia Greca non mi sono immaginato un suo particolare coraggio nell\u2019imboccare l\u2019ingresso del Labirinto di Creta. Era un vendicatore della sua giovent\u00f9 immolata al Minotauro, era armato e conosceva il terreno, grazie al filo dipanato all\u2019ingresso, dono di Arianna.<\/p>\n<p>Per Giulio Regeni devo immaginare invece la dote di un coraggio personale inflessibile, ribadito come una disciplina. Non arrivo per\u00f2 a immaginare quello dei giorni di sequestro e di macelleria sommaria del suo corpo. Perci\u00f2 mi viene di accostarlo alla figura di Pasolini, entrambi intellettuali che volevano conoscere sul campo le condizioni di vita e i temi che li interessavano. Entrambi sono stati assassinati in infami agguati dei quali si continua a chiedere conto.<\/p>\n<p>Nessun governo ha operato allora e adesso per forzare ostacoli alla verit\u00e0. Se Giulio Regeni fosse stato tedesco, francese, inglese, l\u2019Europa avrebbe reagito in coro. Invece la diplomazia italiana ha toccato il punto pi\u00f9 basso di servilismo e inefficienza. Ognuno pu\u00f2 scegliere tra incapacit\u00e0 e omert\u00e0. Oggi a Il Cairo c\u2019\u00e8 imperturbabile un ambasciatore italiano che continua il suo ruolo di procacciatore di affari.<\/p>\n<p>Un governo ha per compito la tutela dei propri cittadini in Italia e all\u2019estero. Se antepone a questo dovere quello di agevolare traffici, si comporta con le stesse priorit\u00e0 della Mafia, che subordina perfino le vite dei propri&nbsp; familiari all\u2019arricchimento. Lo Stato che abdica alla ricerca della verit\u00e0 per un suo cittadino assassinato da servizi di uno Stato dichiarato amico e sicuro, si degrada a trafficante. L\u2019Egitto non \u00e8 uno Stato sicuro e questo dev\u2019essere ben scritto nell\u2019informativa del Ministero degli Esteri a beneficio dei cittadini italiani che intendono recarvisi.<\/p>\n<p>L\u2019ambasciatore italiano dev\u2019essere richiamato in patria, finch\u00e9 non sar\u00e0 crepato il muro di omert\u00e0 del governo egiziano intorno ai responsabili.<\/p>\n<p>In occasione della fiaccolata e dell\u2019assemblea convocata a Fiumicello da Claudio, Paola e Irene Regeni ho espresso la mia gratitudine. Non si sono chiusi nel loro dolore impenetrabile, non hanno contrapposto il loro silenzio privato a quello pubblico di governi che antepongono i commerci al sacrosanto diritto di giustizia.<\/p>\n<p>La famiglia Regeni \u00e8 perci\u00f2 esempio di valore civile e chiama a raccolta le energie migliori della nostra sfilacciata comunit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 compatto, spesso, il silenzio dei governi sugli assassini di Stato del nostro cittadino Giulio Regeni. Ma sono pi\u00f9 robuste di quel silenzio le nostre nocche che battono a quel muro e non temono di spellarsi, e le nostre voci di sgolarsi per scippare verit\u00e0 e giustizia dovute a Giulio Regeni, alla sua famiglia e a noi.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*********<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mi chiamo Giorgia<\/strong>, ho 19 anni, abito a Nonantola, un paese in provincia di Modena. Ero alla fine della terza superiore quando ho iniziato a fare servizio, attraverso gli scout, alla scuola di italiano per stranieri \u201cFrisoun\u201d. Mi sono subito affezionata a questo ambiente sempre accogliente e \u201ccolorato\u201d, non solo per le diverse sfumature della pelle, ma anche per la moltitudine dei sorrisi e delle storie di vita che ogni lezione regala. Ho iniziato quando gli studenti a scuola erano solo gli stranieri residenti a Nonantola da tempo che non si erano ancora integrati del tutto o da poco arrivati legalmente in Italia per ricongiungersi con i parenti, per cercare un lavoro.<\/p>\n<p>Il 26 aprile 2017 era prevista una delle riunioni di programmazione delle lezioni successive, ma la sera stessa mi arriv\u00f2 un SMS: quella sera avremmo conosciuto \u201ci nuovi profughi\u201d, una decina, che sarebbero stati ospitati a Nonantola. All\u2019epoca conoscevo le storie dei migranti solo per le notizie sugli sbarchi a Lampedusa, perch\u00e9 i telegiornali non facevano altro che parlare di quello da diverso tempo, ma incontrarli di persona quella sera ha avuto un effetto ben diverso. Erano in cerchio, in silenzio, in attesa \u2013 l\u2019ennesima del loro lungo viaggio \u2013 prima di essere trasferiti in un nuovo edificio, non si conoscevano tutti tra di loro e soprattutto avevano gli sguardi che parlavano da soli: c\u2019era chi scambiava qualche mormorio col vicino, chi aveva la faccia assonnata, chi si guardava intorno incuriosito. Questo \u00e8 stato il primo incontro con loro e due cose mi hanno subito colpito: la loro completa fiducia in chi li stava accogliendo (erano in bal\u00eca di decisioni prese da altri) e il fatto che fossero tutti giovani \u2013 avevano giusto qualche anno in pi\u00f9 di me se non addirittura la stessa et\u00e0 \u2013 e io sarei diventata una loro maestra.<\/p>\n<p>Ora a Nonantola sono accolti circa una sessantina di richiedenti asilo e un buon numero di questi frequenta la scuola di italiano insieme agli altri studenti di vecchia data. Inizialmente facevo fatica a parlare con loro, a confrontarmi con il loro passato doloroso. Mi facevano vedere le foto della loro famiglia lontana, mi raccontavano del fratello o della sorella che avrebbero voluto rivedere, della casa che era andata distrutta durante un\u2019alluvione, della Libia, del lungo viaggio, e tuttora a volte sento di non avere le parole giuste per confortarli, impotente di fronte alla loro sofferenza.<\/p>\n<p>Una volta andai a cena a casa di un gruppo di ragazzi (Mohammed, Ablaye, Mansoor, Adama) e rimasi scandalizzata quando, dopo aver posto al centro del tavolo un unico grande piatto di cous cous, iniziarono a mangiare da quello con le mani, senza le posate. Abituata ad un mondo in cui si mantengono sempre le distanze, subito rimasi perplessa, ma questa tradizione africana ti dimostra che per essere accoglienti non basta fornire i mezzi per vivere, offrire una casa e del cibo, che ovviamente sono fondamentali, ma \u00e8 necessario mettersi intorno allo stesso tavolo, in un rapporto di parit\u00e0, sentirsi fratelli e condividere ci\u00f2 che si ha con molta semplicit\u00e0.<\/p>\n<p>A scuola io provo ad insegnare le lettere e la grammatica italiana, i ragazzi migranti mi insegnano invece l\u2019importanza delle relazioni, la bellezza di un \u201cgrazie\u201d sentito col cuore, la ricchezza di tante prospettive, la pazienza, ad avere speranza nel futuro, perch\u00e9, come mi ha detto Bacari l\u2019altro giorno: \u201cun bambino quando nasce non corre subito\u201d.<\/p>\n<p>Ora quando cammino per Nonantola e mi capita di incontrare uno di loro sono tranquilla, mi fa piacere scambiare due chiacchiere con lui, gli ricordo di essere puntuale a scuola e se sono insieme ad altri amici lo presento anche a loro: se tutti noi aprissimo il nostro cuore scopriremmo che i migranti non sono qualcosa di cui avere paura, ma sono un dono di Dio nella nostra vita.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 stata la mia esperienza ed auguro a tutti di accogliere l\u2019invito di papa Francesco, che \u00e8 l\u2019invito di Ges\u00f9, e di scoprire cos\u00ec che nei migranti Dio ci dona dei fratelli che arricchiscono la nostra vita e quello di Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna che una volta mi ha detto \u201cla vita \u00e8 tenersi per mano\u201d.<\/p>\n<p>Ricordo ad ognuno di noi l\u2019autotassazione libera nella quantit\u00e0 e continuativa nel tempo a sostegno dei progetti.<\/p>\n<p>I versamenti devono essere effettuati sui seguenti conti:<\/p>\n<p>Conto corrente postale intestato a Notiziario della Rete Radi\u00e9 Resch:<\/p>\n<p>IBAN: IT 15 N 07601 13800 000011468519<\/p>\n<p>o sul conto della Banca Alta Toscana<\/p>\n<p>intestato a Rete Radi\u00e9 Resch<\/p>\n<p>IBAN: IT 42 M 08922 70500 000000004665<\/p>\n<p>Indicando sempre la causale<\/p>\n<p>Infine ricordiamo il contributo alla nostra rivista: In Dialogo<\/p>\n<p>contributo ordinario&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2019&nbsp; \u20ac&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 35<\/p>\n<p>contributo sostenitore&nbsp; 2019&nbsp; \u20ac&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 50<\/p>\n<p>contributo amicizia&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2019&nbsp; \u20ac&nbsp;&nbsp;&nbsp; 100<\/p>\n<p>contributo vitalizio&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2019&nbsp; \u20ac 1.000<\/p>\n<p>Chi invia il contributo di sostenitore, amicizia o vitalizio ricever\u00e0 un libro in omaggio.<\/p>\n<p>Se hai l\u2019indirizzo elettronico, inviacelo, risparmieremo tempo e denaro inviandoti la lettera mensile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissima, carissimo, ecco la nostra consueta lettera, questa volta approfitto di due interessantissime riflessioni inviatemi in questi giorni dall\u2019amico scrittore Erri De Luca e da una giovane emiliana, Giorgia Ansaloni per farle nostre e riflettere insieme su due temi importantissimi: i diritti e l\u2019economia e i migranti. 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