{"id":3190,"date":"2019-06-22T19:48:42","date_gmt":"2019-06-22T17:48:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/dimmi-se-la-chiameresti-pacchia-di-alessandra-ballerini\/"},"modified":"2019-06-22T19:48:42","modified_gmt":"2019-06-22T17:48:42","slug":"dimmi-se-la-chiameresti-pacchia-di-alessandra-ballerini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2019\/06\/dimmi-se-la-chiameresti-pacchia-di-alessandra-ballerini\/","title":{"rendered":"Dimmi se la chiameresti pacchia &#8211; di Alessandra Ballerini"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/image-30.jpg\" class=\"size-full\" width=\"253\" height=\"199\"><\/p>\n<p>vignetta di Staino<\/p>\n<p>Provateci voi. Dopo un boato, un fragore di sangue, con ancora il bagliore della lama tra occhi e pelle.&nbsp;Il nemico alle spalle o alle porte. Mentre la terra trema o la tempesta si abbatte sulla tua casa.<\/p>\n<p>Provateci voi a strappare via dalla distruzione, dalle bombe, dal fuoco, dalla furia del cielo e degli uomini, i vostri figli, i documenti, gli averi pi\u00f9 preziosi e i beni di prima necessit\u00e0, in una manciata di secondi, mentre la testa sembra scoppiarti di terrore.<\/p>\n<p>E poi provate a scappare, con il fratellino per mano o disperatamente soli, con la sacca sulle spalle, a correre pi\u00f9 veloce dei proiettili, degli aguzzini, della paura, del dolore.<\/p>\n<p>Prova a stiparti su un camion che non ci si crede che saresti riuscita a farti cos\u00ec piccola, con le ginocchia in bocca e i gomiti tra le costole, senza pi\u00f9 distinguere il tuo corpo da quello degli altri disperati compagni di viaggio. Prova a vederli cadere senza poterli afferrare o soccorrere.<!--more--><\/p>\n<p>Provate voi a detestare il vostro corpo che cede, si spezza, sbava, si scuote di dolore, fame e febbre. Il vostro corpo cos\u00ec esigente, fragile, disobbediente e sporco. Il vostro corpo ormai decomposto che pure attira. Provate a odiare il vostro sesso, a desiderare di non avere varchi, provate a chiudervi per non concedere ingressi al vostro aggressore. Provate a resistere. E poi a cedere, E provate a dirmi cosa fa pi\u00f9 male.<\/p>\n<p>Provate il tradimento, l\u2019umiliazione, il disgusto, per questo corpo che ancora, ottuso, meschinamente resiste.<\/p>\n<p>Provate i deserti, la prigione, la tortura. La plastica sciolta sulla schiena, le sigarette spente su mani e braccia, le bastonate sotto le piante dei piedi, le frustate con cinghie o tubi di plastica. Ditemi: quanto resistereste appesi per le braccia, quanto potete stare senza bere immobilizzati sotto il sole. Qual \u00e8 il livello di dolore che siete in grado di sopportare? Moltiplicatelo. E mille volte ancora.<\/p>\n<p>Vi piace il mare? Provate di notte a distinguerlo dal nero del cielo, provate a sopportarne il rumore dopo 36 ore di traversata, incastrati tra decine di altri corpi, con il gasolio che ustiona la pelle, da bere solo acqua salata.<\/p>\n<p>E magari non sai neppure nuotare. E urli, preghi, ma il mare grida pi\u00f9 forte. Cos\u00ec forte che anche sulla terraferma continuerai a sentirlo, pure se ti tappi le orecchie e ti batti le mani sulle tempie. Non uscir\u00e0 pi\u00f9 dalla tua testa, il mare.<\/p>\n<p>Prova a sbarcare. Trascinato da divise in guanti di lattice e mascherine sulla bocca.<\/p>\n<p>Di nuovo rinchiuso, ordini urlati, moduli da firmare, paura, disagio e rassegnazione fino a qualcosa che assomigli finalmente alla libert\u00e0 se non alla vita. Prova e essere messo in fila, un numero sul polso, contato, spostato, ispezionato, come fossi una cosa, un fastidio.<\/p>\n<p>Prova le code nel campo di accoglienza e in questura, prova a dover mostrare, ogni volta a sconosciuti, ogni volta diversi, le tue ferite, prova a raccontare l\u2019indicibile. Prova a rispondere sempre alle stesse domande senza che mai a nessuno degli interlocutori importi nulla di te.<\/p>\n<p>Provate a sentire su di voi sempre il sospetto, e talvolta, se avete migliore fortuna, la pena. Mai il rispetto.<\/p>\n<p>Prova alla fine a sentirti dire che \u201cnon sei credibile\u201d che la tua storia \u201c\u00e8 inverosimile e romanzata\u201d che non sei stato abbastanza preciso con le date o i nomi di strade e fiumi, persi per sempre nella tua memoria. Prova a sentirti dire che tutto il tuo dolore non \u00e8 convincente, prova a sentirti dare del bugiardo, del profittatore. Prova a doverti vergognare della tua sopravvivenza.<\/p>\n<p>Prova a ricevere il \u201crifiuto\u201d di qualsiasi forma di protezione.<\/p>\n<p>Prova a essere un rifiuto. Scartato, schifato, scacciato. Sconfitto.<\/p>\n<p>Prova di nuovo ad avere paura, fame, freddo, angoscia.<\/p>\n<p>Prova a doverti ancora nascondere, a dover scappare dalla polizia e dall\u2019odio. Senza trovare rifugio n\u00e9 pace.<\/p>\n<p>Prova a non farcela pi\u00f9, a pregare solo di morire e tentare invece ancora di vivere.<\/p>\n<p>Provaci tu,<\/p>\n<p>E poi dimmi se la chiameresti pacchia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>vignetta di Staino Provateci voi. Dopo un boato, un fragore di sangue, con ancora il bagliore della lama tra occhi e pelle.&nbsp;Il nemico alle spalle o alle porte. Mentre la terra trema o la tempesta si abbatte sulla tua casa. 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