{"id":3320,"date":"2019-10-16T17:19:22","date_gmt":"2019-10-16T15:19:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/armi-e-stragi-non-solo-turchia-di-franco-astengo\/"},"modified":"2019-10-16T17:19:22","modified_gmt":"2019-10-16T15:19:22","slug":"armi-e-stragi-non-solo-turchia-di-franco-astengo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2019\/10\/armi-e-stragi-non-solo-turchia-di-franco-astengo\/","title":{"rendered":"Armi e stragi: non solo Turchia\u2026 &#8211; di Franco Astengo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/image-3.jpg\" class=\"size-full\" width=\"720\" height=\"405\"><\/p>\n<p>Armi e stragi: non solo Turchia\u2026 in crescita il commercio mondiale<\/p>\n<p>di FRANCO ASTENGO (originalmente pubblicato ne La Bottega del Barbieri <a href=\"http:\/\/www.labottegadelbarbieri.org\/armi-in-crescita-il-commercio-mondiale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.labottegadelbarbieri.org\/armi-in-crescita-il-commercio-mondiale\/<\/a>)<\/p>\n<p><strong><em>A seguire la petizione di Potere al popolo per 6 azioni concrete e immediate contro la Turchia<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il proditorio attacco portato in territorio siriano al popolo curdo da parte della Turchia sta provocando reazioni molto flebili da parte dei principali protagonisti della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Con grande cautela si sta valutando la possibilit\u00e0 di un blocco nella vendita di armi al regime di Erdogan.<\/p>\n<p>A parte le ovvie annotazioni riguardanti il fatto che sono molteplici (e anche facili da attuare) le possibilit\u00e0 di aggirare questo tipo di blocco \u2013 ad esempio attraverso intermediazioni in Paesi come il Pakistan o l\u2019Afghanistan o l\u2019Arabia Saudita o l\u2019Egitto \u2013 mi permetto di porre pubblicamente un interrogativo. Di seguito infatti si segnalano alcuni dati concernenti il traffico d\u2019armi riguardanti le grandi potenze e altri Paesi particolarmente presenti in questo mercato.<\/p>\n<p>La domanda \u00e8 questa.<\/p>\n<p>Secondo voi la difesa del disgraziato popolo curdo per i mercanti di morte vale la rinuncia anche soltanto a qualche piccolo pezzo di questo gigantesco affare globale?<\/p>\n<p>Per conto mio proprio no.<\/p>\n<p>Di seguito qualche dato.<!--more--><\/p>\n<p>Secondo l\u2019istituto di ricerca svedese Sipri, il pi\u00f9 autorevole in queste analisi, l\u2019anno scorso nel mondo sono stati spesi 1.686 miliardi di dollari per acquistare armamenti.<\/p>\n<p>Washington resta il leader mondiale nella vendita delle armi seguito da Russia, Francia, Germania e Cina. Il 52% delle armi Usa vanno in Medio Oriente. L\u2019Arabia Saudita ha aumentato l\u2019import di armi del 192%. Al terzo posto l\u2019Egitto con una crescita del 206%. Diminuiscono dell\u201987% le importazioni di armi in Siria.<\/p>\n<p>Il volume del commercio internazionale di armi pesanti nel quinquennio 2014-18 (lo riporta l\u2019Agenzia AsiaNews) ha superato del 7,8% quello fra il 2009 e il 2013 e del 23% il periodo 2004-2008.<\/p>\n<p>In vetta alla classifica, i cinque principali esportatori: Stati Uniti, Russia, Francia, Germania e Cina. Messi insieme, questi cinque Paesi valgono per il 75% circa del volume totale di esportazioni di armi nell\u2019ultimo quinquennio. Il flusso di armi \u00e8 aumentato in Medio Oriente fra 2009-13 e fra 2014-2018, mentre vi \u00e8 stata una diminuzione per tutte le altre regioni del pianeta.<\/p>\n<p>Le esportazioni di armi dagli Stati Uniti sono aumentate del 29% negli ultimi 10 anni e la quota complessiva appannaggio degli Usa nello stesso periodo \u00e8 passata dal 30 al 36%. Al contempo si \u00e8 fatta sempre pi\u00f9 ampia la distanza fra i due principali esportatori: il dato registrato da Washington sulle armi pesanti \u00e8 stato del 75% maggiore rispetto alla Russia fra 2014 e 2018; nel periodo 2009-2013 la distanza era \u201csolo\u201d del 12%. La maggioranza di armi venduta dagli Stati Uniti nell\u2019ultimo quinquennio (il 52%) \u00e8 andata in uno dei Paesi del Medio Oriente. Washington \u00abha consolidato la propria posizione come leader mondiale nella fornitura di armi\u00bb sottolinea Aude Fleurant, direttore del programma sulle armi e le spese militari del Sipri. Gli Usa, prosegue l\u2019esperto, hanno esportato armi \u00abad almeno 98 nazioni negli ultimi cinque anni\u00bb compresi missili balistici e bombe teleguidate.<\/p>\n<p>Di contro, sono calate del 17% le esportazioni di armi dalla Russia. Una diminuzione dovuta in particolare alla minore richiesta da parte di India e Venezuela.<\/p>\n<p>Indici \u201cpositivi\u201d nell\u2019ultimo decennio per Francia (+43% nelle esportazioni) e Germania (+13%). Il dato complessivo dell\u2019esportazione di armi per i Paesi dell\u2019Unione europea \u00e8 pari al 27% del commercio globale fra 2014 e 2018.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 accaduto alla Russia anche la Cina ha fatto registrare una inversione di tendenza, pur restando al quinto posto della classifica dei Paesi esportatori. Se, fra il 2004-8 e il 2009-13, le esportazioni cinesi erano crescite del 195%, nell\u2019ultimo quinquennio l\u2019aumento registrato \u00e8 di un misero 2,7%.<\/p>\n<p>Un aumento definito \u00absostanziale\u00bb invece \u00e8 stato quello registrato da Israele (+60%), Corea del Sud (+94%) e Turchia (+170%.)<\/p>\n<p>Le importazioni di armi negli Stati del Medio Oriente.<\/p>\n<p>In questa tormentata regione le importazioni di armi sono aumentate dell\u201987% tra 2009-13 e 2014-18 e hanno rappresentato il 35% delle importazioni globali nell\u2019ultimo quinquennio. L\u2019Arabia Saudita \u00e8 diventata il principale importatore mondiale, con un aumento del 192%. Le importazioni di armi dell\u2019Egitto, il terzo maggiore al mondo, sono triplicate (+206%). Sono cresciute pure le importazioni di armi da parte di Israele (354%), Qatar (225%) e Iraq (139%). Infine sono diminuite dell\u201987% le importazioni di armi dalla Siria.<\/p>\n<p>In questo scenario l\u2019Italia ha un ruolo doppiamente ambiguo. Mentre facciamo i conti con un\u2019industria che arranca in quasi tutti i settori (specie dove non riusciamo a esportare), siamo fortissimi proprio nella produzione e nella vendita delle armi. Nell\u2019ultimo anno, nel silenzio generale, abbiamo avuto un vero boom delle esportazioni militari: + 85 per cento. E sapete chi c\u2019\u00e8 in prima fila a soffiare su questo fuoco da venti di guerra? Il gruppo Leonardo, ex Finmeccanica, ovvero una societ\u00e0 controllata dallo stesso Stato italiano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/image-4.jpg\" class=\"size-full\" width=\"700\" height=\"867\"><\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Potere al Popolo ha lanciato questa petizione e l\u2019ha diretta a Luigi Di Maio (Ministro per gli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale)<\/strong><\/p>\n<p>Caro ministro Di Maio,<\/p>\n<p>sabato 12 ottobre a Napoli, davanti a migliaia di persone, ha promesso di fermare la vendita di armi alla Turchia. Ora le chiediamo di trasformare subito questa promessa in realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ma questa non \u00e8 l\u2019unica cosa che il governo italiano pu\u00f2 fare per far finire il massacro che sta subendo il popolo curdo. E\u2019 da quasi 10 anni che la Turchia, membro della NATO e alleato dell\u2019Italia, supporta bande di terroristi islamisti causando infiniti lutti in Siria. Ora l\u2019autoritario presidente Erdogan ha invaso la Siria e mira a un\u2019operazione di pulizia etnica e allo sterminio del popolo curdo, che ha gi\u00e0 pagato un enorme tributo di sangue per sconfiggere l\u2019ISIS. L\u2019Italia non pu\u00f2 rimanere inerte di fronte a questo atto che ha gi\u00e0 provocato nuove morti, distruzioni e profughi e rischia di far tornare in Europa molti combattenti dell\u2019ISIS. Il governo italiano deve far sentire la sua voce come chiesto da decine di migliaia di persone in piazza in questi giorni.<\/p>\n<p>Ecco i sei provvedimenti che chiediamo di adottare immediatamente:<\/p>\n<p>\u2022&nbsp;Fermare subito l\u2019export di armi ad Ankara, nel rispetto dell\u2019articolo 6 della legge 185 del 1990 che afferma il divieto di commercio di armi \u00abverso i Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani\u00bb e \u00abl\u2019esportazione e il transito di armi sono altres\u00ec vietati verso Paesi in stato di conflitto armato\u00bb. Dal 2013 a oggi c\u2019\u00e8 stato un incredibile balzo in avanti delle esportazioni di armi alla Turchia, regime autoritario e irrispettoso dei pi\u00f9 elementari diritti delle popolazioni dentro e fuori i confini turchi. L\u2019anno scorso abbiamo venduto armamenti per un valore di 362,3mln di euro, il che fa della Turchia il maggior beneficiario di armi italiane all\u2019interno della NATO. In prima fila c\u2019\u00e8 la Leonardo, azienda il cui maggior azionista \u00e8 il ministero dell\u2019Economia e delle Finanze, sia per la fornitura di elicotteri che di sistemi satellitari. L\u2019Italia deve fare ci\u00f2 che il 9 ottobre ha fatto la Finlandia e il 10 ottobre la Norvegia, paese peraltro membro della NATO: fermare immediatamente l\u2019export di armi;<\/p>\n<p>\u2022&nbsp;Sospendere il programma relativo a F-35 Joint Strike Fighter, ad oggi in cooperazione con diversi paesi tra cui la Turchia, per lo \u201csviluppo, industrializzazione e supporto alla produzione di un velivolo multiruolo di quinta generazione in sostituzione degli aeromobili attualmente in servizio\u201d, per una spesa prevista di 690mln di euro per il 2019 e di 859mln di euro per il 2020;<\/p>\n<p>\u2022&nbsp;Ritirare il contingente di 130 unit\u00e0 che opera in Turchia sotto l\u2019ombrello della NATO, nell\u2019ambito dell\u2019operazione Sagitta, una missione \u00abdi difesa anti-missile a favore della Turchia\u00bb. Alleanze come la NATO dimostrano una volta di pi\u00f9 di servire solo gli interessi di dominio dei suoi membri, soprattutto quelli pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p>\u2022&nbsp;Luned\u00ec 14 ottobre, in occasione dell\u2019incontro dei Ministri degli Esteri dell\u2019UE in Lussemburgo, rivendicare la fine del Programma di aiuti finanziari UE alla Turchia, che ha il solo obiettivo di tenere i migranti siriani lontani dai nostri occhi ed \u00e8 un\u2019arma di ricatto che Erdogan non ha alcuno scrupolo a utilizzare;<\/p>\n<p>\u2022&nbsp;Congelare la cooperazione tra servizi segreti italiani e turchi, come richiesto anche da deputati del Labour Party nel Regno Unito: sarebbe imperdonabile offrire ai turchi informazioni che li agevolerebbero nel genocidio delle popolazioni siriane, come pare abbia purtroppo gi\u00e0 fatto l\u2019intelligence statunitense;<\/p>\n<p>\u2022&nbsp;Imporre sanzioni diplomatiche ed economiche ad Ankara, iniziando dal ritiro dal nostro ambasciatore.<\/p>\n<p>Queste le misure da applicare immediatamente. Non ci servono belle parole per bloccare l\u2019offensiva, servono fatti. L\u2019Italia deve adottare una diplomazia di pace attiva, contribuendo alla giustizia e alla pace tra i popoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Armi e stragi: non solo Turchia\u2026 in crescita il commercio mondiale di FRANCO ASTENGO (originalmente pubblicato ne La Bottega del Barbieri http:\/\/www.labottegadelbarbieri.org\/armi-in-crescita-il-commercio-mondiale\/) A seguire la petizione di Potere al popolo per 6 azioni concrete e immediate contro la Turchia Il proditorio attacco portato in territorio siriano al popolo curdo da parte della Turchia sta provocando&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2019\/10\/armi-e-stragi-non-solo-turchia-di-franco-astengo\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Armi e stragi: non solo Turchia\u2026 &#8211; di Franco Astengo<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"enabled":false},"version":2}},"categories":[35,36,41,33,37,32,42],"tags":[],"class_list":["post-3320","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-democrazia","category-diritti-umani","category-guerra","category-italia","category-migrazioni","category-multinazionali","category-pace","entry"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2vEQL-Ry","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":false,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3320","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3320"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3320\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3320"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3320"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3320"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}