{"id":3346,"date":"2019-11-04T23:41:12","date_gmt":"2019-11-04T22:41:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/eugenio-melandri-e-volato-via\/"},"modified":"2019-11-04T23:51:20","modified_gmt":"2019-11-04T22:51:20","slug":"eugenio-melandri-e-volato-via","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2019\/11\/eugenio-melandri-e-volato-via\/","title":{"rendered":"Eugenio Melandri \u00e8 volato via"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image.jpg\" class=\"size-full wp-image-3345\" width=\"720\" height=\"719\"><\/p>\n<p>Lo ricordano Alessio Di Florio, Guido Barbera e Maurizio Acerbo<\/p>\n<p>Eugenio Melandri: pace e solidariet\u00e0 impegni di vita<\/p>\n<p>di Alessio Di Florio (*)<\/p>\n<p>La commozione ha viaggiato sul web molto prima che uscisse la notizia. E gi\u00e0 questo moto spontaneo, questa commozione che ha fatto irruzione in una domenica d\u2019Ottobre, \u00e8 testimonianza verace. E\u2019 morto Eugenio Melandri, una vita impegnato nell\u2019attivismo pacifista, nella solidariet\u00e0, nella Chiesa degli ultimi. Un impegno politico svolto con totale dedizione e passione dal Parlamento Europeo all\u2019assessorato (dal 2008 al 2010) a Genzano. Dove fu fortemente voluto da Armando La Fortezza. Scomparso sei anni fa nello stesso giorno, a cui \u00e8 accomunato nello slancio generoso, nell\u2019impegno totale e totalizzante. Nella lunga storia di Eugenio, dall\u2019obiezione di coscienza alla solidariet\u00e0 internazionalista, un momento fondamentale fu la fondazione di&nbsp;Senzaconfine. La prima associazione nel quale al pietismo e all\u2019assistenzialismo, al considerare i poveri quasi come oggetti destinatari di qualcosa calato dall\u2019alto, si sostitu\u00ec una solidariet\u00e0, vera, concreta. Un impegno con, in cui le vittime, gli indeboliti, gli impoveriti, gli sfruttati diventavano protagonisti. In cui i migranti per la prima volta presero la parola, poterono affrontare le incombenze quotidiane e diventare soggetto politico. Era la fine degli Anni Ottanta, ma erano avanti anche all\u2019attualit\u00e0. Un\u2019associazione che Eugenio Melandri fond\u00f2 e anim\u00f2 per tantissimi anni insieme a Dino Frisullo. Le parole del ricordo che scrisse per Dino oggi le possiamo dedicare a lui.<\/p>\n<p>Ti vestivi come i gigli del campo e ti nutrivi come gli uccelli dell\u2019aria. Per te non cercavi mai nulla. Hai donato tutto. Senza tenerti niente. Neanche un momento di riposo, neanche una pietra dove poggiare il capo: \u201cLe volpi hanno le loro tane, gli uccelli il loro nido, ma il Figlio dell\u2019uomo non ha dove poggiare il capo\u201d. Giorno dopo giorno. Anno dopo anno. \u201cBeati i poveri. Di loro e\u2019 il Regno dei cieli\u201d.<br \/>\nDino, lo sai che, con tutta la mia povert\u00e0, io credo che ci sia l\u2019altra vita. Sento la nostalgia di quel totalmente altro che ricondurr\u00e0 tutto a giustizia, dove le vittime avranno finalmente ragione dei loro oppressori. E sono sicuro che, nel Regno che viene, tu avrai un posto grande, bello, pieno di luce. Allora ho meno paura. Con te il paradiso diventer\u00e0 senz\u2019altro pi\u00f9 aperto. Romper\u00e0 i confini per fare entrare tutti. Lo troverai sempre, infatti, il modo di far entrare anche quelli che \u2013 a rigor di legge \u2013 forse non dovrebbero. Ti metterai accanto a San Pietro e non lo mollerai fino a quando non dar\u00e0 il permesso di entrata e di soggiorno anche all\u2019ultimo arrivato. Ti organizzerai con quelli che gi\u00e0 sono arrivati, come don Luigi, e riuscirete davvero a fare entrare tutti nella grande casa che ci aspetta.<!--more--><\/p>\n<p>Il don Luigi a cui fa riferimento Eugenio Melandri \u00e8 don Luigi Di Liegro, scomparso nel 1997 e altro grande protagonista di quella straordinaria stagione romana e nazionale di solidariet\u00e0 e politica dal basso. E fautore di una Chiesa altra rispetto alla mondanit\u00e0, alla borghesia, ai potenti, alle trame di palazzo e al dominio sull\u2019uomo e sull\u2019ambiente. Quella Chiesa che \u00e8 tornata ad incrociare nelle ultime settimane l\u2019esperienza terrena di Eugenio. Era stato sospeso a divinis dopo la candidatura e l\u2019elezione con Democrazia Proletaria. Dopo un primo incontro con Papa Francesco l\u2019anno scorso nelle scorse settimane era stato riaccolto e di recente era tornato a dire messa. Un ritorno vissuto con emozione, commozione. E vera fede. Sicuramente molto pi\u00f9 vera e autentica di alcuni che hanno ironizzato contro di lui, affermando che chiss\u00e0 se dopo 30 anni si ricordava come si saliva sull\u2019altare, e hanno sparso veleno e fango contro il suo ritorno alla celebrazione eucaristica. Quello stesso veleno e fango che contro i potenti, nella societ\u00e0 e nella Chiesa, gli affaristi, i corrotti e chi realmente sfrutta e deruba gli ultimi e gli impoveriti non faranno mai. Questi anawin, i poveri del Vangelo vero, autentico e di cuore che Eugenio Melandri ha incarnato anche nei 30 anni della sospensione, che un\u2019occasione di riscatto e protagonismo stanno avendo anche grazie al Sinodo sull\u2019Amazzonia che si \u00e8 concluso proprio oggi. Un Sinodo che pu\u00f2 dare speranza, dove le strutture di sfruttamento, dominio, devastazione e oppressione sono state denunciate con forza. Ora quelle parole non devono rimanere lettere morte, devono diventare realt\u00e0. Nella Chiesa degli scandali finanziari, dei porporati che ancora oggi siedono a tavola con i potenti, i ricchi e gli oppressi mentre perseguitano chi non \u00e8 allineato e desiderato dall\u2019ipocrisia farisaica di chi vuol imporre una certa \u201cmorale\u201d, ma tace ed \u00e8 complice persino delle guerre, dei traffici di morte dei mercanti di armi e delle devastazioni ecologiche. O nella Chiesa degli anawin, degli ultimi, dei deboli, degli emarginati dal Sistema capitalista odierno e dalla devastazione ecologica e sociale. Sono anni difficili, impervia \u00e8 la strada. Se vincer\u00e0 la societ\u00e0 dei primi o degli ultimi dipender\u00e0 anche da come raccoglieremo il testimone di padre Eugenio Melandri.<\/p>\n<p>(*) ripreso da www.pressenza.com<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image-1.jpg\" class=\"size-full wp-image-3344\" width=\"768\" height=\"514\"><\/p>\n<p>Ci ha lasciato il compagno Eugenio Melandri, una vita dalla parte della pace e degli ultimi<\/p>\n<p>di Maurizio Acerbo<\/p>\n<p>Con infinita tristezza ho appreso poco fa la notizia della scomparsa del compagno Eugenio Melandri. Perdiamo una personalit\u00e0 di cristallina coerenza e grande generosit\u00e0 che ha dedicato la vita alla causa della pace e degli ultimi, alla lotta per un mondo pi\u00f9 bello e pi\u00f9 umano. Solo una settimana fa era tornato a celebrare messa dopo trenta anni di sospensione a divinis. In chiusura della celebrazione aveva tenuto a ribadire il significato del definirsi compagni e con mia sorpresa mi aveva chiesto di intervenire come segretario di Rifondazione Comunista.<\/p>\n<p>Era davvero felice di tornare sacerdote perch\u00e8 aveva vissuto la scelta militante che lo aveva condotto alla sospensione come coerente con il suo impegno di missionario. Eugenio \u00e8 stato protagonista \u2013 da missionario e poi da parlamentare e da attivista \u2013 dei movimenti per la pace e la giustizia sociale, contro il traffico d\u2019armi, lo sfruttamento del sud del mondo, per il disarmo unilaterale, l\u2019obiezione di coscienza, contro il razzismo. Il miglior riconoscimento per una vita di impegno glielo ha riservato Papa Francesco quando incontrandolo pochi mesi fa gli disse \u201chai fatto bene\u201d. A nome di tutte le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista dico grazie a Eugenio per aver percorso con noi una lunga strada con umilt\u00e0, generosit\u00e0, disinteresse personale e esprimo il nostro cordoglio ai suoi familiari e ai suoi fratelli saveriani.<\/p>\n<p>Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea<\/p>\n<p>IL RICORDO DI GUIDO BARBERA PER LA \u201cTAVOLA DELLA PACE\u201d<\/p>\n<p>\u201cLa morte non \u00e8 una fiaccola che si spegne, ma una lucerna che viene portata fuori perch\u00e9 \u00e8 giunta l\u2019alba.\u201d<\/p>\n<p>Ciao Eugenio, questa mattina ci hai lasciato per \u201cla grande vacanza\u201d della vita eterna. Lo hai fatto felice per il cammino percorso lungo le mille strade del tuo servizio, come abitante di questa piccola terra, come uomo, come sacerdote, come politico, come servitore\u2026 ed infine, di nuovo, come sacerdote. GRAZIE EUGENIO!!!<br \/>\nTi ho incontrato la prima volta sotto una tenda mentre, giovane prete missionario saveriano, ti preparavi a celebrare la S. Messa al termine di un incontro giovanile. Fin da quel primo saluto, mi hai trasmesso gioia: gioia di vivere, gioia di lottare, gioia di Amare. Poi, ho imparato a conoscerti lungo 40 anni di cammino insieme, ben 35 nel CIPSI, che ci ha visto insieme a tanti amici in campagne, iniziative, battaglie\u2026<br \/>\nTi ho seguito dal 1980 in poi quando come direttore della rivista dei Saveriani&nbsp;Missione Oggi, con Padre Zanotelli a&nbsp;Nigrizia, avete risvegliato, le coscienze di tanti giovani ed amici sui temi della pace, della cooperazione, della fame, della giustizia, dell\u2019Africa\u2026 Pace, Obiezione di coscienza, vendita delle armi, basi nucleari, obiezione alle spese militari, disarmo unilaterale\u2026 non erano solo slogan, ma impegni concreti. Non erano progetti, ma: marce, occupazioni, dimostrazioni, che coinvolgevano migliaia di giovani, fino a trasformarsi anche in leggi dello stato italiano.<br \/>\nCi hai aiutato a costruire quell\u2019anima sociale, quel coraggio sociale, quell\u2019utopia ed entusiasmo che oggi forse abbiamo un po\u2019 perso. Abbiamo veramente imparato che, insieme, ce la potevamo fare a cambiare le cose. Forse, anche questo, ti ha portato a metterti in gioco nelle elezioni europee del 1989, consapevole che questa scelta l\u2019avresti duramente pagata con la sospensione a divinis dal tuo ministero presbiteriale. Sapevi per\u00f2, che anche in politica \u00e8 possibile servire i poveri. Credevi e hai sempre creduto che la politica deve essere al servizio dei deboli e dei diritti. Non del potere e dei primi. In questo, hai sempre vissuto il tuo ministero. Gi\u00e0 da quegli anni ti sei schierato dalla parte dei diritti degli immigrati, ma la pace era il tuo grande obiettivo di vita e nel dicembre 1992 con altri parlamentari italiani sei stato tra i protagonisti della Marcia della Pace promossa dall\u2019associazione pacifista Beati costruttori di pace per interrompere l\u2019Assedio di Sarajevo. Sei stato fratello e padre allo stesso tempo.<br \/>\nCi sei stato accanto, ci hai accompagnato, sostenuto\u2026 nei momenti belli, ma soprattutto in quelli difficili e scuri. Sempre con rispetto: magari con il tuo linguaggio \u201cfiorito\u201d, ma sempre pieno di quella Speranza che porta in s\u00e9 solo un uomo felice, perch\u00e9 libero da ogni egoismo. Hai percorso le \u201cmille\u201d strade del mondo da nord a sud e da est ad ovest, a fianco di piccoli e di potenti, ma soprattutto con le donne e i violentati-schiacciati dai poteri di ogni genere, sempre con quell\u2019Amore verso il prossimo, come a te stesso. Per te, non ci sono mai stati n\u00e9 primi, n\u00e9 secondi. Tantomeno ci sono oggi primi o ultimi. Esisteva, il prossimo. Esisteva, una sola umanit\u00e0. Per questo, caro Eugenio, il tuo posto, sar\u00e0 sempre con noi, con le donne africane, con gli africani, con i violentati, in ogni periferia, in ogni barcone.<br \/>\nOggi, con la tua voce, si \u00e8 spenta una delle voci pi\u00f9 forti ed autentica dell\u2019Africa di oggi. Quell\u2019Africa violata e derubata che non ha mai chinato la testa, ma che rappresenta il futuro dell\u2019umanit\u00e0 intera. Oggi si \u00e8 spenta una voce forte del pacifismo italiano e mondiale. Una voce contro ogni individualismo e divisione, perch\u00e9 individualismi e divisioni non aiutano nessuno, dividono e facilitano i poteri.<br \/>\nCaro Eugenio, ti porteremo con noi ogni giorno, in ogni istante, in ogni nuova battaglia e siamo certi che ci aiuterai ad essere uniti nella giusta direzione. Sei stato e sarai ancora semplicemente, la nostra \u201cala di riserva\u201d.<br \/>\nVogliamo quindi salutarti con questi versi di un altro testimone unico, a cui eri tanto vicino, Don Tonino Bello:<\/p>\n<p>\u201cSignore, dammi un\u2019ala di riserva\u201d<br \/>\nVoglio ringraziarti, Signore per il dono della vita;<\/p>\n<p>ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un\u2019ala soltanto:<\/p>\n<p>possono volare solo rimanendo abbracciati.<\/p>\n<p>A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare,<\/p>\n<p>Signore, che tu abbia un\u2019ala soltanto, l\u2019altra la tieni nascosta,<\/p>\n<p>forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me; per questo mi hai dato la vita:<\/p>\n<p>perch\u00e9 io fossi tuo compagno di volo.<\/p>\n<p>Insegnami, allora, a librarmi con Te, perch\u00e9 vivere non \u00e8 trascinare la vita,<\/p>\n<p>non \u00e8 strapparla, non \u00e8 rosicchiarla,<\/p>\n<p>vivere \u00e8 abbandonarsi come un gabbiano all\u2019ebbrezza del vento.<\/p>\n<p>Vivere \u00e8 assaporare l\u2019avventura della libert\u00e0.<\/p>\n<p>Vivere \u00e8 stendere l\u2019ala, l\u2019unica ala,<\/p>\n<p>con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te.<\/p>\n<p>Ma non basta saper volare con Te, Signore.<\/p>\n<p>Tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare.<\/p>\n<p>Ti chiedo perdono, perci\u00f2, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi.<\/p>\n<p>Non farmi pi\u00f9 passare indifferente vicino al fratello che \u00e8 rimasto con l\u2019ala,<\/p>\n<p>l\u2019unica ala inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine<\/p>\n<p>e si \u00e8 ormai persuaso di non essere pi\u00f9 degno di volare con Te;<\/p>\n<p>soprattutto per questo fratello sfortunato, dammi, o Signore, un\u2019ala di riserva.<br \/>\nCiao Eugenio.<br \/>\nGuido Barbera e tutti gli amici della Tavola della pace<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo ricordano Alessio Di Florio, Guido Barbera e Maurizio Acerbo Eugenio Melandri: pace e solidariet\u00e0 impegni di vita di Alessio Di Florio (*) La commozione ha viaggiato sul web molto prima che uscisse la notizia. 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