{"id":3399,"date":"2019-11-20T12:54:44","date_gmt":"2019-11-20T11:54:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/la-situazione-in-bolivia-dopo-il-golpe\/"},"modified":"2019-11-20T12:54:44","modified_gmt":"2019-11-20T11:54:44","slug":"la-situazione-in-bolivia-dopo-il-golpe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2019\/11\/la-situazione-in-bolivia-dopo-il-golpe\/","title":{"rendered":"La situazione in Bolivia dopo il golpe"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/img_1026.jpg\" class=\"size-full\"><\/p>\n<p><em>\u201cSogno una Bolivia libera dai riti satanici indigeni, la citt\u00e0 non \u00e8 per gli indios, che se ne vadano sull\u2019altipiano o nel Chaco.\u201d<\/em><br \/>\nJeanine Anez Chavez, la nuova presidenta della Bolivia, autoproclamata.<\/p>\n<p>Il nuovo autoproclamato ministro Murillo annuncia la caccia ai dirigenti socialisti e ai cittadini cubani e venezuelani.<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 Luis Camacho, il fondamentalista religioso che guida il golpe in Bolivia?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pagina 12 &#8211; El Desconcierto Notizia, 11\/11\/2019<\/strong><\/p>\n<p>A capo dell\u2019ala pi\u00f9 dura del golpisti dei golpisti boliviani c\u2019\u00e8 un personaggio forse poco conosciuto alle nostre latitudini, quanto cinico e inquietante. Parliamo di Luis Camacho. Cattolico per\u00f2 anche molto vicino alle chiese evangeliche, l\u2019estremista che ha promesso di \u00abriportare Dio nel Palacio Quemado\u00bb.<\/p>\n<p>Presidente del Comit\u00e9 C\u00edvico della citt\u00e0 di Santa Cruz, Camacho \u00e8 stato il primo a convocare uno sciopero regionale, basato su quella che considerava una &#8220;enorme frode&#8221; nelle elezioni, ma le sue iniziative hanno iniziato rapidamente a svolgersi a livello nazionale.<\/p>\n<p>Camacho \u00e8 il proprietario del Grupo Empresarial Nacional Vida S.A., che possiede investimenti diretti o indiretti in societ\u00e0 come Conecta, Tecorp, Xperience, Fenix ??Seguros, nonch\u00e9 Nacional Seguros Vida, della Metropolitan Clinic of the Americas project. \u00c8 stato documentato che alcuni di quegli investimenti sono coinvolti nello scandalo dei cosiddetti &#8220;Panama Papers&#8221;, dove sono raccolti i dati sull&#8217;evasione valutaria nei paradisi fiscali centroamericani.<!--more--><\/p>\n<p>Oltre ad essere un uomo d&#8217;affari e un leader politico, \u00e8 anche un avvocato, ha 40 anni e si vanta del suo fondamentalismo religioso. Sembra voler imitare il presidente brasiliano Jair Bolsonaro &#8211; fascioliberista come lui &#8211; un cattolico che \u00e8 riuscito a stringere un&#8217;alleanza con i settori evangelici fondamentalisti &#8211; infatti, ha avuto un incontro a maggio di quest&#8217;anno con il ministro degli esteri brasiliano Ernesto Ara\u00fajo a Brasilia, secondo quanto racconta il magazine brasiliano Revista F\u00f3rum.<\/p>\n<p>I Camacho hanno legami politici con il fuggitivo Branko Marinkovic, che si rifugi\u00f2 in Brasile nel 2010, dopo aver ricevuto accuse di sedizione e separatismo a Santa Cruz per aver organizzato e finanziato una banda armata che cercava l&#8217;indipendenza dei dipartimenti di Santa Cruz, Beni, Pando e Tarija. Comandata da un altro croato-boliviano: Eduardo R\u00f3zsa Flores.<\/p>\n<p>Camacho rappresenta quei settori che vogliono aumentare i loro privilegi in Bolivia e sono andati troppo oltre. Il colpo di Stato contro Evo Morales \u00e8 un viaggio di sola andata nel peggio del passato, in quei tempi, che si sperava superati, della dottrina della sicurezza nazionale emisferica.<\/p>\n<p>Le sue dichiarazioni denotano sete di vendetta, incitando a \u00abannotare i nomi dei traditori del popolo perch\u00e9 vogliamo che vadano in galera ma non per il risentimento e l&#8217;odio, per la giustizia\u00bb.<\/p>\n<p>Anche se dice che non c&#8217;\u00e8 risentimento e odio, le pratiche dei suoi seguaci lo negano, come \u00e8 stato visto nell&#8217;azione barbara contro il sindaco Patricia Arce, della citt\u00e0 di Vinto, che \u00e8 stata attaccata e umiliata in una piazza pubblica.<\/p>\n<p>Vi sono anche testimonianze di attacchi simili contro la gente comune, come una donna che \u00e8 stata costretta a scusarsi in ginocchio per aver espresso il proprio disaccordo con lo sciopero indetto dal leader di destra.<\/p>\n<p>Azioni che abbiamo gi\u00e0 visto in Venezuela, dove l\u2019opposizione fascioliberista ha mostrato al pari della destra venezuelana di essere mossa da razzismo e classismo, un vero odio contro le classi pi\u00f9 umili.<\/p>\n<p>Infine, ama definirsi &#8220;Macho Camacho&#8221;, un soprannome che viene anche usato dai suoi seguaci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr>\n<p><strong>In Bolivia brutale aggressione della polizia golpista alla presidente del Senato Adriana Salvatierra del MAS<\/strong><\/p>\n<p>La legittima presidente del Senato della Bolivia, Adriana Salvatierra, \u00e8 stata brutalmente aggredita e malmenata dalle forze di polizia schierate coi golpisti quando ha cercato di entrare nella sede legislativa per assumere la presidenza del paese, cos\u00ec come indica la Costituzione del paese andino.<\/p>\n<p>Nei video https:\/\/www.facebook.com\/albapressad\/videos\/751871198659938\/ si vedono gli agenti della polizia boliviana aggredire la giovane senatrice del MAS mentre prova ad entrare in Parlamento.<\/p>\n<p>Sarebbe questa la \u00abtransizione democratica\u00bb di cui cianciano certi esponenti della destra italiana, autoproclamati moderati come Antonio Tajani, gi\u00e0 presidente del Parlamento Europeo, molto vicino ai golpisti venezuelani.<\/p>\n<p>Tornando al golpe che si consuma in queste giornate drammatiche in Bolivia, prima di provare ad entrare e nel bel mezzo del tumulto la senatrice si \u00e8 rivolta alla stampa: \u00abSiamo parlamentari, dobbiamo entrare nella nostra fonte di lavoro, tenere gli incontri corrispondenti e chiediamo al colonnello di consentirci di entrare\u00bb, ha affermato Salvatierra.<\/p>\n<p>Ieri, Jeanine \u00c1\u00f1ez, seconda vicepresidente del Senato, si \u00e8 proclamata capo dello Stato del paese anche se l&#8217;Assemblea legislativa era praticamente vuota, senza rappresentanti del MAS (i due terzi dei parlamentari) e senza che questo abbia accettato le dimissioni di Evo Morales e \u00c1lvaro Garc\u00eda Linera, destituiti dal un golpe militare.<\/p>\n<p>Parimenti le dimissioni di Adriana Salvatierra non sono state ratificate e quindi \u00e8 venuta ad occupare il posto che gli spetta secondo quanto indica la Costituzione dello Stato Plurinazionale della Bolivia.<\/p>\n<p>Mentre \u00c1\u00f1ez si \u00e8 dichiarata Presidente senza che nessuno l&#8217;abbia promossa nemmeno al grado di Presidente del Senato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr>\n<p><strong>Bolivia, il golpe etnico<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fabrizio Casari, Altrenotizie, 12 Novembre 2019<\/strong><\/p>\n<p>Evo Morales \u00e8 giunto in Messico a bordo di un aereo militare inviatogli da Andr\u00e8s Manuel Lopez Obrador. Per\u00f9 ed Ecuador hanno negato il diritto di sorvolo all\u2019aereo messicano e la cialtronata rende bene l\u2019idea di cosa siano i governi di Lima e Quito. Evo \u00e8 stato costretto all\u2019esilio per fermare la caccia all\u2019uomo che i golpisti avevano previsto, che sarebbe terminata solo con la morte del presidente legittimo della Bolivia e del suo vice, Alvaro Garcia Linera.<\/p>\n<p>La stampa ufficiale e i suoi megafoni europei parlano di dimissioni, ma tra dimettersi ed essere costretto a dimettersi c\u2019\u00e8 una differenza che si chiama Colpo di Stato. E quello avvenuto in Bolivia \u00e8, semplicemente, indiscutibilmente, un colpo di Stato. Solo che chiamarlo con il suo nome otterrebbe una condanna da parte di tutti, anche di quelli che ora si fregano le mani, quindi \u00e8 gara aperta per i possibili eufemismi con cui definire quanto accaduto.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 stata nessuna irregolarit\u00e0 nel conteggio dei voti alle elezioni, lo confermano esperti statunitensi. Ma hai voglia a contare voti, se il voto che decide \u00e8 quello di un altro Paese. Hai voglia a districarti nelle maglie della Costituzione se viene violata. Hai voglia a pretendere che gli organismi internazionali svolgano il proprio ruolo se agiscono con lo strabismo dell\u2019OSA che chiede il rispetto del mandato presidenziale in Ecuador ma non in Bolivia. Stati Uniti e multinazionali degli idrocarburi ordinano il men\u00f9 che camerieri locali in abiti civili e uniformi militari consegnano al tavolo.<\/p>\n<p>Un presidente legittimo, che ha il 47% dei voti, \u00e8 stato obbligato a dimettersi. La democrazia muore a La Paz e chi dovrebbe difenderla, militari e polizia, sono i primi a seppellirla insieme alla dignit\u00e0 delle loro divise. Le orde fasciste della destra boliviane sono state scatenate per diffondere il terrore con lo stesso identico copione utilizzato in Nicaragua nel 2018: persone prese, torturate, denudate ed umiliate obbligate al peggio; stupri, assassinii, case messe a ferro e fuoco, assalti alle istituzioni, spargimento del terrore in ogni dove. Perch\u00e9 quando il mandante \u00e8 lo stesso il copione \u00e8 identico.<\/p>\n<p>La violenza ha trasformato la minoranza in maggioranza. Non \u00e8 necessario essere fedeli al governo, basta essere indigeni per subire la ferocia pi\u00f9 atroce. Perch\u00e9 questo colpo di Stato \u00e8, tra le altre ignominie, una vendetta etnica. Contro un presidente che aveva fatto dell\u2019amalgama etnica e della mediazione tra i diversi interessi di classe un segno della riconciliazione nazionale, ferita da un passato di presidenti cialtroni specializzati nell\u2019ordinare ai militari di sparare sugli indigeni per tenere aperti i portafogli dei privilegi dei bianchi. I militari sono stati parte attiva, anche se defilata, del progetto di colpo di Stato. Hanno recitato la parte prevista, avvertendo il legittimo presidente che non sarebbe stato difeso dalla minaccia di ucciderlo, di sterminare i suoi ministri e la sua famiglia. Gli hanno ordinato e non suggerito di dimettersi, come voleva la destra; di annullare il voto come voleva la destra; di cacciare il tribunale elettorale, come voleva la destra. Insomma, se voleva salvare il paese poteva scegliere: obbedire alla destra senza i militari od obbedire alla destra con i militari. Perch\u00e9 la destra \u00e8, prima di ogni altra cosa, lo strumento che gli Stati Uniti adoperano per prendersi un Paese. E i militari obbediscono. Non alla Costituzione boliviana, ma al Comando Sud dell\u2019US Army.<\/p>\n<p>L\u2019odio razzista nei confronti del primo presidente indigeno della Bolivia \u00e8 la manifestazione visibile di un conflitto impossibile da sopire: quello tra i margini di profitto delle multinazionali estrattive e la sopravvivenza della parte pi\u00f9 umile della popolazione, che coincide con i fondatori e proprietari di quella terra benedetta e condannata dalle risorse che ospita. Se Evo Morales non avesse trasformato la Bolivia in un paese degno di tale aggettivo non sarebbe stato deposto. Se non avesse avuto l\u2019ardire di nazionalizzare le risorse e di tagliare le unghie delle multinazionali che su quelle risorse banchettavano, non avrebbe subito un colpo di Stato. Se non avesse creato e soprattutto distribuito ricchezza alla popolazione pi\u00f9 umile, non avrebbe subito l\u2019odio dei ricchi.<\/p>\n<p>Il colpo di Stato in Bolivia non ha a che vedere con il voto ma con il gas, il litio e le foglie di coca. E\u2019 cominciato da oltre un anno, per volont\u00e0 e denaro dei gusanos cubano americani della Florida, in testa il senatore Ted Cruz e Bob Menendez, compari di ogni vergogna e la collaborazione della DEA, principale vigile del traffico dei narcotici. La DEA, che venne cacciata da Evo Morales, \u00e8 lo strumento che gli USA utilizzano per penetrare gli apparati di sicurezza dei distinti paesi: con la storiella della lotta alla droga, Washington infiltra gli apparati militari dei paesi dove si trovano le risorse che gli servono ma che gli USA non producono.<\/p>\n<p>I vertici castrensi boliviani si sono venduti per quattro spiccioli, auto assegnandosi il valore lordo delle loro luride uniformi. Hanno giurato fedelt\u00e0 alla Costituzione ma il loro conto corrente subiva il fascino straniero da diversi anni. La frequentazione, iniziata nei tempi delle scuole di specializzazione militari statunitensi, si \u00e8 andata rinsaldando negli ultimi anni. Il Capo della polizia boliviano, Vladimir Calderon, \u00e8 stato attach\u00e9 militare della Bolivia nella ambasciata di Washington fino al Dicembre del 2018. Il Comandante delle Forze Armate Boliviane \u00e8 stato anch\u2019egli attach\u00e9 militare nell\u2019ambasciata boliviana a Washington dal 2013 al 2016. Sono questi due casi, forse i pi\u00f9 noti, che evidenziano uno dei problemi maggiori per le democrazie latinoamericane, ovvero l\u2019ingerenza pesante, diretta e senza limiti degli Stati Uniti. Quelli dell\u2019abbordaggio da parte di FBI, CIA ed NSA dei diplomatici e dei militari presenti nelle ambasciate dei paesi ritenuti \u201cdelicati\u201d \u00e8 prassi consolidata.<\/p>\n<p>E\u2019 uno dei casi nei quali i rappresentanti dell\u2019apparato militare e di sicurezza latinoamericani intraprendono una relazione con gli apparati di sicurezza del paese anfitrione e, da rappresentanti degli interessi del loro paese presso gli Stati Uniti, si trasformano in rappresentanti degli interessi degli Stati Uniti nel loro paese. Con gli stessi scopi Washington propone cooperazione nell\u2019ambito militare e la formazione delle gerarchie militari e dei ranghi principali della magistratura viene svolta negli Stati Uniti. Non solo: da almeno 15 anni gli USA si incaricano anche della formazione di studenti universitari ritenuti particolarmente adatti al ruolo di leader politici. Comprano con master, tutoli, cattedre e dollari la fedele collaborazione dei servi utili, che in cambio di tanto affetto dovranno poi adoperarsi per portare a termine il lavoro sporco che gli viene comandato. Militari, giudici, leader politici e dirigenti finanziari: sono le figure sulle quali Washington investe per la costruzione di autentiche quinte colonne all\u2019interno dei paesi oggetto degli interessi statunitensi.<\/p>\n<p>Nel caso di magistrati e militari \u00e8 inutile tergiversare. Si pu\u00f2 scegliere l\u2019aggettivazione, si possono riscontrare attenuanti, ma si chiama tradimento. Si vendono per denaro, per carriera, per frustrazione o per smodata ambizione; alcuni si vendono anche solo per il piacere di compiacere, per l\u2019attitudine all\u2019inginocchiamento e in questo caso sono quelli che si vendono a prezzi di saldo, cartellino adeguato per dignit\u00e0 a stralcio. Il tradimento \u00e8 una categoria della politica e della guerra e appartiene dunque all\u2019ambito civile come militare. Ma \u00e8 proprio quello militare, per definizione destinato alla difesa della patria, della sua integrit\u00e0 territoriale e delle sue ricchezze che, quando si verifica, colpisce maggiormente. Tanta passione per divise, stivali e parate, berretti e medaglie, mostrine e sbatter di tacchi e poi, semplicemente, per niente o per poco ci si vende, ricchi di fellonia sperando che si quoti in dollari.<\/p>\n<p>Nel paese continuano gli scontri tra polizia e i sostenitori della democrazia costituzionale. I gruppi di fascisti e razzisti che nei giorni scorsi scorrazzavano per il paese, se la sono data a gambe di fronte agli indigeni che scendevano sulla capitale, lasciando alla polizia golpista il compito di sgrossarne le fila. Polizia che ora ha trovato di nuovo le sue motivazioni in dollari per uscire dalle caserme ed andare a riportare l\u2019ordine, che comporta anche l\u2019aprire il fuoco a bruciapelo contro i manifestanti.<\/p>\n<p>La soluzione politica resta una incognita seria: se non si vuole far scattare il ripudio internazionale contro il golpe e continuare con la storiella delle elezioni si deve tornare al voto. Per farlo c\u2019\u00e8 per\u00f2 bisogno del voto favorevole di Camera e Senato, entrambi controllati dal MAS di Evo Morales. E\u2019 tutto da vedere che siano disposti a votare: se non indiranno il voto, ai golpisti toccherebbe sciogliere le Camere d\u2019imperio. Ma la maggioranza potrebbe poi scegliere il terreno della Camera usurpata, sul modello venezuelano. Intanto, la tendenza a passare dal dramma al melodramma \u00e8 sempre presente e succede che una improvvisata senatrice, Jeanine Anez, avvocato e moglie di un parlamentare colombiano, acerrima nemica di Evo ma nota soprattutto per la sua competenza sulle messe in piega senza piastra, si \u00e8 autonominata capo dello Stato in funzione temporanea. Lo ha fatto senza il voto della maggioranza dei parlamentari ma lei non vede l\u2019ora di assumere il ruolo di abusiva. Piccole Guaid\u00f2 crescono. Stando alla Costituzione, le elezioni indette da Evo dovrebbero darsi entro 90 giorni, ma probabilmente faranno prima a scrivere un decreto che privatizza gli idrocarburi e &#8211; di questo si pu\u00f2 avere certezza &#8211; saranno \u201cmiracolosamente\u201d la Chevron e la Esso a vincere le gare per il saccheggio. Intanto i militari hanno grande appetito e tasche bucate, chiedono pi\u00f9 soldi e fremono per mettersi alla testa del Paese: vogliono decidere quando e con che regole mandare i boliviani al voto. O magari farglielo dimenticare per un bel pezzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u201cSogno una Bolivia libera dai riti satanici indigeni, la citt\u00e0 non \u00e8 per gli indios, che se ne vadano sull\u2019altipiano o nel Chaco.\u201d Jeanine Anez Chavez, la nuova presidenta della Bolivia, autoproclamata. Il nuovo autoproclamato ministro Murillo annuncia la caccia ai dirigenti socialisti e ai cittadini cubani e venezuelani. 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