{"id":3465,"date":"2019-12-28T21:53:47","date_gmt":"2019-12-28T20:53:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/le-sardine-fanno-discutere-andrea-le-moli-andrea-segre-barbara-spinelli-erri-de-luca-guido-viale-marco-revelli-paolo-flores-darcais-stefano-bertoldi\/"},"modified":"2019-12-28T21:53:47","modified_gmt":"2019-12-28T20:53:47","slug":"le-sardine-fanno-discutere-andrea-le-moli-andrea-segre-barbara-spinelli-erri-de-luca-guido-viale-marco-revelli-paolo-flores-darcais-stefano-bertoldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2019\/12\/le-sardine-fanno-discutere-andrea-le-moli-andrea-segre-barbara-spinelli-erri-de-luca-guido-viale-marco-revelli-paolo-flores-darcais-stefano-bertoldi\/","title":{"rendered":"Le sardine fanno discutere &#8211; Andrea Le Moli, Andrea Segre, Barbara Spinelli,\u00a0Erri De Luca, Guido Viale, Marco Revelli, Paolo Flores D\u2019Arcais, Stefano Bertoldi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/img_1303.jpg\" class=\"size-full wp-image-3464\" width=\"867\" height=\"655\"><\/p>\n<p><strong>Le Sardine si sono \u201dcontate\u201d a Roma ma non hanno riempito il mare \u2013&nbsp;di Stefano Bertoldi <\/strong><\/p>\n<p>A Roma il Movimento delle Sardine, circa trentamila, \u00e8 stato pacifico, silenzioso, praticamente senza striscioni, niente megafoni o casse acustiche assordanti a parte quelle allestite su un piccolo palco trasportato da un camion dal quale Mattia Santori, dopo aver cercato invano l\u2019applauso di sardine reatine o viterbesi, ha ringraziato Romano Prodi per aver pagato il noleggio del mezzo. Poi lo stesso Santori, ha un po\u2019 voluto testare l\u2019energia populista della folla e al suo unico ma deciso grido di incitamento della folla questa ha risposto ma \u201dweltronianamente\u201d (ovvero pacatamente!) forse per non confondersi troppo con le folle dei \u201dvaffa-day\u201d o quelle molto pi\u00f9 grezze e ignoranti dei salviniani o semplicemente a causa dell\u2019et\u00e0 media delle corde vocali un po\u2019 in l\u00e0 con gli anni,&nbsp; a occhio, intorno ai 50 anni. Del resto la cosiddetta anti-politica, ormai confusa con l\u2019anti-partitismo non poteva che essere la cifra di un movimento molto poco integrato nel tessuto sociale ma semplicemente \u201dtrasversale\u201d ad esso, alle sue associazioni, partiti, gruppi, ecc. e che anzi propone proprio un distacco totale dalla forma-partito attuale. Non si \u00e8 sentita o letta nessuna critica al cuore del sistema culturale ed economico attuale, n\u00e9 tanto meno al nostro modello neo-libersita e capitalistico con il paradosso di ritrovarsi in una piazza che per una sua porzione sgombera e recintata ha visto fluire indisturbato il fiume dei turisti in una basilica di San Giovanni protetta dalle forze di polizia a riprova che&nbsp;the show must go on&nbsp; nella citt\u00e0-simbolo della gentrificazione in atto da anni in tutti i nostri pittoreschi centri storici.<\/p>\n<p><!--more-->In piazza, tra una chiacchiera e l\u2019altra, si \u00e8 sentito solo l\u2019auspicio impellente che nei palazzi della politica si lavori secondo le regole del rispetto della persona, con la dovuta attenzione per chi&nbsp;sta indietro&nbsp;o \u00e8 pi\u00f9 debole e indifeso e soprattutto in modo silenzioso. Dalle interviste effettuate, per\u00f2, verrebbe da dire che l\u2019idea inconfessabile sottostante \u00e8 che il lavoro \u201dsporco\u201d, imbarazzante ma che molte sardine considerano appunto&nbsp;necessario, va fatto con garbo, con un\u2019estetica della comunicazione che non urti le sensibilit\u00e0 radical-chic o di quel popolo orfano delle cinque stelle cui le \u201dil rispetto delle regole\u201d piace cos\u00ec tanto. Si sono visti, quindi, tanti capannelli di amici, alcuni con figli muniti di sardine di cartone, molti anziani, tante singole persone, parti del cosiddetto \u201cpopolo\u201d, richiamato dallo slogan tanto affascinante quanto poco rivoluzionario \u201dbasta con la politica dell\u2019odio, della divisione, strillata violentemente\u201d: chi l\u2019ha lanciato questo slogan? Al momento si pu\u00f2 solo dire che nasce dall\u2019iniziativa di qualche gruppo di giovani bolognesi, tutti bravi ragazzi, tutti pi\u00f9 o meno precari, aiutati anche finanziariamente da Romano Prodi allarmato dal rischio di perdere l\u2019ultimo feudo in mano al PD prima della paventata capitolazione alla destra salviniana. Dopo la conferma degli ultimi sondaggi della disintegrazione del Movimento 5 Stelle e il conseguente ritorno in casa PD di un suo pezzo e dall\u2019altro la fuoriuscita verso la sua componente fascistoide, l\u2019Emilia Romagna decider\u00e0 la sorti dei prossimi 5 anni dell\u2019Italia. Da qui la necessit\u00e0, per il popolo moderato ex o attuale filo-PD, di contarsi attraverso Facebook, Twitter, ecc.ecc. e in modo pi\u00f9 tradizionale anche riversandosi nelle piazze. Quello che il popolo delle sardine vuole deliberatamente rimuovere \u00e8 che oggi la sinistra cui&nbsp; fa riferimento esplicito \u00e8 di fatto al potere e nulla sta facendo per rimuovere le leggi sulla sicurezza che peraltro lei ha introdotto per decreto con Minniti o per aprire i porti a dei veri canali umanitari, dopo aver pagato nel 2017 i trafficanti di uomini, la cosiddetta Guardia costiera libica per trattenere e riportare indietro i migranti nei loro lager secondo lo slogan \u201daiutiamoli a casa loro\u201d. Il codice di condotta promosso con Minniti in base al quale \u2018i \u201dtaxi del mare\u201d&nbsp; secondo la definizione dell\u2019attuale partner di governo, potevano operare a non meno di 20 miglia dalla costa \u00e8 stato rinnovato, cos\u00ec come come i finanziamenti alle milizie armate e le situazioni di stand-by intimate alle ONG in mar libico si moltiplicano al fine di far lavorare in pace i poliziotti libici lontano da occhi indiscreti. Le contraddizioni e purtroppo anche i luoghi comuni di stampo populista&nbsp; emergono chiaramente da tutte le interviste effettuate: dai decreti sicurezza che sarebbero stati introdotti da Salvini, alla precarizzazione ulteriore del lavoro del Job\u2019s act considerata \u201dnecessaria\u201d cos\u00ec come le norme per&nbsp; regolamentare i flussi migratori o meglio per evitare l\u2019invasione. Il popolo delle Sardine non vuole ammettere insomma che quella sinistra cui si fa riferimento \u00e8 la stessa al governo ed \u00e8 quella che negli ultimi anni si \u00e8 distinta per fare lo stesso lavoro sporco per abbattere diritti acquisiti, limitare il diritto di sciopero e di protesta, nel massacrare le popolazioni in fuga, nel vendere armi alla Turchia o all\u2019Arabia Saudita, nel difendere la propriet\u00e0 privata anche quella abbandonata da anni e divenuta rifugio indispensabile per gruppi crescenti di poveri.&nbsp; Il popolo delle Sardine, dunque, si definisce di \u201dsinistra\u201d ma messo di fronte a queste contraddizioni tiene a precisare che quella dei decreti sicurezza e del codice di condotta delle ONG in mare, del Job\u2019s act e degli sgomberi non era \u201dvera\u201d sinistra&nbsp; o al limite si \u00e8 trattato di una sinistra messa alle strette da fatti epocali&nbsp; pi\u00f9 grandi di lei cui andava data una qualche forma di regolamentazione. Il palco di San Giovanni, quindi, ha puntato su alcuni cavalli di battaglia come la parit\u00e0 di genere, i diritti LGBT e dei migranti, dimenticando che lo&nbsp;ius soli&nbsp;o i matrimoni gay non si sono voluti introdurre. In modo altrettanto coerente ma tendenzioso ad intervenire a nome delle ONG impegnate in mare \u00e8 stata Giorgia Linardi di Sea Watch resasi protagonista del braccio di ferro con Salvini a Lampedusa ma non, per esempio, SOS MEDITERRANEE che ha dovuto sottostare ai codici di condotta, ai primi stand-by in mare e poi ai sequestri e alle denunce per \u201dtraffico internazionale di esseri umani\u201d o per l\u2019altrettanto fantasiosa accusa di \u201dsmaltimento illecito di rifiuti tossici\u201d sotto il governo della cosiddetta \u201dsinistra\u201d attualmente, non si sa per quanto, al governo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lettera aperta alle Sardine \u2013 Andrea Segre<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 l\u2019accoglienza la risposta all\u2019odio. Le piazze piene di persone che si riuniscono per difendere i diritti e contrastare l\u2019odio sono un segnale nuovo e importante, non c\u2019\u00e8 alcun dubbio. Credo sia per\u00f2 importante in questo momento portare in quelle piazze contenuti e proposte perch\u00e9 tutto ci\u00f2 provi a diventare anche un laboratorio di rinnovamento politico. In questa chiave ho deciso di scrivere questa lettera aperta.<\/p>\n<p>Il tema migrazioni \u00e8 senza dubbio il perno di quanto sta accadendo dentro e fuori queste piazze. La deriva autoritaria e xenofoba della Lega di Salvini \u00e8 la preoccupazione che ha portato migliaia di cittadini a riempire le piazze di Sardine. Questa deriva fa spavento e inquieta, perch\u00e9 risveglia istinti pericolosi che minano alla base lo stato di diritto costruito a fatica dal dopo guerra in poi. Ma credo sia un errore assai grave non capire quali condizioni reali, materiali abbiano in questi anni aiutato una crescita cos\u00ec impetuosa del consenso a Salvini; non possiamo imputare la sua crescita solo a ignoranze o semplificazioni, sarebbe miope e anche offensivo. Ovviamente i ragionamenti a questo proposito possono essere tanti, ma credo ce ne sia uno basilare pi\u00f9 importante di altri.<\/p>\n<p>Per proporlo parto da una provocazione. Io credo che la crescita di Salvini sia stata fortemente aiutata negli ultimi anni dalle politiche di accoglienza. Credo infatti che queste politiche abbiano distratto troppa parte della societ\u00e0 civile antirazzista dalla capacit\u00e0 di individuare le responsabilit\u00e0 pi\u00f9 profonde delle ingiustizie che vivono i migranti forzati (viaggiatori non autorizzati, preferisco definirli). Ci siamo divisi tra chi li vuole accogliere e chi li vuole respingere, tra chi li vuole salvare e chi li vuole abbandonare (o peggio). Questa divisione ci ha portati a credere che il nemico dei diritti sia chi vuole respingere e il paladino della civilt\u00e0 sia chi vuole accogliere. Abbiamo alzato lo scontro, portando corpi a salvare corpi e sfidando fisicamente le chiusure dei porti. Ma facendo questo ci siamo profondamente distratti e soprattutto abbiamo portato tanta parte della cittadinanza a cercare in questo scontro un leader pronto a innalzarlo fino alle massime conseguenze, ossia l\u2019attacco alle basi costituzionali della convivenza civile. Tutto questo va fermato, non solo contrastando il leader di quella deriva, ma anche avendo il coraggio di dire che non \u00e8 l\u2019accoglienza l\u2019alternativa all\u2019odio.<\/p>\n<p>L\u2019accoglienza, come il salvataggio, come l\u2019aiuto umanitario hanno schiacciato i migranti al ruolo di vittime passive e tantissimi di loro sono stati abbandonati in luoghi inutili e impreparati diventando simboli materiali utili al consenso salviniano: \u201cli vedi gli africani che ciondolano in giro senza far niente? Quelli li paghiamo noi\u201d. Questa la base del consenso salviniano. Citt\u00e0 per citt\u00e0, quartiere per quartiere. Da Nord a Sud, in tantissimo Sud. Abbiamo il coraggio di dirlo: s\u00ec \u00e8 vero, molti ragazzi africani sono stati abbandonati a non far nulla. Perch\u00e9 l\u2019errore \u00e8 stato \u201caccoglierli\u201d, ridurli a soggetti beneficiari di progetti che non volevano e non chiedevano. Per poi ovviamente abbandonarli, lasciarli vagare ancora di pi\u00f9 nei meandri fangosi dell\u2019economia nera e illegale.<\/p>\n<p>Questa storia deve cambiare, se no Salvini o chi per lui sar\u00e0 inarrestabile. Deve cambiare a mio avviso facendo tre cose:<\/p>\n<p>\u2013 Aprendo vie regolari di viaggio a chi cerca lavoro, studio, dignit\u00e0 ed \u00e8 disposto a farlo in modo controllato, come \u00e8 normale per tutti noi migranti liberi (viaggiatori autorizzati).<\/p>\n<p>\u2013 Finanziando politiche di integrazione e welfare sociale, economico e culturale che difendano diritti di cittadini e lavoratori di qualsiasi provenienza etnica (italiani inclusi).<\/p>\n<p>\u2013 Garantendo accoglienza seria e professionale a chi davvero ne ha bisogno, e non obbligando tutti a chiederla, anche se non vorrebbero.<\/p>\n<p>Questa direzione sarebbe una novit\u00e0 radicale, contraria tanto a Salvini quanto alla stragrande maggioranza delle forze di governo europee, pi\u00f9 o meno democratiche e anti-sovraniste, che continuano a sostenere politiche di chiusura e discriminazione del diritto di mobilit\u00e0, concedendo piccoli e farraginosi pertugi al diritto d\u2019asilo, applicato per spirito umanitario, ma con grande timore.<\/p>\n<p>Contrastare l\u2019odio della Lega e dei suoi alleati \u00e8 insufficiente se non immaginiamo anche una svolta vera e profonda delle politiche migratorie; altrimenti ci troveremo ancora per decenni a contare barche e cadaveri e a dare loro il macabro peso elettorale che hanno tanto a destra quanto a sinistra.<\/p>\n<p>Mi auguro che il Movimento delle Sardine abbia la voglia di liberare idee e proposte per uscire dall\u2019inutile dicotomia tra \u201caccoglienza\u201d e \u201crespingimento\u201d e per invitare i cittadini a immaginare un mondo pi\u00f9 libero e giusto dove tutti i soggetti stranieri o autoctoni abbiano diritti e doveri comuni e condivisibili.<\/p>\n<p>Per questo invito concretamente le Sardine a partecipare al laboratorio del Forum Per cambiare l\u2019ordine delle cose, un coordinamento libero e plurale di tante realt\u00e0 territoriali che si stanno chiedendo come far crescere proposte concrete di radicale cambiamento delle politiche migratorie europee, fin qui causa di tante violenze e violazioni, ed anche in fondo vero sostegno all\u2019affermarsi dell\u2019odio della Lega e degli altri sovranismi xenofobi.<\/p>\n<p>(La lettera aperta \u00e8 stata pubblicata l\u20198 dicembre 2019 su L\u2019Espresso)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le sardine, la legge del branco e la fine del tonno \u2013 Andrea Le Moli<\/strong><\/p>\n<p>Aristotele ci aveva gi\u00e0 avvertito e la biologia marina contemporanea lo ha precisato: il mare \u00e8 popolato di oloturie, organismi detritivori importanti perch\u00e9 ripuliscono i fondali dei mari, rimettono in circolo sostanze nutritive e aiutano a mantenere in equilibrio l\u2019ecosistema. Ma sono meglio le sardine, purch\u00e9 non facciano la fine del tonno.<\/p>\n<p>Recenti sviluppi nell\u2019uso della comunicazione pubblica fanno pensare che pi\u00f9 che il cielo sia il mare il vero limite dell\u2019immaginario umano. Almeno se ha un senso la scelta della sardina come espressione di una \u201clegge del banco\u201d opposta a quella del \u201cbranco\u201d (intelligenza distribuita&nbsp;versus &nbsp;coesione regolata da rapporti di forza e leadership incondizionata); come lo aveva l\u2019immagine di un parlamento \u201cscatoletta di tonno\u201d da sventrare o quella della \u201cminchia marina\u201d (oloturia)&nbsp;a simbolo dell\u2019ottusit\u00e0 di chi rifugge dall\u2019azione civile libera e responsabile.<\/p>\n<p>Sul potenziale delle minchie marine\/oloturie e sulla conseguente efficacia di questa metafora ci sarebbe da discutere. Di questi fondamentali organismi di transizione tra mondo vegetale e mondo animale parla gi\u00e0 Aristotele (Hist. An. 487 b; De part. an. 681 a) per spiegare come la natura passi senza soluzioni di continuit\u00e0 dalle cose inanimate agli animali per il tramite di esseri che, pur essendo viventi, non sono tuttavia \u201csemplicemente\u201d animali. Aggiungendo che questi miracoli organici sono come quelle piante terrestri \u201cdotate della capacit\u00e0 di vivere e di crescere ora su altre piante, ora persino sradicate\u201d. Anche per la biologia marina contemporanea le oloturie sono organismi detritivori importantissimi perch\u00e9 ripuliscono i fondali dei mari, rimettono in circolo sostanze nutritive e aiutano a mantenere in equilibrio l\u2019ecosistema. Per tacer del fatto che possiedono incredibili capacit\u00e0 rigenerative e risultano capaci di vivere a profondit\u00e0 inaspettate, costituendo quasi il 90% delle forme viventi sotto gli 8.000 metri di profondit\u00e0. Dunque attenzione, nel mare e nel linguaggio, alle oloturie. Che continuano a vivere quando e dove meno ce lo aspettiamo, che se proviamo a toccarle ci bruciano e che, a differenza nostra, non hanno sempre il problema di decidere da che parte stare.<\/p>\n<p>Il \u201cbanco di sardine\u201d appare invece immagine pi\u00f9 promettente, perch\u00e9 cifra di una resistenza prodotta dalla capacit\u00e0 dei piccoli di organizzare la propria debolezza, di far fronte circondando il predatore, sempre pronti a disperdersi per non offrire un bersaglio. Una sorta di riscatto degli individui polverizzati dal contesto socio-politico globale che scoprono di poter sfruttare la polverizzazione come arma; e dunque immagine di una organizzazione spontanea alternativa ai modelli distorti di&nbsp;leadership &nbsp;incondizionata. Oltre alla riprova del fatto che sempre pi\u00f9 spesso, nell\u2019azione politica, \u00e8 necessario metterci i corpi,&nbsp;e non solo la faccia. Questo, ovviamente, posto che non si tratti dell\u2019ennesima architettonica del consenso travestita da spontaneismo e veicolata da mezzi solo apparentemente universalisti e democratici come i social network.<\/p>\n<p>In ogni caso, quanto questa strategia possa funzionare in politica \u00e8 sempre stata questione aperta, campo di predizioni facili ma scivolose in quell\u2019acquapark collettivo che \u00e8 diventata la comunicazione pubblica. Dall\u2019Uomo Qualunque di Giannini, passando attraverso Girotondi e Popolo Viola, la storia del movimentismo italiano \u00e8 fatta di esperienze destinate a naufragare nell\u2019assenza di progettualit\u00e0 a lungo termine e capacit\u00e0 politica. Buon gioco sembrerebbe avere allora la corsa alla predizione disfattista. Mentre un\u2019attenzione forse troppo benevola per esser sincera viene concessa da forze politiche in attesa di accreditamento elettorale. Il tutto a legittimar l\u2019impressione che si sia ufficialmente aperta la stagione della pesca. Aggiungeteci che il candidato alla poltrona di governatore della Calabria per il centrosinistra potrebbe essere un pregiato inscatolatore professionista di tonno e il cerchio, davvero, si chiude.<\/p>\n<p>Ma forse si era gi\u00e0 aperto un po\u2019 chiuso, l\u2019ultimo cerchio di quella balza da purgatorio che \u00e8 la politica di casa nostra. Come non notare infatti il paradosso di un movimento che si dichiara antipopulista, ossia contrario proprio a quell\u2019espressione di antipolitica che \u00e8 stato il populismo italiano, dai Cinquestelle fino alla svolta nazional-balneare della Lega? Se poi, oltre a contemplare la disfida dei simboli, ci imbarchiamo nel contest dei contenuti l\u2019impressione non cambia. Nel manifesto delle sardine di contenuti infatti non ce n\u2019\u00e8. La cosa migliore che se ne possa dire \u00e8 che \u00e8 pieno di buoni sentimenti, i quali per\u00f2 non fanno piattaforma politica.<\/p>\n<p>Purtuttavia, se le sardine non sembrano aver molto da dire nel merito tantissimo ne hanno nel metodo. Perch\u00e9 la loro \u00e8 anzitutto rivoluzione metodologica, riforma dello stile comunicativo dominante e scossone dato all\u2019idea che l\u2019unica maniera efficace di compattare il consenso sia la ricerca della bolgia, dell\u2019ordal\u00eca, della tonnara. Che in fondo, come pensano in molti, non si tratti che di rincorrere, imitare e magari un giorno primeggiare nell\u2019uso sapiente e spregiudicato della Bestia. Non dobbiamo chiedere di pi\u00f9, alle sardine. Certo possiamo aspettare il risultato delle elezioni in Emilia, fra due mesi. Se si registrasse un successo schiacciante del fronte anti-Lega o un incremento dei votanti tra i giovani e giovanissimi prenderebbe forza la tesi di un\u2019influenza in positivo della protesta; il capitone (again, il mare) prenderebbe qualche pesce in faccia (la mer, encore) e avrebbe senso insistere su questa strada. Ma se quanti oggi accorrono festosi in piazza dovessero dimenticarsi di andare a votare domani racconteremmo un\u2019altra storia. E magari le sardine si troverebbero di fronte all\u2019accusa di aver contribuito al successo altrui, in quanto la strategia di un\u2019opposizione di piazza rivolta ad una forza all\u2019opposizione avrebbe avuto l\u2019effetto di presentare quest\u2019ultima come vittima, o come talmente forte da essere inevitabilmente destinata al governo.<\/p>\n<p>Tuttavia, se anche grazie a questo piccolo gesto dovesse prodursi un aumento di sensibilit\u00e0 politica, magari un inizio di quella trasformazione dello stile comunicativo che non possiamo non auspicare, si porrebbe la questione se lasciare questa forza ridisperdersi senza un progetto o, peggio, vederla procedere verso lo schieramento di reti in attesa. Diverso sarebbe se ci fosse un ecosistema disposto ad accogliere l\u2019impatto con il banco di sardine equilibrandosi sin da subito in una intelligenza collettiva in grado di declinarne la spinta in un progetto di vita associata, e non semplicemente in una \u201cpesca\u201d elettorale. Non so quanti di coloro che ancora si chiamano a sinistra abbiano le risorse per entrare in questa logica. O se invece preferiscano continuare a farsi trasportare dalle maree giocando a mozzicarsi reciprocamente. In questo destinati, prima o poi, a fare \u201cla fine del tonno\u201d, che poi \u00e8 davvero il pesce a cui finisce sempre peggio, nel mare e nel linguaggio<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lettera aperta alle sardine \u2013 Paolo Flores d\u2019Arcais<\/strong><\/p>\n<p>Cari Andrea Garreffa, Roberto Morotti, Mattia Santori e Giulia Trappoloni (rigorosamente in ordine alfabetico), spero con tutto il cuore che la manifestazione di sabato a piazza San Giovanni a Roma risulti GIGANTESCA. Pi\u00f9 gigantesca ancora di quella dei Girotondi del 14 settembre 2002, quando i cittadini di quella \u201cFesta di protesta\u201d nella stessa piazza erano davvero stipati come sardine e debordavano per duecento metri su via Merulana, per met\u00e0 di via Carlo Felice che dalla piazza conduce a Santa Croce in Gerusalemme, e dietro le mura in tutta la zona della sottostante via Sannio.<\/p>\n<p>Spero in un successo che vada oltre le pi\u00f9 esuberanti speranze perch\u00e9 c\u2019\u00e8 bisogno che la societ\u00e0 civile democratica, quella che vuole realizzare la Costituzione repubblicana, ritrovi la fiducia e l\u2019entusiasmo della lotta e non si rassegni pi\u00f9 a coltivare l\u2019ideale della \u201cCostituzione presa sul serio\u201d solo in interiore homine, e nella rassegnazione di troppi anni all\u2019egemonia vuoi di una destra becera ed eversiva, vuoi di un Pd impaniato nella sudditanza all\u2019establishment, vuoi di un M5S che alle originarie ambiguit\u00e0 e contraddizioni ha aggiunto il carico suicida del tradimento delle promesse elettorali nell\u2019accucciarsi a Salvini (governo Conte 1), non riscattato dagli ondeggiamenti e avvitamenti degli ultimi mesi.<\/p>\n<p>Voi avete il merito di aver osato, con la semplicit\u00e0 di chi ricorda che un programma che unisca gli italiani e restituisca dignit\u00e0 alla politica c\u2019\u00e8 gi\u00e0, si chiama Costituzione, e bisogna farne la stella polare di ogni azione pubblica. Che solo i valori della Costituzione danno significato all\u2019Italia come Patria, perch\u00e9 solo l\u2019interiorizzazione di quei valori ci rende con-cittadini di una democrazia ancora vitale. Interiorizzazione che significa azione coerente per realizzare quei valori quotidianamente: Calamandrei, uno dei protagonisti dell\u2019Assemblea Costituente, proprio in un discorso ai giovani agli inizi degli anni cinquanta ricordava come senza questa azione quotidiana la Costituzione diventasse lettera morta.<\/p>\n<p>Infine spero che il successo della manifestazione di sabato sia ancora pi\u00f9 gigantesco di quello dei Girotondi, perch\u00e9 voi avete deciso di riunirvi il giorno dopo per decidere come continuare. Come dare futuro organizzato all\u2019esplosione di passione civile e fedelt\u00e0 alla Costituzione repubblicana di queste settimane. COME non SE. Avete gi\u00e0 deciso, insomma, di non ripetere l\u2019errore di noi Girotondi, che non dotandoci di strutture organizzative, nell\u2019illusione che i partiti avrebbero ascoltato il messaggio della piazza e si sarebbero rinnovati radicalmente e di conseguenza, siamo rimasti solo un fal\u00f2, per quanto ciclopico ed entusiasmante, che non ha invertito la deriva partitocratica e le ulteriori degenerazioni di imbarbarimento.<\/p>\n<p>Spero che un gigantesco successo vi offra la chance irripetibile di una gigantesca responsabilit\u00e0: non lasciar dissipare le splendide energie di democrazia che avete evocato e catalizzato. Perch\u00e9 dirsi il \u201cpartito\u201d della Costituzione \u00e8 quanto di pi\u00f9 esigente e radicale si possa affermare, e ritrovarsi con centinaia di migliaia di italiani che partecipando alle manifestazioni dichiarano di volerne fare parte vi obbliga moralmente ad elaborare insieme a loro l\u2019articolazione di questa fedelt\u00e0 alla Costituzione solennemente sbandierata. Una Costituzione che assumete come vostra identit\u00e0 proprio in quanto denunciate che resta a tutt\u2019oggi disattesa, e spesso anzi lungo oltre settant\u2019anni volutamente tradita dai governi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stato un momento, dopo il Sessantotto e sulla sua onda, che alcuni principi della Costituzione trovarono applicazione nelle leggi ordinarie. Una su tutte, lo Statuto dei lavoratori, che dava sostanza al primo articolo della Costituzione. O la legge che istitu\u00ec il divorzio e poi il diritto della donna a decidere se interrompere la sua gravidanza.<\/p>\n<p>Ma da almeno un quarto di secolo viviamo invece nella REAZIONE contro quelle conquiste, quelle prime parziali attuazioni dei valori costituzionali. Lo Statuto dei lavoratori \u00e8 stato calpestato, cancellato, considerato un \u201cmale sociale\u201d anzich\u00e9 una irrinunciabile conquista. Nella scuola e nell\u2019universit\u00e0 il linguaggio e troppi meccanismi sono ormai quelli dell\u2019imprenditoria anzich\u00e9 della scuola egualitaria repubblicana delineata dalla Carta. E la Costituzione \u00e8 stata addirittura sfigurata, inserendovi il diktat liberista del pareggio di bilancio.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, per non far disperdere e dissipare le energie che avete suscitato dovrete saper tradurre e articolare la fedelt\u00e0 alla Costituzione in movimenti e obiettivi di lotta. La Costituzione,&nbsp; per essere una bussola, implica saper proporre le leggi per attuarla, nel campo del lavoro, in quello della giustizia eguale per tutti (dove identiche siano garanzie e severit\u00e0 per l\u2019ultimo degli emarginati e il primo dei potenti, il che da decenni viene dell\u2019establishment bollato come \u201cgiustizialismo\u201d), in un rilancio del Welfare (quale eguaglianza vi sar\u00e0 mai tra donne e uomini se gli asili nido gratuiti non sono una ovvia normalit\u00e0?), in una informazione sottratta tanto alla lottizzazione quanto al potere del denaro, in un ritorno alla sanit\u00e0 pubblica ogni giorno invece impoverita, in una laicit\u00e0 mai realizzata, e via articolando.<br \/>\nSenza di che il richiamo alla Costituzione rischia di diventare rituale, quell\u2019omaggio che non costa nulla e non impegna a nulla.<\/p>\n<p>E non potrete neppure eludere il problema cruciale e spinosissimo del \u201ccon chi\u201d realizzare questo programma di lotte e di obiettivi. Per fare in modo che tutti i cittadini scesi in piazza possano essere con voi protagonisti, e non solo \u201cmobilitati\u201d una tantum, del movimento che nasce.<\/p>\n<p>Io spero che non avrete paura di affrontare tutte queste gravosissime responsabilit\u00e0, perch\u00e9 senza affrontarle le meravigliose energie di queste settimane si spegnerebbero in nuova apatia. Del resto in questo compito enorme non sarete soli, tutti i manifestanti di sabato saranno con voi, pronti a condividerle. Avanti, Sardine!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Metafore \u2013 Erri de Luca<\/strong><\/p>\n<p>Di sera accendo il fuoco nel camino, uno dei gesti pi\u00f9 antichi della specie umana. Irradia luce, scalda, non ha corpo e non proietta ombra. Mentre lo guardo divorare il legno, passano dei pensieri suscitati dalle sue forme mobili.<br \/>\nDante nel canto 26 dell\u2019Inferno incontra Ulisse trasformato in fuoco e cos\u00ec scrive: \u201dLo maggior corno della fiamma antica\u201d. Dove la metafora corrente vede una lingua di fuoco, lui sceglie di vedere un corno, dal cui interno sta per uscire una voce.<br \/>\nIl fervore poetico insiste poco dopo: \u201dpur come quella cui vento affatica\u201d. Sa bene che il vento aizza la fiamma, la rinforza, ma vuol vedere invece uno sforzo, una fatica nei guizzi del fuoco sbattuto dal vento.<br \/>\nQueste metafore afferrano l\u2019immaginazione di un lettore, dilagano fino alla visione.<br \/>\nStudiati al liceo, mandati per obbligo a memoria, quei versi sono rimasti conficcati nella percezione. Il fuoco che accendo di sera nel camino \u00e8 lo stesso che anneriva le caverne della preistoria, veniva rubato agli d\u00e8i da Prometeo e scatenava metafore negli occhi di Dante. Quello nella mia cucina non ha corni dai quali escono voci, versi, per\u00f2 ha bisbigli, schiocchi, sputi di scintille, brontolii. Se formano un linguaggio, non lo intendo.<br \/>\nAl mattino ne raccolgo la cenere e la restituisco agli alberi, alla terra.<\/p>\n<p>Metafora \u00e8 alla lettera un mezzo di trasporto, il verbo greco indica spostare, trasferire. Si \u00e8 poi allargato al passaggio da un senso letterale a un altro. Quando porto la cenere dal piano del camino fino al piede di un albero, io svolgo la funzione di metafora, mezzo di trasporto.<br \/>\nMolte migliaia di persone decidono di chiamarsi sardine e fare massa critica sulla superficie delle piazze. Affiorano e brulicano come le sardine sul pelo dell\u2019acqua per confondere il tonno che si aggira sotto.<br \/>\nQuelle molte migliaia sono la pubblica metafora di un paese sprovvisto di sinistra. Non si scioglieranno finch\u00e9 non se ne va il tonno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019innocenza delle Sardine \u2013 Marco Revelli<\/strong><\/p>\n<p>Alle otto e mezza di sabato va in scena il confronto tra impudenza e innocenza. Davanti a Lilli Gruber, nelle persone di Francesco Borgonovo e Matilde Sparacino: un professionista della disinformazione, vice-direttore di quel giornale che mente fin dal suo titolo \u201cLa Verit\u00e0\u201d, membro esterno onorario della Bestia di Salvini; e una giovane studentessa alla sua prima esperienza di impegno pubblico come promotrice del prossimo flash mob delle sardine fiorentine. Il primo impegnato in un accanito&nbsp;J\u2019accuse&nbsp; contro le piazze resistenti delle \u201cSardine\u201d, l\u2019altra a sostenere serenamente il suo essere caparbiamente \u201cper\u201d una serie di valori che non sono altro che la nostra Costituzione.<\/p>\n<p>A me ha fatto tornare in mente la celebre favola di Fedro \u2013 ricordate? &nbsp;Superior stabat lupus, agnus inferior\u2026 non solo per la postura dell\u2019\u201daccusatore\u201d (tre palmi sopra tutti, tono condiscendente, sguardo irridente) ma per il rovesciamento totale del piano di realt\u00e0 che si andava dipanando nei suoi interventi: il vicedirettore del giornale pi\u00f9 schierato d\u2019Italia accusava quelle piazze di essere politicamente compromesse (al servizio degli interessi elettorali di una parte), utilizzando come prova a carico i curricula di due (due!) tra i promotori, uno accusato di collaborare alla rivista bolognese \u201cEnergia\u201d, l\u2019altro con la regione Toscana. Dalla sede di uno dei pi\u00f9 virulenti centri di diffusione degli insulti e dell\u2019odio contro chiunque pratichi forme di solidariet\u00e0, accoglienza, anche semplice umanit\u00e0&nbsp; \u2013 vera e propria macchina di creazione di capri espiatori \u2013 accusava le \u201cSardine\u201d di essere aggressive, intolleranti, violente nei confronti di quel pover uomo di Matteo Salvini, insomma, haters ciechi e sordi alle \u201cragioni\u201d dei vituperati \u201cpopulisti sovranisti\u201d. Ed era davvero l\u2019esemplificazione autentica di quella tecnica sperimentata e perversa del populismo di ultima generazione, il pi\u00f9 virulento, consistente in quella che chiamerei l\u2019\u201dinversione del rapporto vittimario\u201d: la trasformazione del carnefice in vittima e della vittima in carnefice, dell\u2019odiatore in odiato, del persecutore in perseguitato. La stessa \u201cinversione\u201d che ha fatto delirare Matteo Salvini quando, di fronte alla tempesta di odio scatenata contro la senatrice Liliana Segre e alla protezione resasi necessaria, ha rivendicato le minacce subite da lui stesso, quasi le due persone potessero essere poste sullo stesso piano, anzi, quasi che la sua sofferenza, di pasciuto ministro e poi ex ministro di polizia, fosse maggiore di quella di chi ha visto la propria famiglia sterminata, lei stessa discriminata razzialmente e deportata nell\u2019inferno di Auschwitz\u2026 Infine, dalla bolla di retorica di cui si alimenta la destra radicale a cui di diritto s\u2019inscrive, Borgonovo denunciava la vuotezza di contenuti delle piazze piene \u2013 come barili di sardine appunto \u2013 di persone, indicate come portatrici del nulla.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte la studentessa ventiduenne di psicologia alla sua prima esperienza, lo guardava imperturbabile (come si guarda un oggetto sconosciuto, o un soprammobile bizzarro) e sciorinava l\u2019elenco dei \u201cvalori\u201d positivi della propria proposta, gli stessi del vituperato \u201cManifesto\u201d: la \u201cpassione nell\u2019aiutare gli altri\u201d, l\u2019amore per l\u2019ascolto, la creativit\u00e0, la non-violenza, la bellezza, anche, perch\u00e9 no?, la \u201cbuona educazione\u201d e la sobriet\u00e0 del linguaggio. Quanto evidentemente a un hater professionista pu\u00f2 apparire un \u201cNulla\u201d. E nel far questo, in quel chiamarsi fuori dal gioco dello scazzo, della replica muscolare, della bagarre mediatica, in quello sguardo tra il perplesso e il persuaso, mostrava un fondo di innocenza che la rendeva in qualche modo invincibile.<\/p>\n<p>Ho detto \u201cinnocenza\u201d. E la considero una delle parole chiave che spiegano quanto si \u00e8 materializzato nelle piazze. Forse \u201cla\u201d parola chiave, che spiega la forza di quel primo appello che ha riempito Piazza Grande di una folla fitta e compatta come non se ne vedeva da tempo. Quella massa variegata e multicolore, strabordante e composta, ha risposto in forma cos\u00ec immediata e (possiamo dirlo? \u201cirriflessa\u201d) alla chiamata perch\u00e9 questa rispondeva a un bisogno profondo, vissuto, fino ad allora inespresso e per\u00f2 potente, sentito. Ma anche perch\u00e9 a chiamare erano figure&nbsp; \u201cinnocenti\u201d, nel senso di \u201cnon compromesse\u201d, come solo chi appartiene alla generazione nata a ridosso del passaggio di secolo pu\u00f2 essere, ragazzi che non portano le (tante) colpe di chi in questo ventennio ha assunto responsabilit\u00e0 politiche. O anche solo ha fatto organicamente parte del gran circo della politica politicante, in tutte le possibili sinistre, o i possibili centri, chiese o sette che fossero, e ne ha sub\u00ecto, volente o nolente, i compromessi,&nbsp; gli abbandoni di ideali, le burocratizzazioni e le degradazioni funzionariali, i linguaggi gergali e morti, la separazione dai propri reciproci popoli; chi non ha prodotto delusioni in quanti hanno creduto in loro e non ha subito delusioni da parte di coloro in cui ha creduto, non si \u00e8 ammalato di frustrazione n\u00e9 di settarismo, di arroganza n\u00e9 di risentimento. Quella \u201cchiamata\u201d non poteva che venire da una \u201cgenerazione vergine\u201d per poter essere ascoltata, e infatti intorno a quel nucleo di chiamanti si \u00e8 condensato un aggregato vasto di chiamati, trasversale alle generazioni e ai gruppi sociali, con dentro, accanto ai pi\u00f9 giovani, anche la generazione di mezzo che era stata la grande assente dallo scenario politico \u201cnon populista\u201d, e quelle pi\u00f9 anziane, degli assenti per stanchezza e disillusione, smarrimento e solitudine\u2026 Cos\u00ec come vi sono confluiti un po\u2019 tutti i frammenti del \u201cprisma del lavoro\u201d andato in frantumi prima che il Novecento finisse, dai giovani precari intellettuali e non solo ai pensionati e alle casalinghe, dai residui operai sindacalizzati alle partite Iva di diverso livello.<\/p>\n<p>Non sono pi\u00f9 il \u201cceto medio produttivo\u201d di cui parlava a ragione Paul Ginsborg un quarto di secolo fa, quello \u00e8 stato lavorato al corpo dalla crisi che ha colpito come uno tsunami il ceto medio nel suo complesso, non sono pi\u00f9 il \u201cpopolo dei Girotondi\u201d e nemmeno il \u201cpopolo viola\u201d che tagli\u00f2 un bel po\u2019 di erba sotto i piedi a Berlusconi. Sono per molti versi \u201cpost\u201d: nell\u2019orizzonte dei promotori non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il riferimento assorbente, anche solo in negativo, ai partiti storici della sinistra. Non c\u2019\u00e8 tout court la \u201cforma partito\u201d. Sono, come chiamarli?, \u201cpopolo\u201d. Una moltitudine che si addensa e riconosce in base a un comune sentire, a un segnale d\u2019allarme. Alla sensazione di un pericolo imminente. E insieme di uno stato di cose insopportabile. Si mobilitano secondo una sequenza assai simile a quella del sistema immunitario di un organismo: come sciami di anticorpi in risposta in qualche modo istintiva, o automatica, di fronte ai sintomi avvertibili di una grave malattia. Quello che li unisce, tagliando orizzontalmente e verticalmente l\u2019eterogeneit\u00e0, \u00e8 un set, non vastissimo, ma fondante, di valori (che sono poi quelli della nostra Costituzione), ritenuti irrinunciabili perch\u00e9 considerati indispensabili al proprio sentirsi \u201cpopolo\u201d.<\/p>\n<p>E, se devo dirla tutta, credo che il loro grande, davvero grande, merito sia proprio quello di aver fatto materializzare, nel luogo pubblico per eccellenza, in piazza, un popolo altro rispetto a quello rivendicato dalla retorica populista. L\u2019anti-salvinismo di questo fenomeno sta nell\u2019aver mostrato al mondo che il Capitano non ha il monopolio del \u201cpopolo\u201d. Che l\u2019Italia non \u00e8 di Matteo Salvini. Che c\u2019\u00e8 anche un\u2019Altra Italia, grande, coesa, determinata, corporea, fatta di persone in carne e ossa che scoprono di essere, nonostante tutto, una Comunit\u00e0 vivente, operosa e capace di testimoniare i propri valori. Basta questo per decretarne la positivit\u00e0 e la grandezza.<\/p>\n<p>So che poi ci sono \u2013 ci sono sempre \u2013 quelli che arricciano il naso e alzano il dito, per denunciare i limiti. Quelli che ogni volta fanno l\u2019esame del sangue ai nuovi venuti, per verificarne i quarti di nobilt\u00e0, di purezza ideologica, di esaustivit\u00e0 del programma, di efficacia del progetto. L\u2019hanno fatto con la gigantesca onda globale sollevata da Greta Thunberg. Lo fanno con le \u201cSardine\u201d: quanta dose di anticapitalismo c\u2019\u00e8? Quale opzione organizzativa per la presa del potere? Quale tasso di critica-critica ha la loro visione del mondo? Ho letto post indecenti su Facebook, di pseudo vetero-comunisti che parlano lo stesso linguaggio di Diego Fusaro, e irridono le Sardine con gli stessi gi\u00e0 citati argomenti di Francesco Borgonovo, considerando la loro azione un \u201cNulla\u201d.<\/p>\n<p>Ho letto altri commenti ben pi\u00f9 ragionati, e anche in buona parte condivisibili, di chi pur rendendo onore al merito e apprezzando quelle piazze \u2013 penso a un interessante articolo di Marco Bersani intitolato Il bivio delle Sardine \u2013 non resiste tuttavia alla tentazione di far un po\u2019 di bucce: la caratteristica, tipica di quella specie ittica, di \u201cnuotare senza mai avere alcun contatto con il fondale marino\u201d, l\u2019assenza in quelle piazze delle componenti sociali pi\u00f9 disagiate, delle aree della sofferenza materiale in cui pesca il nazional-socialismo salviniano (\u201cquel fondale marino che dovranno ad un certo punto attraversare, se davvero vogliono dare una risposta, non tanto al Capitano del Papeete, quanto a tutte le persone che hanno fatto cortocircuito nel rancore, e che, invece di rivendicare diritti e libert\u00e0, reclamano ordine e disciplina\u201d (Idem). Pu\u00f2 darsi che sia vero. Che le piazze delle sardine siano posizionate sulla parte medio-alta della piramide sociale, quantomeno in quella meglio scolarizzata. O forse no: anche nel post-proletariato urbano resiste una memoria civile e civica che la falce della crisi non ha estinto e che lo sciame ittico pu\u00f2 risvegliare. Come che sia, comunque questo \u00e8 un gioco a cui non mi piace giocare. Non mi iscrivo al partito di quelli del \u201cbravi si, ma\u201d\u2026 E nemmeno a quello di chi incalza chiedendo strutturazione, organizzazione, trasformazione in soggetto politico subito, qui e ora, per durare, contare, decidere! Non so se le Sardine dureranno. Se prenderanno nello spazio politico italiano il posto che anni fa occup\u00f2 Grillo con le sue piazze del V-Day o se passata la marea si dissolveranno come a volte accade agli sciami. E anche in questo caso non lo considererei un fallimento. Il risultato che le piazze di questi giorni producono non \u00e8 \u201cesterno\u201d, \u00e8 \u201cinterno\u201d, ha a che fare con coscienza e sentimenti delle persone che vi partecipano. Con la modificazione del loro \u201csentire\u201d. Il senso di presenza, come Comunit\u00e0, di chi \u00e8 stato in una di quelle piazze, ognuno se lo porter\u00e0 dentro per i mesi e forse gli anni prossimi. E sar\u00e0 un pezzo di identit\u00e0 collettiva sottratto all\u2019imbarbarimento populista e a questo consapevolmente contrapposto. Vi pare poco?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sardine o bandiera rossa? Di sicuro antifasciste e antirazziste \u2013&nbsp;Guido Viale<\/strong><\/p>\n<p>Chi ha paura delle sardine? Chiunque abbia partecipato a una delle loro mobilitazioni ha percepito una grande voglia di partecipazione (che fa seguito ad altre mobilitazioni: molte di lavoratori, ma soprattutto quelle di Fridays for future e Nonunadimeno), il rifiuto dei discorsi d\u2019odio (ma anche delle prese in giro) che hanno dominato la scena politica e mediatica negli ultimi anni, la presenza di giovani e anziani, lavoratori e studenti, donne e uomini. E anche di destra e sinistra?<\/p>\n<p>O di n\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra? Certo di molte persone che non hanno votato, non sanno per chi votare, ma che vorrebbero tornare a contare. Sicuramente antifasciste e antirazziste.<\/p>\n<p>Per questo quelli di Casa Pound e, attraverso Casa Pound, Salvini, sentendosene assediati, hanno cercato di \u201csporcare\u201d la manifestazione romana minacciando una loro presenza grazie all\u2019ingenuit\u00e0 di uno dei suoi promotori. E qualche risultato \u2013 qualcuno che si \u00e8 ritirato \u2013 probabilmente l\u2019hanno ottenuto. E senza equipararle a Casa Pound, hanno concorso allo stesso effetto adesioni come quelle della fidanzata di Berlusconi o delle \u201cmadamine\u201d siTav (gi\u00e0, che fine hanno fatto?) che di Salvini si erano servite, servendolo a loro volta, per riempire la loro piazza.<\/p>\n<p>Ma il piatto forte per \u201cfare l\u2019esame del sangue\u201d alle sardine e prenderne le distanze \u00e8 la favola di una macchinazione di Prodi e del Pd per recuperare spazi perduti: che sembra trovare conferma in diverse prese di posizione, presenti e passate, di alcuni promotori: specie di Mattia Santori, che ha partecipato al comizio elettorale di Bonaccini e che in passato si \u00e8 schierato per il s\u00ec al referendum costituzionale di Renzi e per il boicottaggio di quello contro le trivelle. Tutto vero; e di casi simili se ne troveranno altri cento.<\/p>\n<p>Ma si pu\u00f2 identificare sentimenti e aspettative di piazze finalmente piene come queste con le idee di qualcuno dei loro promotori, che pochi conoscevano prima e molti non conoscono nemmeno ora? Per molti la \u201cprova definitiva\u201d \u00e8 che l\u00ec non si vogliono le bandiere di partito n\u00e9 si pu\u00f2 cantare Bandiera rossa. Proprio come nei cortei di Fridays for Future e di Nonunadimeno.<\/p>\n<p>Tutte queste mobilitazioni, proprio perch\u00e9 l\u2019orientamento partitico dei e delle partecipanti \u00e8 sconosciuto, e in molti casi indeterminato, o parecchio disorientato, sono un terreno di confronto e \u2013 perch\u00e9 no? \u2013 di scontro tra idee e prospettive diverse, e in alcuni casi anche opposte, in competizione per un\u2019egemonia non scontata; idee e prospettive che devono anche ridefinirsi e riqualificarsi alla luce dei problemi e delle incomprensioni che emergono nel contatto con persone che non si incontrano pi\u00f9 da tempo, o che mai si sarebbero incontrate altrimenti.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la grande occasione che le sardine offrono: smettere di parlarsi tra quelle e quelli che gi\u00e0 si frequentano o incontrano spesso e sanno tutto uno dell\u2019altra; avere un pubblico con cui mettere alla prova la propria capacit\u00e0 di farsi capire e di capire gli altri, quelli che non si sa pi\u00f9, o non si sa ancora, che cosa pensino.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi si chiede perch\u00e9 sardine e Fridays for Future o Nonunadimeno non si colleghino, riunendo le reciproche istanze in un movimento pi\u00f9 generale attraverso i rispettivi comitati promotori. Perch\u00e9 no? Ma gran parte degli studenti e delle studentesse che partecipano ai cortei di Fridays for Future o Nonunadimeno sono gli stessi e le stesse che vanno alle mobilitazioni delle sardine. E\u2019 a quel livello che deve avvenire un vero incontro, con iniziative condivise nelle scuole, nelle Universit\u00e0, nei quartieri. Coinvolgere tutti nella lotta contro la crisi climatica e ambientale (e come evitare di farlo una volta che si conosca la realt\u00e0 della catastrofe che incombe?) spazzerebbe ogni possibilit\u00e0 di schierarsi (e meno che mai mobilitarsi) per le Grandi opere, a partire dal Tav, pietra di paragone di tutta la politica nazionale.<\/p>\n<p>Mancano i lavoratori? No, le mobilitazioni delle sardine ne sono piene. Il problema \u00e8 ritrovarli nelle fabbriche e nelle aziende dove lavorano, nei quartieri dove vivono, nei bar che frequentano; e per questo bisogna andarli a cercare. A capo\u201d delle sardine ci sono troppi \u201cfighetti\u201d? A me non piacciono i confronti tra l\u2019oggi e i movimenti di 50 anni fa: \u00e8 un modo per far divorare i vivi dai morti.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 indubbio che questa critica ricalca quelle ripetute a iosa allora da chi si riteneva l\u2019autentico rappresentante della classe operaia. Tranne ricredersi di l\u00ec a poco; perch\u00e9 ci\u00f2 che avrebbe poi permesso agli operai delle fabbriche di allora di farsi per qualche anno protagonisti della storia d\u2019Italia con le loro lotte era stato smosso dalle mobilitazioni antiautoritarie degli studenti: un clima di libert\u00e0, di spirito antigerarchico ed egualitario, di ricerca di una strada nuova per cambiare se stessi e il mondo di cui tutte le donne e gli uomini coinvolti nelle lotte di allora avrebbero poi saputo beneficiare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA MOBILITAZIONE \u00c8 GENEROSA, MA LA MALATTIA DELL\u2019ITALIA DI OGGI NON \u00c8 SALVINI. LA SUA FRASEOLOGIA XENOFOBA \u00c8 INVECE IL SINTOMO DELL\u2019INGIUSTIZIA SOCIALE \u2013&nbsp;Barbara Spinelli<\/strong><\/p>\n<p>Le sardine non sono contro l\u2019establishment, n\u00e9 italiano n\u00e9 tantomeno europeo. Sono gentili, non urlano, e riempiono le piazze con quella che esse stesse chiamano \u201cenergia pura\u201d. Ingenerano un entusiasmo generale e trasversale perch\u00e9 secondo alcuni potrebbero scompigliare le ambizioni della Lega di Salvini nelle prossime elezioni regionali e soprattutto in Emilia Romagna dove il nuovo movimento \u00e8 nato. Pur essendo gentili hanno un avversario \u2013 i populisti \u2013 cui si rivolgono nel loro Manifesto del 21 novembre con sorda durezza.<\/p>\n<p>Fingono di ignorare che tutto l\u2019establishment, in Italia e anche ai vertici dell\u2019Unione europea, ha scelto come avversari i populisti, non importa se di destra o sinistra (negli anni \u201960 e \u201870 si chiamavano \u201copposti estremismi\u201d). Se un partito anti-sistema o anche molto critico del sistema vince alle elezioni \u00e8 subito definito populista e scomunicato.<\/p>\n<p>I maggiori applausi alle sardine, finora, vengono da un establishment centrista che sempre meno sa e vuole gestire la natura aleatoria del suffragio universale. Che dall\u2019inizio della crisi nel 2007-2008 usa l\u2019accusa di populismo per non mettere in questione le politiche che lo hanno scatenato.<\/p>\n<p>Le sardine non conoscono le bassezze della disperazione, della rivolta contro disuguaglianze sociali e povert\u00e0. Si sentono di sinistra perch\u00e9 si preoccupano del clima, ma i precursori in questo campo sono Grillo e 5Stelle. Di s\u00e9 dicono, con un linguaggio che ricorda quello degli scout: \u201cSiamo un popolo di persone normali, di tutte le et\u00e0: amiamo le nostre case e le nostre famiglie, cerchiamo di impegnarci nel nostro lavoro, nel volontariato, nello sport, nel tempo libero. Mettiamo passione nell\u2019aiutare gli altri, quando e come possiamo. Amiamo le cose divertenti, la bellezza, la non violenza (verbale e fisica), la creativit\u00e0, l\u2019ascolto\u201d. Dunque non conoscono difficolt\u00e0 nella vita.<\/p>\n<p>Nelle crisi dell\u2019ultimo decennio si ritagliano una loro zona di conforto. Non hanno niente di particolare da dire sulle questioni che oggi contano: le miserie del lavoro precario o del non lavoro; il disastro dell\u2019Ilva o di Alitalia; la manomissione del territorio attraverso grandi opere inutili che tolgono risorse alla sua manutenzione; le politiche di austerit\u00e0 che l\u2019Unione Europea continua a difendere a denti stretti, nonostante il prezzo pagato da ceti medi e classi popolari (la questione del Fondo salva Stati non \u00e8 tecnica ma concreta e politica: nella prossima crisi finanziaria si ripeter\u00e0 l\u2019umiliante catastrofe greca?).<\/p>\n<p>Non criticano neanche il rinnovo dell\u2019accordo con Tripoli, che dai tempi di Gentiloni e Minniti rispedisce nei Lager libici i migranti in fuga. Questo non vuol dire che le sinistre radicali dispongano di ricette migliori: la capacit\u00e0 di mobilitazione di queste ultime \u00e8 poca cosa rispetto a quella delle sardine. Ma non vuol dire nemmeno che il movimento appena nato, cos\u00ec come viene presentato non da tutti ma da molti suoi esponenti, abbia in mano una ricetta veramente comprensibile.<\/p>\n<p>Nel raccontare se stesse le sardine mescolano condizioni umane e concetti banali, trasformandoli non si sa perch\u00e9 in virt\u00f9 superiori (la normalit\u00e0, la famiglia, lo sport, il divertente, il bello, etc. Manca solo l\u2019Anima). Meno banale \u00e8 il rifiuto della violenza e tutt\u2019altro che banale l\u2019appello all\u2019ascolto. Su quest\u2019ultimo c\u2019\u00e8 tuttavia da dubitare: pochi paragrafi dopo, nel Manifesto, proclamano che il diritto all\u2019ascolto spetta a tutti ma non ai populisti di Salvini (circa il 30 per cento degli italiani): \u201cGrazie ai nostri padri e nonni avete il diritto di parola, ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare\u201d. Non ho mai sentito un antifascista (immagino che l\u2019allusione a padri e nonni si riferisca all\u2019antifascismo) dire che esistono categorie di avversari o perfino nemici politici privati di tale diritto.<\/p>\n<p>Proclami simili sono non solo insensati ma forse anche nefasti. Lo vedremo alle prossime scadenze elettorali, locali o nazionali che siano. Pu\u00f2 darsi che il movimento segnali il salutare risveglio di chi si \u00e8 allontanato dalla politica e riscopre l\u2019importanza del voto. Pu\u00f2 darsi che riempia un vuoto creatosi a sinistra, anche se non \u00e8 chiaro con cosa verr\u00e0 riempito. Ma pu\u00f2 anche darsi che il loro Manifesto esasperi la rabbia, la frustrazione, l\u2019umiliazione di chi si \u00e8 rifugiato nella Lega pur di essere per una volta ascoltato. Una buona parte dei voti per il Brexit nel 2016, o per Trump, o per il partito di Kaczynski in Polonia, ha origine in questa rabbia dei non pi\u00f9 ascoltati, dei cancellati.<\/p>\n<p>La malattia dell\u2019Italia non \u00e8 oggi Salvini, come ha scritto giustamente su questo giornale Tomaso Montanari. Salvini e la sua fraseologia xenofoba sono i sintomi di un male che si chiama ingiustizia sociale, disuguaglianza, furore dei declassati: il leader della Lega cavalca questi mali offrendo gli immigrati come capri espiatori e finte battaglie contro il Meccanismo europeo di stabilit\u00e0, contestato solo dopo che la Lega, per mesi imbambolata e disattenta, \u00e8 uscita dal governo.<\/p>\n<p>Sono rare e poco udibili le sardine che parlano delle radici dei mali italiani, che si interrogano sulle citt\u00e0 gi\u00e0 passate a destra in Emilia Romagna. Chi soffre questi mali, fidandosi di Salvini senza ancora vederne l\u2019impostura, non ha comunque diritto all\u2019ascolto. Come riconquistare la loro fiducia, se neanche li ascolti. Questo significa che l\u2019impostura pu\u00f2 continuare.<\/p>\n<p>Dicono: \u201cBenvenuti in mare aperto\u201d. Speriamo che sar\u00e0 aperto sul serio. Che dal vuoto di programmi, idee, parole nascano gli anticorpi che tanti invocano. Fino a ora, il nuovo movimento d\u00e0 il benvenuto, ma non ancora in mare aperto. Cosa vede nei fondali marini, oltre il disegno ittico della propria pura energia? In genere, le sardine stanno amichevolmente strette quando sono inscatolate. Per il momento \u00e8 la scatola che li protegge pi\u00f9 che le profondit\u00e0 del mare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Sardine si sono \u201dcontate\u201d a Roma ma non hanno riempito il mare \u2013&nbsp;di Stefano Bertoldi A Roma il Movimento delle Sardine, circa trentamila, \u00e8 stato pacifico, silenzioso, praticamente senza striscioni, niente megafoni o casse acustiche assordanti a parte quelle allestite su un piccolo palco trasportato da un camion dal quale Mattia Santori, dopo aver&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2019\/12\/le-sardine-fanno-discutere-andrea-le-moli-andrea-segre-barbara-spinelli-erri-de-luca-guido-viale-marco-revelli-paolo-flores-darcais-stefano-bertoldi\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Le sardine fanno discutere &#8211; Andrea Le Moli, Andrea Segre, Barbara Spinelli,\u00a0Erri De Luca, Guido Viale, Marco Revelli, Paolo Flores D\u2019Arcais, Stefano Bertoldi<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"enabled":false},"version":2}},"categories":[35,33,1,6,15],"tags":[],"class_list":["post-3465","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-democrazia","category-italia","category-notiziario_indialogo","category-opinioni","category-quale-politica","entry"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2vEQL-TT","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":false,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3465","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3465"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3465\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3465"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3465"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3465"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}