{"id":3482,"date":"2019-12-28T22:16:44","date_gmt":"2019-12-28T21:16:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/iran-proteste-e-stragi-di-marina-forti\/"},"modified":"2019-12-28T22:16:44","modified_gmt":"2019-12-28T21:16:44","slug":"iran-proteste-e-stragi-di-marina-forti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2019\/12\/iran-proteste-e-stragi-di-marina-forti\/","title":{"rendered":"Iran: proteste e stragi &#8211; di Marina Forti"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/image-7-2.jpg\" class=\"size-full wp-image-3481\" width=\"301\" height=\"167\"><\/p>\n<p>La scintilla \u00e8 stata il rincaro del prezzo dei carburanti: ha provocato l\u2019ondata di proteste pi\u00f9 ampia dei 40 anni di storia della Repubblica islamica dell\u2019Iran, e la pi\u00f9 sanguinosa. Anche se il quadro dei fatti \u00e8 ancora incompleto, numerose testimonianze e perfino alcune notizie ufficiali dicono che la repressione \u00e8 stata brutale. In almeno un caso, le Guardie della Rivoluzione hanno sparato sui dimostranti con mitragliatrici automatiche.<\/p>\n<p>Il bilancio \u00e8 contestato. Le forze di sicurezza avrebbero ucciso oltre 300 persone, secondo la stima pi\u00f9 recente di Amnesty International. Fonti ufficiali respingono queste stime come \u201cmenzogne\u201d, ma non hanno ancora fornito un bilancio delle vittime. Eppure il Leader supremo iraniano, l\u2019ayatollah Ali Khamenei, ha ammesso in modo implicito la violenza quando ha decretato, il 4 dicembre, che \u201ci cittadini che non hanno avuto ruolo nelle violenze e hanno perso la vita saranno considerati martiri\u201d, definizione allo stesso tempo simbolica e molto concreta (permette alle famiglie di ottenere risarcimenti).<!--more--><\/p>\n<p>L\u2019intensit\u00e0 delle protesta ha colto molti di sorpresa. Ci certo apre interrogativi sull\u2019ampiezza della crisi economica e sociale in Iran e le sue ripercussioni politiche. Ma prima riassumiamo i fatti, o almeno quanto sappiamo finora.<\/p>\n<p>Un\u2019esplosione di rabbia<\/p>\n<p>Le proteste sono cominciate venerd\u00ec 15 novembre quando il governo ha annunciato un drastico aumento del prezzo della benzina (torneremo su questo annuncio). Quel giorno sono scoppiate manifestazioni in citt\u00e0 di provincia come Sirjan, nell\u2019Iran centrale, o Ahwaz nella provincia petrolifera sud-occidentale del Khuzestan, o Mashhad nel nord-est. Il giorno dopo, sabato 16, la protesta si era estesa a citt\u00e0 grandi e piccole di tutto il paese, da nord a sud, dalle coste del golfo Persico alle province pi\u00f9 densamente popolate del nord-ovest, inclusa la capitale Tehran. Le dimostrazioni sono continuate fino almeno al 19 novembre, prima che le forze di sicurezza riprendessero il controllo.<\/p>\n<p>In quei quattro giorni dimostranti hanno gridato \u201cla benzina \u00e8 pi\u00f9 cara, i poveri sono pi\u00f9 poveri\u201d. Oppure \u201ci soldi del petrolio sono spesi in Palestina\u201d. O \u201cmorte al dittatore\u201d, riferimento all\u2019ayatollah Khamenei. Simili slogan non sono nuovi in Iran, erano stati gi\u00e0 uditi ad esempio durante le proteste del gennaio 2018 contro il rincaro dei generi alimentari.<\/p>\n<p>Il ministro dell\u2019interno Abdolreza Rahmani Fazli ha poi detto che dimostranti hanno attaccato 50 basi militari e saccheggiato o bruciato 731 filiali di banca, 140 uffici governativi, 70 benzinai, 9 centri religiosi, 307 veicoli privati e 183 militari, e 1076 motociclette private. Il ministro ha dichiarato alla tv di stato (Irib) che tra 130mila e 200mila persone hanno preso parte alle proteste in tutto il paese.<\/p>\n<p>Durante quei quattro giorni per\u00f2 circolavano solo voci imprecise. Infatti nel tardo pomeriggio di sabato 16, secondo giorno di disordini, il governo ha sospeso l\u2019accesso a internet in tutto l\u2019Iran, bloccando cos\u00ec i social media. Il blackout \u00e8 continuato per 10 giorni, in cui condividere notizie \u00e8 stato estremamente difficile: anche se ci\u00f2 non ha impedito che almeno alcune informazioni, foto e video giungessero ai media stranieri.<\/p>\n<p>Quelle foto hanno mostrato gruppi di persone che attaccavano benzinai e edifici pubblici o che si scontravano con la polizia, e poi scene di saccheggi o banche bruciacchiate. Testimonianze raccolte ad esempio da IranWire o dal New York Times dicono che in molti casi le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco sui dimostranti. A volte, come in un sobborgo di Shiraz, i dimostranti in realt\u00e0 non hanno danneggiato nulla: testimoni dicono che sono stati i paramilitari a incendiare una filiale di banca, per poi accusare i \u201cteppisti\u201d.<\/p>\n<p>La violenza pi\u00f9 impressionante per\u00f2 \u00e8 quella avvenuta a Mahshahr, citt\u00e0 di 120mila abitanti nel Khuzestan. Qui dimostranti avevano preso il controllo di alcuni quartieri periferici e occupato il principale snodo stradale, accesso all\u2019importante porto di Bandar Imam. Per tre giorni la polizia non era riuscita a disperderli. Finch\u00e9 sono intervenute le Guardie della Rivoluzione, cio\u00e8 i militari; prima hanno marciato sul blocco stradale e aperto il fuoco, a quanto pare senza preavviso, uccidendo molte persone. Poi hanno circondato una palude dove erano fuggiti i superstiti, e hanno sparato con le mitragliatrici: i morti sarebbero un centinaio, secondo le testimonianze di molti residenti, o dei medici e infermieri che hanno visto arrivate le salme in ospedale e hanno curato i feriti.<\/p>\n<p>Il sobborgo teatro di questo massacro, Shahrak Chamran, \u00e8 abitato in particolare dalla minoranza araba iraniana. Alcuni testimoni dicono che un dimostrante ha risposto alle Guardie sparando con una mitraglietta AK47: cosa che rafforzer\u00e0 la tesi ufficiale secondo cui \u201cterroristi\u201d hanno infiltrato le proteste. Il 2 dicembre la tv di stato ha confermato che le forze di sicurezza hanno sparato e ucciso dimostranti nascosti nelle paludi di Mahshahr; il comandante della polizia locale li ha definiti \u201cterroristi armati\u201d e ha lodato le forze di sicurezza per aver messo fine al caos.<\/p>\n<p>Chi sono i dimostranti?<\/p>\n<p>Secondo tutte le testimonianze, a riempire le strade sono stati soprattutto giovani uomini, a volte poco pi\u00f9 che adolescenti. Molti erano giovani disoccupati, anche se magari con buoni diplomi. Le proteste sono avvenute nelle periferie urbane a basso reddito, abitate da lavoratori e famiglie a basso reddito. \u201cProtestavano contro la povert\u00e0, la diseguaglianza e la disoccupazione, e continuano a protestare\u201d, ha detto un testimone citato da IranWire.<\/p>\n<p>Per l\u2019establishment iraniano questo dovrebbe far suonare un allarme. Infatti non si tratta di un conflitto politico tra i ben noti schieramenti interni alla Repubblica Islamica \u2013 come era il movimento dell\u2019Onda verde nel 2009, dopo la contestata rielezione dell\u2019oltranzista presidente Mahmoud Ahmadi Nejad. I dimostranti di questo novembre 2019, come gi\u00e0 quelli del dicembre 2017-gennaio 2018, sono proprio le classi popolari da sempre considerate la base della Repubblica Islamica, pilastro del consenso anche grazie a un sistema di redistribuzione un po\u2019 clientelare, vagamente \u201cdemocristiano\u201d e paternalista: segno che quel compromesso \u00e8 in crisi? Sta di fatto che, come gi\u00e0 due anni fa, a protestare sono persone che \u201cnon hanno candidati in gioco\u201d, per usare le parole di un noto sociologo iraniano: non si sentono rappresentati dagli schieramenti politici noti. Non c\u2019\u00e8 per\u00f2 segno di un movimento organizzato.<\/p>\n<p>Alcuni ricercatori del Boston College hanno contato che circa il 20 per cento delle contee (la pi\u00f9 piccola suddivisione amministrativa prima del municipio), cio\u00e8 89 su 429, hanno registrato almeno un giorno di protesta nel novembre scorso; in un recente articolo osservano che si tratta delle zone pi\u00f9 urbanizzate e sviluppate dell\u2019Iran in termini di istruzione, sanit\u00e0, infrastrutture. In effetti la Repubblica islamica ha investito in primo luogo nell\u2019istruzione universale: e cos\u00ec facendo ha contribuito a creare nuove generazioni di \u201ccittadini emancipati\u201d. Ora questi \u201ccittadini emancipati\u201d sono nelle strade a protestare. Ma il prezzo della benzina \u00e8 solo la scintilla: per spiegare l\u2019esplosione di rabbia bisogna guardare pi\u00f9 in generale alle aspettative frustrate di tanti giovani istruiti, alle speranze di benessere suscitate dall\u2019accordo sul nucleare e poi disilluse, al generale senso di incertezza in un paese in crisi economica profonda, assediato dalle sanzioni in una regione turbolenta.<\/p>\n<p>Un Paese sgomento<\/p>\n<p>La brutalit\u00e0 della repressione ha lasciato il Paese sgomento. Via via che si diffondono le notizie si levano accuse: \u201cFino a che punto intendete usare la violenza per negare ai cittadini i loro diritti pi\u00f9 basilari\u201d chiede una lettera aperta firmata da decine di noti artisti e persone di cultura. Il leader riformista Mir-Hossein Mousavi, agli arresti domiciliari dal 2011, ha paragonato la repressione di novembre a un massacro di manifestanti compiuto dal regime dello Shah: \u201cI killer del 1978 rappresentavano un regime non-religioso, mentre gli agenti che hanno sparato nel novembre 2019 rappresentano un governo religioso\u201d ha scritto Mousavi in una nota pubblicata dal sito riformista Kaleme. Ha aggiunto parole di insolita durezza contro l\u2019ayatollah Khamenei: \u201cAllora il comandante in capo era lo Shah. Oggi \u00e8 un leader supremo con poteri assoluti\u201d.<\/p>\n<p>Mousavi non \u00e8 stato l\u2019unico a fare paragoni con il vecchio regime. Circa una settimana dopo gli eventi di Mahshahr, Mohammad Golmoradi, deputato eletto in quella citt\u00e0, \u00e8 sbottato in pieno parlamento: \u201cCosa avete fatto, che quel bastardo dello Shah non abbia fatto?\u201d pare abbia urlato \u2013 prima che colleghi deputati riuscissero a calmarlo.<\/p>\n<p>Il 2 dicembre una deputata del Blocco riformista, Parvaneh Salahshouri, ha chiesto che sia istituita una commissione d\u2019indagine parlamentare per \u201cstabilire la verit\u00e0 su quanto avvenuto\u201d e rispondere alle domande degli elettori. La signora Salahshouri ha tra l\u2019altro riferito che \u201cgruppi di persone mescolate ai dimostranti\u201d hanno compiuto atti di vandalismo durante le proteste: \u00e8 la prima volta che una figura pubblica accusa esplicitamente gli organi di sicurezza e di intelligence di qualcosa che molti sospettano da tempo.<\/p>\n<p>Tutti i gruppi parlamentari chiedono commissioni d\u2019inchiesta, anche se con intenti diversi: gli oltranzisti del regime accusano il governo Rohani per l\u2019aumento dei carburanti, ovviamente cercando di sfruttare a proprio vantaggio le proteste. I riformisti invece accusano l\u2019eccesso di forza delle forze di sicurezza. I riformisti stanno cercando di mettere sotto impeachment il ministro dell\u2019interno Rahmani Fazli; i fondamentalisti hanno gi\u00e0 raccolto abbastanza firme per mettere sotto accusa il ministro del petrolio Bijan Zenganeh.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 rincara la benzina?<\/p>\n<p>L\u2019aumento del prezzo del carburante \u2013 o meglio, la riduzione delle sovvenzioni governative sulla benzina e altri prodotti petroliferi \u2013 era previsto, anche se molti si chiedono perch\u00e9 decretarlo proprio ora. La politica di rimuovere gradualmente le sovvenzioni \u00e8 stata varata nel 2010, sotto la presidenza Ahmadi Nejad, ed \u00e8 proseguita per fasi (questa era la terza). Fin dapprincipio \u00e8 stata accompagnata da un sistema di razionamento: ogni veicolo privato \u00e8 titolare di una tesserina magnetica che d\u00e0 diritto a 60 litri al mese a prezzo calmierato (di pi\u00f9 per taxi e veicoli commerciali); oltre quella quota vige il prezzo di mercato. Il prezzo calmierato, dopo il rincaro del 50 per cento, ha raggiunto 15mila rials al litro, pari a 9 centesimi di dollaro; il prezzo di mercato \u00e8 salito di oltre il 200 per cento fino a 30mila rials.<\/p>\n<p>Anche cos\u00ec, la benzina in Iran \u00e8 la meno cara della regione, ed \u00e8 per questo che si \u00e8 sviluppato un fiorente contrabbando. Anche se circolano diverse stime, quella pi\u00f9 accreditata si attesta su 20 milioni di litri di benzina al giorno esportati di contrabbando: per lo stato significa una perdita annua di circa 1,3 miliardi di dollari (i proventi del contrabbando di solito rientrano in Iran sotto forma di merci importate, anche questo fuori dai canali dichiarati).<\/p>\n<p>Il governo ha spiegato che l\u2019ultimo taglio delle sovvenzioni sul carburante permette di risparmiare 300 trilioni di rials (circa 26 miliardi di dollari al cambio di mercato), che serviranno per aumentare i sussidi diretti ai cittadini a basso reddito. Dunque circa 60 milioni di iraniani, il 73% della popolazione, percepiranno un assegno un po\u2019 pi\u00f9 alto. Secondo alcuni calcoli, le fasce di reddito pi\u00f9 basse ne avranno un guadagno netto.<\/p>\n<p>Intanto, domenica 8 dicembre il presidente Rohani ha presentato in parlamento la legge finanziaria per l\u2019anno prossimo (va approvata entro il 20 marzo, fine dell\u2019anno persiano): \u00e8 un \u201cbudget di resistenza\u201d per far fronte alle sanzioni. Nonostante l\u2019austerit\u00e0 per\u00f2 contempla un aumento dei salari dei pubblici dipendenti e stanziamenti per i sussidi di povert\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019animo dei cittadini \u00e8 pieno di rancore\u201d<\/p>\n<p>Per l\u2019establishment iraniano, le proteste di novembre sono opera di \u201ccontrorivoluzionari\u201d e agenti stranieri, un \u201ccomplotto\u201d contro la Repubblica islamica che le forze di sicurezza hanno brillantemente sventato. Cos\u00ec ha dichiarato ad esempio l\u2019ayatollah Khamenei il 27 novembre parlando ai Basij, le milizie sotto il comando delle Guardie della rivoluzione.<\/p>\n<p>Poi i toni si sono in parte ammorbiditi. Il presidente Rohani ha dichiarato il 3 dicembre che \u201cle persone innocenti, che hanno protestato contro i rincari della benzina ma non erano armate\u2026 vanno rilasciate\u201d, e ha annunciato una commissione d\u2019inchiesta per determinare i fatti e i risarcimenti. Lo stesso ayatollah Khamenei ha distinto tra dimostranti legittimi e \u201cteppisti\u201d.<\/p>\n<p>Intanto per\u00f2 secondo fonti ufficiali oltre 7000 persone sono state arrestate durante le proteste, e gli arresti sono continuati anche dopo. Il 2 dicembre il ministero dell\u2019intelligence ha annunciato l\u2019arresto di 29 \u201cistigatori\u201d dei disordini in Khuzestan e il recupero di parecchie armi da fuoco. Il comandante in capo delle Guardie della rivoluzione, Hossein Salami, in un discorso pubblico il 12 dicembre ha parlato di \u201csedizione\u201d fomentata dai \u201cnostri nemici\u201d.<\/p>\n<p>Coinvolgimenti stranieri non si possono mai escludere; \u00e8 ben noto che organizzazioni come i Mojaheddin del Popolo o i sostenitori della dinastia Pahlavi (entrambi molto sostenuti dalle correnti neo-con negli Stati uniti) cercano di sfruttare ogni protesta popolare, anche se in Iran non hanno base n\u00e9 credibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma le proteste di novembre sono prima di tutto l\u2019espressione di una reale, profonda rabbia degli iraniani. Come ha dichiarato l\u2019onorevole Salahshouri rivolgendosi al Majlis: \u201cL\u2019animo dei cittadini \u00e8 pieno di rancore\u201d, e \u201cignorare i cittadini \u00e8 molto pericoloso, i decisori politici dovrebbero sapere quali possono essere le conseguenze\u201d.<\/p>\n<p>una prima versione di questo articolo \u00e8 uscito il 10 dicembre, in inglese, su Reset Doc: https:\/\/www.resetdoc.org\/story\/when-gasoline-turns-political-protests-and-repression-dismay-iran\/<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scintilla \u00e8 stata il rincaro del prezzo dei carburanti: ha provocato l\u2019ondata di proteste pi\u00f9 ampia dei 40 anni di storia della Repubblica islamica dell\u2019Iran, e la pi\u00f9 sanguinosa. Anche se il quadro dei fatti \u00e8 ancora incompleto, numerose testimonianze e perfino alcune notizie ufficiali dicono che la repressione \u00e8 stata brutale. 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