{"id":3607,"date":"2020-05-15T22:41:52","date_gmt":"2020-05-15T20:41:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/palestina-fra-annessione-covid-e-resistenza\/"},"modified":"2020-05-15T22:57:28","modified_gmt":"2020-05-15T20:57:28","slug":"palestina-fra-annessione-covid-e-resistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2020\/05\/palestina-fra-annessione-covid-e-resistenza\/","title":{"rendered":"Palestina: fra annessione, Covid e resistenza"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Captura-de-Tela-2020-05-15-\u00e0s-17.16.13-1024x706.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3609\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Pubblicato in origine ne La Bottega del Barbieri, 14 Maggio 2020<br>Appelli e articoli di BDS Italia, Majed Abusalama, Awad Abdelfattah, Ramzy Baroud, Rete ISM Italia e due corrispondenze di Michele Giorgio<\/p>\n\n\n\n<p>LETTERA APERTA AL MONDO POLITICO E A QUELLO DELL\u2019INFORMAZIONE<\/p>\n\n\n\n<p>NO ALL\u2019ANNESSIONE DEI TERRITORI PALESTINESI OCCUPATI!<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019amministrazione USA guidata dal presidente Donald Trump, su consiglio del genero-consigliere, il sionista Jared Kushner, contravvenendo alla Legge e il Diritto internazionale, interviene con il \u201cPiano del secolo\u201d un piano per accelerare l\u2019annessione da parte di Israele di territori palestinesi occupati, quelli dove sorgono gli insediamenti israeliani (illegali per il diritto internazionale) e quelli della Valle del Giordano, territori agricoli vitali per la sussistenza dei palestinesi. Il 5 marzo l\u2019ambasciatore USA in Israele, il falco David Friedman, dichiarava: \u201cLe colonie e la Valle del Giordano sono importanti per Israele, come \u00e8 importante la statua della libert\u00e0 per gli Stati Uniti d\u2019America\u201d, sottolineando una volta ancora, se mai ce ne fosse bisogno, la parzialit\u00e0 di questa Amministrazione nei confronti della questione israelo-palestinese.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Di fronte alla politica aggressiva, oppressiva e colonizzatrice del governo israeliano, incoraggiata e sostenuta dall\u2019amministrazione americana, noi, forze della societ\u00e0 civile e politica, difensori dei diritti umani e firmatari di questa lettera, esprimiamo la nostra denuncia, la nostra condanna e il nostro rifiuto. Chiediamo all\u2019Italia, ai paesi europei che hanno espresso la loro contrariet\u00e0 a questo piano e all\u2019Unione Europea di non limitarsi alle parole, ma di adottare azioni concrete e coraggiose nel rispetto del Diritto internazionale, sospendendo rapporti economici, militari di collaborazione scientifica e tecnologica con lo Stato di Israele, e di applicare sanzioni nei suoi confronti, come fu fatto verso il Sudafrica dell\u2019apartheid. Non si pu\u00f2 continuare ad emettere vane condanne con vane parole di fronte alla tragedia del popolo palestinese, all\u2019esproprio continuo della sua terra, alla violazione e alla negazione dei suoi diritti. Occorrono parole e fatti che portino a soluzione di pace.<br>Chiediamo agli operatori dell\u2019informazione di trattare questa ennesima situazione che svuota di contenuti il processo di pace, non con una ingiusta e falsa \u201cequidistanza\u201d, ma con la dovuta attenzione verso chi subisce e vede lesi i suoi diritti. Le atrocit\u00e0 e i crimini che da molti decenni colpiscono il popolo palestinese sono una violazione continua del Diritto internazionale e una ferita per l\u2019intera societ\u00e0 umana che crede nella legalit\u00e0 e in una pace giusta.<\/p>\n\n\n\n<p>Roma, 12\/5\/2020 Comunit\u00e0 Palestinese in Italia<\/p>\n\n\n\n<p>Giovani Palestinesi d\u2019 Italia<\/p>\n\n\n\n<p>Lettera di Societa\u2019 Civile per la Palestina al Ministro degli Esteri di Maio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ministro Luigi di Maio<br>Vice Ministra Emanuela Claudia Del Re<br>Vice Ministra Marina Sereni<br>Sottosegretario Manlio Di Stefano<\/p>\n\n\n\n<p>Con la presente intendiamo esprimere la nostra preoccupazione per le difficolt\u00e0 che le azioni di prevenzione e assistenza necessarie a contenere l\u2019epidemia di COVID-19 stanno incontrando nei Territori Palestinesi Occupati (TPO).<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scorso 14 aprile la polizia israeliana \u00e8 intervenuta nel sobborgo palestinese di Silwan, Gerusalemme Est occupata, chiudendo una clinica recentemente attivata in uno spazio della locale moschea, arrestando quattro operatori sanitari. A Silwan si sono registrati 40 casi COVID-19 conclamati, ma si sospetta che il contagio sia molto pi\u00f9 ampio. L\u2019intervento della polizia israeliana \u00e8 stato motivato dal fatto che alla gestione della clinica partecipava l\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese (limitatamente alla raccolta e all\u2019analisi dei tamponi), a cui Israele impedisce di operare a Gerusalemme Est occupata, come in altre aree dei TPO, in particolare in Area C.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019episodio di Silwan getta luce su una realt\u00e0 molto problematica per quanto riguarda la prevenzione e la assistenza dei Palestinesi rispetto alla pandemia da Covid-19. All\u2019inizio di aprile la polizia israeliana ha arrestato Fadi al-Hadami \u2013 ministro ANP per Gerusalemme \u2013 e Adnan Ghaith (Governatore di Gerusalemme) che sostenevano attivit\u00e0 di prevenzione tra la popolazione palestinese, con l\u2019accusa di avere svolto attivit\u00e0 illegali. Sia i palestinesi con cittadinanza israeliana che quelli residenti di Gerusalemme Est occupata denunciano una discriminazione sanitaria nei loro confronti: le unit\u00e0 di prevenzione delle aree a maggioranza araba sono insufficienti e il materiale informativo, inizialmente solo in ebraico, \u00e8 stato tradotto approssimativamente in arabo. A Gerusalemme Est occupata i due ospedali esistenti sono sovraffollati, privi di aiuti e dotati di attrezzature insufficienti. Significativo che il Campo profughi di Shufat \u2013 25 mila abitanti stimati-, che sorge all\u2019interno dell\u2019area metropolita di Gerusalemme Est occupata, per ottenere l\u2019installazione di un centro di prevenzione al suo interno, si sia dovuto rivolgere alla Corte suprema israeliana.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, il sistema sanitario palestinese, devastato da decenni di occupazione militare e distruzione delle infrastrutture da parte di Israele, affronta enormi difficolt\u00e0 nel contenere la pandemia. Gaza, in particolare, sottoposta a un assedio da 13 anni appare significativamente impreparata.<\/p>\n\n\n\n<p>In Palestina sono entrate in vigore le misure di lockdown il 5 marzo, parzialmente allentate lo scorso 20 aprile. Dato che la maggior parte dei palestinesi che hanno inizialmente contratto il COVID-19 lavorava in Israele, il Ministero della Salute ha disposto la sospensione degli spostamenti verso Israele. In realt\u00e0 molti lavoratori palestinesi spinti dalla necessit\u00e0 economica, continuano a oltrepassare la \u201cBarriera di separazione\u201d (illegale per il diritto internazionale) in modo clandestino.<\/p>\n\n\n\n<p>Al 5 di maggio si segnalavano nei TPO 532 casi ufficiali di COVID-19 e due decessi. La situazione appare particolarmente preoccupante in Area C, ove vivono oltre 200 mila palestinesi. L\u2019area C permane sotto totale controllo di Israele che impedisce alle strutture sanitarie della ANP di operare. Date le restrizioni alla mobilit\u00e0, la copertura sanitaria non risulta garantita e le iniziative di prevenzione sono sostanzialmente assenti. Una situazione particolarmente critica si registra tra le comunit\u00e0 beduine, molte delle quali colpite da ordini di demolizione emanati negli scorsi anni. In particolare si segnala il caso della comunit\u00e0 di Khan al-Ahmar, che ospita la Scuola di gomme realizzata dalla ONG italiana Vento di Terra.<\/p>\n\n\n\n<p>I rischi di diffusione del COVID-19 sono particolarmente gravi tra i circa 5.000 prigionieri palestinesi, rinchiusi in carceri sovraffollate, e dove le capacit\u00e0 ospedaliere e mediche sono insufficienti nel caso in cui la malattia inizi a diffondersi. Attualmente 194 minorenni palestinesi si trovano nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani. Secondo il Servizio Penitenziario Israeliano (IPS), si rileva che al 31 marzo il 28% era stato giudicato, e il 60%, permaneva in detenzione amministrativa. Inoltre pi\u00f9 del 70% dei minori palestinesi \u00e8 detenuto in Israele, in violazione della Convenzione di Ginevra che stabilisce il diritto dei reclusi di rimanere nella zona occupata. Per quanto sopra, considerato che l\u2019attuale pandemia non rispetta i confini, la tutela della salute della popolazione palestinese \u00e8 anche tutela della salute di quella israeliana.<\/p>\n\n\n\n<p>La potenza occupante ha l\u2019obbligo ai sensi della IV convenzione di Ginevra, in particolare all\u2019art.56, di tutelare la salute ed i servizi sanitari della popolazione occupata, anche al fine di evitare la propagazione delle epidemie.<\/p>\n\n\n\n<p>Sollecitiamo il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio ad intervenire nei confronti delle Autorit\u00e0 israeliane, affinch\u00e9 rispondano ai propri obblighi per la salvaguardia della salute di tutta la popolazione palestinese, residente all\u2019interno dei confini israeliani e residente nei territori occupati, compresa Gaza e Gerusalemme Est, chiedendo di:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 garantire alle strutture sanitarie palestinesi la fornitura di idonei dispositivi per la protezione e la sicurezza individuale dei cittadini e del personale sanitario;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 terminare il blocco a cui la Striscia di Gaza \u00e8 sottoposta da 13 anni garantendo l\u2019ingresso di personale e mezzi necessari ad affrontare la pandemia in atto compresi prodotti igienici, farmaci e presidi medicochirurgici e di quant\u2019altro necessario;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 autorizzare una visita immediata della Croce Rossa Internazionale nelle carceri ove sono detenuti i prigionieri palestinesi, per verificarne le condizioni in particolare al fine del contenimento dell\u2019epidemia da Covid-19;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 rilanciare l\u2019attivit\u00e0 della Cooperazione Italiana a favore dei Palestinesi, in particolare nel settore medico-sanitario, in cui l\u2019Italia ha avuto per anni ruolo di primo piano, d\u2019intesa con gli organismi internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Certi di essere ascoltati, saremmo grati di una risposta e siamo anche disponibili ad un incontro con i responsabili dell\u2019area, sapendo quanto voi siate impegnati.<\/p>\n\n\n\n<p>Con i pi\u00f9 sentiti saluti,<\/p>\n\n\n\n<p>per Societ\u00e0 Civile Palestina<br>Luisa Morgantini, Norberto Julini, Massimo Annibale Rossi<br>Email : societ\u00e0civilepalestina@gmail.com<br>Tel. +393483921465<\/p>\n\n\n\n<p>Roma, 8 Maggio 2020<\/p>\n\n\n\n<p>Sono parte della rete di SOCIETA\u2019 CIVILE PER LA PALESTINA<\/p>\n\n\n\n<p>Pax Christi, Saalam Ragazzi dell\u2019Ulivo Milano, La tenda di Amal, Assopace Palestina, COSPE Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti, Vento di Terra Ong, Associazione amicizia Italo palestinese, BDS Italia, Rete Ebrei Contro l\u2019Occupazione, Comunit\u00e0 Le Piagge, L\u2019Ulivo e il Libro, Associazione Oltre il mare, Istituto di Ricerca per la Pace (Italy) \u2013 Rete Corpi Civili di Pace \u2013 IPRI rete CCP, Donne in Nero di Torino, Salaam Ragazzi dell\u2019Ulivo Padova, Invicta Palestina, Comunit\u00e0 Palestinese Toscana, Comunit\u00e0 Palestinese di Lombardia, VIS \u2013 Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, Centro Sereno Regis, ARCI Associazione ricreativa e culturale italiana, Rete Radie Resh.<\/p>\n\n\n\n<p>da qui<\/p>\n\n\n\n<p>Chi approfitta del coronavirus? \u2013 BDS Italia<\/p>\n\n\n\n<p>In un articolo pubblicato dal giornale israeliano Israel Hayom si legge che la pandemia da coronavirus, pur comportando nel futuro maggiori rischi, pi\u00f9 instabilit\u00e0 nella regione e difficolt\u00e0 nel commercio mondiale, offrir\u00e0 nuove opportunit\u00e0 a Israele. Infatti il Ministero per gli Affari Esteri israeliano \u201cprevede un aumento della domanda mondiale di prodotti di alta tecnologia, soprattutto nell\u2019ambito della gestione e della sorveglianza a distanza. Questo potrebbe essere un affare per Israele, che dispone di un settore di alta tecnologia molto sviluppato.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Israele \u00e8, infatti, tra i primi al mondo nella produzione e fornitura di prodotti per l\u2019intelligenza artificiale applicata a sorveglianza e controllo, di videocamere smart e macchine biometriche da usare nei checkpoint, di termoscan da installare in aeroporti e stazioni, di applicazioni robotiche da usare in ogni tipo di emergenza e di droni progettati ad hoc per i cordoni sanitari.<\/p>\n\n\n\n<p>La robotica e altri sistemi di controllo a distanza sono sviluppati in Cina e paesi limitrofi, ma non altrettanto in occidente, salvo che negli Stati Uniti, e in altre parti del mondo, dove quindi Israele prevede di poter fare lauti affari in futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo tipo di tecnologia \u00e8 realizzata da varie aziende israeliane ed usata da anni dai suoi apparati militari e di intelligence per tracciare e seguire ogni movimento della popolazione palestinese sia nei territori occupati della Cisgiordania che dentro Gaza e nel mondo. \u00c8 anche attraverso l\u2019uso delle applicazioni pi\u00f9 raffinate che Israele riesce a programmare assassini mirati in Palestina e altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle compagnie pi\u00f9 note \u00e8 il Gruppo NSO, che produce un malware denominato Pegasus che, inserito nel telefono cellulare dei soggetti target, ne estrae qualsiasi informazione privata, immagini, registrazioni, password, mail etc. Questo sistema viene venduto solo ai governi ed \u00e8 stato usato, secondo diverse denunce anche di Amnesty International, contro giornalisti e attivisti, e, secondo il dissidente saudita Omar Abdulaziz, rifugiato in Canada, per tracciare Jamal Khashoggi, il giornalista dissidente che sarebbe stato ucciso su ordine del principe dell\u2019Arabia Saudita Ibn Bin Salman.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uso di una versione adattata del malware della NSO \u00e8 stato proposto dal Ministro della Difesa Naftali Bennett per tracciare la popolazione in seguito alla pandemia da Covid-17. Il sistema assegna ad ogni individuo un grado infettivo che va da 1 a 10, lo localizza in tempo reale e lo pu\u00f2 seguire nei suoi spostamenti e nei suoi contatti. La proposta ha destato preoccupazioni perfino in Israele, con il Procuratore generale che si era opposto. Tuttavia, N.Bennett insiste perch\u00e9 la NSO sia coinvolta nel tracciamento e l\u2019impresa sta presentando i suoi prodotti ai governi di molti paesi nel mondo come soluzione al contenimento del virus.<\/p>\n\n\n\n<p>Degno di nota \u00e8 che sia lo Shin Bet, l\u2019agenzia di sicurezza israeliana per gli affari interni, non il Ministero della sanit\u00e0, a gestire il controllo e il tracciamento di tutta la popolazione, iniziato senza che, peraltro, vi sia stato alcun passaggio parlamentare. La Corte Suprema israeliana ha posto il blocco sul controverso programma fino a quando non ci sar\u00e0 una legge che lo autorizzi, anche se permette al programma di continuare mentre si discute in parlamento. In una intervista al sito israeliano YNetNews, Edward Snowden si \u00e8 detto sorpreso che nessuno in Israele sollevi la questione.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste tecnologie sono state sviluppate e migliorate attraverso l\u2019uso e la sperimentazione sui palestinesi, sui quali sono applicate in modo ancora pi\u00f9 invasivo e permettono ai militari israeliani di controllare completamente la loro vita, estrapolando dati ben oltre quello che \u00e8 necessario per il controllo dell\u2019infezione. Per affermazione degli stessi militari israeliani le informazioni estratte sono usate negli interrogatori dei prigionieri politici palestinesi, per operare ricatti, per creare divisioni nella societ\u00e0 palestinese e per reclutare spie.<\/p>\n\n\n\n<p>Vendere una applicazione testata sui palestinesi costituisce un importante \u201cmarchio di qualit\u00e0\u201d come per tutte le armi e le tecnologie militari che Israele vende in tutto il mondo, invariabilmente col marchio di qualit\u00e0 loro conferito dall\u2019essere state sperimentate con successo sulle cavie palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Unione Europea e i suoi governi, con cui ci sono stati incontri sul tema, sono consapevoli di tutto ci\u00f2, ma potrebbero adottarla, col pretesto dell\u2019epidemia, dando cos\u00ec ad Israele la possibilit\u00e0 di controllare chiunque e ovunque. Non solo, l\u2019eccellenza israeliana nella produzione di sistemi di controllo per attivit\u00e0 di tracciamento e sicurezza, molto apprezzate dai governi di tutto il mondo, contribuisce a normalizzare i crimini commessi sistematicamente da Israele e a conferirgli l\u2019impunit\u00e0 di cui gode.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019occasione per mostrare alla comunit\u00e0 internazionale i risultati raggiunti nella robotica, nel controllo a distanza, nell\u2019intelligenza artificiale, nelle nanotecnologie, nella biometrica, nei riconoscimenti facciali, nelle tecniche cibernetiche e nell\u2019uso duale, civile e militare, di tali applicazioni, sar\u00e0 la iHLS Inno Tech Expo, a Tel Aviv, il 18-19 novembre 2020, virus permettendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, mentre l\u2019epidemia si espande, i Palestinesi sono tracciati, abbandonati a s\u00e9 stessi e soggetti a continue vessazioni da parte dei coloni nei Territori Occupati. Qui, militari e coloni sfruttano la situazione di emergenza ed isolamento per aumentare le loro violenze contro i palestinesi, imprigionando perfino i bambini, che, rinchiusi in celle affollate ed in pessime condizioni igieniche, sono esposti al contagio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora il Muro dell\u2019Apartheid e i reticolati sono diventati porosi al passaggio dei palestinesi, giacch\u00e9 per sostituire i lavoratori israeliani in quarantena servono i palestinesi dei Territori Occupati che vengono messi al lavoro senza alcuna protezione. Se ne libera tuttavia Israele, ai primi potenziali sintomi di infezione, senza peraltro fare alcuna verifica sanitaria, scaricandoli come sacchi di patate vicino al confine.<\/p>\n\n\n\n<p>Per non parlare di Gaza, dove i servizi sanitari non sono mai stati ricostituiti davvero dopo i ripetuti bombardamenti israeliani, dove non esiste possibilit\u00e0 di distanziamento a causa della densit\u00e0 della popolazione, dove in breve tempo si sono esaurite le scorte di tamponi e reagenti per verificare i contagi nell\u2019unico vecchio laboratorio adatto a questo scopo, visto l\u2019assedio che dura da oltre 12 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzich\u00e9 togliere il blocco e permettere il normale transito di beni e merci, comprese medicinali e attrezzature ospedaliere, Israele approfitta della situazione per aumentare il controllo sugli abitanti di Gaza. \u00c8 di pochi giorni fa l\u2019annuncio che a Gaza dovrebbe essere installato un laboratorio per testare Covid-19 in situazioni di emergenza grazie alla partnership tra la compagnia cinese BGI specializzata nel sequenziare genomi e la compagnia israeliana AID Genomics che produce tecnologie ad uso sanitario. Entrambe avrebbero ottenuto il beneplacito sia delle autorit\u00e0 israeliane che di quelle palestinesi. Il laboratorio, se installato, sarebbe in grado di processare fino a 3.000 test al giorno. Da Gaza non sono pervenute conferme.<\/p>\n\n\n\n<p>Di certo molti stanno lucrando su questa tragedia, mentre diverse presunte eccellenze si stanno rivelando mediocri improvvisazioni. Forse anche questo caso \u00e8 da riferire alla solita propaganda di Israele per rinforzare la sua immagine nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gruppo di lavoro Embargo Militare BDS Italia<\/p>\n\n\n\n<p>da qui<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio primo lockdown durante la Prima Intifada Palestinese \u2013 Majed Abusalama<\/p>\n\n\n\n<p>Il 23 marzo, la Germania ha annunciato misure a livello nazionale per prevenire l\u2019ulteriore diffusione del coronavirus. Alle persone \u00e8 stato consigliato di rimanere a casa e le riunioni pubbliche sono state sospese; ristoranti e pub chiusi. Giorni prima, le scuole erano state chiuse, seguite da palestre, cinema, musei e altri luoghi pubblici. E cos\u00ec \u00e8 iniziata la vita sotto il lockdown.<\/p>\n\n\n\n<p>Per molti dei miei amici tedeschi, questa era la prima volta nella loro vita che vivevano tali restrizioni imposte dal governo. Personalmente il blocco a Berlino, dove vivo ora, mi ha riportato alla memoria i ricordi della Prima Intifada.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero solo un bambino quando la rivolta \u00e8 iniziata nel dicembre 1987 nel campo profughi di Jabalia a Gaza, la mia citt\u00e0 natale. Quando fin\u00ec, ero un ragazzo in et\u00e0 scolare. Blocchi, coprifuoco e una variet\u00e0 di restrizioni erano tutto ci\u00f2 che conoscevo per i primi sei anni della mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Intifada scoppi\u00f2 dopo che i soldati israeliani avevano ucciso quattro palestinesi ad un posto di blocco nel nostro campo. Quando folle di palestinesi uscirono per protestare contro le uccisioni, i soldati israeliani aprirono il fuoco, uccidendo un altro palestinese.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli omicidi erano solo la scintilla; la vera ragione erano i decenni di brutale occupazione militare e l\u2019apartheid che la mia gente aveva sopportato mentre vedeva la nostra terra rubata da coloni ebrei europei e americani che arrivavano dall\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutta la Palestina storica \u00e8 insorta in segno di protesta. Ai gas lacrimogeni e ai proiettili israeliani, i palestinesi rispondevano con fionde e pietre. L\u2019esercito di occupazione e i \u201ccivili\u201d israeliani uccisero quasi 1.500 palestinesi, di cui oltre 300 erano bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a una rivolta popolare che la repressione violenta non riusc\u00ec a fermare, il governo israeliano inizi\u00f2 a imporre varie forme di blocco per cercare di controllare la popolazione palestinese, che aveva lanciato una estesa campagna di resistenza popolare.<\/p>\n\n\n\n<p>I coprifuoco andavano e venivano. Gli israeliani li imponevano per giorni, settimane, persino mesi alla volta. Secondo lo studioso americano Wendy Pearlman, nel primo anno dell\u2019Intifada, l\u2019esercito di occupazione israeliano ha imposto il coprifuoco permanente a molte comunit\u00e0 palestinesi pi\u00f9 di 1.600 volte<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il coprifuoco, non ci era permesso uscire. A volte finivamo il cibo, e mia nonna e le zie rischiavano la vita per andare fuori a cercare provviste da comprare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cibo era scarso, poich\u00e9 ai contadini non era permesso di andare nei campi. Molti raccolti marcivano perch\u00e9 nessuno li raccoglieva.<\/p>\n\n\n\n<p>Le universit\u00e0 e le scuole furono chiuse, lasciando un\u2019intera generazione di bambini e giovani palestinesi con un ritardo sulla loro istruzione. Non avevamo parchi, giardini pubblici dove andare e giocare. Anche la spiaggia era stata \u201cchiusa\u201d dagli israeliani.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma le molte restrizioni, le continue molestie e le persistenti uccisioni non hanno disarmato lo spirito palestinese. In tutta la Palestina storica sono stati istituiti comitati di resistenza popolari che coordinavano varie attivit\u00e0 per provvedere al popolo. Mio padre, Ismael, era coinvolto nell\u2019organizzazione del comitato nel nostro campo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le donne coltivavano cibo nelle case e sui tetti e fondavano cooperative agricole che chiamavano orti della vittoria, per creare un\u2019economia palestinese autonoma e consentire il boicottaggio dei prodotti israeliani con scioperi organizzati da comitati commerciali. I comitati sanitari istituirono cliniche improvvisate, i comitati educativi istituirono scuole clandestine. Ognuno di loro ha fatto tutto il possibile per aiutare la propria comunit\u00e0 e nessuno \u00e8 rimasto senza il sostegno collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2, ovviamente, fece arrabbiare gli israeliani. Ricordo chiaramente, quando avevo quattro anni, i soldati israeliani entrarono in casa nostra e iniziarono a distruggere i nostri effetti personali. Era una punizione per le attivit\u00e0 politiche di mio padre, una punizione che tante famiglie subirono ripetutamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Mio padre fu spesso interrogato e detenuto per settimane, a volte anche molti mesi. Durante uno di questi episodi, dopo un interrogatorio durato ore, un comandante israeliano gli chiese se avesse qualcosa da dire. Mio padre rispose che voleva ottenere un permesso per andare alle sue arnie. Il comandante sorrise, dicendo: \u201cRischi di andare in prigione e stai pensando alle tue api?\u201d Mio padre rispose che doveva prendersi cura di loro o sarebbero morte, e quelle api nutrivano la sua famiglia. Mio padre fu trattenuto una settimana quella volta. Le api non sopravvissero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci affidammo allo stipendio di mia madre. Lavorava come infermiera in una clinica dell\u2019UNRWA. Doveva andare al lavoro ogni giorno anche durante il coprifuoco, quindi aveva il permesso di attraversare i checkpoint israeliani. Avrebbe curato molti dei bambini picchiati o feriti dai soldati israeliani nel nostro campo. Secondo l\u2019ONG Save the Children, nei primi due anni della rivolta, tra 23.600 e 29.900 hanno cercato assistenza medica per lesioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019estate del 1991, mia madre and\u00f2 in travaglio. Poich\u00e9 c\u2019erano pochissimi telefoni nel campo profughi all\u2019epoca, non potevamo chiamare un\u2019ambulanza; inoltre, nessuna ambulanza era autorizzata a entrare nel campo durante il coprifuoco. Come risultato, mia madre fu costretta a camminare fino alla clinica dell\u2019UNRWA, a un chilometro di distanza. Si fece strada appoggiandosi a mia nonna, che sventolava una sciarpa bianca, sperando che i soldati israeliani non gli sparassero.<\/p>\n\n\n\n<p>Non lontano da casa nostra, i soldati israeliani gli puntarono le armi contro e le fecero fermare. Hanno iniziato a interrogare mia madre sul perch\u00e9 stavano rompendo il coprifuoco, anche se era ovvio che stava per partorire; Non riusciva a stare in piedi. \u201cE \u2018stato un momento spaventoso,\u201d avrebbe ricordato pi\u00f9 tardi mia madre. \u201cStavo cercando di proteggere il mio ventre tenendomi lontano dalle loro armi mentre le dolorose contrazioni arrivavano una dopo l\u2019altra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine i soldati le lasciarono andare e quella sera mia madre diede alla luce mia sorella Shahd. Al mattino sfidando nuovamente il coprifuoco sono tornate a casa. Eravamo tutti felici di vedere loro e la mia sorellina.<\/p>\n\n\n\n<p>La vita era estremamente difficile per noi, ma i miei genitori ricordano sempre l\u2019Intifada come un momento di liberazione, spesso dicono: \u201cNon abbiamo rinunciato alla nostra resistenza. Non siamo diventati vittime sottomesse\u201d. In effetti, i palestinesi in quel frangente hanno dato un raro esempio di resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed eccomi qui oggi, tre decenni dopo, di nuovo sotto un blocco, ma molto diverso. Non ci sono proiettili di gomma, munizioni vere o bombe gas lacrimogeni sparati contro le persone che camminano per le strade; non ci sono checkpoint; n\u00e9 repressione violenta, come ho vissuto in Palestina.<\/p>\n\n\n\n<p>Come i miei amici tedeschi, anch\u2019io sono preoccupato per la situazione in Germania, ma la maggior parte del tempo la mia mente vaga verso Gaza.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia famiglia vive ancora nel campo profughi densamente popolato di Jabalia, dove l\u2019allontanamento sociale \u00e8 impossibile. Il nostro campo ospita pi\u00f9 di 113.000 persone che vivono in un\u2019area che copre poco pi\u00f9 di mezzo chilometro quadrato.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 17 persone sono risultate positive a Gaza. Le autorit\u00e0 locali e le organizzazioni internazionali hanno avvertito di una catastrofe imminente.<\/p>\n\n\n\n<p>Posso sentire le preoccupazioni dei miei genitori, specialmente mia madre, che lavora ancora nella clinica dell\u2019UNRWA. Corre un grosso rischio ogni volta che va al lavoro, dove assiste decine di persone ogni giorno. Il sistema sanitario di Gaza \u00e8 stato devastato da anni di opprimente assedio imposto da Israele e dall\u2019Egitto sulla striscia e da molteplici guerre distruttive intraprese dall\u2019esercito israeliano contro il mio popolo. \u00c8 estremamente vulnerabile e una grave epidemia di coronavirus sarebbe un disastro.<\/p>\n\n\n\n<p>A differenza della Germania, dove il governo sta gi\u00e0 allentando le misure di blocco e parlando di un ritorno alla \u201cnormalit\u00e0\u201d per il prossimo futuro, a Gaza, la mia gente si sta preparando al peggio. La morte e la sofferenza che questa epidemia potrebbe infliggere ai palestinesi saranno un\u2019altra voce nella lunga lista di crimini di guerra che gli israeliani hanno commesso contro di noi e peser\u00e0 enormemente sulla coscienza della comunit\u00e0 internazionale che ci ha abbandonato.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi giorni continuo a chiedermi: il mondo ci ha dimenticato, accettando le nostre condizioni di esistenza disumane? O far\u00e0 qualcosa questa volta per ritenere Israele responsabile?<\/p>\n\n\n\n<p>Majed Abusalama \u00e8 un premiato giornalista, studioso, attivista e difensore dei diritti umani dalla Palestina.<\/p>\n\n\n\n<p>traduzione di Beniamino Rocchetto \u2013 Invictapalestina.org<\/p>\n\n\n\n<p>da qui<\/p>\n\n\n\n<p>IL GIORNO IN CUI I MIEI INQUISITORI ISRAELIANI SONO RIMASTI SENZA PAROLE \u2013 Awad Abdelfattah<\/p>\n\n\n\n<p>Nel settembre 2016, in un raid partito dopo mezzanotte mentre dormivamo, la polizia israeliana arrest\u00f2 decine di attivisti palestinesi. All\u2019epoca, come capo del partito Balad [partito politico arabo-israeliano per uno Stato democratico dei cittadini indipendentemente dall\u2019identit\u00e0 etnica, ndtr.], ero il primo della lista.<\/p>\n\n\n\n<p>Il regime dell\u2019apartheid sionista aveva regolarmente perseguitato e maltrattato attivisti e leader di partito, dato che eravamo considerati una sfida inaudita al razzismo e al colonialismo israeliani, ma una campagna repressiva di quella portata aveva scioccato persino noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Era chiaro che l\u2019obiettivo di Israele era quello di distruggere il nostro partito attraverso pretesti inventati ad arte, come acccuse di presunti finanziamenti illegali. L\u2019establishment israeliano non era riuscito a trovare una giustificazione ragionevole per incriminare un partito legale rappresentato nella Knesset [il parlamento israeliano, ndtr.] e per liquidare la sfida che esso costituiva per lo Stato razzista.<\/p>\n\n\n\n<p>Una storia simbolica<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo 10 giorni di detenzione, mi trovavo ammanettato nel furgone di polizia in viaggio verso il tribunale quando i tre poliziotti che mi avevano interrogato e che mi accompagnavano si lanciarono in una discussione politica con me sul conflitto israelo-palestinese. Presto il clima si riscald\u00f2; le voci si alzarono mentre ci scambiavamo opinioni e convinzioni diverse. Poi per un minuto ci fu silenzio \u2013 ed \u00e8 stato allora che mi sono ricordato di uno degli eventi pi\u00f9 traumatici nel corso del mio attivismo politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Trentacinque anni prima, da giovane, ero stato preso dalla mia sedia nella redazione di un giornale palestinese con sede a Gerusalemme da quattro ufficiali dell\u2019intelligence israeliana. Mi misero in macchina e mi picchiarono brutalmente finch\u00e9 cominciai a sanguinare. L\u2019aggressione dur\u00f2 15 minuti, il tempo necessario a raggiungere il centro di detenzione. Quello che mi successe dopo \u00e8 una storia lunga e persino pi\u00f9 cupa.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il momentaneo silenzio nel furgone di polizia, uno dei poliziotti mi stup\u00ec chiedendomi: \u201cAwad, perch\u00e9 sei entrato in politica e come sei diventato segretario generale del tuo partito?\u201d Ho aspettato qualche secondo, cercando di accettare quella che sembrava una domanda mossa pi\u00f9 dalla curiosit\u00e0 che da interessi di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che mi sorprese ulteriormente \u00e8 che mi lasciarono raccontare la storia di mio padre e la mia, ascoltando attentamente e rimanendo in silenzio quando ebbi finito. Mi sembr\u00f2 che fosse probabilmente la prima volta che incontravano il lato umano della tragedia palestinese direttamente attraverso un\u2019esperienza personale, in quanto membri di una societ\u00e0 di colonialismo di insediamento fortemente indottrinata.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia risposta costituiva un atto d\u2019accusa contro il loro Stato. La storia della mia famiglia \u00e8 rappresentativa dell\u2019intera tragedia palestinese.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 mi sono politicizzato<\/p>\n\n\n\n<p>Come dissi loro, per me fare politica non \u00e8 stata una scelta. Non ho studiato politica all\u2019universit\u00e0. Sono nato nella dura realt\u00e0 che lo Stato israeliano ha creato, e che influenza il corso delle nostre vite.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ero bambino, mi piaceva giocare. Da giovane amavo la musica, il calcio e il karate. Ma all\u2019et\u00e0 di 14 anni sono stato convocato per un interrogatorio in una stazione di polizia \u2013 un\u2019esperienza terrificante. \u00c8 successo perch\u00e9 ero in lutto per la morte improvvisa e scioccante del presidente egiziano Gamal Abdel Nasser.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti intorno a me \u2013 mio padre, mia madre, mio nonno, i miei vicini \u2013 piansero amaramente la sua morte. Per i palestinesi, Nasser era un leader rivoluzionario che sarebbe venuto in loro soccorso e avrebbe fatto tornare i loro parenti, i rifugiati espulsi dallo Stato israeliano.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso degli anni ho appreso la storia della mia famiglia e l\u2019intera narrativa palestinese, totalmente ignorata nei programmi di studio imposti dallo Stato. Le lezioni di storia si concentrano sulla storia degli ebrei e sulla narrativa sionista. Pochissimi insegnanti sono disposti a resistere a questa norma, perch\u00e9 sono soggetti a intimidazioni e rischierebbero di essere licenziati.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1980, subito dopo essermi laureato in lingua e letteratura inglese all\u2019et\u00e0 di 23 anni, sono stato assunto come insegnante di scuola superiore. Le scuole arabe avevano un disperato bisogno di insegnanti di inglese. Solo poche settimane dopo, tuttavia, il \u201cDipartimento arabo\u201d del Ministero della Pubblica Istruzione israeliano ha ordinato al preside della scuola di licenziarmi, presumibilmente per aver istigato gli studenti [a ribellarsi] contro lo Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Dire la verit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>Il preside disse che li aveva supplicati di cambiare idea, dato che non era possibile trovare un altro insegnante di inglese. Ma petizioni, scioperi degli studenti e manifestazioni ritardarono il licenziamento di alcuni mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Era accaduto perch\u00e9 avevo deciso di dire la verit\u00e0 ai miei studenti. Non ero disposto a mentire con loro. Il Ministero della Pubblica Istruzione israeliano obbliga gli insegnanti arabi a mentire, a essere complici della nostra denazionalizzazione, ad affossare la nostra identit\u00e0 e a nascondere agli studenti la nostra difficile situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il testo \u201cMy Dungeon Shook\u201d [La mia cella trem\u00f2, parte del saggio La prossima volta il fuoco, Fandango, 2020, ndtr.] dello scrittore afroamericano James Baldwin faceva parte del programma di studi. \u00c8 una lettera impressionante e di grande impatto indirizzata a suo nipote sulla discriminazione e l\u2019umiliazione praticate contro i neri americani, in un Paese con una terribile storia di razzismo, sfruttamento e schiavit\u00f9. Ho trovato naturale coinvolgere i miei studenti in una discussione confrontando le nostre vite come palestinesi con quelle degli afroamericani, nonostante le enormi differenze tra i due casi. Questo \u00e8 stato uno dei motivi del mio licenziamento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 giusto questo?\u201d Ho chiesto nel furgone della prigione a quelli che mi avevano interrogato. \u201cPensate ancora che il vostro Stato sia democratico?\u201d Ma non ho avuto risposta \u2013 solo un pesante silenzio, ed evidenti espressioni di sorpresa sui loro volti.<\/p>\n\n\n\n<p>Una tetra storia di famiglia<\/p>\n\n\n\n<p>Sono nato da una famiglia di agricoltori che lavoravano duro a Kawkab, un villaggio nel nord della Palestina, oggi Israele. Sin dall\u2019infanzia mio padre mi raccontava episodi della sua storia. I miei familiari erano tra coloro che sopravvissero all\u2019espulsione e alla pulizia etnica operata dalle bande sioniste durante e dopo la Nakba [lett. catastrofe, cio\u00e8 la pulizia etnica, ndtr.] del 1948.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019epoca, la popolazione del villaggio era di circa 400 persone e la maggior parte era rimasta, grazie a una figura carismatica e influente che aveva condotto con successo negoziati con le bande che occuparono il villaggio. Tuttavia circa il 20 % dei residenti di Kawkab \u2013 molti dei quali miei parenti \u2013 fuggirono non appena seppero che le bande avevano radunato gli uomini del villaggio fuori dalla casa di mio nonno.<\/p>\n\n\n\n<p>Quegli uomini furono sottoposti a tortura e tutti si aspettavano che fossero massacrati, come era accaduto in molti altri luoghi. Le donne urlavano e piangevano; fu spaventoso.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019epoca, mia nonna aveva appena perso uno dei suoi figli, coinvolto nella difesa del villaggio, e si aspettava che anche gli altri tre figli e il marito sarebbero stati massacrati dai sionisti; per fortuna furono risparmiati.<\/p>\n\n\n\n<p>Mio padre ricorda come suo fratello avesse sanguinato per ore prima di morire, e ha convissuto con il trauma per molti anni. Prima di morire, mio padre e mia madre sperarono per decenni di rivedere i parenti pi\u00f9 stretti che erano stati costretti a fuggire dal villaggio nel 1948.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante l\u2019invasione israeliana del Libano nel 1982, due cugini di mia madre furono uccisi mentre difendevano i campi profughi, aumentando il numero di traumi vissuti dai miei genitori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIndipendenza\u201d e catastrofe<\/p>\n\n\n\n<p>Il 29 aprile, lo Stato israeliano di apartheid commemora la sua cosiddetta indipendenza. Le scuole elementari arabe sono costrette a celebrare il \u201cGiorno dell\u2019Indipendenza\u201d di Israele \u2013 la nostra Nakba. Il piano sionista \u00e8 di riprogettare, denazionalizzare e far crescere una generazione palestinese docile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai cittadini palestinesi di Israele \u00e8 stato proibito commemorare la loro catastrofe. Tuttavia, ogni anno si organizzano marce a livello nazionale nei villaggi che sono stati distrutti durante la Nakba. Gli studiosi politici hanno chiamato questo cambiamento, avvenuto a causa di una crescente coscienza politica, il ritorno dei palestinesi alla storia \u2013 una rivendicazione della loro narrativa. La loro storia, la catastrofe, inizi\u00f2 nel 1948 e anche molto prima \u2013 non nel 1967.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimuovere gli eventi del 1948 e le sue conseguenze dal curriculum [scolastico] israeliano \u00e8 un tentativo di negare ai cittadini palestinesi di Israele l\u2019accesso alla propria storia e, soprattutto, di impedirci di vedere la Nakba in corso, in tutti i suoi preoccupanti aspetti.<\/p>\n\n\n\n<p>La colonizzazione della nostra terra sta procedendo a un ritmo sempre pi\u00f9 rapido, aumentando la nostra sofferenza e angoscia. La minaccia globale della pandemia da coronavirus, che sta motivando molti a ritrovare valori e costumi, non ha interrotto la brutalit\u00e0 di questo regime anacronistico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ironia della sorte, con questo comportamento Israele ha volontariamente rimosso la maschera dal proprio volto: \u00e8 un regime coloniale di apartheid. Questa realt\u00e0 dovrebbe unire i palestinesi di ogni dove, fornendo l\u2019opportunit\u00e0 di condurre una lotta unitaria per decolonizzare il nostro Paese e instaurare una politica democratica ed egualitaria sulle rovine dell\u2019attuale regime brutale e spietato.<\/p>\n\n\n\n<p>Awad Abdelfattah \u00e8 un commentatore politico ed ex segretario generale del partito Balad. \u00c8 coordinatore della One Democratic State Campaign (Campagna per un Unico Stato Democratico) di Haifa, costituita alla fine del 2017.<\/p>\n\n\n\n<p>(traduzione dall\u2019inglese di Luciana Galliano)<\/p>\n\n\n\n<p>da qui<\/p>\n\n\n\n<p>Paesi Arabi, l\u2019ONU deve agire prontamente per tutelare le condizioni di vita dei rifugiati palestinesi \u2013 Ramzy Baroud<\/p>\n\n\n\n<p>Le restrizioni imposte dal Libano alla sua popolazione di rifugiati palestinesi in continua diminuzione non sono una novit\u00e0. Tuttavia, questo evento \u00e8 particolarmente allarmante in quanto pu\u00f2 essere collegato a una politica ufficiale a lungo termine per quanto riguarda lo status di residenza dei rifugiati palestinesi in questo paese arabo.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti sono stati presi alla sprovvista da un recente ordine del governo libanese alla sua ambasciata negli Emirati Arabi Uniti, incaricandola di impedire ai profughi palestinesi di tornare alle loro case in Libano.<\/p>\n\n\n\n<p>Tariq Hajjar, consulente legale dell\u2019Osservatorio Euro-Mediterraneo, ha comunicato in una dichiarazione che la circolare include una odiosa discriminazione razziale contro i profughi palestinesi in possesso di documenti di viaggio libanesi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Hajjar ha giustamente insistito sul fatto che \u201ci possessori di questi documenti dovrebbero ricevere un trattamento al pari dei cittadini libanesi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti dovrebbero, come \u00e8 prassi da molti anni. Altrimenti, non c\u2019\u00e8 altro posto dove questi rifugiati possano andare, considerando che il Libano \u00e8 stata la loro casa per decenni, a partire dal 1948, quando Israele espulse con la forza quasi un milione di palestinesi dalla loro patria storica.<\/p>\n\n\n\n<p>I rifugiati, indipendentemente dalla loro razza, etnia o religione, dovrebbero essere trattati con rispetto e dignit\u00e0, indipendentemente dalla complessit\u00e0 politica dei paesi che li ospitano. I profughi palestinesi in Libano non possono essere un\u2019eccezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scorso aprile, l\u2019Associazione palestinese per i diritti umani ha invitato le Nazioni Unite a fornire assistenza finanziaria ai rifugiati palestinesi del Libano, indicando che a causa della pandemia di coronavirus, il 90% dei rifugiati palestinesi in Libano ha perso il lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>In base a leggi libanesi discriminatorie, i rifugiati palestinesi non sono autorizzati a esercitare 72 tipi di professioni accessibili per i libanesi. Questa \u00e8 solo una tra le tante altre restrizioni. Cos\u00ec, i rifugiati palestinesi occupati in Libano, la stragrande maggioranza dei quali sono ora disoccupati, sono in continua competizione all\u2019interno di un mercato del lavoro molto limitato.<\/p>\n\n\n\n<p>Numerosi rifugiati sono stati impiegati in vari progetti gestiti dall\u2019Agenzia delle Nazioni Unite UNRWA.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti di coloro che hanno avuto la fortuna di conseguire diplomi universitari hanno optato per lasciare del tutto il paese, lavorando principalmente nei settori dell\u2019insegnamento, dell\u2019ingegneria, bancario e della medicina nei paesi Arabi del Golfo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, a causa della pandemia, delle gravi difficolt\u00e0 finanziarie patite dall\u2019UNRWA e dei nuovi regolamenti del governo libanese, tutte le opzioni vengono precluse ai rifugiati palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per migliaia di profughi, l\u2019unica opzione rimasta \u00e8 attraversare il Mediterraneo alla ricerca di un migliore status di rifugiati in Europa. Eppure, purtroppo, decine di migliaia di questi profughi stanno vivendo una vita miserabile nei campi europei o bloccati in Turchia. Centinaia sono annegati mentre tentavano questi pericolosi viaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo una recente indagine dell\u2019Amministrazione centrale di statistica libanese, condotta congiuntamente con l\u2019Ufficio centrale di statistica palestinese, solo 175.000 rifugiati Palestinesi, dei 500.000 in passato, risiedono ancora in Libano.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto questo, la tragedia dei rifugiati palestinesi in Libano \u00e8 solo un aspetto di un malessere molto pi\u00f9 grande, unico per l\u2019esperienza dei rifugiati palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>I rifugiati palestinesi siriani sono arrivati \u200b\u200bnel paese a ondate, iniziando con la pulizia etnica sionista della Palestina durante la \u201cNakba\u201d, o catastrofe. Altri sono fuggiti dalle alture del Golan dopo l\u2019invasione israeliana nel 1967. Molti altri fuggirono dal Libano durante l\u2019invasione israeliana del 1982.<\/p>\n\n\n\n<p>Il relativamente sicuro rifugio siriano \u00e8 stato distrutto durante la guerra in corso in Siria, iniziata nel 2011. La missione dell\u2019UNRWA, che ha permesso di fornire supporto diretto a quasi mezzo milione di rifugiati palestinesi in Siria, \u00e8 stata resa quasi impossibile a causa della guerra distruttiva, e dal fatto che centinaia di migliaia di palestinesi sono fuggiti dal paese o sono diventati sfollati interni.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impatto devastante della guerra siriana sui rifugiati palestinesi \u00e8 stata quasi una copia esatta di ci\u00f2 che era accaduto in precedenza durante l\u2019invasione israeliana del Libano nel 1982 e l\u2019invasione americana dell\u2019Iraq nel 2003.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso dell\u2019Iraq, dove \u00e8 fuggita la maggior parte dei 35.000 profughi del paese, la crisi dei rifugiati palestinesi \u00e8 stata particolarmente aggravata. Mentre i palestinesi godevano di uno status di residenza permanente, anche se con nessun diritto di propriet\u00e0, in Iraq, prima della guerra, non sono ancora stati riconosciuti come rifugiati secondo gli standard internazionali, dal momento che l\u2019UNRWA non opera in Iraq. Dopo il 2003 i governi iracheni hanno sfruttato al massimo questo cavillo, spingendo allo sfollamento la popolazione palestinese del paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal suo avvento, l\u2019amministrazione statunitense del presidente Donald Trump ha intrapreso una guerra finanziaria contro i palestinesi, compresa la riduzione di tutti gli aiuti all\u2019UNRWA. Questo atto ignobile ha aggiunto ulteriore sofferenza alle difficolt\u00e0 gi\u00e0 esistenti dei rifugiati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 5 maggio 2020, l\u2019UNRWA, ha dichiarato di avere risorse sufficienti per sostenere le sue operazioni solo fino alla fine del mese.<\/p>\n\n\n\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che, molto prima che Trump prendesse di mira l\u2019agenzia delle Nazioni Unite, l\u2019UNRWA ha funzionato per oltre 70 anni con una vulnerabilit\u00e0 intrinseca.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019UNRWA \u00e8 stata istituita esclusivamente con un mandato dell\u2019ONU che ha fornito all\u2019organizzazione uno \u201cstatus speciale separato\u201d per assistere i rifugiati palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>I governi Arabi, all\u2019epoca, erano ansiosi che l\u2019UNRWA mantenesse questo \u201cstatus speciale\u201d basato sulla loro convinzione che con la nascente crisi mondiale dei rifugiati, derivante principalmente dalla Seconda Guerra Mondiale, avrebbe declassato l\u2019urgenza della situazione palestinese.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, sebbene questa logica possa essere stata applicata con successo negli anni immediatamente successivi alla \u201cNakba\u201d, si \u00e8 rivelata costosa negli anni successivi, poich\u00e9 lo status e la definizione di ci\u00f2 che costituisce un rifugiato palestinese sono rimasti storicamente legati alla portata delle operazioni dell\u2019UNRWA.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 diventato chiaro durante l\u2019invasione americana dell\u2019Iraq nel 2003, ma soprattutto, dall\u2019inizio degli sconvolgimenti politici e delle successive guerre in Medio Oriente nell\u2019ultimo decennio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 precisamente il motivo per cui gli Stati Uniti e Israele sono desiderosi di smantellare l\u2019UNRWA, perch\u00e9, secondo la loro logica, se l\u2019UNRWA cessa di operare, il rifugiato palestinese cessa di esistere con uno status che lo renda unico.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa realt\u00e0 precaria richiede una soluzione urgente e creativa che dovrebbe essere guidata da Paesi Arabi, ONG iscritte all\u2019ONU e dai sostenitori della Palestina, ovunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che \u00e8 necessario oggi \u00e8 l\u2019adozione da parte dell\u2019ONU di una formula che consenta allo status giuridico dei rifugiati palestinesi ai sensi del diritto internazionale di rimanere attivo indipendentemente dalla portata dell\u2019operativit\u00e0 dell\u2019UNRWA, fornendo al contempo ai rifugiati palestinesi il sostegno materiale e finanziario necessario per vivere con dignit\u00e0 fino al diritto al ritorno, conformemente alla risoluzione 194 delle Nazioni Unite del 1948, infine fatta rispettare.<\/p>\n\n\n\n<p>Affinch\u00e9 i diritti dei rifugiati palestinesi vengano mantenuti e gli scenari del Libano, dell\u2019Iraq e della Siria non si ripetano, la Lega Araba deve operare nel quadro del diritto internazionale, come stabilito dall\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite, per salvaguardare lo status giuridico dei profughi palestinesi, attualmente sotto un attacco senza precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p>I rifugiati palestinesi non devono dover scegliere tra la perdita del loro diritto legale e inalienabile nella propria patria e l\u2019accettazione di una vita di perpetuo degrado e incertezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Trad: Beniamino Rocchetto \u2013 Invictapalestina.org<\/p>\n\n\n\n<p>da qui<\/p>\n\n\n\n<p>In Israele, le citt\u00e0 palestinesi vengono schiacciate mentre le citt\u00e0 ebraiche crescono: Human Rights Watch \u2013 rete Italiana ISM<\/p>\n\n\n\n<p>La politica del governo israeliano di schiacciare le comunit\u00e0 palestinesi si estende oltre la Cisgiordania e Gaza fino alle citt\u00e0 e ai villaggi palestinesi all\u2019interno di Israele, ha affermato oggi Human Rights Watch (HRW). La politica discrimina i cittadini palestinesi di Israele e a favore dei cittadini ebrei, limitando drasticamente l\u2019accesso dei palestinesi alla terra per l\u2019edilizia abitativa per favorire la crescita naturale della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Decenni di confisca delle terre e politiche di pianificazione discriminatoria hanno limitato molti cittadini palestinesi a citt\u00e0 e villaggi densamente popolati che hanno poco spazio per espandersi. Nel frattempo, il governo israeliano alimenta la crescita e l\u2019espansione delle vicine comunit\u00e0 prevalentemente ebraiche, molte costruite sulle rovine dei villaggi palestinesi distrutti nel 1948. Molte piccole citt\u00e0 ebraiche hanno anche comitati di ammissione che impediscono efficacemente ai palestinesi di vivere l\u00ec, ha detto HRW in un nuovo rapporto sulla situazione dei palestinesi in Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa politica israeliana su entrambi i lati della Linea Verde limita i palestinesi a densi centri abitati massimizzando al contempo la terra disponibile per le comunit\u00e0 ebraiche\u201d, ha affermato Eric Goldstein, direttore esecutivo in Medio Oriente di Human Rights Watch. \u201cQueste pratiche sono ben note quando si tratta della Cisgiordania occupata, ma le autorit\u00e0 israeliane stanno applicando queste pratiche discriminatorie anche in Israele\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stato israeliano controlla direttamente il 93 percento della terra nel Paese, compresa Gerusalemme est occupata. Un\u2019agenzia governativa, la Israel Land Authority (ILA), gestisce e alloca queste terre statali. Quasi la met\u00e0 dei membri del suo organo di governo appartiene al Jewish National Fund (JNF), il cui mandato esplicito \u00e8 quello di sviluppare e affittare terreni.<\/p>\n\n\n\n<p>da qui<\/p>\n\n\n\n<p>Unrwa senza fondi, rischiano milioni di profughi palestinesi \u2013 Michele Giorgio<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCon il blocco di finanziamenti essenziali all\u2019Oms e il mancato coordinamento con i nostri pi\u00f9 stretti alleati, Trump ha perseguito politiche controproducenti che rendono il mondo meno sicuro. Anche per questo chiediamo di liberare tutti i fondi stanziati dal Congresso a sostegno del popolo palestinese e di ripristinare le relazioni degli Stati Uniti con l\u2019Unrwa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo appello firmato da due deputati democratici, Rashida Tlaib e Alan Lowenthal, la prima di origine palestinese, il secondo un ebreo, \u00e8 stato pubblicato il 2 maggio dal Washington Post. Con l\u2019intento di persuadere la Casa Bianca, di fronte all\u2019emergenza coronavirus nel mondo, a revocare il taglio deciso nel 2018 delle donazioni americane ai palestinesi che ha colpito l\u2019Unrwa, l\u2019agenzia dell\u2019Onu che assiste i profughi palestinesi (oltre cinque milioni), e i progetti di sviluppo nei Territori occupati affidati ad ong locali e alla statunitense Usaid.<\/p>\n\n\n\n<p>Quell\u2019appello non ha avuto effetti sulle scelte di Trump. Cos\u00ec come non ne ha avuti la lettera che 59 membri del Congresso hanno indirizzato all\u2019Amministrazione chiedendo che siano ripresi gli aiuti ai civili palestinesi. Trump finanzia solo le forze di sicurezza dell\u2019Autorit\u00e0 Nazionale che cooperano in Cisgiordania con i servizi segreti israeliani.<\/p>\n\n\n\n<p>I 360 milioni di dollari negati dagli Usa all\u2019Unrwa rappresentano il buco pi\u00f9 vistoso nel bilancio dell\u2019agenzia che ha ottenuto quest\u2019anno donazioni per appena un terzo del suo budget di 1,2 miliardi di dollari per il 2020 e che ha fondi sufficienti solo fino al 31 maggio. \u00abOrmai lavoriamo su base mensile. In questo momento abbiamo finanziamenti per pagare i nostri 30.000 operatori sanitari fino alla fine di questo mese\u00bb, ha avvertito Elizabeth Campbell, direttrice dell\u2019Unrwa a Washington, sottolineando l\u2019\u00abimpatto corrosivo\u00bb che i tagli Usa hanno avuto sull\u2019istruzione e l\u2019assistenza sanitaria ai rifugiati palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche altri donatori hanno ridotto o sospeso gli aiuti all\u2019agenzia. Alcuni di questi hanno dirottato i loro fondi verso l\u2019Unhcr che per le Nazioni Unite assiste tutti i rifugiati. Altri, inclusi quelli arabi, sono sempre pi\u00f9 disattenti verso la condizione dei palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza dimenticare le pressioni di Israele e Usa per chiudere l\u2019Unrwa e costringere Libano, Siria e Giordania ad assorbire in via definitiva i profughi palestinesi che ospitano dal 1948. Il fine \u00e8 quello di proclamare decaduto il diritto al ritorno nella loro terra d\u2019origine assicurato ai rifugiati dalla risoluzione 194 dell\u2019Onu.<\/p>\n\n\n\n<p>A gennaio il capo ad interim dell\u2019Unrwa, Christian Saunders \u2013 subentrato a Pierre Krahenbuhl costretto alle dimissioni dopo la diffusione di rapporto interno su casi di nepotismo e di abuso di autorit\u00e0 \u2013 aveva accusato non meglio precisate organizzazioni filo-israeliane di fare pressioni su parlamenti stranieri per fermare i finanziamenti all\u2019agenzia. Nonostante ci\u00f2 l\u2019Assemblea Generale dell\u2019Onu ha rinnovato fino al 30 giugno 2023 il mandato dell\u2019Unrwa e nominato suo nuovo commissario generale lo svizzero Philippe Lazzarini.<\/p>\n\n\n\n<p>http:\/\/nena-news.it\/unrwa-senza-fondi-rischiano-milioni-di-profughi-palestinesi\/<\/p>\n\n\n\n<p>Israele alle banche palestinesi: stop ai fondi per i prigionieri \u2013 Michele Giorgio<\/p>\n\n\n\n<p>Due filiali della Cairo Amman Bank sono state prese a fucilate, altre banche hanno subito attacchi con molotov e sassate.<\/p>\n\n\n\n<p>Rischia di innescare una sollevazione la decisione degli istituti di credito nei Territori palestinesi occupati di piegarsi al nuovo ordine militare israeliano che prevede la confisca dei sussidi destinati a 12mila prigionieri politici palestinesi (anche gli ex) e alle loro famiglie e a quelle degli uccisi in scontri con l\u2019esercito israeliano, oltre a multe e carcere per chiunque faciliti l\u2019erogazione dei fondi.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi a calmare le acque \u00e8 giunto l\u2019intervento del premier palestinese, Mohammed Shtayyeh, che ha assicurato la netta opposizione dell\u2019Autorit\u00e0 Nazionale (Anp) al provvedimento israeliano. Shtayyeh ha garantito che le banche continueranno, per ora, ad erogare i sussidi. \u00abLe famiglie di prigionieri potranno ritirare (il sussidio) dai loro conti bancari a partire da domenica 10 maggio\u2026Rifiutiamo le minacce israeliane per i fondi assegnati ai prigionieri e alle famiglie dei martiri\u00bb, ha comunicato il primo ministro.<\/p>\n\n\n\n<p>Israele considera quei pagamenti come una sorta di \u00abricompensa ai terroristi\u00bb e da tempo punta a fermarli. E lo scorso anno ha detratto la quota destinata ai sussidi dai fondi che raccoglie mensilmente per conto dell\u2019Anp, derivanti da dazi e tasse sulle merci che entrano o escono dai Territori occupati.<\/p>\n\n\n\n<p>La scorsa settimana le banche palestinesi \u2013 sotto il pieno controllo di Israele per qualsiasi movimento e transazione \u2013 hanno iniziato a chiudere i conti dei detenuti politici dopo aver ricevuto un avvertimento dall\u2019istituto di ricerca israeliano Palestinian Media Watch (Pmw): la mancata chiusura dei conti comporter\u00e0 pesanti sanzioni da parte di Israele poich\u00e9 il versamento dei sussidi rappresenta una forma di favoreggiamento del terrorismo punibile con una multa e una condanna fino a 10 anni di carcere.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Associazione delle banche in Palestina difende le chiusure dei conti motivandole con la necessit\u00e0 di proteggere dal sequestro i fondi destinati ai prigionieri e di tutelare i loro dipendenti dal provvedimento israeliano. Allo stesso tempo invita l\u2019Anp a trovare un altro metodo per effettuare i pagamenti lasciando intendere che le banche non si opporranno l\u2019intimazione di Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>Una posizione contestata da tutte le forze politiche palestinesi. Qadri Abu Baker, capo della Commissione per i prigionieri palestinesi, ha denunciato che almeno cinque banche hanno subito chiuso i conti dei prigionieri e che decine di famiglie sono gi\u00e0 state informate telefonicamente che non potranno pi\u00f9 riscuotere i sussidi presso le loro filiali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato in origine ne La Bottega del Barbieri, 14 Maggio 2020Appelli e articoli di BDS Italia, Majed Abusalama, Awad Abdelfattah, Ramzy Baroud, Rete ISM Italia e due corrispondenze di Michele Giorgio LETTERA APERTA AL MONDO POLITICO E A QUELLO DELL\u2019INFORMAZIONE NO ALL\u2019ANNESSIONE DEI TERRITORI PALESTINESI OCCUPATI! L\u2019amministrazione USA guidata dal presidente Donald Trump, su consiglio&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2020\/05\/palestina-fra-annessione-covid-e-resistenza\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Palestina: fra annessione, Covid e resistenza<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"enabled":false},"version":2}},"categories":[35,36,41,46,42,31],"tags":[],"class_list":["post-3607","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-democrazia","category-diritti-umani","category-guerra","category-minoranze","category-pace","category-palestina","entry"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2vEQL-Wb","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":false,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3607","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3607"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3607\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3610,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3607\/revisions\/3610"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}