{"id":3616,"date":"2020-05-20T01:25:43","date_gmt":"2020-05-19T23:25:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=3616"},"modified":"2020-08-16T04:08:30","modified_gmt":"2020-08-16T02:08:30","slug":"contro-lestetica-della-morte-di-marco-revell","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2020\/05\/contro-lestetica-della-morte-di-marco-revell\/","title":{"rendered":"Contro l&#8217;estetica della morte &#8211; di Marco Revelli"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3618\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Captura-de-Tela-2020-05-19-a\u0300s-20.24.09-1.png\" alt=\"Captura de Tela 2020-05-19 a\u0300s 20.24.09.png\" width=\"918\" height=\"582\" \/><\/p>\n<p>Morte e fascismo hanno sempre marciato insieme. L\u2019estetica della morte ha annunciato l\u2019avvento dei fascismi in Europa e ha segnato il tempo della loro catastrofica fine. Gli squadristi ante-marcia portavano sui loro labari neri il teschio con sotto la scritta \u201cMe ne frego\u201d ad affermare nel disprezzo della morte propria il diritto sovrano a disporre della vita altrui. Cos\u00ec i \u201cproscritti\u201d dei freikorps protonazisti. I macellai dei Battaglioni \u201cM\u201d \u2013 quelli che servivano i tedeschi nel fare il lavoro sporco nei mesi della guerra di liberazione \u2013 cantavano \u201cfiocco nero alla squadrista\/ noi la morte\/l\u2019abbiam vista\/con due bombe e in bocca un fior\u201d. Oppure, ancora, \u201cCe ne freghiamo se la Signora Morte\/fa la civetta sul campo di battaglia\/Sotto ragazzi, facciamole la corte! \/Diamole un bacio sotto la mitraglia!\u201d. Beh, forse mi sbaglio. Ma di quel fondo oscuro esistenziale sento di nuovo un vago odore (vago, certo!), nell\u2019alone funebre prodotto dal coronavirus nel mondo e nella morte seriale che sta disseminando. Ne avverto il retrogusto nelle esibizioni machiste di Bolsonaro in Brasile, nel menefreghismo trumpiano di fronte al dilagare del morbo nelle sue citt\u00e0, nelle teorie dell\u2019\u201dimmunit\u00e0 di gregge\u201d e nelle invocazioni del business must go costi quel che costi da parte dei padroni nel mondo. E anche, si parva licet, nei deliri sgarbiani sulla debolezza del virus e dunque sulla codardia di chi lo teme.<!--more--><\/p>\n<p>Questa presenza morbosa (ossessiva) della morte \u2013 e la conseguente \u201cretorica\u201d ed \u201cestetica della morte\u201d \u2013 nella dimensione esistenziale fascista non \u00e8 un aspetto accessorio, marginale. E\u2019 un carattere essenziale del \u201ctipo umano\u201d fascista, ben radicato nel pessimismo antropologico e storico che ne costituisce il retroterra culturale. In quella \u201cdisperazione culturale\u201d (penso a un libro ormai <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3617\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Captura-de-Tela-2020-05-19-a\u0300s-20.24.09.png\" alt=\"Captura de Tela 2020-05-19 a\u0300s 20.24.09.png\" width=\"918\" height=\"582\" \/>vecchio, ma insuperabile, come The politics of cultural dispair del tedesco Fritz Stern) che nasce dall\u2019idea dell\u2019assoluta intrascendibilit\u00e0 di una condizione umana devastata dalla desertificazione del moderno, rispetto alla quale l\u2019unica via d\u2019uscita da una vita inautentica, impantanata nella banalit\u00e0 spersonalizzante di una quotidianit\u00e0 anonima, appare il \u201cvivere per la morte\u201d, unico punto assoluto di caduta in cui sperimentare l\u2019\u201dautentico\u201d. Non per niente Umberto Eco indica come l\u2019undicesima caratteristica dell\u2019\u201cUr-fascismo\u201d \u2013 del fascismo-matrice, del paradigma fascista \u2013 la cultura della morte, \u201cannunciata come la migliore ricompensa per una vita eroica\u201d. \u201cL\u2019 Ur-Fascista \u2013 scrive, in quel brevissimo ma denso pamphlet intitolato Il fascismo eterno \u2013 \u00e8 impaziente di morire\u201d. Anche se \u2013 aggiunge \u2013 \u201cnella sua impazienza gli riesce pi\u00f9 di frequente far morire gli altri\u201d. O comunque concepisce la \u201cvita degna\u201d come un continuo giocare con la morte, quasi che dall\u2019uscirne ogni volta vivo sia il segno di una qualche superiorit\u00e0 esistenziale: morale da signore, per dirla con Nietzsche, contrapposta alla morale da schiavi di chi non si mette in gioco.<\/p>\n<p>E\u2019 oggi con un senso di orrore crescente, che mi par di vedere le tessere di quel mosaico che si chiama appunto \u201cdisperazione culturale\u201d ricomporsi di nuovo in un quadro inquietante: la stessa sensazione di una condizione di vita inautentica (un vivere privo di futuro perch\u00e9 insostenibile); lo stesso senso di intrascendibilit\u00e0, l\u2019impossibilit\u00e0 del pensiero di un \u201candar oltre\u201d, sebbene i presagi nefasti siano tutti drammaticamente presenti (lo stesso pessimismo storico); la stessa tentazione di un qualche risarcimento mortifero qui ed ora, nell\u2019impossibilit\u00e0 di un\u2019uscita in avanti reale in un futuro storicamente determinabile. E intorno \u2013 effetto della pandemia, come allora fu della guerra \u2013 la danza macabra di una morte seriale, anonima, impietosa nella propria casualit\u00e0 che satura l\u2019atmosfera. E che diviene in qualche modo contagiosa, chiede e provoca l\u2019emulazione esattamente come l\u2019infezione che ne sta all\u2019origine.<\/p>\n<p>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019esibizione macabra quotidiana di un \u201cnuovo fascista\u201d come Jair Bolsonaro, la sua sfida al buonsenso e alla cautela, insistita, reiterata, da bullo da stadio machista e arrogante quale \u00e8, nell\u2019ostentare in pubblico il proprio volto senza mascherina, quasi ad accusare di codardia chi si protegge, se non la forma postmoderna di quella medesima estetica della morte? Che cosa sono le minacce ai governatori che praticano il lockdown contro i suoi ordini? Le frasi sprezzanti verso quei lavoratori recalcitranti ad andare a contagiarsi in fabbrica (\u201cE quem n\u00e3o quiser trabalhar que fique em casa, porra\u201d ovvero \u201cChi non ha voglia di lavorare stia a casa, cazzo!\u201d)? L\u2019annuncio presidenziale di un barbecue nel giorno del lockdown e in generale la guerra dichiarata dal presidente a tutte le autorit\u00e0 sanitarie in nome dell\u2019amore del rischio e del business, che \u00e8 costata al Brasile una strage continua (soprattutto di poveri: i 13.000 morti censiti finora sono indicati da fonti indipendenti come sottostimati tra le 10 e le 15 volte). E intanto, mentre recita il suo squadristico \u201cmenefrego\u201d a Brasilia, in Amazonia prepara e permette il genocidio degli indigeni per contagio (\u201ctrecentomila persone indifese, esposte deliberatamente al contagio, gi\u00e0 questo sarebbe abbastanza per parlare di crimine contro l\u2019umanit\u00e0\u201d ha detto il grande fotografo Salgado: ventimila cercatori d\u2019oro che penetrano nella foresta, gli evangelici che arrivano in elicottero e portano il morbo ovunque, \u201csiamo sull\u2019orlo della catastrofe. Pi\u00f9 ancora di cinquecento anni fa, quando le malattie decimarono le popolazioni native\u2026 ora rischiamo l\u2019estinzione totale\u201d).<\/p>\n<p>D\u2019altra parte che cos\u2019\u00e8 il reiterato, ostentato, disprezzo di Donald Trump per chiunque mostri prudenza o timore di fronte alla marcia devastante del Covid-19? L\u2019irrisione degli scienziati e dei politici che suggeriscono o mettono in pratica misure di tutela della vita, la sua personale guerra al povero Anthony Fauci reo solo di \u201csapere\u201d mentre lui vorrebbe \u201cosare\u201d. Cosa esprimono le bande di teppisti armati che rispondendo alla sua chiamata assediano gli uffici dei governatori colpevoli di voler salvare vite, se non una replica post-novecentesca dello squadristico \u201cme ne frego\u201d? Di un dissennato, irragionevole ma potentissimo desiderio di mostrarsi \u201cpi\u00f9 forte della morte\u201d e ottenere da questo l\u2019investitura da Signore. Ovunque c\u2019\u00e8 uno strato, pi\u00f9 o meno ampio a seconda del grado di re-imbarbarimento del Paese, che trova nella sfida del virus il \u201ccampo d\u2019onore\u201d nel quale misurare se stesso e trovare una mortifera conferma di un Io traballante. Le pi\u00f9 recenti immagini del Presidente impudicamente a volto scoperto, unico senza mascherina, a marcare la differenza tra il Superuomo e gli ometti comuni (ultima esibizione proprio in una fabbrica di mascherine) sono la rappresentazione plastica di quell\u2019estetica della morte tragicamente ritornante.<\/p>\n<p>In visita alla fabbrica di mascherine Honeywell senza mascherina \u2013 I Signori e gli altri\u2026<\/p>\n<p>D\u2019altra parte che cos\u2019\u00e8 qui da noi quella squilibrata nei toni e irresponsabile nei contenuti \u201cLettera a Mattarella\u201d, sottoscritta da 74 personalit\u00e0 rappresentative di quello che \u00e8 stato descritto come il \u201cGotha atlantico neo-con\u201d, contro l\u2019\u201dOrco filantropico\u201d che in nome del contenimento della pandemia e del salvataggio del maggior numero possibile di vite umane sacrificherebbe brutalmente la libert\u00e0, se non un\u2019 obliqua, non-detta ma implicita assunzione in \u201cnon cale\u201d della morte, accettata, messa in conto, accolta (quella altrui) come condizione della pienezza della vita (propria). L\u2019idea, perversa, che la vita \u201cornata\u201d (e onorata) degli uni \u2013 dei forti, degli Herren, dei Signori \u2013 per esser vissuta appieno, possa (e debba) presupporre l\u2019esposizione alla morte della \u201cvita nuda\u201d degli altri.<\/p>\n<p>L\u2019abbandono al rischio delle vite di scarto, le vite-non-vite dei fragili, dei vecchi, dei malati cronici, dei confinati nei cronicari, la cui sopravvivenza non dev\u2019essere di ostacolo al pieno dispiegarsi della libert\u00e0 dei sani, dei giovani, dei produttivi, dei dinamici, delle \u201ceccellenze\u201d\u2026 E poi Salvini: Salvini (16 marzo) che a volto scoperto passeggia per Roma con la fidanzata in pieno confinamento; Salvini (27 aprile) che senza mascherina invoca \u201cdopo 47 giorni di reclusione basta! Fateci uscire, fateci guadagnare, fateci lavorare\u201d; Salvini (30 aprile) che ancora una volta senza nessuna protezione, annunzia l\u2019occupazione delle aule parlamentari per rivendicare date certe e riaperture rapide, mentre le immagini dei manipoli leghisti accampati nell\u2019aula (\u201csorda e grigia\u201d?) fanno il giro del mondo\u2026 E\u2019 difficile immaginare, quando il velo funebre della pandemia si sollever\u00e0, in quale mondo ci troveremo a vivere. In quale societ\u00e0. In quale politica.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 vero che un indizio non vale una prova, ma se il buon giorno si vede dal mattino temo che dovremo mettere in conto che questa cultura della morte continuer\u00e0 ad aggirarsi tra di noi mettendo la propria ipoteca sui modelli di governo e di comando che regoleranno i nostri sistemi di relazioni, se non sapremo \u201criaprire il tempo\u201d. Non solo immaginare ma avviare una qualche forma di trascendimento dell\u2019esistente che ci salvi dalla \u201cdisperazione culturale\u201d. Se dovesse sciaguratamente prevalere il \u201ctutto come prima\u201d, cadremmo in un\u2019infinitamente peggio di prima, di cui il Novecento ci ha gi\u00e0 offerto esempi terrificanti.<\/p>\n<p>In un luminoso documento del collettivo \u201cMalgrado tutto\u201d intitolato Piccolo manifesto in tempi di pandemia, accanto alla denuncia del pericolo (\u201cl\u2019esperienza che viviamo offre al biopotere un terreno di sperimentazione senza precedenti: la possibilit\u00e0 di disciplinare e controllare le popolazioni di interi paesi e continenti\u201d), contiene una ricetta salvifica nel riconoscimento della nostra fragilit\u00e0 condivisa (\u201ccapiamo che non si tratta di essere forti o deboli, vincenti o perdenti, ma che esistiamo, tutte e tutti, attraverso questa fragilit\u00e0 che ci permette di provare la nostra appartenenza al comune\u201d).<\/p>\n<p>Bene, costruire questa \u201ccomunit\u00e0 dei fragili\u201d per la vita, in alternativa alle tetre \u201cCompagnie della morte\u201d dei forti, \u00e8 la via.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Morte e fascismo hanno sempre marciato insieme. 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